Ma che cazzo di lavoro fate ?

E’ un po’ che mi interrogo, e non so darmi risposta. Aiutatemi voi.

C’è un posto, qui a Roma – mi pare di ricordare si chiami Parlamento (o una cosa simile) – dove si riuniscono periodicamente, più o meno senza soluzione di continuità (perchè sono tanti e fanno i turni, si danno il cambio tipo cassieri del supermercato) delle persone. Queste persone hanno titolo ad entrare lì dentro perchè – sempre a quanto mi dicono – fanno parte di svariati movimenti politici e più o meno sono stati eletti in varia proporzione dalle tantissime persone che compongono il Popolo italiano. Pure io, eh ? Infatti mi ricordo che ogni tanto l’ho fatta, ‘sta cosa di andare a “votare”.

Un tempo non ci era dato sapere cosa facessero lì dentro, perchè mica potevamo entrare Continua a leggere Ma che cazzo di lavoro fate ?

ufff che barba

Notizia vecchia fa buon brodo

Chi ha coniato il detto donna barbuta sempre piaciuta, probabilmente non aveva preso in considerazione la possibilità che una coppia potesse conoscersi, e vedersi per la prima volta in faccia, nel giorno delle proprie nozze. Le sorprese, in quel giorno, sono gradite, ma soltanto dagli invitati al banchetto nuziale. Un ambasciatore arabo ha cancellato il matrimonio in programma a Dubai perché la sua promessa sposa, sollevato il niqab si è rivelata diversa dalle proprie aspettative: era non solo strabica ma anche barbuta.

Il diplomatico, del quale non sono state rese note le generalità, si è rivolto al tribunale per ottenere l’annullamento della promessa di nozze ed un risarcimento per danni morali in quanto sostiene di esser stato raggirato dalla mamma della sposa che aveva fornito a sua madre delle foto di un’altra figlia.

Nel matrimonio tradizionale arabo i primi approcci e accordi vengono infatti combinati dalle madri dei potenziali fidanzati prima e sposi poi. L’uomo aveva incontrato la promessa sposa in sporadiche occasioni durante le quali questa era rimasta celata dietro il niqab, scostandolo dal volto solo parzialmente. Il giorno delle nozze ha però dovuto sollevarlo, rivelando delle caratteristiche non proprio sensuali.

Il giudice che ha esaminato il caso ha concesso l’annullamento dell’unione ma non la restituzione di regali e gioielli (per un valore di circa 100.000 euro) donati alla donna durante il fidanzamento.