Sedici Ottobre Millenovecentoquarantatrè

Un’ alba di 69 anni fa.

Un pezzetto di Roma, una piazza, una via larga e una manciata di stradine.

Finestre ancora chiuse, i suoni di una città che si sveglia nonostante tutto.

Improvvisamente rumori fuori posto, troppo forti e troppo insistenti per quell’ ora del giorno: passi, voci che parlano una lingua diversa, veloci ordini gridati che rimbalzano fra i muri dei vicoli. Motori, troppi motori, troppo vicini.

Non c’è tempo per la colazione, pentolini con dentro acqua che non bollirà mai, luci improvvise, grida di bambini.

Si prende velocemente solo ciò che si può portare addosso, parlare non si può, spiegazioni non se ne avranno, inutile chiedere. Allo stesso modo non si risponde a nessuna domanda: ogni parola di troppo potrebbe tradire un amico, o un parente: erano 12.000, a Roma, per loro fortuna 10.978 non si trovavano lì.

Ma per 1.022 di loro, 1.022 romani “veri”, quell’ alba di 69 anni fa segnò la fine di tutto.

E anche se questo post forse non lo leggeranno mai, lo dedico ai miei amici Alberto, Peppe, Rachele e Serena.

E a nonna Settimia, che alla fine quell’acqua è tornata a farla bollire, non per il caffè, ma per la cacio e pepe che quando capitavo a casa di Alberto non mancava mai di preparare.

19 pensieri riguardo “Sedici Ottobre Millenovecentoquarantatrè”

  1. È il 16 ottobre del 1943, il “sabato nero” del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS invadono le strade del Portico d’Ottavia e rastrellano 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, alle 14.05 del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arriveranno al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Solo quindici uomini e una donna (Settimia Spizzichino) ritorneranno a casa dalla Polonia. Nessuno dei duecento bambini è mai tornato…

  2. …ed io non faccio nemmeno parte di quella particolare comunità, anche se ci sono stato a contatto per parecchio tempo e ne ho sentito racconti, ricordi, sensazioni. C’è da dire che oggi come oggi, se si vuole conoscere un romano “vero”, bisogna andare a cercare fra di loro, che ormai sono rimasti gli unici di cui si possa essere sicuri.
    E’ lo stesso motivo per cui la zona del Portico d’Ottavia, il “ghetto” di Roma, è praticamente l’unico posto della città dove puoi lasciare tutto aperto, la roba in macchina, il casco appoggiato sulla moto e stare sicuro che non tocca un cazzo nessuno. Un luogo d’altri tempi con persone d’altri tempi.

  3. Se non fosse stato x il coraggio di mia nonna Emma a quest’ora non sarei stata qui a commentare questo post.
    Il coraggio di affrontare i tedeschi anzi i nazisti ss che vennero a rastrellare tutta la nostra famiglia. Nel tempo di 90 scalini nascose tutti, e li attese facendosi passare x una signora di lì che non sapeva niente, accogliendo i baffetti e baci tirati da quegli uomini portatori di morte. Mia mamma aveva appena 2 anni e una gemella che sarebbero state la felicità del maledetto dr. Mendel se non fossero finite immediatamente nelle camere a gas…

  4. Quando il padrone di casa prende in mano la tastiera ti lascia senza parole. No way
    Congratulazioni Albe

  5. @lorenzino
    Vero….ci vorrebbe l’inchino….ma mi fa male e tutto e a sto giro salto 😀

    Bònaseraaaaaaaaaa
    E un saluto alla nostra nuova ospite 😀

  6. Bònasera !

    Mi becco le congratulazioni gongolando, ma questa casa non ha padroni Lorè… 😉
    O meglio, ce ne ha talmente tanti che è come se non ne avesse.

    Che ci manca solo che l’agenzia delle entrate mi accusi pure di “possedere” un Blog… :mrgreen:

  7. Cazzo, Chì…

    Finchè non si va a nascondere da qualche parte, forse sta solo male.
    In ogni caso, preparale un posto caldo, un vecchio maglione, qualcosa così e metticela comoda.
    Non troppa luce, evita rumori e non le far avvicinare gli altri.
    Credo che in momenti così i gatti vogliano solo stare tranquilli, al caldo, e non avere rotture di coglioni.

  8. …fa cose strane…forse ha paura delle flebo…cammina..poi ogni tanto si blocca e si mette a terra con la testa reclinata…..però se accenni ad aprire la porta (è da ieri che non la faccio uscire) sembra che resusciti…..boh….non mi convince…….
    Cme..ha il suo cuscino, con la sua cesta, l’ho messa lì, anche se cerca di appartarsi dappertutto…

  9. Ciao Albert
    Quindi un post alla memoria di quei Martiri. Complimenti.
    Un abbraccio, Edo
    @Alabinas quel dr Mendel che citi era soprannominato “Angelo della morte?”
    @chica, non ti preoccupare, c’è un maschio in giro, anche perché adesso vanno in calore nei mesi di ottobre- novembre quindi… aprirle la porta 😉

  10. Edo sarei felice se fosse per quello.. Ma la mia micia e sterilizzata da tanti anni…..purtroppo ha dei granulomi sulle gengive che da tempo le impediscono di alimentari bene…..ora è veramente molto giù ….speriamo bene…

  11. bel ricordo albert
    ciao Alabinas (grazie di aver condiviso la tua storia con noi 🙂 ) ed Edo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...