Cosa vogliamo veramente ?

Prima di pubblicarlo ho sottoposto questo pezzo all’attenzione del Grande Capo Estiqaatsi, che dopo averlo vagliato attentamente si è espresso: “Estiqaatsi di quello che pensi… crede che è molto saggio e che gente dovrebbe sapere”. Quindi mi sono deciso a metterlo su. Mi scuso in anticipo per alcuni “personalismi” che potrebbero annoiare qualcuno, ma sono abituato a parlare di quello che conosco, e mi conosco abbastanza bene.

Da dove nasce questa digressione ? Oggi si parlava amabilmente di comunismo, di Valori, di frenesia della vita moderna (aggiungerei in memoria del buon Calindri, il “logorio” della vita moderna), di cose così. Questo ha dato la stura a tutta una serie di pensieri di cui troverei simpatico discutere, e mi da’  l’occasione per presentarmi meglio, anche se ci conosciamo già.

L’immagine in apertura, nonostante l’espressione assorta, ritrae il sottoscritto in un momento di pace col cervello… uno di quei momenti in cui nascono le elucubrazioni mentali cui ormai siete tutti abituati… 😉

Allora, dicevo, la domanda da 10 milioni di euri che mi (vi) pongo è: “ma quello che pensiamo di volere, siamo veramente noi a volerlo” ? E se non siamo noi, chi è ? E come ha fatto a convincerci ?

Così, di primo acchitto, viene subito da pensare alle sollecitazioni “esterne”, il bombardamento quotidiano che subiamo dai media, dalla società, dai conoscenti e talvolta dagli sconosciuti: abbastanza facile “fare pulizia” in questo caso… quante volte ci è capitato di uscire da un negozio con un oggetto che non volevamo veramente comprare, con una cosa che tornati a casa ci rigiriamo fra le mani per un po’, poi la buttiamo da una parte e ce la scordiamo là ? Quel pelapatate che sullo scaffale ci era sembrato così indispensabile, oppure quella sveglia che proietta l’ora sul soffitto che ci sembrava così “cool” e che poi alla prima occasione sbattiamo per terra e si apre in due come una cozza… queste sono cose piccole, è vero, ma guardate che succede anche con roba “di peso”.

Quante volte vi siete maledetti in silenzio per esservi fatti prendere da un mobile, una camera, una cucina, solo perchè sembrava (sembrava) così carina e conveniente fin quando non vi si è smontata fra le mani oppure non l’avete vista per due volte di seguito, uguale uguale, in casa di altrettanti amici (che la guardano tutti con la vostra stessa espressione dubbiosa) ?

A volte capita anche con le macchine (che comunque è roba che costa): mi sono sempre chiesto cosa potesse spingere un essere umano raziocinante a comprarsi (facendo magari le rate) che so, una Skoda, o altra roba che non nomino… eppure le hanno vendute !

Vogliamo poi parlare di tutto ciò che è elettronica di consumo ? Computer, cellulari, televisori, stereo, gadget vari e chi più ne ha più ne metta. Quanta di questa roba la volevamo veramente ?

Ma fin qui il discorso è facile. L’ho detto all’inizio, siamo martellati ogni minuto della nostra vita, prima o poi ci si casca, nulla da fare. Ci sono dei sistemi per resistere, io ne ho trovati alcuni, poi vi dico e li confrontiamo. Però quello che mi preme in questa sede è estendere il discorso a temi un po’ più “delicati”. La nostra Vita, per esempio.

Diciamo che, secondo il pensiero approvato e diffuso (perlomeno nella nostra parte di mondo), una persona per affermare che “sta vivendo” dovrebbe:

1) – crescere sana, studiare e giocare in giusta misura, fare sport e rispettare i propri genitori;

2) – seguire un percorso di studi che le dia la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, oppure;

2bis) – qualora non ne abbia le possibilità inserirsi comunque nel mondo del lavoro;

3) – trovarsi (o farsi trovare) un impiego ragionevolmente stabile e redditizio;

4) – sposarsi e “farsi una famiglia”;

5) – munirsi di una degna abitazione (meglio se di proprietà);

6) – crescere uno o più figli sani ed educati ed introdurli successivamente al mondo del lavoro;

7) – vivere in pace, farsi almeno un mese di vacanze l’anno, comprarsi una o due macchine;

8 ) – avere un hobby;

9) – assicurarsi che i figli possano ripetere il ciclo dal punto 1.

OK. E chi l’ha detto ? Noi lo diamo per scontato, certo, scommetto che tutti, leggendo avete pensato “embè ? Che c’è di strano ?”. Ne sono certo, lo penso anche io… ma ripeto la domanda: chi cazzo l’ha detto che DEVE essere così ? A noi sembra di volerle, queste cose, sembra che scaturiscano da una nostra volontà precisa, ma è davvero così ?

Oppure (a tutto un altro livello, e fondato su tradizioni e stratificazioni millenarie) è frutto anche questo di un condizionamento mentale come per il pelapatate di Ikea ?

Già vi sento, state pensando che ho fuso del tutto… però faccio un’altra precisazione: non contesto gli eventi del “ciclo della vita” (nascita – crescita – riproduzione – tutela dei figli – passaggio di consegne), che sono in fondo l’unico motivo per cui la razza umana ancora esiste. Contesto le modalità con cui si svolgono (con cui ci “costringono” in un certo senso a svolgerle), e tutte le sovrastrutture inutili che nel tempo ci si sono attaccate sopra.

Attenzione, perchè le “sovrastrutture” e le modalità sono tutte cose che ci “obbligano” a fare qualcosa e /o ci portano (chissà com’è) a “spendere soldi“. Cose che ci rendono in un certo senso “schiavi”, e che ci tolgono risorse.

Faccio un esempio pesante e stupido allo stesso tempo: il matrimonio.

Quante coppie conoscete che fosse per loro non si sarebbero mai sposate (quanto meno per non buttare inutilmente quei 30 – 50.000 euri che ti partono per una cerimonia dignitosa) ma l’hanno comunque fatto per fare contenti i genitori, o per non fare brutta figura, oppure per i futuri figli perchè “se nascono da una coppia non sposata avranno solo rotture di coglioni”? E quindi vai con lo sposalizio: “costretti” ed alleggeriti nel portafogli, anche contro la loro volontà. Come vedete, la costrizione non viene nemmeno avvertita, sembra normale, siamo condizionati per predisposizione, semplicemente non ce ne accorgiamo.

Oppure, quanta gente non vive dove vorrebbe perchè è condizionata dalla vicinanza con i genitori, o col posto di lavoro ? Personalmente conosco gente che aveva una casetta da sogno ed è finita allo sprofondo solo perchè la mattina ci metteva mezz’ora in meno per arrivare al lavoro. Una vita vissuta in una casa che non ti piace per dormire mezz’ora in più. Sembra normale ? Eppure è così.

Allora, la domanda ritorna: ci lamentiamo tutti della frenesia della vita e ci sentiamo frustrati perchè non riusciamo a raggiungere degli obiettivi… ma siamo sicuri che questi obiettivi siano veramente i nostri ?

(ammazza che pippone che ho scritto… peggio di Marco. Per questioni di lunghezza rimando la parte “sistemi per non farsi prendere dallo shopping compulsivo” ad un prossimo articolo)

39 pensieri riguardo “Cosa vogliamo veramente ?”

  1. Rubikondo entra nel club degli sforna-pipponi 😀

    Albert domani ti mando un’po di cose via mail,su alcune facci un pensierino 🙂

    Bònaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  2. Sono onorato dell’invito ma per ora preferisco sfogarmi con qualche commento sporadico. Magari tra qualche settimana ci ripenso…

  3. ahhhhhhhhh cazzari ma non avete una mazza da fare…lavorare ,mangiare o suonare la tromba?

  4. Quello che io voglio veramente si riassume essenzialmente nella triade
    sesso
    cibo
    salute

    piu’ uno stimolo intellettuale costante….conoscenza o intrattenimento che sia. Essendo di gusti raffinati, preferisco libri, cinema, cultura e converszione alla TV e ai giornali di gossip
    il resto sono mezzi per ottenere quanto sopra, possibilmente in quantita’ ragionevole e con costanza

  5. Somigli a Samuele Cavallo in questa foto! L’attore della soap napoletana Un posto al sole che interpreta Samuel… che suona il piano e canta anche 😁

  6. È di un bel po’ di tempo fa…
    Me lo devo andare a cercare questo Samuele… Mia madre vede un posto al sole dalla prima puntata, io non ne ho mai visti manco cinque minuti. 😉

  7. Marì: visto. Beh, che dire, la somiglianza è dovuta all’ effetto “barba” più che altro 😉 Poi qui ero decisamente sottopeso (uscito da una fase complicata della vita), ora sono un quasi anzianotto, molto più tranquillizzante, diciamo un “family man”. Il mio aspetto attuale lo trovi qui:

    BUON NATALE.

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