E io pago

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Pallino nero:spese sostenute
Pallino verde:rimborsi incassati

In un paese normale ci sarebbe fior fior di giornalisti a chiedere spiegazioni.
(in Germania i rimborsi ammontano a 82 mln in totale,in gran Bretagna a 12.Giusto per avere un’idea).
Qui….nulla.Nessuno ne parla,o non come si dovrebbe.Si parla di sacrifici,si taglia a destra a sinistra,e a questi stronzi patentati (tutti) neanche una domanda……ah già….non si può,è demagogia.

E poi mi venite a parlà di che?VOI POLITICI DOVETE SOLO ANDARE IN CULO.

Voglio spiegazioni,visto che sono tra quelli che paga.
Il 90% degli italiani votò contro il finanziamento pubblico ai partiti e loro che fanno?una bella leggìna-merda come quella dei rimborsi.

E io se mi scordo una rata dei contributi INPS (miei) mi rompono i coglioni con Equitalia.
Questa merda va abolita,vitalizi e benefit compresi.

“l’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi,da quello scambio,le conclusioni”
(Ernesto Che Guevara)

70 pensieri riguardo “E io pago”

  1. ahash mi chiamano la tigre del materasso…… 😀
    pronto c’è er fregnologo? FREGNOLOGO?FORSE INTENDE IL GINECOLOGO!! spetti ‘n attimo..a Marì te fa male ‘a fregna o ‘r ginocchio? AHAHAHAHAAHAHAHAAHAHAHAH!!!!!!

  2. se continui tra un pò vedrai i tuoi MOLARI per terra 😀
    meno male che lorenzino c’è !!!!!! 😀

  3. La parte sull’ippopotamo la lasciamo a Fabrizio

    Buhahahahahahahahahahahahahahhaahhaha

    Franci scherzo eh,lo sai che ti voglio bene :mrgreen:

  4. A PROPOSITO DI “E IO PAGO!!”

    ADDIO AL SUPERSTAR
    Riccardo Bossi lasciato a piedi dalla sua scuderia
    Il team manager annuncia la rottura con il primo figlio del leader leghista che a Monza aveva distrutto la sua Bmw

    MILANO – Non è un periodo facile per la famiglia Bossi. Non bastano le grane giudiziarie, ci si mette anche il lavoro. Che nel caso di Riccardo Bossi è per l’appunto pilota di auto da corsa. Il primogenito del senatur, nato nel ’79 dal primo matrimonio con Gigliola Guidali, avrebbe dovuto gareggiare a Imola i prossimi 21 e 22 aprile. Per lui sarebbe stata la seconda prova dell’anno nel campionato Superstars. Ma il patron della sua squadra ha detto che basta la prima: «Tra me e Riccardo Bossi c’è un diverso modo di concepire l’attività sportiva», spiega Gianni Giudici, lunghissimo curriculum nel mondo delle corse e collaborazioni con nomi importanti dell’automobilismo: «Per me si corre con un unico obiettivo, vincere. Lui forse la pensa diversamente».

    L’INCIDENTE – Nel Superstars gareggiano ex piloti di Formula Uno, come Vitantonio Liuzzi e Mika Salo, e bolidi V8 delle marche più note, dalla Jaguar alla Maserati, dalla Mercedes all’Audi. La frattura tra Riccardo Bossi e il suo team è maturata nel corso della prima gara del campionato, a Monza, lo scorso primo aprile, davanti a ben 31mila spettatori. Al quarto giro il figliolo del leader della Lega è andato a sbattere con la sua Bmw contro un muro. Non pago di aver perso nell’impatto un pneumatico e parte del retrotreno, ha ingranato la prima ed è ripartito. Aggravando il bilancio dei danni . «Come ha guidato? È ripartito senza una ruota, valuti lei». Giudici non intende spiegare oltre, ed il cellulare di Bossi jr in questi giorni di bufera squilla a vuoto. Tutto lascia credere che la separazione non è stata per nulla consensuale: «Diciamo che il ragazzo dovrebbe lavorare sulla sua attitudine al gioco di squadra». Aggiunge il manager, che però è pronto a riconoscere al suo ex pilota quanto meno l’onore delle armi: «Ha cominciato tardi con l’automobilismo, e a Monza non ha avuto molto tempo per le prove. Deve però farsi un sereno esame di coscienza, e capire cosa vuole davvero da questo sport».

  5. chica scrive:
    12/04/2012 alle 14:45
    quanto so carucci sti due!!
    due cuori e una capanna …virtuale naturalmente…
    marchè sei simpatico come un brufolo ar culo !!!!! ahahahahah scherzo dai,lo sai che ti adoro!!!!!
    Lorè nu stuzzicà 😀

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