SI, CI HO LA FACCIA COME IL CULO

Pubblicato: 19/02/2014 da alsalto in Generale

I tempi son maturi e poi siccome che “nulla e’ per caso” (hahahha) mi si fornisce proprio in queste ore
un ottimale assist tramite la splendida metafora sanremese.
Per inciso, non posseggo l’apparecchio catodico da anni, da quando si ruppe e non venne sostituito
guardacaso poco dopo aver scoperto che da tempo, a nostra insaputa, il fatto di poter vedere soli due canali nazionali
e qualche emittente regionale non era dovuto all’inefficacia dell’antenna condominiale ma bensi’ dalla
mancata sintonizzazione delle frequenze, ma tant’e’ si sopravvisse e tutt’ora pure meglio.
Raramente ceniamo dai suoceri (il plurale e’ da attribuirsi a spocchiosa supponenza) e per inconciliabili
orari lavorativi e per altrettante forzature alimentari. Il qui presente non nutrendosi di carni limita fortemente
le proverbiali attitudini culinarie della suocera, vero vocabolario di cucina tradizionale piemontese, la quale
incappa in incresciose castrazioni non potendosi limitare dall’inserire derivati d’esseri senzienti manco in una
maionese, ma iersera dovendo portargli il nuovo tavolo della cucina ritirato per loro conto non v’e’ stato verso
di scamparvi. Da che ho ricordo si son succeduti svariati piccoli schermi sul quel ripiano nella loro cucina, tutti
sempre ed inesorabilmente accesi, a qualsiasi ora del giorno. Il primo, un brionvega a 21″, quando venne
meno mi forni’ un ottimo preamplificatore mosfet, ma questa e’ tutt’altra storia.
L’ultrasottile samsung ieri sera brandava avendo la meglio sugli stridolii metallici delle posate sulla ceramica.
E siccome che sanremo e’ sanremo il tavolo, montato in fretta e furia, e’ stato imbandito sui tre lati a favore della tv.
Addentavo furioso un finocchio quando s’e’ affacciata allo schermo una figura bluma quanto ‘na susina, e poco c’e’
voluto perche’ s’avesse a compimento il miracolo mediatico, proprio in quell’attimo, esattamente sincrono, nel mio
inclinare a destra il torso, seduto, al fine di favorire l’uscita di un peto ecco che s’alza il sipario e veniamo
immediatamente proiettati involontariamente dall’altra parte del palcoscenico, da astanti a commedianti, attori
in erba fagocitanti (si, sto citando brecht), come appollaiati tra gli spalti del teatro totale di Gropius. C’e’ un uomo, anzi son due, appesi in alto alle strutture ed urlano
interrompendo il monologo del polveroso figuro, rivendicano, sbandierano brandelli di carta manoscritta, i folli.
Solo la magia della rappresentazione puo’ tanto. Abbaccalire sgranando, col pastone a mezza bocca in bilico.
All’apertura, la principale competizione canora italica, in prima serata, in diretta.
La sicurezza all’ariston la gestisce l’ispettore manetta, l’intelligence qui, quo e qua, la carra’ si limita a far da madrina
da che nonna papera e’ morta di cancro al becco.
Ma nonstante tutte le precauzioni i due han saputo raggiungere il punto piu’ in alto del teatro che manco mandrake.
Solo l’idiozia d’un comblottaro potrebbe relegare il tutto alla messa in scena, abbaccaliamo.
Ma il tentato suicidio e’ sventato e puo’ aver inizio lo spettacolo, o era di gia’ iniziato? O mai s’era interrotto?
Si lascia cosi’ spazio alla celebrazione, alla commemorazione, scaraventato il cadavere sul palco gli ci si canta
addosso, per voce e con di chi indegno ne fa il verso. Fabrizio mai ci si accosto’, anzi, ne pianse il luigi che li’ perse.
Proprio lui che cantava di “lingue allenate a battere il tamburo” schernendole, ora le stesse insalivano di
putridi umori i suoi versi. Punizione, contrappasso?
Data la premessa il punto.
Spettatori od inconsapevoli commedianti?
Mi devo scusare con tutti voi. So che e’ l’ennesima occasione in cui.
Eccedo e scado in apparenti (comprensibilmente) insulti.
Ma a volte il dolore e’ fitto al punto che poche opportunita’ s’hanno ad anestetizzarlo.
E poi la necessita’ d’esorcizzare, questa troia ingorda che e’ la realta’.
Chi l’ha affogata nelle notti in una bottiglia di whisky, chi con uno sparo in bocca.
Io ho invece scelto di percularla questa meretrice, di deriderla.
E quindi non avete scampo, o quasi.

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commenti
  1. marchettino73 ha detto:

    Mah,io un so come fate a bé qué troiai…..il massimo dell’alcolismo per me è mezzo bicchiere di vino….e mai in una volta sola 😆
    (Lo so,faccio caà 😀 )

  2. reggibirra ha detto:

    Anch io ci vado piano con il vino ….piano piano finisco il fiasco 🙂

  3. reggibirra ha detto:

    Mobile bar? Non c è niente da fare ,lorenzino è il mio ometto ideale 😛

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