Caderci con tutte le scarpe

Pubblicato: 14/06/2011 da perplessa in Generale, L' Angolo di Perplessa
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Nei giorni scorsi, anche su questo blog, si è parlato della storia di Amina….Come tutti sapete si è scoperto che questa blogger altro non era che un trullalero creato dal fratello gemello di Giuliano Ferrara….Riporto, anche per chi non è aggiornato sulla vicenda, parte dell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera.

“A giudicare dalle prime battute del dibattito che già infuria in rete il caso di Amina, la blogger lesbica siriana perseguitata a Damasco che era invece un barbuto attivista politico americano residente in Scozia, rischia di alzare altra polvere sulla questione, ormai annosa, della credibilità del sistema informativo nell’era delle tecnologie digitali.

E’ evidente che l’informazione digitale ha reso tutto molto più complesso per almeno tre motivi: 1) la moltiplicazione delle fonti e dei canali informativi ha trasformato il sistema dell’informazione in una babele di voci che rimbombano rendendo sempre più difficile selezionare, individuare i punti deboli delle storie, verificare; 2) l’accelerazione del ciclo informativo, l’esigenza di pubblicare in tempo reale la notizia sui siti, prima ancora di proporle sul giornale del giorno dopo o nel tg serale, riduce ulteriormente i margini per un controllo approfondito; 3) il progressivo assottigliamento delle redazioni dei “mainstream media”. Riducendo il numero dei giornalisti – misura adottata quasi ovunque ma soprattutto negli Usa per cercare di riportare in attivo i conti in tempi di crisi – gli editori finiscono per ridurre anche la capacità delle testate più serie e credibili di fare le loro verifiche.

La scoperta che quello di Amina Arraf era un falso costruito ad arte ha sicuramente gettato nello sconforto le testate che, come l’inglese Guardian, avevano puntato con convinzione sul dramma della «gay girl» di origine americana perseguitata dal regime di Assad. Tom MacMaster, l’attivista americano che si dice un sostenitore della causa palestinese, ha cominciato a impersonare in rete il falso personaggio a febbraio, ma solo il sette maggio i giornali anglosassoni si sono accorti della storia e hanno cominciato a raccontarla. Un mese dopo, la scoperta della truffa: l’8 giugno il Guardian rimuove dal suo sito le immagini della presunta «eroina» siriano-americana perseguitata a Damasco. La persona ritratta, si scopre, è Jelena Lecic, una ragazza croata che lavora a Londra: dice di aver subito un furto d’identità. Le foto di una festa di compleanno, messe su Facebook, sono finite su un altro profilo personale.  La storia, conclusasi domenica con una lettera nella quale MacMaster confessa di aver costruito il falso e si scusa, ha ancora molti lati oscuri. L’anziano studente americano (a 40 anni sta cercando di ottenere un master all’università di Edimburgo) dice di aver voluto esplorare i confini tra realtà e finzione.
MacMaster probabilmente la farà franca. Colpa della stampa «credulona»? Certo, c’è stata troppa enfasi prima delle verifiche. Ma controllare in un Paese in cui infuria una guerra civile, governato da una dittatura feroce che non vuole testimoni fra i piedi, è assai difficile. Non fosse finita su giornali e tv, la storia della falsa perseguitata non avrebbe avuto un risalto mondiale, ma probabilmente avrebbe continuato a proliferare in rete. Alla fine sono state proprio le ricerche incalzanti del Washington Post, della radio pubblica americana (Npr) e di un sito filopalestinese (Electronic Intifada) a far emergere una realtà diversa da quella che era stata descritta.”

Ora…a parte l’empatia che si era creata nei confronti di questa ragazza, a parte l’ingenuità di tutti quelli (compresa la sottoscritta) che hanno creduto alla sua battaglia, che si sono commossi e che l’hanno diffusa….la cosa che mi ha fatto letteralmente girare le palle non è tanto l’essere passata per credulona, ma la motivazione data dal Giuliano Ferrara americano! Ha “voluto esplorare i confini tra realtà e finzione”….fottendosene una beata mazza del fatto che esistono persone che giorno dopo giorno combattono quelle battaglie che lui ha – opinione personale – sbeffeggiato. Io sono indignata.

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commenti
  1. marchettino73 ha detto:

    Mi associo in pieno.
    E aggiungo un Vaffanculo a tutti i tom macmaster su questa palla.

    Non si tratta di essere creduloni,vista la situazione in Siria la cosa ci stava tutta.
    Bisogna fare attenzione

  2. perplessa ha detto:

    eh si….
    se avesse detto “l’ho fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla difficoltà di questo popolo”
    avrei anche potuto capire….sei sempre un cazzaro ma almeno hai un fine nel fare le cose, condivisibile o meno ma pur sempre un fine
    invece così è stata l’idiozia di uno che ha voluto sentirsi figo

  3. Atarassia ha detto:

    aggiungerei un quarto motivo: i media devono rispondere al volere dei governi e alle loro politiche. la verità mainstream riportata solitamente deve portare l’opinione pubblica in una determinata direzione. per esempio quante notizie leggere sui bombardamenti della NATO e quanto risalto viene dato?
    http://www.voltairenet.org/Libye-les-preuves-en-images-du
    chi ha fegato segua il link, per gli altri lasciate stare.

  4. lorenz sloggato ha detto:

    uno studente di 40 anni…..mazza. Perfezionista

  5. Albert1 ha detto:

    Come ebbi già modo di dire, è il bello di Internet ! Le cazzate montano in fretta e, se sono cazzate, si smontano altrettanto velocemente.

  6. perplessa ha detto:

    ci sono cazzate e cazzate

  7. reggibirra ha detto:

    ah è una cazzata .

  8. perplessa ha detto:

    yesssssssss

  9. lorenz sloggato ha detto:

    Non sono mai stato a Damasco. Ma se e’ come mi hanno raccontato, si subodorava la cazzata da lontano. Mai si sarebbe potuto aprire un blog del genere…il governo lo avrebbe oscurato il 3 giorni
    Poi la foto…le siriane non hanno quei tratti somatici. Potevano chiedere a me prima di partire col tam tam

  10. perplessa ha detto:

    eh beh….lorenz profondo conoscitore del tutto!
    ^_^

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