Ecco chi è Francesco Rutelli – parte 3 (ultima)

Pubblicato: 05/02/2012 da onnipotente in Generale
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da corvacci.net del 24 ott 2008

Cosa dice oggi Rutelli (chiamato “er cipria” dai romani per l’uso eccessivo di ceroni davanti alle macchine da ripresa, la malattia berlusconiana si diffonde):

– Ci sono state polemiche pubbliche sulle mie convinzioni religiose. Seppure non ostentate, sono visibili, e certo non le nascondo. Dunque: ho avuto una forte formazione cristiana, anche grazie all’evidenza e sincerità della fede di mia madre Sandra, la cui lunga, dolente malattia e la cui morte hanno accelerato in me prima dei vent’anni un aspro distacco dalla religione. La militanza con i radicali è stata la sede per tradurre ed esplicitare l’asprezza di questo distacco. Ma, francamente, dubito si debba deprezzare quell’esperienza, tante lotte per i diritti umani, i diritti civili, contro la fame nel mondo. E una formazione per il servizio pubblico che porto con me.

Anche se il Partito radicale in cui militavo è stato sciolto vent’anni fa, alcuni pensano che la militanza di allora debba costituire una sicura garanzia di ostracismo a vita verso la fede cristiana. O, piuttosto, che la scelta di battezzare i nostri figli (a partire dal 1983) abbia anticipato, e poi il mio silenzioso matrimonio cattolico (nel 1995) abbia significato una strumentale ricerca di benevolenza della Chiesa verso il mio impegno politico. Una cosa idiota. –

Insomma Rutelli si è fatto cattolico non per aggiudicarsi il Giubileo con i suoi 26 miliardi di € amministrati senza alcun controllo a parte il suo, ma per distaccarsi da mammà che era cattolica. E oggi che è tornato cattolico si è riappiccicato a mammà? Certo, esiste pure Mamma Chiesa…

Perciò, dopo il precedente articolo che vi prego caldamente di leggere per conoscere lo sfondo del “personaggio” http://corvacci.net/?p=315 invio il resto gentilmente suggerito dai commentatori.

ATTO I

da Repubblica del 23/07/2002
Cornelia: apre il parcheggio 644 posti auto, 7 silos interrati
– Inaugurato il 22 luglio il super parcheggio Cornelia, a due passi dall’omonima stazione della metro, nel XVIII municipio: i 644 posti auto pronti da Natale scorso ma finora inutilizzati per problemi all’impianto elettrico e informatico sono finalmente agibili. Sette silos interrati, costo complessivo 35 milioni di €, due rampe controllate elettronicamente per entrare ed uscire sui due lati della strada: finora il non funzionamento del parcheggio aveva causato malumori dei residenti. Ora il parcheggio è aperto. –

ATTO II

– 644 posti auto. Vuoti, visto oggi il parcheggio di Cornelia appare piuttosto malinconico: il più grande parcheggio automatizzato d’Italia, ma… i suoi cancelli sono chiusi, con tanto di lucchetti. E dire che sono passati sette mesi dal 15 dicembre scorso, quando a inaugurare il superparcheggio arrivarono in tanti. Doveva essere l’ultimo grido della tecnologia: le auto venivano trasportate ai piani inferiori grazie a degli ascensori. Tanti posti in poco spazio. Per non dire della sala controllo, tutta monitor, computer e tecnologia che nemmeno la cabina di comando dell’astronave di Star Trek.

Una meraviglia, peccato soltanto che non funzioni. Ci sono stati problemi all’impianto elettrico e informatico, si limita a dire chi ci lavora, perchè nel megaparcheggio (vuoto) sono rimasti i custodi. (che paghiamo noi cittadini che non abbiamo il servizio, anzi paghiamo il Non Servizio e le sue conseguenze)
Così i cancelli si sono richiusi: il 15 gennaio scorso il parcheggio è stato aperto (non al pubblico, però) due mesi e mezzo in preesercizio per 250 auto, ma si è capito subito che c’erano dei problemi seri e si è deciso di richiuderlo.
L’impianto elettrico, si diceva. Ma non solo: – I posti auto sono troppo bassi. Alcuni, pochi, sono un metro e ottanta; gli altri non superano il metro e sessanta, un problema anche per l’agibilità: molte auto rischiano di entrare a stento in questo parcheggio nuovo di zecca. –

(Ricordo il servizio delle Iene in TV, le macchine più grandi non riuscivano a girare, ma chi l’ha fatto il progetto, Topolino?)

All’inizio avevano detto che questo sarebbe stato un parcheggio di scambio, di quelli con una tariffa forfettaria per gli abbonati metrebus, faceva parte della concessione Intermetro per il prolungamento della metropolitana da Ottaviano a Battistini. Fino a giugno l’impianto sarà gestito dalla Sta che poi lo affiderà a una società privata, si era detto all’inaugurazione. Dopo sette mesi l’impianto ancora in mano alla Sta e le tariffe previste sono quelle di un qualsiasi parcheggio pubblico. L’abbonamento mensile valido 24 ore sarà acquistabile a 95.54 euro (!!!!)

Ma non finisce qui:

– Comunicato stampa: PARCHEGGIO CORNELIA CHIUSO –
– I cittadini devono sapere.. 644 posti auto disposti su sette silos sotterranei con traslo-elevatore e sofisticati apparati di VCC, audio e supervisione basato sull’utilizzo di tecnologia RFID per l’identificazione ed emissione del titolo di sosta. Tutto molto bello per i cittadini di Boccea alla perenne ricerca di parcheggio in una delle zone più oberate di traffico della Capitale. Pensato a tariffa “forfettaria” per gli abbonati Metrebus, vista la presenza di metropolitana e capolinea ATAC, non ha mai esercitato la sua funzione. Costato al Comune di Roma 35 milioni di Euro, fu inaugurato il 15 Dicembre ed immediatamente chiuso fino al 15 Gennaio 2002 per problemi all’impianto elettrico ed informatico: si bloccava l’impianto intrappolando le vetture al suo interno. Oltre all’immodificabile errore di costruzione che ha realizzato posti auto al 95% alti solo 1.60 Mt.
Successivamente la S.T.A. ha tentato due mesi e mezzo di pre-esercizio per 250 auto e poi ha richiuso i battenti fino alla nuova inaugurazione del 22 Luglio 2002 applicando
la tariffa di 1,55 Euro per le prime due ore, 0,77 per la terza e 0,52 per le successive, certo non equiparabili ai parcheggi di scambio che incentivare l’uso dei mezzi pubblici consentendo di parcheggiare l’auto in prossimità delle fermate della Metropolitana più periferiche.
Comunque fino ad Agosto 2005 il parcheggio è rimasto aperto anche se quasi per nulla utilizzato. Nel Settembre 2005 il parcheggio è di nuovo chiuso con la S.T.A. che riconsegna il giocherello alla Intermetro ed i cittadini che parcheggiano ormai sulle rampe di accesso davanti agli imponenti cartelloni che oscurano i negozi circostanti. Ad oggi il parcheggio è ancora chiuso; ed ai tentativi di richiesta informazioni presso il Dipartimento competente del Comune di Roma Intermetro nessuno sa nulla.
Presto il Municipio 18 di cui sono Presidente del Consiglio convocherà un Consiglio straordinario sul tema, visto l’immenso spreco di denaro pubblico da parte del Centro-sinistra e del Sindaco Veltroni.

Si deve sapere che la STA, controllata dal Comune di Roma, gestore dei parcheggi a pagamento tra i quali la famigerata fascia blu che fa affari sulle spalle dei cittadini semplicemente disegnando righe per terra, tra costi di gestione, consulenze e stipendi ha una bilancia dei pagamenti perennemente in rosso.
Nel 2004 è stata infatti evidenziato che a fronte dei ricavi per la sosta su strada pari a 24 milioni di Euro, il solo 20 % giunge nelle casse Comunali; ed a fronte dei ricavi prodotti per la rimozione degli autoveicoli, in ragione di 4 Milioni di Euro, nelle casse del Comune sono arrivati solo 228 mila e 600 Euro.

Ed ancora per la gestione dei parcheggi di scambio i ricavi che giungono nelle casse Comunali si sono attestati sui 4,3 Milioni di Euro, mentre hanno generato costi per il Comune, pari a 5,14 Milioni di Euro.
Alessandro VANNINI – Presidente del Consiglio del Municipio Roma 18 –cell.338.8447924 –

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=78745

– Dopo ben tre false inaugurazioni di apertura dei sindaci Rutelli e Veltroni – si legge sul volantino diffuso in tutto il quartiere – oggi l’Udc inaugura “la chiusura” del parking costato ai romani 50 milioni di euro. Vergogna! –
Tutti si aspettavano che funzionasse come parcheggio di scambio, ad una tariffa forfettaria per gli abbonati Metrebus, a vantaggio dei tanti pendolari provenienti da via Aurelia e via Boccea. Ma così non è stato. Le tariffe orarie della Sta sono state una doccia scozzese.  I ricavi della struttura, così, sono stati sempre al lumicino: zero euro nel 2003, 10mila euro nel 2004. La gente ha preferito tirare dritto e cercare soluzioni alternative.
A luglio 2005 l’ennesima chiusura dei cancelli del parking. A settembre la Sta alzava bandiera bianca, consegnando l’opera all’Intermetro. Peccato che l’opera sia costata una somma che in lire, all’epoca, era di 70 miliardi. E con le modifiche successive è arrivata appunto ai 50 milioni di euro (!!!!). –

 ATTO III

E la STA? Chi cavolo è?
– Da tempo circolano in città “voci insistenti e diffamatorie” circa la presenza della stessa Palombelli (dichiara l’avvocato della stessa) nel consiglio di amministrazione della Sta, la società che avuto in appalto dal Comune il servizio rimozione delle auto che intralciano il traffico e il controllo dei parcometri. La voce più ricorrente dice che la Sta sarebbe di proprietà della Palombelli, della signora Chiara Fiorenza, moglie del vicesindaco Tocci, e della presentatrice Maria De Filippi, moglie di Maurizio Costanzo. “Questa circostanza – dice la Palombelli – non solo è assolutamente falsa, ma anche frutto di ignoranza e approssimazione”. E spiega: “La Sta è esclusiva proprietà del Comune di Roma, e quindi le sue azioni sono al cento per cento di proprietà comunale, cioè dei cittadini”.

Veramente a Roma non is racconta più questo, anzi si racconta che la società prima iscritta alle tre signore sia stata ceduta a dei prestanome, fantasia anche questa? E perchè allora l’ha acquisita in toto il comune di Roma? (oggi si dice “controllata” che fa meno effetto, in realtà ne possiede le azioni al 100%)
Ma c’è di più:

Corrierte della sera – 11 aprile 2001
Citata in giudizio dalla Corte dei Conti per false fatturazioni
La STA sotto processo

Sosta a pagamento, 10 miliardi e mezzo da dare al Comune:

A dicembre il dibattimento contro la società che si occupa per il Campidoglio di problemi del traffico. Dieci miliardi e mezzo di danni alla collettività. Con quest’accusa la Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio la STA e la CRP, la Compagnia Romana Parcheggi che fino al 1998 ha curato la riscossione delle tariffe sulle strisce blu. Nel processo che inizierà a dicembre, le due società daranno battaglia: la STA ha sempre sostenuto, finora senza successo, di non poter essere assoggettata alle verifiche della magistratura contabile perché i suoi proventi sono ricavi di diritto privato. Mentre il controllo di Via Baiamonti è sui conti pubblici.

Con la firma dell’atto di citazione (che equivale al rinvio a giudizio nel processo penale) i  magistrati hanno stralciato le posizioni dei quattro indagati (l’ex assessore alla Mobilità e Walter Tocci, l’amministratore delegato della STA Roberto Balduini, il liquidatore della CRP Adriano Zampis e un dirigente del Comune) perché durante l’indagine sarebbero emerse responsabilità d’altri soggetti.
In ballo c’è quell’omessa vigilanza (sulla gestione STA-CRP) finora addebitata soltanto a Tocci: lo stesso potrebbe essere presto contestato a nuovi indagati, che fanno capo al Campidoglio e all’ATAC.
Nell’atto di citazione i viceprocuratori Canale e Giuseppone accusano la CRP di aver gonfiato centinaia di fatture, tra il 1996 ed il 1998, con un sofisticato sistema di triangolazione. La Compagnia Romana parcheggi, anziché comprare forniture e servizi sul mercato, li avrebbe acquistati dalle due imprese che la controllavano, la CNP (Compagnia Nazionale Parcheggi) e l’ACICONSULT, spendendo dal 30 al 200 per cento in più. Grazie a questo meccanismo i costi avrebbero raggiunto il 93 per cento delle entrate. E quindi la STA avrebbe consegnato al Comune appena il 7 per cento, vale a dire qualche briciola.

La società per difendersi ha depositato 128 pagine di controdeduzioni, ma non è riuscito ad ottenere l’archiviazione dell’inchiesta. E ora rischia di dover spendere più di dieci miliardi per risarcire il Campidoglio. –

Come è finita? Come al solito, con un nulla di fatto.

ATTO IV

– Il Messaggero – 16 febbraio 99 –

Per i romani è un buco nero nel quale vedono solo le multe degli ausiliari del traffico e le rimozioni; per il Comune la “Sta spa” è come una slot machine: la giunta inserisce le monetine, tira la leva e aspetta che la scritta “bar” compaia tre volte. Solo nel 1998 la società di ingegneria di Roberto Balduini ha ricevuto dall’amministrazione incarichi per quasi cento miliardi di lire. Alla Sta il Comune ha chiesto progetti per il traffico, il prolungamento del metrò B e B1, la mobilità delle merci nel centro, la tangenziale interna al Gra, la banca dati della mobilità, i parcheggi di scambio, i parcheggi sostitutivi, i progetti delle aree basilicali, il riassetto del nodo di porta Maggiore e via Giolitti e di via Ostiense, la riorganizzazione di Torre Argentina “devastata” dal capolinea temporaneo della tramvia 8, Casaletto-Torre Argentina, il piano per i semafori, la manutenzione dei cartelli stradali, i varchi elettronici, il piano anti-benzene che decollerà a partire da maggio prossimo, il riammodernamento del metrò A, della Roma-Lido, la riqualificazione della Roma-nord, del nodo di Termini, la fattibilità della linea Togliatti, dell’Archeotram e la progettazione della tramvia San Pietro-Termini e della linea C del metrò. Con questi super-incarichi, la Sta si pone a livello nazionale come la prima società di ingegneria della Mobilità e uno degli obiettivi principali sarà quello di esportare anche in altre città la capacità progettuale e prendere il posto che fu dell’Iri per oltre trent’anni.

A livello romano la Sta è l’erede della concessionaria Intermetro con la differenza, però, che si limita a progettare le opere ed eventualmente a dirigere i lavori: l’esecuzione viene sempre affidata in appalto attraverso il sistema delle gare. (come al solito la mafia appalta)

MEMENTO:

1) “Cornelia” di Piazza Giureconsulti: 644 posti auto VICINO AD UNA STAZIONE METRO: CHIUSO AL PUBBLICO, ORA INUTILIZZATO. (Anche Striscia la Notizia gli dedicò un servizio)
2) “Oslavia”, sull’omonima via: facente parte dei PUP (Piano Urbano Parcheggi) del Comune di Roma, il cantiere E’ BLOCCATO DA SEI ANNI PER FALLIMENTO DELLA DITTA E CONTROVERSIE LEGALI!!! L’economia della strada, INAGIBILE AI PEDONI, è stata DISTRUTTA!!!
3) “Gianicolo”: edificato durante l’amministrazione Rutelli CONTRO il parere del Sovrintendente ai Beni Artistici di Roma, Adriano La Regina, quale approdo per i pellegrini, ATTUALMENTE è O “NON UTILIZZATO” O “SOTTOUTILIZZATO”.
Per costruirlo, vennero DISTRUTTI i resti della villa di Agrippina, madre di Nerone.

Adesso tocca al Pincio, in opera di modernizzazione, cioè di distruzione.

Cacciamoli via tutti, destra e sinistra, che demoliscono le nostre risorse monetarie artistiche e paesaggistiche, cacciamoli via finchè ci resta qualcosa da salvare.

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commenti
  1. marchettino73 ha detto:

    E dopo avé caàto un si lava neanche ‘r culo,quér sudicio! :mrgreen:

  2. tafkamrlorenz ha detto:

    Onny io i tuoi post li adoro. Sul serio
    Ma devi imparare a usare il tag “more”
    Sia fatta la tua volonta’

  3. chica ha detto:

    concordo sull’ultima riga:
    CACCIAMOLI VIA, TUTTI!!!!

  4. marchettino73 ha detto:

    Paparazzinger preoccupato.
    Gli hanno detto che a Roma nevica una volta ogni morte di Papa :mrgreen:

    Benny 16 ha affermato:”fa molto freddo,ma poi arriverà la primavera”

    Buhaahahahhahaahhaahhahahaahhaahha
    Ci metterà una buona parola lui
    Haahhahaahahahahhaahahhahaahahhaha

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