Prontuario pre elettorale 2013

Pubblicato: 18/02/2013 da onnipotente in Generale
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Visto lo sfascio e la decadenza generale, l’evidenza che le cose tanto non cambiano mai, molti sono tentati dall’astenersi da queste elezioni. Orbene, il mio appello invece è di recarsi in massa a votare, proprio per evitare che coloro che sinora sono stati in Parlamento vi rimangano, per continuare i loro loschi affari.

Come fare? Andate in massa a votare, e date il vostro voto a partiti che sinora non sono mai stati in Parlamento, facendo ben attenzione a non regalare il voto a delle liste civetta pseudo-civiche che nella pratica appoggiano uno o l’altro degli schieramenti che hanno fatto le radici alla Camera ed al Senato.

Delle dritte? Completamente nuovi sono il movimento di Oscar Giannino “Fermare il Declino”, che per la prima volta da cento anni a questa parte mira a riportare vere idee liberali nel parlamento italiano (anche se pesantemente influenzate dai fallimentari precetti smithiani), e poi il famoso Movimento 5 Stelle, su cui non mi soffermo per ovvie ragioni. A questi va affiancato il movimento di Ingroia, che seppur nuovo nel “contenitore” e nell’uomo di punta, nel contenuto ripropone una messe di quelle vecchie volpi dell’estrema sinistra che vogliono riconquistare i loro privilegi di parlamentari, continuando a cibarsi degli anacronistici scritti di Togliatti sotto il braccio e mostrando il pugno chiuso. Se doveste scegliere questo movimento, fate bene attenzione a boicottare la risma di politicanti legati a Rifondazione Comunista ed ai Comunisti Italiani.

Se invece non riuscite a resistere alle pubblicità, a comportamenti elettorali inveterati (“che bello che è lo scudo crociato! In casa mia lo abbiamo sempre votato, e sempre lo voteremo”), ed in fin dei conti pensate (in buona fede) che i partiti politici attualmente in Parlamento in fondo hanno fatto un buon lavoro (!), spulciatevi bene cosa hanno fatto gli attuali parlamentari durante il loro mandato.

La piattaforma web per informarsi, monitorare e intervenire nei lavori quotidiani del parlamento italiano (con dati ufficiali del Ministero dell’Interno, Camera e Senato) è http://associazione.openpolis.it/ , ma utile mi sembra anche il sito http://www.greenpeace.org/italy/it/iononvivoto/.

Poi raccomanderei di dare una occhiata al sito http://www.promessepubbliche.com/

Un po’ meno affidabile, ma forse sempre utile, sembra essere http://bachecapolitica.it/

Italiani, votate con coscienza! Per una volta, non pensate solo al vostro tornaconto personale, perché per 100 che vi promettono, questi ladri vi danno 1 e vi tolgono 1000!

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commenti
  1. marchettino73 ha detto:

    Io ci vò.
    È 60 anni che prendiamo la stessa medicina e invece di guarì si peggiora.
    Cambiamo medicina,si starà a vedé.
    Quelle attuali sono scadute 😀

  2. perplessa ha detto:

    io ci vado ovviamente!
    e voto qualcuno che non è in parlamento

    aahahah ad alsalto starà venendo la bava alla bocca ahahaha

  3. Giangius ha detto:

    “Andate in massa a votare”
    “fate bene attenzione a boicottare la risma di politicanti legati a Rifondazione Comunista ed ai Comunisti Italiani.”

    Dio di benedica! Anzi auto-incensati và 😀

    Io ovviamente andrò a votare è sia un diritto, cazzarola se lo è, che un dovere di questa Italia, oramai nella merda.

  4. marchettino73 ha detto:

    Mentre noi Italiani mandiamo avanti la Nazione con le nostre lacrime ed il nostro sangue i parlamentari uscenti e “trombati” si godono una liquidazione da capogiro. La buonuscita per i comuni mortali viene tassata del 27% mentre quella di chi ha fatto il “mestiere” di parlamentare NO! La loro liquidazione viene chiamata “Assegno per il reinserimento nella vita lavorativa”. Prenderanno dai 6mila euro al mese in su ed avranno una liquidazione dai 44mila euro netti ai 300mila circa, secondo l’incarico ricoperto, e ci sarà anche chi prenderà la seconda pensione. Pertanto, dopo aver percepito uno stipendio mensile che va da un minimo di 14mila euro in su e privilegi vari possono anche usufruire di un compenso supplementare per aver svolto il loro lavoro con fatica e responsabilità nazionale sia dalla destra che dalla sinistra. E, casualmente, quando in parlamento si votano silenziosamente e senza pubblicità, ogni tipo di aumento del loro stipendio durante la legislatura, nessuno dei partiti (forse pochissimi politici) interviene per fermare queste prerogative ingiuste ed evidenti che segnano un solco quasi incolmabile tra chi veramente lavora e chi siede tra gli scranni del  parlamento. Inoltre, non soddisfatti dei loro compensi, candidano parenti ed amici in tutte le liste sia di dx che di sx.

    Tra l’altro pagando una “fee” di ingresso dai 25mila euro ai 35mila euro per essere eletti, con questo scandaloso sistema elettorale, si dà la possibilità di eleggere degli individui che noi non conosciamo e che probabilmente non voteremmo. C’è chi dice che per fare politica “occorre esperienza”, ma quale conoscenza si deve avere per poter mandare alla fame una intera nazione? Come sempre ci prendono in giro sperando che, quando andremo a votare, noi italiani saremo ancora legati alle false ideologie ed alle false promesse; le ideologie rimarranno nella nostra anima e nel nostro cuore in attesa d’avere le persone che noi tutti vorremmo. Andate a votare e non astenetevi per nessun motivo, ogni voto perduto sarà il consenso a governare come hanno fatto fino ad ora e sarà un consenso alla iniquità ed alla ingiustizia sociale.

    Però non sono populisti come Grillo :mrgreen:

  5. steffa88 ha detto:

    voterò uno dei tre sopracitati, e mi implodano i coglioni se è “rivoluzione civile” di derelatoingroia

  6. Giangius ha detto:

    ” e mi implodano i coglioni se è “rivoluzione civile” di derelatoingroia”
    attento al rinculo 😀

  7. alsalto ha detto:

    @perly

    “m’implodano i coglioni” se la cosa mi scalfisce minimamente

    la scelta e’ intima e qual che sia da rispettare
    per quanto mi riguarda gia sapete

    votare significa legittimare ed io no

    non con questa legge elettorale
    non in regime di democrazia rappresentativa

    ed il fatto che si contempli l’eventualita’ di poter dare preferenza, hopps scusate, il voto, poiche’ preferenza una ciccia, giusto in val d’aosta e’ permesso, a gentaglia tipo oscar bellicapelli giannuzzo o ingoia la dice lunga.
    se proprio non se ne puo’ fare a meno e si pensa davvero che possa esser cosa utile che sia il m5* ,
    che almeno si rimescolino i cazzi dato che tanto i culi sempre li stessi sono.

    e basta con l’associazione astensione=protesta, manco per nulla, piuttosto astesione=non apparteneza

    alsalto
    apolide

  8. alsalto ha detto:

    onnipotente nella sua enciclica comunque ha dimenticato magdi cristianuccio allam

    non facciamoci mancare nulla, sia mai
    e se poi ci spiega perche’ giannino e boldrin si je ne sarei eternamente grato,
    tanto vale far monti papa subito

  9. Gian ha detto:

    @Asfalto: Allam insulta onnipotente con l’aver creato quel partitino. Poi chiamarlo cattolico, cambia casacca quando gli fa piacere basta leggere cosa scriveva sull’islam prima della sua conversione; attaccava i princìpi della sua stassa fede perciò è più in estremista cattolico che anche un fervente coglione

  10. alsalto ha detto:

    Per quasi trent’anni ho votato, consapevole dei miei doveri di cittadino, fiero di quanto era stato fatto per ottenerli e garantirli alla mia generazione. Ma adesso basta. Alle prossime elezioni non voterò. Non voglio più essere corresponsabile, come sono già stato, della conduzione della politica e delle questioni del Paese nella direzione opposta a quella che vorrei. Non posso più unirmi alla moltitudine che avalla con una croce un’idea di finanza egemone ed economia sconsiderata; non posso più vidimare col sacro esercizio del consenso una politica prona, schiava dei grandi interessi, che propugna la crescita ad oltranza, che chiede sacrifici per ripristinare la catena spezzata del lavoro-produco-consumo-spreco-inquino; non voglio più votare qualcuno perché altri non vincano, visto che quel qualcuno, chiunque esso sia, non è così dissimile dall’altro nell’organizzazione del partito, nell’inesistente garanzia contro criminalità, sprechi, corruzione, dissipazione del denaro pubblico; non posso più tollerare che se si va per la via opposta a quella che vorrei intraprendere, per la quale sarei in grado di lavorare e combattere, ci si vada anche nel mio nome.
    O il voto non conta, e allora non avrebbe senso votare, oppure conta e ha valore, e allora non posso gettarlo via. Non voterò, sperando che il 51% dell’elettorato faccia altrettanto, che in tanti decidano per la dignità del voto e dell’elettore come perno del processo di convivenza, che quest’ordine di cose finisca in minoranza, venga delegittimato, e sia possibile domani guardare al malaffare e al poterecome a una minoranza che governa senza la maggioranza del consenso del Paese, dunque sostituibile, da espellere, priva di reale rappresentanza. E’ l’unica cosa che mi resta: testimoniare che nel noto tranello “della minestra o della finestra”, non sono più disposto a cadere.
    Pretendo, tuttavia, di essere trattato con la dignità che questa scelta grave incarna. Decidere di non votare è un voto tanto quando andare alle urne. Significa togliere il consenso, l’unica arma della gente. E non voglio essere considerato, per questo, né indeciso né apatico e irresponsabile, come disegnano maliziosamente i sondaggisti, i primi vassalli del potere. Hanno chiamato il nostro sconcerto “antipolitica”, che abbiano almeno rispetto per lo sforzo della dignità di giudizio. E’ per profondo rispetto verso il voto che non voterò, e non certo per indecisione, semmai per la determinazione grave e pienamente responsabile di non poter sottoscrivere alcuna offerta sbagliata, pena la correità. Della grande maggioranza delle proposte politiche non ho stima, fiducia, e il mio giudizio è pesante, d’accusa; di una piccola parte delle proposte, che pure in alcuni contenuti potrei condividere, non condivido il metodo, mi fa paura anche solo l’ipotesi della democrazia diretta che propugna.
    Non voterò i corrotti, che parlano di pulizia nella politica solo dopo che la magistratura li ha scoperti; non voterò chi pure intende rappresentare il cambiamento, ma che è convinto che l’elettorato che fin qui ha votato l’invotabile possa, domani, decidere con un referendum se l’Italia deve restare o no nell’Euro. L’ultimo miglio per arrivare al punto l’ha percorso Bisio a Sanremo: “Non serve cambiare i politici. Dovremmo cambiare gli elettori”. Con quel monologo (un altro comico a occupare lo spazio lasciato vacante dagli intellettuali) l’ampio dibattito sulle ragioni dell’astensionismo si è concluso. Io valgo uno, un elettore, e voglio cambiare.
    Per troppi anni ho fatto, abbiamo fatto, in molti, l’errore di considerare il nostro voto come un gesto parziale e ininfluente, oppure essenziale e determinante. Qualunquisti o creduloni, abbiamo favorito, consentito, avallato quella che Noam Chomsky chiamava la “fabbricazione del consenso” attraverso la propaganda, e che Michail Bakunin indicava come “il gioco di prestigio” necessario “per nascondere il potere realmente dispotico dello Stato” basato sull’economia.
    “Così favorisci questo o quello…” “Così lasci che altri decidano per te…” “Così non puoi più lamentarti….”. Ecco: la cosa peggiore che il potere può fare per svilire, disintegrare il valore già discutibile del suffragio universale nelle società democratiche, è generare e alimentare il senso di colpa riguardo il non-voto da parte degli elettori esterrefatti e indignati, critici verso lo schema d’impostazione socioeconomica e i suoi rappresentanti, e al tempo stesso, tuttavia, offrire ai cittadini un solo metodo di voto pilotato per salvaguardare un pensiero del Paese impresentabile e vecchio, in modo che qualunque cosa accada, come nel più becero “gioco delle tre carte”, le cose vadano “come devono andare”. Se c’è una cosa che il sistema non ama, sono le sorprese. Arriverebbe a tutto pur di evitarle.
    Non siamo giunti per caso fin qui, allo sfacelo. Ci siamo arrivati con il progressivo avvilimento del voto. Per troppo tempo, decenni, abbiamo dato la nostra preferenza “al meno peggio”, oppure abbiamo votato Caio perché altrimenti avrebbe vinto Tizio. Mai, o quasi mai, abbiamo eletto candidati e partiti con cui avessimo concordanza, di cui condividessimo l’idea di Paese. La politica che abbiamo preferito, come media del consenso nazionale, ci ha rappresentati proprio in questa vaghezza, nel calcolo con cui l’avevamo scelta, ed è stata perfino migliore del Paese, per quanto possa sembrare impossibile: la compensazione democratica, la marcatura reciproca tra maggioranza e opposizione che si è verificata in Parlamento, ha infatti mitigato quel che nel Paese è assai più diffuso che nella politica: un radicato sentimento dell’opportunismo, dell’illegalità, della convenienza particolare, della corruzione. Tutte doti che ben si associano al compromesso del voto con questi candidati, questa politica, questo potere. Tutti vizi che rendono impossibile, potenzialmente devastante, una pur parziale democrazia diretta come propugna l’unico candidato di cui condivido gran parte del programma.
    Con un sistema elettorale alieno da qualunque democrazia elettiva su base rappresentativa, con un sistema di pensiero politico che continua a sperare nella ripresa dei consumi come garanzia del benessere, con una classe imprenditoriale che ha mancato del tutto l’appuntamento storico con la creazione e la conservazione di valore, non potevamo che trovarci qui, oggi, inebetiti e maltrattati da una campagna elettorale oscena, che si fa quotidiane beffe della pur minima capacità di giudizio e che taccia per antipolitica la doverosa indignazione, per qualunquismo la protesta, per irresponsabilità l’astensione. Ogni messaggio che ci giunge da quella direzione va ignorato. E’ propaganda. Crederci, seguirlo, è già compromissione.
    Il voto, per me, per molti, è già da tempo l’azione. Vivere diversamente, tentare di essere diversamente, percorrere le infinite vie che il tempo liberato e l’anima sollevata possono calcare occupandoci dei cittadini che siamo. La nostra azione di voto e la nostra testimonianza politica sono ogni giorno nel traffico dove non saremo, nei rifiuti che tenteremo di limitare e differenziare, nell’ambiente a cui recheremo il minor danno, nei consumi che limiteremo, nei lavori assurdi e dannosi che non faremo, nelle relazioni autentiche che tenteremo di costruire, nell’embargo a prodotti fungibili o nocivi, nella disubbidienza civile da leggi sbagliate, nell’azione accurata e metodica di sottrazione dalla follia di un sistema che economisti, politici, imprenditori e buona parte dei cittadini di questo Paese considerano ineluttabile, correi tutti del danno immane che produce per noi e per quelli che verranno. A queste quotidiane elezioni voterò, ogni giorno, agendo invece di delegare con una croce e una matita, sotto la mia autentica responsabilità di cittadino.
    Alle vostre elezioni truccate, indecenti, alla vostra proposta politica sbagliata e corrotta, ecco, a quelle no, non parteciperò. E la mia, quel giorno, non permettetevi di chiamarla assenza.
    Simone Perotti

  11. Giangius ha detto:

    Il non-voto certo è una libera scelta, ma è quella più deprecabile.
    Il non-voto è corrisponsabile, in ugual misura, del cittadino che vota il politico corrotto.
    Cosa vuoi dimostrare con il non-voto, protesta? vuoi dare un segno a chi? ai politici, questi politici? Semplicemente se ne fottono, meno gente va a votare per libera scelta, maggiore è la gente stupida gli vota. Con questa leggere elettorale BISOGNA votare.

    Vuoi fare una protesta? non è il momento, basta vedere le ultime tornate elettorali (45% non ha votato che cosa cazzo è servito?) al massimo vai a votare ma fai scheda nulla, almeno si rispetta chi quel voto non lo ha mai potuto dare.

    Chi ha scritto il pippone che ha riportato asfalto non ha capito come funziona la politica Italiana attuale e vive in un mondo ideale.

  12. alsalto ha detto:

    eccerto giangius
    infatti e’ sotto gli occhi di tutti quanto sia servito negli anni votare e puntualmente il meno peggio

    sul fatto poi che sia deprecabile ci andrei piano, giudizi simili evidenziano un malore,
    quello di addossare ad altri delle colpe o mancanze

    le scelte le si fanno nel quotidiano, con la coerenza, facile lavarsi la coscienza una volta ogni tanto mettendo una crocetta

    sul pippone condivido, stesse cose le si dicono in molto meno spazio, anzi chessidiconoaffare, si fanno.

    ne riparliamo poi a cose fatte, e vada come vada

  13. lezz ha detto:

    💡 ….puffffete, me voilà: ca và les Svitòls ?? Oggi si ragiona come piace a me … azzo !! 😛 Non pensavo di trovarVi così immersi (salvo Alberto… 😆 ) in commenti di tale profondità. Mi resta ben poco da aggiungere, salvo il fatto di scoprire un Alsalto che non conoscevo, anche se qualcosa avevo intuito… Well my dear Alsy, i’m veeeeryy pleased to “read your mind”. 😉 Nice to meet you, again…
    Quindi, a questo punto my comment is: ” E’ per profondo rispetto verso il voto che non voterò…” e ” Ma adesso basta. Alle prossime elezioni non voterò. Non voglio più essere corresponsabile, come sono già stato, della conduzione della politica e delle questioni del Paese nella direzione opposta”. Agggiungo solo questo dettaglio; non VOTO, ma VADO all’urna. Eccome SECCIVADO!!! 🙄

  14. perplessa ha detto:

    tutto ok
    tutto bene, ognuno è libero di pensare e agire come meglio crede secondo la sua testuccia…

    l’unica falla in tutto il discorso a parer mio è questa : “Non voterò, sperando che il 51% dell’elettorato faccia altrettanto”
    non siamo in un referendum in cui si deve raggiungere il quorum, con l’attuale legge elettorale l’astensione non ha alcun valore istituzionale.
    Non funziona, come invece sarebbe auspicabile, che un tot di astenuti è uguale ad un tot di sedie vuote percentuale…funziona che il 49% che va a votare sceglie chi deve decidere della vita politica del paese e di tutto il cucuzzaro…è qui che il ragionamento dell’astensione non ha più senso.
    Se non raggiungere il 51% significasse annuallamento delle consultazioni o almeno obbligasse il “vincitore” a dimettersi con tutto lo stuolo allora potrei anche dire ok, via con l’astensione di massa.
    Ma visto che abbiamo davanti gente attaccata alle sedie io dico no, non lascio che a decidere per me siano gli amichetti corrotti di quello o quell’altro politico e dico alla gente di votare per cambiare, votando qualcuno che là dentro oggi non c’è.

  15. lezz ha detto:

    Ok, Perp.
    Per conto mio, (così chiarisco la mia posizione) non è una questione del 51% o fare dispetti agli altri, etc…;no. Il sentimento di schifo (per rimanere calmi) questa volta è proprio profondo…ma profondoondo!! Cioè cazzo, sono oltre 50 anni…..AJOOOOoooooooo !!!
    “Commo” (adesso) bbastaaaa. Nessuno dei pupazzi è degno….punto. Lo sappiamo tutti….. Mi chiedo: maaacchicazzovotate se son non sempre gli stessi delinquenti? Adesso si è arrivati al punto che si ricattano fra loro ( Se voti me, tolgo l’imu…. Attento, se voti l’altro te ne pentirai…..) Sapete una cosa, svitols?? Mandateaffanculotuttiedicorsa (loro, non Voi.) : stavolta, VOTO per ME, se proprio non voglio annullare le scheda, cosi non ho rimorsi..etc.
    Tanto non se ne esce fuori, se il denaro rimane di propietà di privati….avoglia voi/noi a parlare e bestemmiare……il nocciolo è lì: la propietà della moneta. Eccheccazzo !! :devil:

  16. lezz ha detto:

    👿

  17. alsalto ha detto:

    si, l’argomento 51% e’ una puttanata clamorosa heheheheeee

    cosi’ come l’astensione di protesta.
    che senso ha protestare astenendosi dal manifestarla ‘sta protesta?

    per quanto mi riguarda infatti non e’ protesta, anzi
    e’ semplicemente la totale mancanza di appartenenza, a prescindere

    per me e’ il sistema cosi’ architettato che e’ una truffa (democrazia rappresentativa, liberismo capitalcompulsivistaconsumarolo, discorsi sulla crescita, aperture a casa pound) quindi non lo legittimo in alcun modo, ne presentandomi ad un urna fasulla ne annullando il voto ne un cazzo

    mi limito a subire il traino della dittatura democratica consapevole di confinarmici da me,
    daltronte alternative non le ho ne penso ve ne siano di lecite, non sono un rivoluzionario,
    ne un’insurrezionalista, pacifista sono e tale rimango

    un appunto: “al massimo vai a votare ma fai scheda nulla, almeno si rispetta chi quel voto non lo ha mai potuto dare”

    manco al SS cazzo, il discorso sa di: mangiala tutta, pensa ai bambini negri che muoiono”
    ed intanto ci si ingozza obesi ed i negri scipano comunque, la democrazia rappresentativa m’e’ imposta, non e’ mia scelta quindi in culo

  18. perplessa ha detto:

    al
    ok…i nostri punti di vista sono incompatibili ab origine….quindi possiamo continuare a volerci bene senza entrare nel merito 😀

  19. lisa ha detto:

    io stò in piena sindrome dell’avvoltoio……domenica vedo se il Bifidus ha fatto effetto..e caso mai vado a vedere che si sgriglia…….
    ps.mi piacciono tutte queste opinioni che cozzano…. 🙂 la Libertà di pensiero qui è notevole Urka!!

  20. steffa88 ha detto:

    Se uno pensa che qualunque partito a cui vada il suo voto non farà nulla in favore di ciò che crede giusto ha tutte le ragioni di non votare.

    PS: mi han fatto mangiare l’immangiabile con la storia “pensa ai bambini in Africa” ci ho messo anni a capire che mi prendevano per il culo.

  21. alsalto ha detto:

    ho steffa, una nius quasi un evergrin

  22. steffa88 ha detto:

    ahahahhahah

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