La casinizzazione di Maroni

Pubblicato: 27/02/2013 da tafkamrlorenz in Generale, Il Centrodestra che lo prende tra le mele
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Maroni ” Abbiamo fatto cacare ma al nord senza di noi non si vince”

NdLBXXS: la dichiarazione e’ tradotta dal maronese all’italiano corrente, non ha detto proprio cosi’

Da forza di rottura, sono diventati una UdC del cazzo. Offrono la  manciata di voti di quei 4 rimbambiti che ancora li votano al miglior offerente per 2 poltrone.

Congratulazioni!

 

 

 

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commenti
  1. marchettino73 ha detto:

    Tipico esempio di “politica” da cancellare.
    A ridosso del nano come le zecche in attesa di un federalismo che non arriva mai,come l’asino e la carota.
    Poi,in un “quasi risveglio”,lo abbandonano causa perdita di maggioranza trattandolo di tutti i nomi.
    Ma è durata poco.Appena si sono visti nella merda sono rimontati sul carro in fretta e furia.

    Dei veri vichinghi 😆

    OT:
    Nichi Vendola, 18 febbraio 2013:
    « Grillo è uno che può dire tutto il male delle banche e contemporaneamente difendere il segreto bancario; è uno che parla di disagio sociale e chiede l’abolizione dei sindacato. Il suo è un linguaggio omofobo, sessista e razzista come quello che abbiamo sentito fino a qualche anno fa nei luoghi delle Istituzioni, è un vero populista”.

    Nichi Vendola, 20 febbraio 2013:
    « […] Vedo in lui lo stesso populismo che ha alimentato la marcia su Roma. Attenzione, anche Hitler sembrava un comico, poi è passato da una birreria alla cancelleria. »

    Nichi Vendola, 26 febbraio 2013:
    « Il M5S è il vero vincitore delle elezioni. Si tratta di un movimento giovanile, civico, molto impegnato alle questioni ambientali. Dobbiamo costruire una piattaforma politica all’altezza della domanda di cambiamento, non basteranno alleanze posticce.
    Beppe Grillo e’ un interlocutore necessario, su ogni tema ci può essere una discussione feconda. I nostri caroselli elettorali dovranno finire. Abbiamo il dovere di fare una proposta in faccia alla realtà. »

    Poi venite a domandarmi perché mi sta su’ coglioni Vendola eh,mi raccomando :mrgreen:

  2. tafkamrlorenz ha detto:

    marc

    per come la vedo io, Vendola e Bersani possono essere strumenti attraverso i quali il popolo puo’ ottenere
    1- legge sul conflitto di interessi
    2- riduzione costi politica
    3- abolizione provincie
    4- legge anticorruzione seria
    5- legge elettorale decente
    e se devo giudicare dall’atteggiamento di sallusti e del nano
    6- nano in galera

    Non rinuncerei a usare questi strumenti se avessi una ragionevole certezza del risultato

  3. marchettino73 ha detto:

    @lorenz
    Su codesto siamo d’accordo.Il mio era solo un promemoria 😀
    Giusto per ricordarsi chi abbiamo alle mani :mrgreen:

    Il pd deve cercare un accordo con il m5s per rimanere dov’è e dare una stabilità al governo.
    Il m5s lo sa e deve usare questa situazione per portare a casa i risultati.Senza inciuci,accordi balordi o concessioni.
    Su quei punti lì zero concessioni,o si fa così o nulla.

  4. marchettino73 ha detto:

    ROMA – Difficile dire come finirà. Sul nuovo Parlamento pesa la Grande Incognita rappresentata dai grillini. Tanti e sconosciuti . Eppure, in base ai primi segnali di fumo lanciati dai campi degli eserciti ancora in armi, esiste un approdo possibile per la prima partita che si giocherà a Montecitorio e a palazzo Madama, quella dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Se va come vorrebbe Pier Luigi Bersani, e come non sembra scartare il Movimento5Stelle, ci sarà un presidente della Camera espressione del partito di Beppe Grillo. In serata si è saputo che il Pd rinuncerà anche alla presidenza del Senato, con ogni probabilità a favore di un montiano.

    LA MOSSA DI BERSANI
    Lo schema scelto da Pier Luigi Bersani è chiaro. Il segretario del Pd parla di «responsabilità comune per le istituzioni». E invita il Movimento5Stelle, «primo partito alla Camera», ad «assumersi le proprie responsabilità». Traduzione: indichi un presidente per Montecitorio. Spiegazione del suo braccio destro, Maurizio Migliavacca: «Mancano ancora 17 giorni all’ora x, la strada è lunga. Ma noi già da ora abbiamo chiaro in testa che vogliamo evitare le forzature istituzionali compiute nelle ultime legislature, quando lo schieramento vincente si è preso le presidenze di Camera e Senato». E aggiunge un altro stretto collaboratore di Bersani: «Non si tratta di uno scambio o di un tentativo di accaparrarci l’appoggio di Grillo al governo. Offrendo una presidenza parlamentare, cerchiamo di creare i presupposti per un confronto sereno».

    GRILLO NON CHIUDE
    La proposta di Bersani trova interesse nel Movimento5Stelle, che alla Camera ha eletto 109 deputati. Lo dimostra Beppe Grillo, sostenendo che «il modello-Sicilia è meraviglioso». E nell’Assemblea regionale siciliana (Ars) i grillini non fanno parte della maggioranza, né del governo guidato da Rosario Crocetta. «Ma abbiamo», ricorda il neodeputato siciliano Riccardo Nuti, «il vicepresidente dell’Ars Antonio Venturino e il presidente della commissione Ambiente e territorio Giampiero Trizzino». Come dire: «Siamo gente se sa assumersi le proprie responsabilità. La presidenza della Camera? Vedremo, è presto per dirlo, ma non è da escludere».

    MONTI E BERLUSCONI IRRITATI
    Questo scambio di attenzioni provoca la reazione di un Mario Monti ancora non informato della rinuncia del Pd alla presidenza di Palazzo Madama.. «Ciò che sta accadendo è grave», ha detto il professore ai suoi collaboratori, «Bersani in cambio del possibile appoggio esterno di Grillo al governo, darà al Movimento5Stelle la presidenza della Camera». Monti, invece, suggeriva un «accordo largo» propedeutico alla nascita di un governo di larghe intese con Pd, Pdl e Scelta civica. Esattamente come Silvio Berlusconi. Ed esattamente per la stessa ragione, anche il Cavaliere è irritato di fronte all’ipotesi di una saldatura istituzionale tra Pd e grillini: «Voglio vedere cosa farà Napolitano, se darà davvero l’incarico a Bersani. Così si rischia di sfasciare le istituzioni. E poi è assurdo che Bersani offra quell’incarico a Grillo e non a noi che alla Camera abbiamo perso per un misero 0,4% dei voti. In politica ci vorrebbe un po’ di rispetto e di buongusto…».

    LA PROCEDURA
    Tutti gli occhi sono puntati su questo adempimento, anche quelli di Giorgio Napolitano che lo giudica il primo test significativo. La partita comincerà sabato 16 marzo, il giorno dopo il debutto delle nuove Camere. L’elezione dei presidenti del Senato e della Camera è infatti in primo passo della vita parlamentare. Nelle ultime sei legislature il presidente della Camera è stato eletto il giorno successivo all’insediamento del Parlamento. Più o meno analoga la situazione per il Senato. A Montecitorio l’elezione scatta nei primi tre scrutini solo se si raggiunge la maggioranza dei due-terzi. A partire dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta, di cui il Pd dispone. Al Senato, nei primi due scrutini per eleggere il presidente serve la maggioranza assoluta dei componenti. Qualora non venga raggiunga, nel giorno successivo si procede a una terza votazione in cui è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno sia stato eletto, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati più votati. A parità di voti è eletto il candidato più anziano di età.

  5. liù ha detto:

    Mi piace Vendola 😉 ha le idee chiare di uno con l’alzheimer ! :mrgreen:

  6. perplessa ha detto:

    io voglio emigrare

  7. Giangius ha detto:

    io voglio andare a quel paese.

  8. chica ha detto:

    IO ME NE ANDREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII, LO FACCIO SAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…. :d

  9. steffa88 ha detto:

    ora siamo davvero nella merda. quello stronzo di Grillo non vuole dare la fiducia a Bersani, che è un modo diverso di dire: voglio un governo pd e pdl. “voteremo le singole proposte”: si porco dio, però la costituzione dice che il governo ha bisogno della fiducia delle due camere dio straporco. e poi chi cazzo sei tu? non si era detto che uno vale uno? l’han votato in milioni il cinque stelle, levati dal cazzo.

  10. chica ha detto:

    è proprio così…gioca con la nostra pelle anche lui….

  11. marchettino73 ha detto:

    @beppe_grillo: Se Bersani vorrà proporre l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio

    È BERSANI CHE A CERTE PROPOSTE NON CI SENTE E LO VUOLE ZITTIRE CON LE ALLEANZE.

    È CAMBIATO TUTTO,ARRENDETEVI 😀

  12. perplessa ha detto:

    scherzi quando si parla di cose concrete lui smacchia i giaguari e dice vedreeeemo

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