E io pago

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Pallino nero:spese sostenute
Pallino verde:rimborsi incassati

In un paese normale ci sarebbe fior fior di giornalisti a chiedere spiegazioni.
(in Germania i rimborsi ammontano a 82 mln in totale,in gran Bretagna a 12.Giusto per avere un’idea).
Qui….nulla.Nessuno ne parla,o non come si dovrebbe.Si parla di sacrifici,si taglia a destra a sinistra,e a questi stronzi patentati (tutti) neanche una domanda……ah già….non si può,è demagogia.

E poi mi venite a parlà di che?VOI POLITICI DOVETE SOLO ANDARE IN CULO.

Voglio spiegazioni,visto che sono tra quelli che paga.
Il 90% degli italiani votò contro il finanziamento pubblico ai partiti e loro che fanno?una bella leggìna-merda come quella dei rimborsi.

E io se mi scordo una rata dei contributi INPS (miei) mi rompono i coglioni con Equitalia.
Questa merda va abolita,vitalizi e benefit compresi.

“l’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi,da quello scambio,le conclusioni”
(Ernesto Che Guevara)

La storia di Dina G – Ovvero come imparai a parlare di Art 18

Dina G ha circa 53 anni. A vederla non lo diresti. E’ una mia collega che lavora in uno degli stati USA che confinano col Canada.

Sara’ il freddo, sara’ il fatto che e’ una tipa sportiva, sara’ che e’ separata e si e’ “rifidanzata” di recente, ma dimostra 40 anni scarsi. L’ultima volta che parlammo faccia a faccia, circa 3 mesi fa, mi racconto’ che la figlia ha avuto una discussione con lei chiedendole come mai non porta “mom’s pants”, quelli a vita altissima e larghi sul sedere, per capirci,  ma jeans a vita bassa e tacchi alti.

Ovviamente la mia risposta e’ stata di dire alla figlia (che ha sfortunatamente preso dal padre corporatura e abitudine di mangiare decisamente troppo, dalla foto che si vede sulla scrivania di Dina G) che avere una “hot mom” e’ una cosa di cui dovrebbe andare orgogliosa

Insomma…na botta gliela darei. Eccome

Detto cio’ 3 giorni fa abbiami parlato al telefono. Tra un cazzo e un mazzo mi ha raccontato che “i suoi ragazzi” ovvero i 3 sbarbatelli che lavorano per lei, sono preoccupati dalle voci di “centralizzazione” di alcuni processi che farebbero sparire parte del loro lavoro. Ed ha aggiunto “io faccio questo lavoro dal 1993. Ho un pacchetto di uscita di 18 mesi. Con la mia esperienza un lavoro lo trovo in 2 mesi. Loro stanno messi un po’ peggio…hanno solo 6 mesi di copertura e per trovare un altro lavoro dovrebbero spostarsi a Chicago o Atlanta. E la vita e’ piu’ cara in quelle citta’ ”

Mi sono chiesto se tra 5 anni potro’ avere le stesse conversazioni con alcuni colleghi italiani, e potremo ripensare alle discussioni sull’Art 18 dicendoci “cazzo, avevamo la soluzione a portata di mano e abbiamo rimandato per decenni”.

E’ una speranza. Forse un sogno. Forse una visione troppo ottimistica. Ma sperare non costa nulla

Detto cio’, ieri