Mi sale la carogna…

Pubblicato: 29/02/2012 da perplessa in Generale, L' Angolo di Perplessa
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La Chiesa dovrà pagare l’Imu, ma solo sulle strutture adibite a finalità commerciali. E non saranno calcolate come tali le scuole cattoliche…..E già alla lettura delle prime righe della notizia mi sale la carogna….Poi leggo la dichiarazione del Premier e le carogne costruiscono proprio un attico terrazzato sul mio coppino:

“Nel suo intervento il presidente del Consiglio è partito dai profili generali, evidenziando come le attività degli enti non profit siano «un valore e una risorsa della società italiana», per arrivare presto al cuore del problema: l’applicabilità dell’imposta alle scuole e agli asili gestiti direttamente o indirettamente dalla Chiesa. E qui il professore ha ricordato come il discrimine sia sempre l’esercizio o meno di attività commerciali.
Per ravvisarlo, ha spiegato il premier, bisognerà concentrarsi su tre parametri. A cominciare dallo svolgimento negli istituti scolastici di un’attività «paritaria» rispetto a quella statale con un servizio «assimilabile a quello pubblico» sul piano dei programmi di studio, del contratto applicato agli insegnanti e dall’accoglimento degli alunni con disabilità. Abbinato, da un lato, alla garanzia che tutti i cittadini abbiano parità di accesso e, dall’altro, a un’organizzazione del bilancio che destini gli eventuali avanzi all’attività scolastica.”

Allora qui le chiacchiere stanno a zero….ci stiamo a pigliare per il culo? Pare proprio di si….come si fa ad ascrivere sotto la categoria di Ente No Profit un ente scolastico che cocchia anche 1000 euro al mese per alunno? Serve una calcolatrice scientifica per capire che con le rette non ci finanziano solo le scuole?
A me questa voglia di equiparare a tutti i costi scuola pubblica e scuola privata mi manda in bestia…garantisci un servizio assimilabile a quello pubblico? Non me ne frega una beneamata mazza devi pagare come ente privato perchè hai un fine commerciale.
E  pure la gente che frequenta le tue scuole DEVE PAGARE, e invece no…noi qui gli diamo anche i buoni poverini…perchè sennò non garantiamo la parità…..LA PARITA’???? L A  P A R I T A ‘  D I  C H E   C O S A A A A A A A A A A A???????

No io non ce la posso fare……

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commenti
  1. steffa88 ha detto:

    boh, io voglio sperare sia un discrimine tra profit e no profit, non tra organizzazione religiosa e organizzazione laica.

    se parliamo di organizzazioni no profit, in senso lato, ci può un’esenzione/riduzione fiscale, ad esempio, una scuola cattolica (brividi) se non è a scopo di lucro, vale a dire, se il ricavato viene interamente speso nella struttura stessa o dato in beneficenza, di fatto lo stato ha un risparmio perché senza scuole private le dovrebbe costruire lui, stesso discorso per gli ospedali. se invece parliamo di alberghi o simili, beh, lì non danno alcun beneficio allo stato, quindi devono essere tassate tali e quali. insomma, per me ha più senso tassare una chiesa che una scuola

  2. perplessa ha detto:

    noooooooooo
    lo stato le scuole le ha (ok poi potremmo parlare di come sono messe ecc…ma questa è un’altra storia)
    chiunque ne voglia fare delle altre non ha diritto ad alcun tipo di agevolazione dallo stato….che lo stato usi i suoi soldi nelle scuole che già ha

    sulla storia delle chiese hai ragione ma ci sono sempre di mezzo i patti lateranensi……

  3. steffa88 ha detto:

    perché? è indubbio che lo stato abbia un beneficio dalle scuole private, le risorse vengono spese per un numero inferiore di bambini. non sto parlando di finanziare le fondazioni no profit nell’istruzione, dico solo che delle riduzioni fiscali sono giustificate

  4. marchettino73 ha detto:

    Sono cose che non risolveremo mai,finché una grossa fetta della politica italiana appoggerà il potere religioso per ottenere il consenso elettorale.
    Un paese evoluto governerebbe scindendo le cose.Purtroppo la commistione stato-chiesa è in Italia troppo forte,addirittura il vaticano si permette di influenzare certe scelte politiche e,per contro,naturalmente pretende.
    È così,c’è poco da fà.

    Bònaseraaaa 😀

  5. lorenz zlogghed ha detto:

    No non ce la puoi fare
    Ma se apro un monastero buddista, pago l’ICI? E se lo apro a casa mia? No perche’ e’ un luogo di culto e la costituzione garantisce liberta’ di religione. E se fondassi un culto della fava del mi’nonno? E dichiarassi casa mia come edificio adibito al culto della fava del mi’nonno?
    Se poi qualcuno vole adorare la fava del mi’nonno, la espongo alla finestra e lascio accedere i fedeli in giardino. Ma dall’ICI sono esentato. Sbaglio?

  6. perplessa ha detto:

    ciao march
    esatto quello che dici è giusto…

    steffa premesso che agevolazioni fiscali ne hanno……ma l’imu dovrebbero pagarlo perchè non sono enti no profit e il ricavato delle loro rette non finisce nè solo nella scuola nè in beneficienza….

    andando sul più generale discorso delle scuole private
    la storia per come la vedo io è questa:
    ci sono un bambino x e un bambino y
    il bambino x va ad una scuola statale paga un’iscrizione annua (che è una tassa) e lo stato gli fornisce insegnanti e strutture……fatiscenti ahimè
    il bambino y va PER SCELTA DEI GENITORI ( giacchè potrebbe tranquillamente andare ad una scuola statale ) ad una scuola privata paga una retta mensile (sovraumana) quindi non paga l’iscrizione alla scuola statale, ma lo stato cosa fa? non solo non percepisce la tassa di iscrizione ma gli da pure un contributoi per fargli frequentare l’altra scuola…

    io la trovo una cosa agghiacciante visto che il bambino x e tutti i suoi compagni non hanno il riscaldamento, hanno l’eternit sul tetto e le insegnanti a singhiozzo

    che beneficio danno allo stato quelli che vanno alle scuole private? lo stato ha scuole statali che possono far fronte all’insegnamento di tutti i cittadini in età scolare (non diciamo che non è vero visto che ci sono scuole e scuole in cui sono attive pochissime sezioni anche in città grandi come milano), è una mera scelta dei genitori quella di portare i figli nelle scuole private…già viene permesso loro di detrarre fiscalmente le rette….io sinceramente gli altri privilegi glieli metterei in culo

  7. perplessa ha detto:

    cioè se io vado in una piscina comunale
    e tizio in una piscina privata
    che gli diamo a tizio un premio????????

  8. steffa88 ha detto:

    ma infatti io sono contrario a un “sussidio” statale alle scuole private o ai genitori che ci portano i figli. dico solo che danno lo stesso servizio delle scuole pubbliche con notevole risparmio per lo stato (il centinaio di euro l’anno d’iscrizione è ben poca cosa via…) dunque trovo giusta qualche agevolazione fiscale, l’importante è che alla fine della fiera lo stato ci guadagni con una spesa più efficiente. non ne faccio una questione di principio ma di efficienza: garantire il miglior servizio al prezzo più basso possibile. se i genitori vogliono iscrivere i figli alla scuola privata non mi fanno certo un danno anzi.

    la stessa cosa vale per ospedali e mense

    e con questo non dico che debbano o meno pagare la singola imposta (IMU), dico che, in generale, ha senso far pagare meno tasse a chi fornisce un servizio socialmente utile con risparmio per le casse statali.

    ripeto, parlo sempre di NO PROFIT, poi, se c’è un profitto è giusto tassarlo.

    altro è il discorso per i luoghi di culto, quelli, ho già detto dovrebbero pagare eccome, perché non danno alcun servizio, anzi…

  9. perplessa ha detto:

    continuo a non vedere l’utilità…..ma vabbè
    di fondo se semo capiti

  10. chica ha detto:

    sintetizzando…me pare de capì che so’ tutti na manica de fiji de ‘na mignotta!!

  11. perplessa ha detto:

    esatto chiqui

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