Il mio “de best buk in de Uord”

Pubblicato: 18/10/2011 da chica in Generale

E così rispondo alla richiesta di Lorenz. Questo è il mio libro preferito in assoluto insieme al meno famoso (per me ) “Lo zen e le Arti Marziali”

Mi piacerebbe sapere se condividete almeno in parte ciò che spiega e descrive.

I 36 Stratagemmi

L’arte segreta della strategia cinese per trionfare in ogni campo della vita quotidiana

I 36 stratagemmi rappresenta un distillato di cinque millenni di strategia bellica, che travalica l’angusto ambito militare rendendone i contenuti attuali ed efficaci nei campi più disparati: dalla psicologia alla politica, dal business al management, dall’educazione alla diplomazia, dalla comunicazione al marketing, dall’etica alle relazioni umane.

I 36 stratagemmi introduce il lettore a una scienza progredita del comportamento umano, un’evoluta psicologia delle debolezze e delle forze degli individui all’interno del contesto strategico per controllare gli altri senza esserne controllati, per indurli a fare qualcosa senza che se ne accorgano, per agire a loro insaputa o, ancora, per creare deliberatamente agitazione nel contendente e produrre determinate reazioni e movimenti.

Caratterizzato da uno stile terso e da una grande perspicacia, il testo svela le leggi del successo e offre suggerimenti su come sconfiggere l’avversario con l’astuzia. Lo stratega ideale, infatti, è colui che non combatte e che, se costretto a farlo dalle circostanze, tiene un comportamento simile a quello dell’acqua, che ottiene la vittoria senza lottare Dopo aver attraversato i millenni, I 36 stratagemmi si propone oggi come un testo validissimo e non stupisce che attualmente, in Oriente, sia considerato un’opera per l’educazione dei manager, il cui scopo è l’invincibilità.

Gianluca Magiinsegna “Storia delle religioni in Cina” presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (Corso di laurea in Lingue e Civiltà Orientali) e “Induismo e buddhismo” presso la Facoltà di Sociologia (Corso di laurea specialistica in Antropologia ed epistemologia delle religioni) dell’Università di Urbino. Nel 1997 a Rimini ha fondato la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa dove insegna tuttora. Compie numerosi viaggi in Oriente durante i quali ha potuto approfondire i suoi interessi psicologici, spirituali e linguistici. Da queste varie esperienze, ha elaborato una tecnica di lavoro di sviluppo interiore che integra le tecniche di meditazione del sufismo la psicoanalisi e la psicologia transpersonale.Ed eccoli qua, tradotti, mentre nel libro ognuno di questi viene rappresentato da un episodio bellico.

Stratagemmi per vincere(*)
I “Attraversare il mare ingannando il cielo”: è lo spostare l’attenzione dell’avversario su particolari poco rilevanti.
II “Assediare Wei per salvare Zhao”: è più saggio sferrare un attacco quando le forze nemiche sono disperse.
III “Uccidere con una spada presa a prestito”: indurre un nostro alleato ad attaccare il nemico, per mantenere la propria energia.
IV “Attendere riposati l’avversario affaticato”: attendere, mantenendosi in difesa, lo scoramento del nemico.
V “Approfittare dell’incendio per darsi al saccheggio”: attaccare direttamente il nemico, quando si trova in un momento critico.
VI “Clamore a Oriente, attacco a Occidente”: attaccare quando il nemico perde il controllo ed è nella confusione.

Stratagemmi per il contrattacco
VII “Creare qualcosa dal nulla”: indurre nel nemico una credenza non corrispondente alla realtà, che possa produrre in lui angoscia e paura riguardo all’esito della battaglia.
VIII “Avanzare di nascosto verso Chenchang”: attaccare di sorpresa, di soppiatto.
IX “Osservare l’incendio sulla riva opposta”: aspettare tranquillamente quando un conflitto interno è in atto nella fazione opposta e prepararsi per il vantaggio che ne deriverà.
X “Celare un pugnale dietro un sorriso”: abbassare la guardia del nemico, tramite finte dimostrazioni di benevolenza nei suoi confronti e conseguentemente attaccarlo.
XI “Far appassire il prugno al posto del pesco”: sacrificare una parte a favore del tutto, quando la sconfitta è inevitabile.
XII “Portar via la pecora che capita sotto mano”: trasformare qualsiasi pur piccola negligenza del nemico in proprio vantaggio.

Stratagemmi per l’attacco
XIII “Battere l’erba per spaventare i serpenti”: far muovere prima l’avversario, per capirne la tattica.
XIV “Prendere a prestito un cadavere per rifondervi lo spirito”: sfruttare tutte le forze, anche i deboli, sfruttando il fatto che essi hanno più bisogno di te di quanto tu non lo abbia di loro.
XV “Snidare la tigre dalla montagna”: usare le circostanze naturali sfavorevoli per intrappolare il nemico in una posizione difficile, usando poi l’inganno nel farlo uscire dalla sua stessa gabbia, per attaccarlo.
XVI “Allentare la presa per serrarla”: non colpire troppo duramente le forze nemiche; esse risponderanno ferocemente. Ritardare attentamente l’attacco.
XVII “Lanciare un mattone per ottenere una giada”: usare un’esca per snidare il nemico e attaccarlo.
XVIII “Catturare i banditi agguantandone il leader”. Colpendo il loro capo, i nemici cederanno.

Stratagemmi per confondere
XIX “Togliere l’erba da sotto il pentolone”: evitare lo scontro diretto con un nemico più forte, cercandone invece il punto debole.
XX “Intorbidire l’acqua per catturare i pesci”: creare confusione per lasciare l’avversario senza punti di riferimento.
XXI “La cicala dorata abbandona il guscio”: far credere al nemico di non essere in una posizione precedente all’attacco.
XXII “Chiudere le porte per catturare il ladro”: davanti al nemico debole, circondarlo e distruggerlo. Non lasciarlo ritirarsi, mettendo se stessi così in una posizione sfavorevole nel ricorrerlo.
XXIII “Allearsi ai lontani per attaccare i vicini”: è più facile conquistare i nemici vicini che i lontani. E per far questo ci si può alleare temporaneamente con i nemici lontani.
XXIV “Fingersi di passaggio per occupare Guo”: aiutare, con le proprie truppe, chi è minacciato dai propri nemici, per allargare la propria sfera di influenza.

Strategemmi per l’avanzamento
XXV “Rubare la trave, sostituire la colonna”: fiaccare la resistenza principale della truppa nemica, inducendo frequenti cambiamenti nella sua formazione di battaglia.
XXVI “Additare il gelso per maledire la sofora”.
XXVII “Fingersi stolti ma non pazzi”: meglio fingersi stupidi, nascondendo la propria forza all’avversario.
XXVIII “Far salire sul tetto e portar via la scala”: dare a credere al nemico l’esistenza di alcuni fittizi punti di debolezza proprii, per farlo entrare attraverso di essi e così intrappolarlo.
XXIX “Far spuntare i fiori sull’albero”: usare apparenze ingannevoli per fare apparire la propria truppa più potente di quanto non sia.
XXX “Mutarsi da ospite in padrone di casa”: estendere abilmente la propria influenza nel nemico, mettendolo finalmente sotto il vostro controllo.

Stratagemmi nella perdita
XXXI “Stratagemma della bellezza femminile”: sottomettere il comandante della truppa avversa, giocando sulle sue debolezze riguardo ai piaceri sensuali.
XXXII “Stratagemma della città vuota”: quando siete in inferiorità, scegliete deliberatamente una tattica di non difesa per confondere il nemico.
XXXIII “Stratagemma della spia che torna sui propri passi”: usare la spia del nemico, dandole a credere falsi progetti di strategie future.
XXXIV “Stratagemma dell’autolesionismo”: dare prova agli occhi del nemico di essere stati vinti da lui, dimostrandogli genuinità e ingenuità.
XXXV “Concatenamento degli stratagemmi”.
XXXVI “La fuga è lo stratagemma migliore”: quando il nemico è troppo potente, ritirarsi

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commenti
  1. lezzzy ha detto:

    Notte gente…. bella chiaccherata .

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