E movi ste mele! – RAAAAAAK!!!!

Pubblicato: 17/02/2013 da tafkamrlorenz in E mòvi 'ste mele ! - Il Fitness di FdP, Generale

Da dove iniziare? Credo sia meglio iniziare dalla affermazione di Runner’s world secondo cui, cito testualmente…

Friday’s RAK Half Marathon in the United Arab Emirates may be remembered as one of those races—the 2012 Olympic men’s 800-meter final being another—that permanently alters our perception of what’s possible and what we should expect in a world-class competition at the distance

Continuiamo con una giornata di un paio di mesi fa. Il sottoscritto in crisi nera al chilometro 17 alla mezza della Dubai Creek. Il garmin che conferma inesorabilmente quello che gia’ era chiaro, ovvero che il muro dell’ora e 40 non solo non sarebbe caduto, ma che ci avevo sbattuto il muso in maniera davvero dolorosa. La gente che mi sorpassa a grappoli. La tentazione di prendersi una pausa e camminare per un centinaio di metri. La voce del gruppo dei pacers dell’ora e 45 in lontananza che incita me e un altro gruppo di cadaveri. L’inutile sprint nel chilometro finale. La febbre post gara.

Quel giorno avevo segnato la data del 15 Febbraio  sul calendario. Era arrivato il pacco gara e avevo notato con piacere il bordino celeste  sul numero che mi dava il diritto di partire non coi primissimi, ma con i primi e non restare imbudellato alla partenza. Avevo prenotato il Cove Rotana come  lussuoso ma motivante weekend di San Valentino, ma anche base logistica per affrontare il mostro. La mezza di RAK.

La mezza della leggenda. L’evento in cui la pippa delle pippe stabilisce sempre e comunque il suo personal best. E si trova a percorrere le strade dei supercampioni. Li vede. Li tocca. Li vede scomparire all’orizzonte alla partenza. Immaginate di preparare una staccata in un weekend di cazzeggio  in moto a Vallelunga ed essere infilato all’esterno in staccata da Rossi e Lorenzo in lotta per il titolo.

Incidentalmente e’ anche la mia ultima possibilita’ per centrare l’obbiettivo di scendere sotto l’1.40 nella stagione in corso. E alla partenza ho due numeri scritti piccoli sui due avambracci.

197. La posizione finale a cui puntavo. La prima pagina nei risultati. Diciamo i primi 200, via. Ma non proprio in fondo in fondo alla pagina

1.39.40. Il tempo che sentivo di poter fare. Passo tenuto 3 settimane fa nella 15 km di prova. Come da consiglio del “predictor workout for half marathon” trovato su Google

Tre le persone che cerco e trovo nella folla nel gruppetto del preferred start.

Gigi, 46 anni, Hong Kong. Mamma, ultramaratoneta, un metro e mezzo scarso. Una costanza nello scendere sotto l’1.40 nelle mezze che fa paura.

Elizabeth. 55 anni, UK. Diverse mezze corse sotto l’1.38 nell’anno in corso. Universalmente considerata la master piu’ forte che abbia mai corso negli Emirati.

Daniel, Sudafrica, mio compagno di allenamento. Mi fa regolarmente il culo a strisce ma nemmeno lui ha mai corso sotto l’1.40.  Oggi ce la fara’, credo

Devo solo seguire loro. E il garmin. Passaggi regolari. Quarti di miglio tra l’1.52 e l’1.53. Moltiplica il tutto per 53. Lo sprint finale per avere un margine di sicurezza.

Si parte. Daniel e’ dietro. Gigi e’ lenta rispetto a come mi sento oggi. Elizabeth invece e’ avanti. Fanculo, non la seguo ma la tengo a portata d’occhio, penso. Invece lei accelera e sparisce con un gruppo che provo a seguire, ma mollo dopo due quarti di miglio corsi a 1.48. Viaggiano su tempi che li farebbero chiudere in 1.36, e se li seguo finisce che salto per aria.

Insomma, sono solo. gente che non conosco mi sorpassa, allunga, e dopo un chilometro si arena e si fa risorpassare. I quarti di miglio scorrono. Qualcuno sull’1.50. Qualcuno sull’1.53. Mai sotto la soglia di allarme.

Poi l’arco del km 11. Il cuore inizia a battere forte, perche’ il vialone e’ lungo e va avanti per chilometri. E dall’altra parte della strada vedi l’arco del km 18. Poche centinaia di metri e incroci i primi. Hanno un passo che fa davvero paura. Potresti segurli, spolmonandoti, per 200 metri, poi finiresti in rianimazione

Sono circa 5 km avanti a me. Hai presente quando ti dicono che ti senti piccolo rispetto all’universo? Ecco….oggi mi sento lento. Ma cazzo che spettacolo! Qualche minuto dopo vedo una figura lunga, dinoccolata con una corsa curiosa che mi viene incontro a velocita’ folle. Rincorre una donna piu’ bassa di lei di quasi tutta la testa. Lo so chi e’. Priscah Jeptoo…il mio idolo dopo averla vista alla maratona olimpica. Per sperare di vincere oggi dovrebbe abbassare il suo personale sulla mezza di 4 minuti, dicono. A occhio, o quelle davanti sono lente, o lei sta andando alla grande. La saluto con la mano. Non credo mi veda.

Daniel e Gigi non mi sorpassano ancora. In genere corrono una parte centrale bella tirata. Per quasi 4 km non ho guardato il Garmin, ma a sensazione non ho rallentato. Siamo al km 15 e dovrebbe arrivare la crisi. So che arrivera’. Spero non brutta come la volta scorsa.

Vedo davanti a me Elizabeth. Spero che averla a portata d’occhio mi dia la forza e la motivazione di seguire una 55enne verso l’obbiettivo minimo che mi sono posto. Mi sembra lenta. Ma e’ solo una sensazione. La raggiungo e la affianco e ci scambio due parole. Mi dice di andare avanti. Lotto con la voglia di staccarla e inseguire un cazzone che proprio allora mi sorpassa. Il Garmin dice che viaggio troppo veloce rispetto al ritmo che dovrei tenere. E poi…….

Iniziamo col dire che tra i primi 200 non ci sono arrivato. Il campo partecipanti era davvero tosto. Un ex campione mondiale di triathlon (nel 2005, non nel 1970) ha fatto fatica a piazzarsi nei primi 40. Uno statistico afferma che mai nella storia i primi 10 avevano corso cosi’ veloce. Ma niete scuse. Non sono nella pagina 1 e la cosa mi fa decisamente’ incazzare.

Priscah si e’ migliorata di 4 minuti e passa. Ma e’ arrivata seconda. Dietro Lucy Kabuu, per 2 secondi, ma fanculo, sono 2 volte che manca di un nulla la vittoria con me che la tifo come un ossesso. Sveglia bimba, o devo trovarmi un idolo nuovo eh.

Elizabeth, Daniel e Gigi hanno chiuso tutti e 3 sotto l’ora e 40. Dovevo solo sceglierne uno dei 3 e seguirlo. Invece al chilometro 16 ho mollato Elizabeth per andare incontro all’ignoto, e provare a scendere sotto l’1.39. Ho dato retta alla mia solita testa di marmo che non conosce  la parola prudenza.

Ho fatto bene.

Ho chiuso una manciata di secondi sopra l’1.37.00. Ho finito in un crescendo  spettacolare. Ho battuto il mio ex personale di 4 minuti. E a sto punto, mi sa che mi tocca prepararmi per tornare qui nel 2104 e correre sotto l’1.35.00

Sono 2 giorni che provo a scendere dalla “Cloud 9” che in inglese significa pressapoco il settimo cielo. Ma non credo sia ancora il momento

 

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commenti
  1. Wish aka Max ha detto:

    E bravissimooooooooooooooo!!!! DAICAZZOOOOO!!!!

  2. alsalto ha detto:

    e sti cazzi!
    ma 2 foto no he?

  3. tafkamrlorenz ha detto:

    als

    stavo meditando se acquistarle

  4. tafkamrlorenz ha detto:

    ok, als
    posto che la mia identita’ e’ rigorosamente segreta, dai un occhio qui

    http://www.premiertiming.com/res/events/RAK_Half_Marathon_2013 (fotocamera in fondo alla riga)

    il mio consiglio e’ di dare una rapida occhiata anche ai pettorali 2064, 807, 936, 1457, 2116, 148. Ma fai te

  5. alsalto ha detto:

    tnk tafka 🙂

    intendevo il paesaggio comunque hehhehe

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