Qualunquismo da strapazzo

Sono reduce da uno scazzo violento con masticone, sul suo blog, precisamente in questo post.

Vorrei fare un paio di considerazioni, una relativa al merito del post, l’altra relativa al modo di portare avanti le discussioni.

Nel merito, il masticone si erge a paladino degli evasori fiscali, dicendo sostanzialmente che siccome ci reggiamo sull’economia sommersa tutto sommato chi non paga ha le sue buone ragioni. E aggiunge, con punte di originalità degne di un futurista da combattimento, che PRIMA bisognerebbe capire come vengono spesi i soldi, e POI si dovrebbe andare a vedere chi paga e chi non paga. Ah, ovviamente c’era anche una bella tirata sui fannulloni statali, ça va sans dire. Se no come facciamo a fare i futuristi da combattimento, gli avanguardisti del “non c’è più la mezza stagione”?

Io credo che una società civile sia basata sul rispetto della collettività. E pagare le tasse è una questione di rispetto degli altri. Indipendentemente da quanto cubano. Perché la battaglia sulla spesa pubblica non è la stessa. Ed è di tutta evidenza che se si colma un fabbisogno facendo pagare chi non paga, chi ha sempre pagato potrebbe pagare meno. Credo che monsieur de Lapalisse si stia voltando nella tomba, ma a volte è necessario evidentemente ribadire l’ovvio. Oltre a questo, c’è anche un problema di equità, in quanto i servizi che sono finanziati dalla spesa pubblica, che per ovvie ragioni sono erogati in via preferenziale a chi ha redditi bassi, come si fa in qualunque stato sociale (se monsieur de Lapalisse mi viene a strappare le lenzuola stanotte vado a prendere masticone a capocciate), quei servizi pubblici rischiano di essere erogati gratuitamente a chi non ne ha assolutamente bisogno, e negati a chi invece quel bisogno ce l’ha. Il gioielliere che dichiara 10.000 euro l’anno manda la figlia all’asilo nido a gratis, mentre la figlia del mio collega con contratto a progetto si vede respinta la domanda perché troppo basso in graduatoria.

Non so. Mi pare così difficile non condividere queste posizioni, a meno che non si sia in completa e totale malafede, che quando ho letto tutte le corbellerie del masticone mi sono incazzato come una biscia, e gli ho dato del qualunquista argomentando in modo molto simile a quanto detto sin qui.

E qui è scattato il modo di discutere che, ahimé, masticone non è il solo ad utilizzare (evidentemente con l’originalità ha proprio un fatto personale…) ma che sempre, inevitabilmente, mi provoca l’orticaria. Ed è quello di non rimanere nel merito della questione, ma di allargarla inserendo aspetti che c’entrano come i cavoli a merenda. Per cui mi son sentito dare del parastatale, senza che fosse stata spesa una parola sul merito da me sollevato. Mi è stato detto, dopo la mia precisazione sul fatto che sono un dirigente in un’impresa privata, che lavoro troppo e sono fuori dalla realtà. Infine, che comunque sono un dipendente e non ho diritto a parlare. Per la serie corbellerie sparse, si è anche sentito che lo stato è una sovrastruttura nella quale si è costretti a vivere. Allora, io mi domando: ma che senso ha esprimere un’opinione e poi non difenderla nel merito, ma cercando di attaccare l’avversario su un piano differente?