De Vegetarianibus (inspired by alsalto)

Pubblicato: 12/11/2012 da 2010fugadapolis in Generale
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Il “menu” gentilmente offerto dal nostro Alsalto in un suo commento ad un post precedente mi ispira questo momento di riflessione…

E’ vero. E’ tutto tristemente e crudelmente vero. Basterebbe che ognuno di noi si facesse una giornata in un mattatoio o in un allevamento qualsiasi di qualsiasi genere di animali da macello ed istantaneamente (in una percentuale variabile tra l’80 ed il 99%) il popolo dei vegetariani ci vedrebbe senza dubbio associati. Tranne rari inamovibili casi, credo che avendo ben presente cosa di nasconde dietro alla fettina di carne prelevata con nonchalance dal banco frigo del supermercato, il consumo di carne verrebbe ridotto da subito ad una misura prossima allo zero.

Ma mica solo quello… un’ occhiata ad un allevamento di galline in gabbia ci farebbe venire voglia di boicottare a vita qualsiasi produttore di uova, per quanto “bio” o “ecosostenibili” si sforzino di etichettare le loro “fabbriche”. Sempre lager sono.

Non sono immuni neanche i presunti produttori “di nicchia”, quelli che per il solo fatto di non lavorare industrialmente passano per fornitori d’ elite, creatori di delicatessen delle mie palle. Hai voglia a fregiarti di marchi, bolli, certificazioni, DOP, DOC, tric e trac. Sei sempre uno che alleva un essere vivente per fargli fare poi una fine di merda.

Vale pure per il pesce, mica solo la carne… a parte quello pescato in mare (più o meno delicatamente, ma sempre in un rapporto di forza preponderante, senza alcuno scampo per il pescato), vogliamo parlare degli allevamenti in vasca ? Parliamone. Anzi no. Lasciamo fottere, tanto s’è capito.

Insomma, via, elementi e motivazioni per diventare completamente erbivori ne abbiamo al giorno d’oggi talmente tanti che la metà basterebbero e avanzerebbero. Di proposito non tiro in ballo nemmeno le conseguenze, gli argomenti che molti vegetariani “militanti” usano per mettere il carico: la maggiore incidenza di tumori nei consumatori di carni rosse è un argomento (provato scientificamente) che da solo basta per tutti.

Vivo da vent’ anni con una vegetariana d’ altri tempi (nel senso che lo è ininterrottamente e con convinzione da almeno trenta) che pubblicamente ringrazio per il suo essere coerente per quanto attiene alle sua persona, ma non integralista quando si tratta del prossimo. Non assume una porzione di animale morto dal 1981, nemmeno sotto tortura, ma non si fa problemi a preparare carne, pollo o pesce per i cani e i vari animali che si sono succeduti nel nostro mènage, come pure non ha problemi a cucinare (quando capita, molto di rado) un petto di pollo o una bistecca per il sottoscritto. Che generalmente comunque provvede da solo, sia alla preparazione che alla consumazione che al lavaggio delle stoviglie usate. Perchè va bene la tolleranza, ma approfittare non è mai carino.

Perchè tutto questo preambolo (apparentemente contraddittorio) ? Perchè credo che illustri perfettamente una situazione equilibrata (di quelle che piacciono tanto a me): abbiamo una consapevolezza comune (nel senso che nessuno è convinto che la fettina di carne la porti la fatina creandola dal nulla e senza fare male a nessuno), abbiamo due posizioni contrastanti (vegetariana da una parte, non vegetariano dall’altra), abbiamo il giusto livello di comprensione e rispetto delle reciproche idee. Il tutto, senza esagerare da una parte o dall’altra, genera un compromesso bilanciato. In pratica, si impara che oltre la fettina c’è tutto un mondo (tanta gente non ha idea di quello che si riesce a preparare con le verdure, manicaretti della madonna !), e che quando proprio se ne sente la necessità o il desiderio, la carne si può mangiare (cercando di approvvigionarsi di roba veramente buona) semplicemente “de-industrializzandone” il consumo. Alla fine, la carne si consuma (chi la vuole) si e no una volta a settimana. Tornando in pratica a quello che facevano – quando gli andava bene – i nostri nonni (o bisnonni, per i più giovani).

La chiave quindi, a mio avviso, è proprio la “de-industrializzazione“: è lo stesso identico motivo per cui posso tollerare, funzionalmente, un mobiletto di Ikea ma darei volentieri fuoco con la termite a quegli appartamenti del cazzo interamente arredati con quella merda.

Est modus in rebus“, dicevano certi venuti un po’ prima di noi, e mi sa che anche se riguardo tante cose hanno detto un mucchio di cazzate, in questo caso avevano ragione.

 

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commenti
  1. Wish aka Max ha detto:

    Il mio problema è che a me la carne piace.
    E tanto.
    E nell’ambito delle cose che mi fanno sanguinare il cuore, ce ne sono molte prima del vitello e del pollo.
    Però cogli anni ho imparato a rispettare il punto di vista di tutti. Oltretutto vivo con una persona che dal punto di vista alimentare è “sfidante”, se vogliamo usare un eufemismo (non entro nel merito perché il discorso sarebbe troppo lungo e palloccoloso). Ho amici e amiche vegetariani, ma riusciamo a trovare dei posti per mangiar fuori anche non vegetariani. Ecco magari non da Rubbagalline (per chi non è di Roma è una bisteccheria dove la carne la si sceglie in vetrina e te la tagliano e cuociono là per là).
    Mi rompono invece un po’ gli zebedei quelli che vogliono imporre qualcosa.
    Altro è bussare alla porta con delicatezza e chiedere se si ha voglia di confrontarsi, altro è buttarla giù la porta, e vomitare una sequela di contumelie.
    Però poi anche lì, sono sufficientemente cresciuto da non rispondere alle provocazioni 😉
    Ad Albert invece dico che è molto corretto il suo atteggiamento nei confronti della consorte, e che equilibri di questo tipo, mirati al rispetto della diversità, sono quelli che dovremmo perseguire con più tenacia.

  2. marchettino73 ha detto:

    A me invece me lo strapuppate ar cubo,io a una bella bisteccona da chilo (anche 1,2 :mrgreen: ) ogni tanto un ci rinuncio.E neanche a’ conìglioli e le galline della mì nonna 😀
    Concordo con Uish,vivo e lascio vivere….basta che non mi si faccia ricatti morali,perché allora me lo straripuppate un’altra volta 😀
    E comunque anche la verdura un penserete mìa che cresca tutta con concimi naturali eh :mrgreen:

  3. Albert1 ha detto:

    Il massimo sarebbe riuscì a mangià sempre e solo dèr nostro… però lì ci vuole lo spazio, il tempo e il coraggio…

    Fino all’orto ci sono arrivato (spazio e tempo l’ho trovati, e per le verdure stiamo a posto).
    Le galline pure, anche se poi l’ho cedute alla vicina che me le cura e mi dà le uova.
    Quando però in uno slancio di autarchia, sopravvalutandomi, ho provato con i conigli… beh, non ce l’ho fatta. Alla fine mi sono costati non so quanto di veterinario… alla prima malattia mi sono messo a dargli pure le medicine 😉

  4. Albert1 ha detto:

    Wish: quegli equilibri li devo perseguì per forza… sennò sò cazzi mia… 😀

  5. Wish aka Max ha detto:

    Albert: beh c’è modo e modo di perseguirli, comunque… 😉
    L’esperienza dell’orto l’ho fatta, è meravigliosa, non tanto per il non velenoso, quanto per la fragranza che deriva dal cogliere e mangiare dopo ore invece che giorni.
    E la storia dei conigli è meravigliosa Al… non ti ci facevo così tenerone! 😯

  6. antonaruto85 ha detto:

    Purtroppo da buon sardo mangiavo solo carne infatti il mio medico ha praticamente costretto il sottoscritto a mangiare pure frutta e verdura !! Ps, sono portatore sano di anemia mediterranea quindi mi tocca!!

  7. Giangius ha detto:

    In tema: http://laverabestia.org/play.php?vid=321#.TxBi64MCKSA
    EARTHLINGS (Terrestri) è un documentario da vedere assolutamente sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la ricerca scientifica) ma illustra anche la nostra completa mancanza di rispetto per questi cosiddetti “fornitori non umani”. Il film è narrato dall’attore Joaquin Phoenix, candidato due volte al premio Oscar e vincitore di un Golden Globe nel 2006, e la colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla critica.

    Il principio di ogni cosa: non esagerare e non sfruttare.

  8. lezz ha detto:

    @Giangius- Hai centrato in pieno, simpatico ed intelligente mammifero. 😆
    Non a caso gli indios latini ( i messicani, e non solo, di oggi) continuano a vivere e a ripetere : “disfruten de la vida, nada con exceso ,todo con medida.”

  9. alsalto ha detto:

    Io a sbottare certe cazzanate mi ci diverto a prescindere )e quindi spesso mi ci odopero anche se fine a se stesso) pero’ la provocazione l’ho lanciata e mi pare che albert e non solo l’abbiano colta dibbrutto, e concordo con il contenuto.
    Personalmente non sono vegetariano, tantomeno vegano, semplicemente non mangio carne, per staccarmi dal cazzo quelli che puntualmente mi chiedono il perche’ sempre piu’ spesso rispondo che ho fatto un fioretto a francesco e cosi’ mi si staccano sorridendo e compiaciuti, ed in parte puo’ esser vero, francesco aveva in se il sunto.
    La mia polemica verte solo sul rispetto e su quale sia il limite alla brutalita’. Che la carne sia buona non giustifica quanto sti poveri animali debban subire.
    Mangia quanta cazzo di carne ti garba ma fallo consapevolmente.
    Qua ne ho scritto anche se male quanto ne penso in merito in maniera abbastanza esaustiva
    http://alsalto.blogspot.it/2012/07/ed-oggi-il-post-piu-impopolare-di.html

    A me i talebani sta sul cazzo, tutti.

  10. Albert1 ha detto:

    Francè… il mio pensiero è sempre stato: “Io faccio così, e te lo dico. Se vuoi ti spiego anche perchè, ma solo se vuoi. Mai e poi mai cercherò di convincerti a fare lo stesso”.

    Penso che in questo siamo abbastanza in sintonia 😉

  11. tafkamrlorenz ha detto:

    Albe
    io sinceramente ricordo, e anche abbastanza bene, una infanzia in cui una delle oche del recinto con cui giocavi una settimana, la mattina dopo rappresentava il pranzo della domenica. In cui ai conigli tiravamo le orecchie e le galline venivano spostate dal pagliericcio per bere l’uovo ancora caldo dopo averlo sciacuqto sotto l’acqua.
    E’ difficile riconciliare quelle immagini con quello che ho letto e visto sugli allevamenti intensivi. La carne ne mangio di meno…..non sono ancora vegetariano ma sono in viaggio verso quella meta.

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