Vallelunga mon amour: una giornata in pista

Pubblicato: 11/09/2012 da Wish aka Max in Generale

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Era ora.

Dopo un anno quasi di stop, finalmente una giornata a Vallelunga con la motocicletta. Avevo due novità importanti da provare. Anzi tre. La prima è il codone monoposto, che ha un’inclinazione differente, e una seduta leggermente più alta, oltre a non avere la sella imbottita: c’è solo una sfoglietta di neoprene da 2 cm (e infatti oggi mi fa male il posteriore. Nota per i lettori di FdP: non è come sembra :lol:). La seduta più alta cambia la distribuzione dei pesi e facilita l’entrata in curva, oltre a ritardare il momento nel quale il ginocchio si schiaccia contro la carena e consentire angoli di piega maggiori. La seconda novità è il gas rapido, praticamente con neanche mezzo giro di manetta si apre tutto il gas. In uscita dalle curve strette si sente più sbacchettamento, ma poter aprire il gas in anticipo è indubbiamente vantaggioso. La terza novità erano i miei 13kg in meno. Sembra una scemenza, ma togliere 13 kg di peso da una qualunque moto equivale a spendere 3.000 euro per sostituire parti plastiche e di metallo con carbonio e/o titanio! 😆

Bene. Nonostante tutte le novità non sono riuscito a migliorare il mio record sul giro, però ho girato costantemente su tempi intorno ai 2-3 secondi sotto, il che considerando l’anno di ruggine accumulata è un ottimo risultato.

E comunque, al di là dei tempi, e delle novità da provare, quello che mi mancava, e di cui ho fatto per fortuna provvista, era l’atmosfera del paddock, e le sensazioni della pista. I motociclisti pistaioli sono una categoria singolare. Per certi versi assimilabili ai pescatori. Mentono come arabi. Ogni circuito ha i suoi tempi di riferimento, per Vallelunga una prima soglia importante è quella dei 2 minuti. Se si sta sotto i 2 minuti già è un bel risultato. Chi va veramente forte gira intorno a 1’50”. I professionisti girano intorno a 1’40” (come regola di buon senso, aggiungendo una quindicina di secondi ai tempi dei professionisti di norma si ottiene un riferimento per gli amatori). Ora, ascoltando le chiacchiere da paddock (la zona antistante i box dove ci si “parcheggia” con furgoni e tendalini quando si fanno le giornate di prove libere) a Vallelunga, praticamente non c’è praticamente nessuno che giri sopra il famoso 1’50” (tranne il sottoscritto, che per antica abitudine dice la verità e si autoassegna un tempo poco sotto i 2 minuti), è tutto un florilegio di confronti sulle percorrenze di questa o dell’altra curva, di racconti di quella volta che ho fatto il tempone, di thriller su quell’altra volta che a momenti mi hanno centrato, e via così. Poi si entra. E mentre io giro tranquillamente per i fatti miei, mi imbatto in quello che aveva testé dichiarato tempi da professionista; peccato che sembri un motociclista a passeggio concentrato sul panorama… lo passo e tiro diritto. Ma il bello è il re-incontro al paddock. Neanche mi vede e già mi racconta quanto “proprio oggi” abbia le sospensioni fuori taratura, e non capisce come mai non riesca a metterle a punto, ma su ogni staccata l’anteriore gli va “a pacco” e il posteriore innesca delle orrende oscillazioni in uscita… Diciamolo, i pescatori sono dei dilettanti…

Altro paragone calzante sono gli sciatori. Ora è molto che non frequento le piste da sci, ma ricordo distintamente che l’abilità sciistica, ai miei tempi era inversamente proporzionale al costo dell’attrezzatura indossata. C’erano sciatori provetti che giravano in jeans e ghette, e pippe fantasmagoriche con abbigliamento rigorosamente Moncler, scarponi ultimo grido e sci da supercompetiscion. In pista funziona abbastanza così. Arrivano questi ragazzotti con montati una serie di optional stra-costosi (un monoammortizzatore posteriore Ohlins costa circa 1.000 eurini per capirsi, una forcella anteriore completa intorno ai 2.000) che sono in grado di declinarti a memoria tutti i set di regolazioni in funzione dell’umidità dell’aria e del vento a favore. Questi li passi alla prima curva. Poi arriva un tipetto sfigatello, con tuta sdrucita, una moto di 7-8 anni, carene in vetroresina non verniciate, e te lo vedi passare come un missile nei 35 cm di spazio che hai lasciato tra te e il cordolo…

Come si fa a descrivere le sensazioni della pista? Ci vorrebbe la penna di Salgari… ho provato a parlare del tempo rallentato in questo post. Oggi provo a dare qualche flash sparso. A Vallelunga la prima curva dopo il rettilineo box, che con enorme sforzo di fantasia si chiama Curvone, è la più veloce del circuito, si fa a oltre 200 all’ora con il ginocchio che struscia a terra. Subito dopo c’è una controcurva a sinistra, prima della discesa che porta ai Cimini (devo aprire una parentesi per comunicare che la somma froceria acquistata, gli occhiali provvisti di telecamera, per errore del sottoscritto hanno prodotto un film inguardabile. Si vede l’asfalto davanti alla ruota. E qualche cordolo. Peccato perché il sonoro non era niente male, preso dall’interno del casco. Ah, e la seconda ripresa è andata ad cazzum perché si è sfilata la microSD dall’alloggiamento. Maremma maiala). La preparazione del Curvone inizia all’imbocco del rettilineo box, quando si esce dalla Roma e si infilano in sequenza le marce sino alla quinta (la sesta non si fa in tempo). Dopo il rettilineo si scollina con una piccola deviazione sulla sinistra, e dopo lo scollinamento si vede il Curvone nella sua maestosità. Inutile negare, la paura è tanta. Si cerca di ritardare il momento in cui si chiude il gas (non si frena, rigorosamente), si tiene d’occhio il cordolo che si avvicina, si inizia a spingere sulla pedana destra contemporaneamente spostando a destra il peso del corpo, si cerca di portare la testa in avanti, si “abbraccia” il serbatoio con il braccio sinistro e si butta giù la moto, “costringendola” a entrare nella curva. Appena impostata, quindi appena si inizia a piegare, si ridà gas (i professionisti aprono a martello), che serve anche a compensare il fatto che la moto punta decisamente all’interno e se non si apre si finisce sul cordolo. Non voglio menarla di nuovo col tempo rallentato, ma chiaramente tutte queste cose avvengono in frazioni di secondo. Quello che è prevalente è la sensazione di dominio del mezzo, di piegare la volontà della moto alla propria. Sembra di avere per le mani un potere enorme, mentre si costringe il mezzo a fare quello che noi vogliamo che faccia.

Questa sensazione di potere può facilmente sfociare in delirio di onnipotenza e portare a risultati inattesi. Come nel mio penultimo turno, quando ho imboccato la prima dei Cimini “a cannone”. I Cimini sono due curve con un micro-rettilineo in mezzo, che vanno percorse come se fosse una sola. Il tutto condito da un saliscendi che contribuisce a fornire una sensazione da ottovolante. Praticamente si “pela” la prima curva, si allarga e si punta sulla seconda. Il gas gioca un ruolo fondamentale anche in questo caso, soprattutto per sfruttare tutta la pista e imbroccare la traiettoria migliore che consente di ritardare la corda della seconda curva per poter uscire veloce sul rettilineo successivo. In buona sostanza, dopo aver buttato dentro la moto nella  prima curva, si apre il gas lasciando scorrere la moto verso l’esterno, per poi puntare decisamente verso la seconda curva, aprendo tutto il gas subito dopo la corda. Ebbene, in uno di quei momenti da delirio di onnipotenza, subito dopo la prima ho dato una “manata” di gas decisamente troppo brusca, e la ruota posteriore ha disegnato un bel virgolone nero sull’asfalto. Il problema vero è stato però che invece di assecondare la sbandata e pelare il gas, ho chiuso di scatto. L’immediato recupero di aderenza ha trasformato la moto in un cavallo imbizzarrito, e ho preso un colpo da sotto in su che ha rischiato di farmi volare in alto e buttarmi a terra. Per fortuna è andata bene…

Mi ha telefonato stamane un amico al quale avevo proposto la giornata di ieri, dicendo che stanno organizzando per l’8 ottobre a Misano. Hmmmmmmmmmmm chissà, magari qualcuno di FdP viene a fare la ragazza ombrellino! 😆

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commenti
  1. perplessa ha detto:

    che bellowish
    non vedevo l’ora di dirti e sti cazzi !??!?!?
    :mrgreen:

  2. Wish aka Max ha detto:

    uno sticazzi tuo vale oro… me lo porto nel cuore, mi riscalderà nelle fredde giornate invernali 😆

  3. perplessa ha detto:

    ahahahahahhahaha bravo
    tipo borsa dell’acqua calda!!

  4. Wish aka Max ha detto:

    Però perply, seriamente parlando: ci vieni a fare la ragazza ombrellino?

  5. marchettino73 ha detto:

    E l’ombrello lo fò io :mrgreen:

    Gran post uish!!Gran post cazzo!

    Maremma manopola….l’8 ottobre è lunedì!Io vengo a vedé 😀

    Da wishakaMax da oggi sei wishaka”il polso” 😀

  6. marchettino73 ha detto:

    …..Poi arriva un tipetto sfigatello, con tuta sdrucita, una moto di 7-8 anni, carene in vetroresina non verniciate, e te lo vedi passare come un missile nei 35 cm di spazio che hai lasciato tra te e il cordolo…

    BuahhahahahahahahahahahahhHahahaha

    Spettacolo! PERMESSOOOOOO????SI PÒLEEEE???Levatevi di ‘ulo caàte!!!

    Hahhahahahahahahahahahahahahhahahaah

  7. Wish aka Max ha detto:

    marchettino73 scrive:
    11/09/2012 alle 16:57 (Modifica)
    E l’ombrello lo fò io

    Gran post uish!!Gran post cazzo!

    Maremma manopola….l’8 ottobre è lunedì!Io vengo a vedé

    Non è ancora confermato, devo convocare un CdA straordinario a casa per l’approvazione dello stanziamento… e non è detto che mi si dia la maggioranza!! 😉 Ma ti faccio sapere, se vado te lo dico, mi piacerebbe un casino conoscerci nel paddock!

  8. marchettino73 ha detto:

    @wish
    Ok 😀

  9. Albert1 ha detto:

    Azzo, Wish !!

    Mentre leggevo mi sembrava di stare in pista pure a me… la tua prosa è coinvolgente !
    Aggiungi che da ex-stronzone su due ruote (ora, come già detto, semplice e tranquillo mototurista) mi si sono risvegliate tutta una serie di sensazioni antiche. Mai stato in pista, mi limitavo a rischiare sistematicamente la buccia , la patente e la moto in corse del cazzo sull’Olimpica o al parcheggione della Vignaccia (chi è di Roma, sa 😉 ), ma i miei momenti di gloria li ho avuti anche io. Sono sopravvissuto, sono rinsavito e non ho decisamente più il fisico, quindi mi limito a rivivere virtualmente certe esperienze. E però, leggendoti, mi è risalita una certa fissa… adesso la faccio riscendere, eh ? Tranquilli… 😉

  10. Albert1 ha detto:

    Quasi OT:

    Il mese scorso le ho rifoderato la sella, tutto con le mie manine… non è bellizzima ?? 😉

  11. steffa88 ha detto:

    caspita quanto mi piacerebbe fare una giornata così… dev’essere qualcosa di assoluto

  12. Wish aka Max ha detto:

    steffa88 scrive:
    11/09/2012 alle 19:07 (Modifica)
    caspita quanto mi piacerebbe fare una giornata così… dev’essere qualcosa di assoluto

    hai usato un termine molto, molto calzante. se ti va, vai a leggere il post linkato, lì c’è una descrizione del tempo che si dilata, che è altrettanto significativa. se il livello di concentrazione supera determinate soglie accadono cose che non immagineresti. e per me che ho il cervello che se ne parte sempre per la tangente e pensa centomila cose, essere forzatamente costretto a stare concentrato (perché se non sei concentrato fai la cazzata e se fai la cazzata vai per terra, come ho descritto sopra) significa usare il cervello in un modo che non si è abituati a fare. ed è da questo che parte tutto. poi ovviamente la passione, l’adrenalina fanno il resto. perché non è la velocità in assoluto, è l’angolo di piega, e la sensazione di stare sottosopra, è la capacità di entrare all’interno e passare quello davanti. è tutto, tranne che la velocità. difficilmente ti metti a guardare il tachimetro, perché non ha importanza se stai a 240 o a 220, l’adrenalina è quella che conta.

  13. Wish aka Max ha detto:

    Albert sì, è bellissima. Una Guzzi d’altri tempi. 🙂

  14. chica ha detto:

    “se il livello di concentrazione supera determinate soglie accadono cose che non immagineresti. e per me che ho il cervello che se ne parte sempre per la tangente e pensa centomila cose, essere forzatamente costretto a stare concentrato (perché se non sei concentrato fai la cazzata e se fai la cazzata vai per terra, come ho descritto sopra) significa usare il cervello in un modo che non si è abituati a fare. ed è da questo che parte tutto. poi ovviamente la passione, l’adrenalina fanno il resto.”…

    anche nella arti marziali succede questo..stessa sensazione di “vuoto/pieno”…e se non ti concentri prendi una fraccata di botte… 🙂

  15. chica ha detto:

    “In 3 cercano di violentarla, ma lei fa karate: li picchia e li fa scappare… Grazie ad alcuni precisi colpi di karate, una giovane trentina appassionata di arti marziali si è salvata da un’aggressione da parte di un gruppo di coetanei che avevano cercato di usarle violenza. L’episodio e’ avvenuto di notte alla periferia di Trento nord. La giovane, 27 anni, per strada si e’ trovata di fronte tre individui che, dopo averle rivolto pesanti apprezzamenti, l’hanno bloccata, poi le hanno alzato la maglietta e l’hanno palpeggiata. La reazione della giovane e’ stata immediata: facendo ricorso alla conoscenza delle arti marziali praticate in palestra, ha assestato un paio di calci al basso ventre degli aggressori.
    Gli uomini , piegatisi in due, non hanno potuto fare altro che battere in ritirata. I colpi, oltre che precisi, sono stati molto efficaci in quanto la ragazza calzava un paio di anfibi con le punte di ferro. Dopo una visita al pronto soccorso, per alcuni lividi alle braccia, la giovane si e’ presentata ai carabinieri ai quali ha presentato denuncia.”

    Fonte: http://www.giornalettismo.com

    BENE..BENE..MOLTO BENE!!! I CALCI NELLA PALLE SONO SEMPRE COSA BUONA E GIUSTA!!!

  16. Wish aka Max ha detto:

    chica scrive:
    12/09/2012 alle 10:22 (Modifica)
    anche nella arti marziali succede questo..stessa sensazione di “vuoto/pieno”…e se non ti concentri prendi una fraccata di botte…

    mi hanno detto che anche nel karate succede il fenomeno del tempo rallentato (o dilatato, o come ti pare chiamarlo, se leggi qui ho scritto qualcosa al riguardo rispetto a quello che accade a me in pista). Mi dicono che è per l’appunto legato al livello di concentrazione, quando superi una certa soglia parte “il trip”… 😉

  17. alsalto ha detto:

    Il tempo che si dilata (e mica solo quello), il senso di assoluto, l’adrenalita, una sorta di coito inzomma, la concentrazione, ma anche l’estraniarsi e l’entrare nel proprio io piu’ profondo…
    anche a me accade, la mattina, quando m’accascio sul wc.
    E son cose spettacolari, fo’ certe “pieghe” sul cesso da paura, per non parlare delle sgommate nelle mutande, pura poesia.

  18. Albert1 ha detto:

    …e alsalto coglieva immediatamente lo spirito dissacrante di FdP… :mrgreen:

  19. chica ha detto:

    Asfalto, grazie di averci messo a conoscenza delle tue evoluzioni intestinali.. 😀

  20. Wish aka Max ha detto:

    alsalto scrive:
    12/09/2012 alle 11:46 (Modifica)
    Il tempo che si dilata (e mica solo quello), il senso di assoluto, l’adrenalita, una sorta di coito inzomma, la concentrazione, ma anche l’estraniarsi e l’entrare nel proprio io piu’ profondo…
    anche a me accade, la mattina, quando m’accascio sul wc.
    E son cose spettacolari, fo’ certe “pieghe” sul cesso da paura, per non parlare delle sgommate nelle mutande, pura poesia.

    Certo ha i suoi vantaggi, neanche paghi il circuito… mi sa che il rapporto prezzo/prestazioni è decisamente a tuo favore

  21. perplessa ha detto:

    salty
    non è che sei siciliano
    hai delle uscite dotate di tale bon ton da ricordarmi un siculo a me molto familiare 😀
    ah ciao a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  22. Wish aka Max ha detto:

    perply non dirmi che non ti appassionano borborigmi e contrazioni peristaltiche… 😆

  23. perplessa ha detto:

    ti ho appena detto che mi ricordi il mio uomo….fai tu le conclusioni 😀

  24. Wish aka Max ha detto:

    veramente lo hai detto ad asfalto… 😆 perply stai a perde colpi

  25. lorenz zlogghed ha detto:

    “facendo ricorso alla conoscenza delle arti marziali praticate in palestra, ha assestato un paio di calci al basso ventre degli aggressori”
    Non sapevo che tra le mosse di krate ci fosse il “calcio nelle palle”

  26. lorenz zlogghed ha detto:

    asfalto hai descritto una delle sensazioni che 2, 3 volte al giorno mi rendono sopportabile la giornata di lavoro

  27. perplessa ha detto:

    ahahahahahaha vi confondo aahahahahahah che rincoglionita 😆

  28. Giangius ha detto:

    “anche a me accade, la mattina, quando m’accascio sul wc.”
    Ma sai che dei grandi pensatori del passato (Lutero, D’Annunzio, ..) scrissero le loro opere proprio in tale momento di estasi 😀 😀

    quando uscirà in edicola la tua opera? 🙂

  29. alsalto ha detto:

    @Wish aka Max bhe’, ogni cosa ha un suo prezzo da pagarsi, comunque e’ vero, dar di culo e’ ancora a tutt’oggi cosa abbastanza economica, speriamo non se ne accorga monti, che quello l’accisa sul fischione di merda avrebbe la faccia di mettercela.
    Comunque wish, 14kg, cacchio, ma prima giravi in quad? 😀

    @perply no, non sono siculo ma un barese spiantumato e ripiantato alla bene e meglio ai pie’ dei monti, in quella valle tanto cara ai valdesi. Ad ogni modo l’attitudine caciarona non ha bandiera, e’ apolide ed io modestamente lo nacqui.

    @giangius ci sto lavorando, a breve in edicola in “uscite” quotidiane heheheh

    lo ammetto, ci ho proprio l’attitudine alle prove libere, e pure sul fuori pista me la cavo, pure senza mani hehehhe, un corpo nato per l’ammore proprio, una vuvuzela biologica, digiamolo, che canta a due tempi preeemm preemmm essi’ che del mio cul feci trombetta hahahaa

  30. marchettino73 ha detto:

    ….anche a me accade, la mattina, quando m’accascio sul wc.
    E son cose spettacolari, fo’ certe “pieghe” sul cesso da paura, per non parlare delle sgommate nelle mutande, pura poesia….

    Buhahahahahahahahahahahahahhahahahaha

    Per non parlà delli strónzoli come giaguari che scarichi ner wc durante le pieghe 😀

    Bònaseraaaaaaaaaaa

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