Studia studia

Pubblicato: 06/11/2011 da marchettino73 in Generale
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Doveva partire per Arcore, invece Berlusconi resta asserragliato a Palazzo Grazioli. A studiare i numeri della sua barcollante maggioranza. Ma anche costretto a ragionare sul fatidico passo indietro che gli chiede Casini, diventato determinante per l’iter della legge di stabilità. I due deputati passati all’Udc infatti hanno fatto perdere al Pdl la maggioranza in commisisone Bilancio.

Il premier passa ore a scartabellare le tabelline di Verdini che ha diviso i malpancisti del Pdl in “recuperabili” e “irrecuperabili”. A chiamare i parlamentari uno per uno, come confida a Guzzanti (sondato in quanto irrequieto) «non per orrendo calciomercato ma per rimotivarli anche con incarichi meritati».

In tarda mattinata girano, per l’ennesima volta, voci che vorrebbero il premier dimissionario. Le smentisce Alfano dando però il segnale di una trattativa in corso: «Non si dimette. Ma ci sarà un confronto per favorire il più vasto concorso possibile di forze politiche e sociali» sulle misure anti-crisi. Poi esce una nota di Palazzo Chigi: «Girano pettegolezzi, mi spiace deludere i nostalgici della Prima Repubblica ma continuo nella battaglia di civiltà».

Al di là delle dichiarazioni di bandiera, però, la situazione è assai cupa. Con il passaggio di Bonciani e D’Ippolito all’Udc il Pdl non ha più la maggioranza in Commissione Bilancio a Montecitorio. Il che significa che la legge di stabilità non ha nessuna possibilità di approdare in aula senza un accordo. A Berlusconi lo ha detto Alfano di buon mattino: «Bisogna trattare con Pier».

ALLA SCOPERTA DEL BLUFF
Il Cavaliere, nonostante sia isolato, vuole vedere se c’è un bluff in corso sui numeri della coalizione. Nel drammatico vertice notturno di venerdì Letta, Alfano, Verdini, lo han- no messo in guardia: stavolta non ce la facciamo. «Guarda che la maggioranza non c’è più». Ieri si è aggiunto il governatore lombardo Formigoni: «Se Silvio lasciasse sarebbe una scelta saggia». Un’altra voce autorevole per l’allargamento a Casini. Proprio quello che Calderoli considererebbe «un colpo di Stato».

È l’ultima strenua trattativa dentro il Pdl: convincere il premier a farsi da parte appena incardinate le misure europeee – tra il voto al Senato e quello alla Camera sulla legge di stabilità – a favore di un governo di centrodestra allargato a quel punto all’Udc. Un’opzione su cui sono impegnati i ministri azzurri e che invece registra le freddezza degli ex An, da La Russa a Gasparri. E che, nella Lega potrebbe coinvolgere Maroni mentre verrebbe subita da Bossi e Calderoli.

I tempi però sono lunghi. E al di là di auspici e contatti frenetici non è detto che ci si arriverà. Tremonti, sodale di necessità a Cannes, al Cavaliere aveva sussurrato i suoi peggiori timori: «Se non lasci lunedì (domani, ndr) i mercati ti azzannano. È questa la maggiore, la più rischiosa incognita per esecutivo e Paese: la reazione dei mercati finanziari. Con l’Italia osservata speciale, e gli ispettori del Fmi in arrivo.

Tutto si gioca nelle prossime 48 ore: martedì a Montecitorio è calendarizzato il voto sul rendiconto dello Stato dove i frondisti preparano l’agguato. Doppio: astensione (se non voto contrario) in aula e lancio dei gruppi parlamentari per sfilacciare ancora il centrodestra. Fino a quel momento, è un’asta all’ultimo parla- mentare. Il Cavaliere ha promesso a Guzzanti che non si candiderà più, farà il «padre nobile» e darà solo buoni consigli. Con Antonione ha sfoderato l’ironia: «Sono dove vorreste mandarmi: a casa». I deputati ritenuti più malleabili, da Bertolini a Straquadanio, sono convocati martedì. Chi ha parlato con lui lo ha trovato stanco, giù di tono, amareggiato. Ha insistito sul «senso di responsabilità», sull’obbligo di votare rendiconto e legge di stabilità, misure che «l’Europa ci chiede». Ha promesso incarichi, valorizzazioni «una nuova fase di rilancio». Ma senza convinzione.

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commenti
  1. steffa88 ha detto:

    è questione di tempo, speriamo il più breve possibile. se non darà le dimissioni ci vuole subito una mozione di sfiducia, sempre che non si adoperi prima Napolitano, ma sembra di capire che questa responsabilità non se la vuole prendere

  2. sergione1941 ha detto:

    Anche la “gallina” Carlucci ha abbandonato il PDL per l’UDC.
    Sarà contento Casini? Rischia di abbassare di molto la qualità media dei suoi perlamentari.

  3. Giangius ha detto:

    Affonda nel fango che ti sei creato, Babbeo.

  4. alc0r ha detto:

    @sergione: non c’e’ pericolo… per uno che ha persone come Cuffaro come grandi esponenti del suo partito e’ impossibile scendere di piu’ in qualita’ media…

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