A al quadrato meno B al quadrato si pòle scrive anche (a piú b) per (a meno b).

Pubblicato: 20/11/2011 da marchettino73 in Il Centrodestra che lo prende tra le mele
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A Otto e mezzo, il governatore del Piemonte ed esponente leghista, Roberto Cota, ci ha informati che:

«In Francia, il rapporto deficit-Pil, considerati tutti i titoli greci che ha in pancia, è al 130 per cento»

Dunque, da dove cominciare? Premesso che non conosciamo la fonte di questa notizia, soprattutto riguardo il valore del 130 per cento (potrebbe essere una riunione di redazione della Padania finita a salamelle e fiaschi di rosso), al limite dovremmo parlare di rapporto debito-Pil, visto che il deficit è relativo ad un solo esercizio di bilancio. Ma soprattutto c’è qualcuno, tra gli psichiatri presenti in sala, che riuscirebbe a spiegare a Cota che i titoli esteri non sono posseduti dal governo francese ma dalle banche transalpine (per le quali non sono comunque debito, ma attivo), e che non entrerebbero nel rapporto debito-Pil neppure se il Trota riuscisse a prendere una laurea in astrofisica?

Con l’occasione, vi omaggiamo di una rivoluzionaria proposta di riforma istituzionale: tutti i candidati a cariche elettive dimostrino di sapere leggere e scrivere. Che dite, troppo da ottimati? Così facendo la Lega finirebbe fuorilegge?
(phastidio.net)

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commenti
  1. Pigi ha detto:

    Certo che si parla di rapporto debito/PIL francese, e qui Cota ha detto una fesseria, anche se una sola parola in un discorso può sfuggire.
    Per le banche invece ha ragione, anche se dare cifre come ha fatto lui è perlomeno azzardato.
    Il motivo è che gli stati, dopo il fallimento della Lehman Brothers che ha provocato una crisi senza precedenti, sono costretti a salvare le grandi banche in difficoltà. Per salvarle devono fare debiti, aumentando di conseguenza il rapporto debito/PIL.
    Esemplare è la vicenda dello stato irlandese. Il debito era il 25% del PIL nel 2007, ora è schizzato oltre il 100%, perché si è dovuto far carico delle perdite delle sue banche.
    Ecco perché anche il debito pubblico francese ora è sotto tiro: oltre al debito attuale, che già è alto, si prevede di vederlo aumentare perché lo stato dovrà intervenire per coprire le perdite delle banche, come è già successo per la Dexia.
    Per inciso, non se ne esce se non si autorizza la BCE a stampare moneta, come hanno fatto gli Stati Uniti.

  2. lorenz sloggato ha detto:

    Deeeee Fault!
    Deeeee Fault
    Deeeee Fault!
    Deeeee Fault!

    PS. Ma chi CAZZO ve lo ha detto che lo stato dovrebbe salvare le banche?
    Le si NAZIONALIZZI come fece la Svezia.
    Dopo 5 anni di tentativi fallimentari ancora non ci sono arrivati, vabbe’

  3. steffa88 ha detto:

    le banche non si devono salvare, se si può (Francia) le si nazionalizza, se non si può (Irlanda) si fa default. ebbasta. per me agli irlandesi gli rode vedere che gli islandesi se la sono cavata mica male, e han pure ragione.

  4. steffa88 ha detto:

    dimenticavo: Cota, prendi i tuoi amici leghisti, e “torna” (si fa per dire) a studiare

  5. marchettino73 ha detto:

    @lorenz
    È quello che dico anch’io.
    Sono ditte come le altre,lavori bene?ok
    Lavori a cazzo?chiudi

  6. tafkamrlorenz ha detto:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Swedish_banking_rescue

    leggere, please. Come mai da 5 anni non si applica l’UNICA ricetta che ha dimostrato di funzionare? Forse la chiave e’ in questa frase….”Shareholders at the remaining large banks were diluted by private recapitalizations”?

    “Insanity: doing the same thing over and over again and expecting different results” A. Einstein

  7. Pigi ha detto:

    Salvare le banche e nazionalizzarle è lo stesso, come è stato fatto in Irlanda, perché lo stato entra massicciamente nel capitale delle banche.
    Ma che c’entra? Le perdite rimangono perdite, e vanno coperte. Facendo debiti.
    Sull’opportunità di salvarle o meno, quello che è successo con Lehman Brothers, che era stata lasciata falllire, ha fatto capire che alla fine conviene salvarle. Lo avevo già spiegato.
    Il fallimento di una banca non è uno scherzo. Correntisti e obbligazionisti vanno a gambe all’aria, e a loro volta trascinano altre banche, all’apparenza solide.
    Molti diranno che meritano di fallire, ma, per esempio, le banche che hanno acquistato titoli di stato greci qualche anno fa, sono poi colpevoli di qualcosa, se ora la Grecia è in default, pilotato ma sempre default?

    Più in generale, le crisi sono dovute al fatto che ci sono in giro troppi crediti e debiti, e se qualcuno non paga si innesca una reazione a catena imprevedibile.
    I crediti in gran parte sono provocati dai grandi paesi esportatori, Cina e Germania, che invece di impiegare i ricavi della vendita di merci, li tengono nelle cassaforti impiegate in titoli di credito variegati, che vanno dai mutui subprime ai titoli di stato.
    Mentre gli Stati Uniti hanno capito che l’unico modo per ridurre il problema è stampare moneta, in modo da obbligare i cinesi ad incrementare il mercato interno, in Europa il principale creditore, la Germania, non ha la minima intenzione di permettere che i propri crediti perdano di valore.
    Siamo nei guai, in Europa. Guai grossi se la Germania non cambia registro.

  8. steffa88 ha detto:

    ancora con sta storia di stampare soldi. BASTA! te l’abbiamo già detto che non si risolve un cazzo. e le banche non vanno salvate, vanno nazionalizzate o lasciate fallire, primo perché è sbagliato in sè, e secondo perché induce un aumento del rischio, se siamo in questa situazione è proprio perché gli stati, compresi gli US han salvato quello che non dovevano salvare. se devi fallire fallisci, e levati dai coglioni. se è possibile nazionalizzare e rivendere, come han fatto in Svezia bene, altrimenti non se ne fa nulla

  9. atarossija ha detto:

    ma se nazionalizzi, quell’investimento non dovrebbe rientrare nella voce debito? domanda da profano.

    comunque interessante che gli asiatici stiano vendendo bund tedeschi…le cose si stanno evolvendo

  10. tafkamrlorenz ha detto:

    Ata
    se leggi il link, vedi che la differenza fondamentale e’ che nel caso svedese lo stato divento’ una specie di curatore fallimentare che vendette sul mercato in tempi meno bellici gli asset tossici e a fronte del slvataggio ricevette una massiccia dose di common stocks (poi rimesse sul mercato, con bagno di sangue degli azionisti)

    Invece, in TUTTI gli altri salvataggi (quelli di cui Pigi e’ un fan sfegatato…il modello Alitalia per capirci) la collettivita’ stato si becca la merda, gli azionisti avventati vengono straprotetti e il management o il successivo padrone si becca la parte sana senza debiti

    Il concetto e’…lo stato deve proteggere i risparmiatori diligenti, quelli che hanno un bilancio sano, o sfancularli con salvataggi pubblici o monetizzazione del debito (soluzione iperinflattiva) per salvare il culo ad avventati investitori, managers fallimentari e gente indebitata fino al collo per dare loro una possibilita’ di reset? Caso strano che in Italia poi si generi una classe dirigenziale di plurifalliti e superindebitati?

  11. Gunny ha detto:

    scusa Steffa, su questo argomento sono quasi più “gnorante” di Marchettino…
    tu vuorresti nazionalizzare le banche, a me risulta che da noi, lo stato è stato “banchizzato”….

  12. tafkamrlorenz ha detto:

    gunny da NOI non esiste problema. Un fallito non puo’ garantire per un altro fallito

  13. atarossija ha detto:

    lorenz però l’esempio che tu riporti è precedente all’ingresso nella comunità europea. ora con le regole comunitarie puoi comunque fare una cosa del genere?

  14. steffa88 ha detto:

    non mi sembra, anzi, abbiamo sempre visto una forte ingerenza politica sulle banche in Italia, solo per citare gli ultimi casi unipol/antonveneta, unicredit, mediobanca. il fatto è che ci siamo indebitati molto, e in un momento di crisi come questo, si vengono a creare dei paletti, nel senso che non possiamo fare certe cose perché andremmo in contro a determinate conseguenze, questo problema, con un debito al 10% del pil e una crescita al 3% non ce l’avremmo.

    per quanto riguarda la nazionalizzazione ha già risposto Lorenz, ci rifacciamo entrambi all’esempio svedese quindi non ho molto da aggiungere

  15. steffa88 ha detto:

    Ata: sarebbe auspicabile mettersi d’accordo con gli altri paesi dell’UE, se rifiutano lo si fa lo stesso e vaffanculo

  16. Gunny ha detto:

    bah…sarà…io quando vedo una banca ho l’unico istinto di entrarvi con passamontagna e 9×21…

  17. atarossija ha detto:

    steffa ma ragionando così spiegami il senso della comunità europea? e sul vaffanculo concordo eh

  18. steffa88 ha detto:

    comunque, ammesso che non si possa fare (non lo so) i francesi han già dimostrato di fregarsene delle regole con gli aiuti all’industria automobilistica nazionale un annetto fa, figurati se si fanno problemi

  19. atarossija ha detto:

    motivo in più per chiederti: ha ancora senso una comunità europea in cui se tutto va bene allora ok, ma non appena cominciano i problemi, ognuno fa come cazzo gli pare?

  20. steffa88 ha detto:

    vuoi sapere che ne penso dell’Europa? è un assurdo ibrido. dobbiamo decidere cosa fare da grandi, perché così com’è non va, o decidiamo di stare insieme, e diventiamo davvero gli stati uniti d’europa, oppure lasciamo perdere, e ci teniamo al più la libertà di circolazione delle persone e delle merci, magari con l’euro per facilitare le transazioni. com’è adesso non serve a nulla. si sarebbe dovuto tenere un referendum in tutti i paesi dell’UE perché i cittadini decidessero quale strada prendere, non è stato fatto, sperò lo si faccia in futuro, altrimenti rimarremo sempre su questa situazione

  21. tafkamrlorenz ha detto:

    Ata
    non vedo perche’ non si potrebbe fare, onestamente..anche sforzandomi, eh
    Se si consente a uno stato di coprire le perdite di un isitituto privato e tenerlo in vita, perche’ si dovrebbe impedirne la nazionaizazione? Non vedo la logica

  22. atarossija ha detto:

    non conosco la legislazione europea su questo punto, quindi domandavo, tutto qui.

  23. steffa88 ha detto:

    Gunny, le banche di per sè non creano problemi, le banche ricevono i risparmi e prestano, in più offrono servizi finanziari. questo non è un problema, il problema è se il sistema, come in Italia, permette poca trasparenza e costi eccessivi, “fregando” la gente per l’asimmetria di informazioni

  24. tafkamrlorenz ha detto:

    eh lo so, Ata….ma l’europa e’ diventata una tale scusa per non fare un cazzo, che TUTTI i governi la usano a nastro

  25. Pigi ha detto:

    Steffa. Per quanto riguarda lo stampare moneta, dillo a Obama e Barnanke “basta”, non a me.
    Io guardo ai risultati, e i risultati dicono che gli Stati Uniti, stampando moneta, crescono più di noi in Europa, non rischiano default (mentre noi abbiamo già avuto Irlanda e Grecia).
    L’evidenza dei risultati parla per tutti e di fronte ad essi tutti devono prostrarsi. Tranne quelli con la testa di coccio, naturalmente.
    Ripeto, nazionalizzare è stato fatto, ma se una banca ha in portafoglio titoli inesigibili, rimangono inesigibili e le perdite devono essere coperte, altrimenti fallisce anche se nazionalizzata.
    Qualcuno mi dice che sono un fan dei salvataggi delle banche. Che stupidaggine. Tutto il mondo si chiede come risolvere il problema dell’eccesso del debito e nessuno ormai mette in dubbio che ci sono banche “troppo grandi per falllire”. Alcuni pensano che il rimedio stia nel ridurre le dimensioni, altri che debbano essere separate nettamente le attività tradizionali da quelle di banca commerciale.
    Invece la soluzione è ridurre questo eccesso di debito, e l’unico modo è stampare moneta.
    Grande Obama e grande Barnanke. Ci stanno inculando e noi neanche ce ne stiamo accorgendo.

  26. Pigi ha detto:

    Scusate, era Bernanke naturalmente.
    Mi è venuto un altro esempio calzante di come si sta comportando l’Europa.
    Nelle pizzate tra molti amici generalmente si divide in parti uguali: troppo difficile fare conti separati.
    Ebbene, c’è qualcuno che, per tenere basso il prezzo, chiede la pizza meno completa, acqua per bibita e niente dessert. Questa è l’Europa.
    Nel mondo vogliono tutti sviluppo, in un modo o in un altro, consumi, aumentare il benessere, a costo di qualche sacrificio nell’ambiente e nella sicurezza.
    Noi stiamo finendo in retroguardia. Abbiamo perso l’elettronica di consumo, perderemo le auto e la tecnologia nucleare.
    Gli Stati Uniti, visto che, con le nostre fissazioni, non abbiamo voglia di crescere, si sono rotti le scatole e stanno spostando gli interessi nel Pacifico. La periferia diventa il centro, e il centro periferia.

  27. marchettino73 ha detto:

    Pochi giorni fa sono stati costretti a dimettersi, assieme a tutto il Governo Berlusconi, prima di condurre il Paese nel baratro. Definitivamente dico. Poi il Governo Monti, e l’immediata presa di distanza della Lega Nord. E quell’annuncio solenne: “Riapriremo il Parlamento del Nord! Riapriremo il Parlamento Padano!”. Prima convocazione: 4 dicembre 2011. Ex Ministri, Onorevoli ed aus organ rilanciano in pompamagna: “Il nostro vero Parlamento!”. Pensavamo di aver già raggiunto l’apogeo tragicomico. Ci sbagliavamo, naturalmente. Sentite cosa dice Mario Maistrello, proprietario della Villa/Ristorante/Parlamento-Padano:
    Si sono dimenticati di prenotare, e da qui a Natale noi siamo pieni. Una telefonata questi signori potevano anche farla … Col mio legale abbiamo diffidato direttamente il signor Bossi, che io conosco bene, non solo dal venire, ma dall’usare in modo inopportuno il nome di Villa Bonin. Vorrei vedere lui, se mi presentassi io con gli amici per una festa a via Bellerio, all’improvviso … mi dispiace, ma le nostre porte sono chiuse, in quei giorni abbiamo un battesimo ed una cena aziendale….

    Buhahahahahahahahahahahahahahahahaha
    Haahhahahahahahahahahahahahahahahahah
    Haahhahahahahahahahhahahahahahahahaha
    Ahhahahahahahahahahahajahhahahahahahha

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