Io sto con Delio Rossi, considerazioni

Pubblicato: 08/05/2012 da steffa88 in Generale
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un articolo di Massimo Fini

Perchè tutti (o quasi) noi maschi abbiamo tifato per Delio Rossi, l’allenatore della Fiorentina che, irriso e sbeffeggiato dal giocatore Adem Liajic, appena sostituito, gli si è gettato addosso colpendolo con tre o quattro cazzotti ben assestati? Perchè, in questo mondo femmineo, abbiamo visto, finalmente, una reazione virile. Ci voleva del coraggio a 52 anni suonati, al limite dell’infarto, per battersi con un ragazzo di vent’anni, un atleta nel pieno della sua forza, per di più serbo, e suonargliele. Con quell’atto Rossi ha perso, forse, la sua autorità di allenatore, ma ha riguadagnato la sua dignità di uomo.
Naturalmente a livello ufficiale e istituzionale c’è stata l’esecrazione generale per Delio Rossi, così come era avvento quando un passante aveva mollato un cazzotto al quarantenne Daniele Capezzone, che invece di restituirglielo era andato a ‘chiagne’ da mammà.
In Italia si può fare di tutto, farsi pagare la metà della casa, avere frequentazioni mafiose, grassare denaro pubblico, e rimanere all’onore del mondo, ma se uno, preso da comprensibile ira, sferra un cazzotto è irrimediabilmente out.
Il benessere, insieme a suo figlio il ‘politically correct’, ha compresso innaturalmente tutti i nostri istinti fra cui c’è anche l’aggressività. E un quantum di aggressività è invece necessario perchè fa parte della vitalità. Il nostro atteggiamento tremebondo di fronte agli immigrati deriva proprio da questo: che loro sono vitali, noi non più. Qualche tempo fa mi è capitato di assistere in corso Buenos Aires, una grande strada commerciale di Milano, a questa scena. Due giovani italiani, un ragazzo e una ragazza sui tren’anni, hanno incrociato un albanese che ha squadrato dalla testa ai piedi, con insistenza, la donna, in un modo oggettivamente offensivo. Il ragazzo si è permesso di dire qualcosa all’albanese che lo ha ripagato con un tremendo ceffone. E il ragazzo, tenendosi la guancia: “Ma no, parliamone…”. Parliamone? Doveva riempirlo di botte.
Questo verboten assoluto alla aggressività fisica ha poi un’altra, e più grave, conseguenza. A furia di essere scomunicata l’aggressività, come una molla troppo compressa finisce per esplodere, di colpo e d’improvviso, nelle forme più mostruose: l’automobilista che, armatosi di cacciavite, uccide per un sorpasso o la serie infinita dei feroci delitti delle ‘villette a schiera’ come li definisce Guiso Ceronetti e di cui son piene le cronache. Tutto procede secondo la norma nelle ‘villetta a schiera’, non c’è polvere, non c’è calcare nelle lavatrici, lei prende ‘activia’ per ‘aiutare la sua naturale regolarità’, ai bambini, dio guardi, non si può dare nemmeno uno scapaccione. Ma viene il momento in cui questo ordine diventa insopportabile e precipita nel più sanguinario disordine. Non si può e non si deve pretendere, come vuole l’astrattezza illuminista, di eliminare totalmente l’aggressività umana, oggi espulsa anche dal mondo del calcio che, nel suo significato più profondo, è una metafora della guerra (adesso la Tv spia anche il labiale per punire un giocatore che, preso un tremendo pestone, si è lasciato andare a una sacrosanta bestemmia).
Come sapevano gli antichi l’aggressività non va eliminata, ma incanalata in modo da essere controllabile cosicchè non superi il livello di guardia. I neri africani, come ho raccontato nel Battibecco di ieri, ricorrevano alla festa orgiastica e alla guerra ritualizzata. Noi occidentali non possiamo più fare la guerra, né vera né finta ( la deleghiamo alle macchine e ai robot), abbiamo perso la passione nazionale e quella delle ideologie, viviamo di numeri e fra i numeri, Iban, Cin, Pin, Cellulari, i-phone, i-pad, insomma nel mondo virtuale. Che ci resta? Un vecchio sano, caro cazzotto, una tantum, può essere uno sfogo salutare per evitare guai peggiori. Per me Delio Rossi è un’icona. Un Mito.
Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2012

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commenti
  1. steffa88 ha detto:

    lo pensava anche Nietzsche, ma invertiva il rapporto di causa-effetto “non esistono buoni fini che giustifichino una guerra, solo buone guerre che giustificano qualsiasi fine”

  2. steffa88 ha detto:

    il punto Marchetto non è Benito, il punto è che la folla lo applaudiva, e applaudiva la morte dei propri figli, nipoti, mariti, e sconosciuti, essenzialmente “per la gloria”, qui non ci sono neanche interessi economici, la Grecia è solo un mucchio di scogli.

  3. reggibirra ha detto:

    la penso come er monezza chi mena prima mena du vorte!!!!
    love& peace fratelli!!!! 😀

  4. Lorenz sloggato ha detto:

    Io non ho mai fatto a botte. Mai
    E se devo sfogare aggressivita’ repressa preferisco una trombata. O all’occorrenza un raspone (fisico, non mentale)
    E dopo questa vo a letto

  5. Chitarradanzante ha detto:

    Adesso, senza entrare troppo nel merito di Delio Rossi, sono d’accordo. In alcuni casi un sano cazzotto ci sta tutto. Un po’ come facevano i nostri nonni. Erano questioni da uomini e loro ci andavano fieri.

  6. marchettino73 ha detto:

    Signori e signore vi presento la mia ultima fiamma ( :mrgreen: )…… La chitarrìnaaaaaaaaaa 😀

    Benvenuta!

  7. chica ha detto:

    …Barbablù….. 😀

  8. reggibirra ha detto:

    chitarra cambia accendino , marchettino è un pianoforte scordato 😀

  9. marchettino73 ha detto:

    Ha parlato quella cór chierichetto bòi scàut rompi’oglioni ad interim :mrgreen:

  10. reggibirra ha detto:

    SEI IL MIO TESSSSSSORO!!!!!!

  11. marchettino73 ha detto:

    Gelosona 😀

  12. reggibirra ha detto:

    scricciolo cacasotto 😀

  13. perplessa ha detto:

    scusate ieri poi ho dovuto abbandonare per forza maggiore!
    ciao a tutti!!

    steffa esistono anche gli interessi politici…a quei tempi la furia idiota di mussolini credeva in una possibile espansione “coloniale” dell’Italia per accrescere di importanza in ambito politico internazionale, ecco l’interesse…che poi fosse un emerita cazzata siamo d’accordissimo….

    cmq visto che non mi ricordo molto bene nemmeno l’inizio del discorso chiuderei con un volemose bene

  14. perplessa ha detto:

    quoto lorenzino 😀

  15. steffa88 ha detto:

    Perply, forse (FORSE) Mussolini, ma il popolo italiano?

    resto dell’idea che il contatto fisico sia solo una parte della violenza, che si manifesta impunemente in molti altri modi

  16. perplessa ha detto:

    beh le folle sono la cosa più facile da manipolare!

    i

  17. steffa88 ha detto:

    resta il fatto che non c’era alcun interesse. non siamo esseri perfettamente razionali

  18. perplessa ha detto:

    l’interesse era in ciò che ha fatto nascere la guerra non certo in quelli che l’hanno combattuta
    chi l’ha combattuta l’ha fatto per costrizione, convinizione ideologica o manipolazione non certo per bisogno di sfogare un’aggressività repressa

  19. reggibirra ha detto:

    AHòòòòòòòòòòò state a fa tutto sto casino per un cazzotto… 😀

  20. perplessa ha detto:

    ma no io lo chiamerei scambio filosofico antropologico di vedute 😉

  21. reggibirra ha detto:

    per cui la quale cicale cicale cicale ….. 😀

  22. chica ha detto:

    antropolocoche?????????????? 😀
    ..io nun so’ gnente, però qua dietro la mia scrivania, poco sopra l amia testa, c’è un cartello con su scritto:
    “NEL DUBBIO, MENA!”
    😆

  23. reggibirra ha detto:

    il sunto del summo pensiero…… me so persaaaaaaaaaaaaa

  24. steffa88 ha detto:

    no no, gli italiani, il popolo italiano, la voleva la guerra, eran tutti ad applaudire, altro che storie

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