Diem25, atticismo militante transnazionale?

Pubblicato: 04/04/2016 da onnipotente in Generale
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Mercoledì 23 marzo a Roma, presso l’Acquario Romano (che acquario non è…), ho assistito alla prima assemblea del movimento DIEM25, lanciato dall’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, dopo che nel febbraio scorso a Berlino c’era stato un prologo. A Roma l’incontro è stato organizzato da un altro movimento, chiamato Alternativa Europea, anche se a dire il vero rimane difficile capire dove sono le differenze tra i due gruppi, o se uno è parte dell’altro.

Un breve appunto sull’organizzazione. Il giorno prima dell’incontro noi tutti abbiamo ricevuto una email con l’invito perentorio ad essere presenti entro le 19:30, orario previsto per l’inizio del dibattito, perché altrimenti la nostra prenotazione sarebbe decaduta, per lasciare spazio ad altri che erano in lista d’attesa. Ovvia conseguenza, decine di persone si sono recate all’Acquario in netto anticipo, e trovando le porte chiuse, hanno creato una fila. Ci hanno lasciato fuori per oltre un’ora, in una insolitamente fredda serata romana. Alla fine siamo entrati quasi alle 20. La situazione andava gestita in ben altro modo.

Per onestà intellettuale prima di addentrarmi nei commenti va palesato un mio “limite” intellettuale, una “debolezza” interpretativa che mi porta all’odio a priori per il fascismo (di destra come di sinistra), per i radical-chic (che son benestanti fascisti di sinistra), e per le ideologie tutte. Nello specifico, ritengo la ideologia uno dei grandi mali dell’umanità, perché, qualsiasi essa sia, porta solo a scontri tra ciechi e sordi, ed è la matrice di ogni radicalismo.

Mi preme chiarire da subito di essere rimasto profondamente deluso dall’incontro, a cominciare dal video iniziale, nel quale si esalta la centralità ed il machismo di Varoufakis in moto, con biondona al seguito (la moglie? Non importa…). Un po’ cafone, un po’ supereroismo da fumetti USA… una coattata, si direbbe a Roma.

Splendida è stata comunque l’idea di intervallare gli interventi con della musica suonata dal vivo con strumenti classici.

In ogni modo, la serata è stata condotta dal responsabile di Alternativa Europea, tale Marsili, a mio modesto avviso insopportabile, intriso del più becero populismo, una perfetta via di mezzo tra Veltroni e Cossutta. Crasi da brivido! Classico nipotino di Togliatti che ama il cachemire… Gente così fa il male del mondo quasi quanto i banchieri. Gente che rende il marxismo, che è cosa seria, una salmodiante quanto vuota litania. Con l’aggravante di far sentire le presentazioni come fastidiosamente appiccicose, dando(mi) la stessa sensazione di quando si acciacca una gomma da masticare. Marsili mi ha mandato letteralmente in bestia quando, interrompendo Igiaba Scego che stava dicendo cose anche condivisibili (malgrado le avesse esposte con quella sciatteria tipica degli intellettualoidi), ha trascinato via la giovane Igiaba dal piano dell’analisi per portarla su quello della demagogia e dei sentimenti spiccioli e ad effetto. Pulciaro (magnifica espressione romana) da quattro soldi. (1)

Ahimè, tutta la serata è stata pervaso da demagogia ed ideologia comunista, e ciò per me non è un bene. Anzi, è un male, sia perché condiziona le strategie e le alleanze, sia perché tiene lontane persone come me che non hanno voglia di fare un passo indietro nella storia di 50 anni.

L’intervento di Marisa Matias, l’eurodeputata portoghese di “Bloco de esquerda” non mi è piaciuto affatto. Troppa retorica: sembrava di ascoltare frasi mandate a memoria 20 o 30 anni fa, e ripetute oggi al pari di come i cattolici recitano il “credo” durante la messa. Becero e stereotipato qualunquismo col pugno alzato. Ideologia che cerca ogni scusa per venir fuori, quasi bisognosa di legittimazione, di affermare perentoria “ho sempre avuto ragione io!!!” Sarò saccente, ma credo che sia invece arrivato il momento di crescere, e lasciarsi dietro gli approcci basati sui partiti presi, e l’infantile gioco di pretendere di avere la verità in tasca…

Malgrado eccessivamente focalizzato su questioni italiane (le trivelle nell’adriatico) trovo totalmente condivisibile l’intervento di Valentina Orazzini (della FIOM… perché la FIOM?!?!?!?) e di Marica Di Pierri in tema ambientale, tranne che per il fatto che come soluzione propongono un ritorno allo statalismo di 50 o 100 anni fa, con una economia improntata sugli investimenti pubblici. I tempi di Mussolini e dei Soviet son finiti, per fortuna… Personalmente ritengo che un modello economico vincente non può e non deve fare riferimento allo Stato. Lo statalismo è espressione di una economia immatura e che non potrà che essere destinata al fallimento. Lo Stato può indirizzare gli investimenti con le politiche, che devono essere assolutamente rivolte alle fonti di energia rinnovabile, son d’accordo. Il fatto che lo Stato finanzi i petrolieri è un doppio errore, perché è sbagliata la modalità quanto il fine, e ciò è figlio di una cultura assistenzialista e corrotta, che porta solo all’inefficienza. Non vedo perché tale errore debba essere fatto in favore di una economia verde… Un errore è un errore. Ma sono d’accordo, lo ribadisco, sulla necessità dell’uso di “bastone e carota” per indirizzare lo sviluppo: a questo servono le politiche.

Estremamente interessante quanto detto da Assange, e terrificante l’ipotesi dell’accordo commerciale TTIP con gli USA… qua si rischia di morire statunitensi, e non ci tengo proprio! Splendido anche l’intervento del leader di Podemos Jorge Moruno: dalle sue parole si capisce perché in Spagna si fanno fatti, mentre in Italia ci si perde nell’ideologia, a sognare falce e martello…

Le parole della vetero comunista Luciana Castellina in fondo alla manifestazione mi hanno riportato ai tempi del liceo, nei quali si veniva redarguiti (minacciati è la parola corretta, ahimè) dagli studenti più grandi (e pluribocciati) se ci si permetteva di esprimersi come individui. (2). La questione delle lobbies e della loro influenza nelle decisioni e nelle politiche della UE è spinosa, ma è meglio che ciò venga fatto alla luce del sole, invece che sottobanco. La Castellina vorrebbe portare i sindacati a trattare con la Commissione Europea? Potrebbe essere una idea… L’impressione, detto sinceramente, è che si cerchi di rientrare dalla finestra dopo essere stati cacciati dalla porta: spariti i partiti comunisti e fortemente ideologizzati di sinistra da quasi tutti i parlamenti, soprattutto perché incapaci di dare risposte concrete ai problemi odierni, si vuol far rientrare come interlocutori della Commissione espressioni non rappresentative, come ad esempio la FIOM. Questo è quanto mi viene da pensare.

Voglio essere chiaro: io vorrei che in Italia ci fossero almeno il triplo di operai (specializzati), perché ciò significherebbe la ripresa di una industria manifatturiera anche in Italia. Ma questo è altro discorso. Operai o meno, la mia critica è rivolta all’aver dato non la parola (in democrazia tutti hanno diritto di parola, ci mancherebbe!) quanto priorità ad una sparuta minoranza (sia quella che sia, ed in questo caso si tratta di operai), o meglio (e la precisazione non è di poco conto), ai sindacati che rappresentano questa quasi irrisoria minoranza. A scapito degli altri, altre più corpose minoranze o anche la maggioranza, che voce non hanno avuto.

Era previsto anche un intervento di Cecilia Strada, ma di lei non ho visto traccia, e soprattutto non si è parlato di finanza, se non di “striscio”! In una Europa che è dominata dai cinici principi finanziari, si ha paura di svegliare il mostro? Grande, grandissima mia delusione!!! Yanis, embeh?!?!? Ma che stiamo a passare l’aspirapolvere sulla spiaggia? Aho!!!

Degli altri interventi non ricordo nulla. Evidentemente non sono stati per me particolarmente interessanti.

La manifestazione è terminata con un canto albanese… pare che nessuno abbia colto il senso del Pippero del grande Elio, che prende in giro certe espressioni estreme della sinistra italiana, che “lo vuole fare strano”, sempre e comunque.

Che dire in conclusione della serata? Da una parte ho sentito cose che io ritengo fuori dal mondo, in cui si chiede e basta, insistendo su quello che bisogna AVERE dall’Europa, e senza pensare a quello che si può FARE per CAMBIARE l’Europa, dall’altra un atteggiamento perfettamente spiegato dalla seguente vignetta

atticisti201atticisti2

(da http://www.stefanodisegni.it/Vignette.aspx?comicID=383)

Mancava quasi totalmente l’approccio in cui io mi identifico, quello riassunto dalla meravigliosa frase di Bob Kennedy, su cosa possiamo fare noi per lo Stato, possibilmente per migliorarlo, invece di stare sempre e solo col cappello in mano a rivendicare diritti.

Insomma, m’è sembrato di stare ad una convention del Partito Comunista, un po’ quello che già era fuori dal tempo negli anni ’70, un po’ quello radical-chic che fa solo spocchiosa fuffa… In fin dei conti, ora mi spiego perché questo movimento è nato a Berlino nel febbraio scorso, nel cuore pulsante della fighettopoli… Diem25 è nato a Berlino, appunto. È ciò non è casuale. No, non perché provocatoriamente si voleva fare qualcosa in casa della Merkel, ma perché a mio modesto parere questo movimento è espressione di una borghesia anche facoltosa che si annoia e si spaccia da intellettuale, ed ambisce a fare da capipopolo. (3)

Hai voglia a sentire Varoufakis parlare di approccio bottom-up, quando tutto è pre-filtrato da una comune matrice ideologica, per giunta inadatta pure ai tempi della crisi del 1929! Bottom up significa confrontarsi con la base, con la popolazione, non scegliersi i referenti che la pensano come noi! Detto in soldoni, invece di fare il saccente che indica sgomento l’altrui pensiero (parlo nello specifico della portoghese Marisa Matias), reputo idiota non cercare di capire le ragioni di chi vede nell’attuale processo immigratorio un pericolo. C’è un malessere, molto diffuso, ed è necessario capirne le ragioni per sconfiggere il problema! Ad esempio, dove sta scritto che un immigrato deve per forza essere una risorsa? Un immigrato è una persona, coi suoi pregi ed i suoi difetti, e come tale va considerato! Invece no! Il fascismo di sinistra ci impone il pensiero unico, come fa il fascismo di destra. Chi la pensa diversamente viene assimilato al fascismo opposto. Perché? Perché si ha avuto l’ardire di guardare in faccia le cose e pensare con la propria testa.

Il problema di DIEM25 per me è perciò l’ideologia. Come detto, per me con l’ideologia non si va da nessuna parte. A tale proposito vale la pena menzionare l’inversione del principio di causa ed effetto dei buddisti. Nel buddismo l’effetto viene prima della causa, perché è latente dentro di noi. Lo stesso karma in realtà non è niente di teologico o spirituale, ma solo la nostra attitudine a rispondere verso gli stimoli ambientali secondo una nostra predisposizione. L’ideologia (ma pure il tecnicismo di certi approcci di matrice deterministica, che ad esempio sono alla base dell’ingegneria e del pensiero che ne deriva) fa lo stesso: fa frattaglie della realtà per ricomporla a nostro uso e consumo, ricostruita in base alle risposte latenti che già sono dentro di noi, solo in attesa di una scusa per essere tirate fuori. Tutta la ricerca universitaria di cui sono a conoscenza, ad esempio, opera allo stesso modo. Modalità che mira esclusivamente alla legittimazione delle proprie idee… alla faccia di Popper… Insomma, forte è l’impressione che, se non si libera del Karma politico, l’ideologia, DIEM25 sarà l’ennesimo calderone di vocianti inconcludenti.

Le persone intervenute mi hanno confermato che l’Italia è Paese che adora le vuote chiacchiere. Dipenderà forse dalla matrice cattolica, che tutto pervade, e che fa vedere con paura il confronto dialettico con i problemi, per farci invece rifugiare sempre nel caldo ventre dell’ideologia, ossia delle soluzioni già bell’e pronte.

Per chiudere, a mio modesto parere Varoufakis ha sbagliato a scegliere Roma per lanciare il suo movimento. Certo, la Capitale italiana è al centro del Mediterraneo, il mare sulle cui sponde si affacciano i Paesi più poveri della UE, ma l’Italia è da sempre troppo preoccupata a guardarsi l’ombelico. Quindi o Mr. Spock si libera dei nostalgici intrisi di demagogia e si confronta coi problemi della contemporaneità con gli strumenti politici che sono emersi negli ultimi 20 anni (ecologia, sostenibilità, integrazione di conoscenze e prospettive), oppure secondo me il tentativo rischia di naufragare per autocombustione, perché mettere assieme persone con ideali e valori diversi solo perché unite contro un comun nemico non porta a nulla. Assange e Moruno sono i pilastri su cui reggersi. Gli altri a me sembrano invece più di intralcio che altro.

Qua c’è una Europa che va rigirata come un calzino, altroché. Ma non per tornare a cantare bandiera rossa.

Esulando dalla conferenza dello scorso marzo, mi permetto di commentare lo scambio di email tra Varoufakis e Souvlis & Mazzolini, perché credo aiutino ad individuare nello stesso Diem25 una doppia anima. A me è piaciuta molto la risposta di Varoufakis. Souvlis e Mazzolini accusando DIEM25 di apolitica secondo me fanno grossolana confusione tra ideologia e politica, e Varoufakis è cortese a non dirglielo esplicitamente, ma credo sia evidente che cerchi di farglielo capire. Non mi rimane difficile pensare che Mazzolini (do scontato che sia italiano) sia pesantemente condizionato dai facili stereotipi della vita politica italiana, in cui il M5S è etichettato come “antipolitica”, per motivi che non sempre sono chiari o giustificabili. Allora risulta facile appiccicare tale etichetta a chiunque non la pensi come noi (cioè, come lui, Mazzolini). Ideologia, stereotipi e pregiudizi (ma anche la discriminazione) vanno sempre a braccetto, da qualsiasi parte si prenda la politica, da destra o da sinistra. DIEM25 è palesemente un movimento politico, semplicemente perché si occupa di politica! Che sia transnazionale, transpartitico e metaideologico non ne mina la matrice e la prospettiva politica. Anzi, secondo me questo è un pregio del movimento! Ma a certi “detentori della Verità” ciò non può andar giù.

Sì, è vero, Varoufakis ad un certo punto la butta un po’ in caciara, come diciamo a Roma per dire grossa confusione, ma è vero che avere la situazione chiara già da adesso sarebbe prematuro, visto che DIEM25 sta emettendo i primi vagiti.

Mi intriga la questione dei collettivi, anche se in Italia la storia dei “circoli” del PD dimostra ahimè che siano solo dei diversivi per coglionare le persone. Per come la vedo io, sarebbe dura confrontarsi con i membri di DIEM25 qua in Italia, viste le premesse dello scorso 23 marzo. Altra cosa poco chiara per me è il rapporto tra DIEM25 ed Alternativa Europea. Il 23 a Roma sembravano quasi essere due facce della stessa medaglia, ma non credo sia così. Comunque, se in Italia i membri di DIEM25 sono gli stessi di Alternativa Europea, come in tutta evidenza pare, la vedo male… Devo ammettere che dopo aver letto la lettera di Varoufakis sono stato ad un passo dall’iscrivermi, ma poi sulla schermata principale di DIEM25 sono comparsi i volti di tutti radical-chic (tra cui una attrice che vive a Berlino, e di più radical chic non esiste nulla, credo), e la cosa mi ha irretito, tanto da farmi immediatamente chiudere la pagina di DIEM25.

Questo il mio giudizio, soggettivo, opinabile e parziale, ma valido come qualsiasi altro commento.

PS: vorrei far notare che la parola “evento”, tanto cara ai radical-chic, è stata da me scientemente evitata.

Note:

(1)  Ad un certo punto Igiaba Scego, la somala dal perfetto italiano, parlando dei genitori ha usato la parola “migranti”, malgrado il fatto che magari vivano in Italia da 40 anni. Ecco, questo è parte del “fascismo di sinistra”: imporre la loro verità, la loro lingua. Infatti le parole “immigrato” ed “emigrato” sono state abolite dai radical-chic. Al pari di altre. E guai a chi le usa! Si viene tacciati per fascisti (il bue che dice cornuto all’asino)! Ed a me la cosa fa rodere, sia come amante della lingua italiana, sia come persona che è più volte emigrata all’estero, orgoglioso di essere stato emigrato (dall’Italia) ed immigrato (in altri Paesi europei), e non ci sta a farsi etichettare con linguaggio ornitologico! Per l’abolizione di alcune parole nella lingua italiana da parte dei radical-chic, che da bravi fascisti impongono la loro realtà e la loro cultura, chiedo a dei volontari di ricercare nei vari TG o programmi politici italiani che magari seguiranno, di provare a trovare le seguenti parole usate dai giornalisti: “immigrato”, “emigrato”, “zingaro”, “negro”, “nero” (nel senso di pelle nera), “razza” (usato per le persone) e non so quante altre. Sarà sforzo inutile. Tali parole sono state abolite seguendo il nazista assioma del “politicamente corretto”, e sostituite con espressioni a volte ridicole, a volte decisamente più razziste di quelle che si vuole sostituire (“persona di colore” non è la frase più discriminante di tutte? E non è ridicolo dire “camminante”?). Potrei parlare per ore dell’argomento, ma la faccio breve, dicendo che purtroppo non si dice che tali parole non sono discriminatorie di per sé, ma acquistano valori negativi solo in bocca a chi lo vuole, che è un razzista, e dal contesto. Poi a vilipendere la lingua italiana ci si sono anche messe alte cariche dello Stato italiano, che pretendono che si usi il femminile in tutte le parole, dimenticando che l’italiano deriva dal Latino, dove c’era anche il neutro, che in italiano è stato assorbito dal maschile. Brutto quando chi comanda è un ignorante ma soverchiante radical-chic (i radical-chic possono anche essere colti, ma rimangono irrimediabilmente fascisti, intellettualmente gretti ed opprimenti nel comportamento)… Il politicamente corretto e l’uniformità intellettuale imposta dai benpensanti di sinistra, ai miei occhi, è puro fascismo.

(2) Ho fatto un liceo dominato da estremisti di sinistra, e là ho cominciato ad essere antifascista, nello specifico contro il fascismo di coloro che si etichettavano come “comunisti”, e ti riprendevano, con rabbia, anche se solo dicevi “io penso”, perché tutto doveva essere visto come un “noi”. Un “noi”, che, come in tutte le visioni fasciste, era imposto.

(3) https://2010fugadapolis.wordpress.com/2016/02/29/berlino-fogna-deuropa/

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commenti
  1. Albert1_Ammirato ha detto:

    Ecco.
    Voglio dire.
    Cazzo.
    Come tutti sanno, l’invidia non è nel mio carattere, però una qualità a questo Onnipotente la devo riconoscere: la pazienza e la voglia di starsi a sentire tali maniche di stronzi. E pure la fila gli hanno fatto fare ! Cioè, io ormai non riesco nemmeno più a concepire la fila al cinema dietro casa (pur se con biglietto rigorosamente acquistato prima online), al posto Suo quella sera non mi sarei nemmeno rimesso le scarpe per uscire… altro che acquario.

    E invece Lui no, se l’è sorbita tutta fino alla fine, intervento dopo intervento (stacchetti musicali compresi), e poi – non contento – ci ha pure ragionato su. Ciò è ammirevole.

    La delusione che ne è derivata affligge anche me, forse io sono troppo disilluso, troppo cinico, ma capisco che quando uno si aspetta qualcosa e si ritrova con un bel niente in mano alla fine si incazza (Onnipotente o no). Qua non c’è un cazzo da fare: finchè non riusciremo a far capire a chi di dovere che siamo esseri pensanti e che non si può dare per scontato che aderiamo a questa o a quella corrente ma magari abbiamo delle idee proprio nostre e ci siamo rotti i coglioni di essere presi per il culo, la vita sarà sempre più difficile. Come se fosse mai stata facile.

    Mi spiace dirlo, ma sono anni ed anni che sento solo cazzate: per farmi uscire di casa ci vuole qualcosa di veramente nuovo e se continua così, mi sa che faccio in tempo a schiattare prima di farmi rivedere in pubblico… 😉

  2. tafkamrlorenz ha detto:

    Una sola cosa
    Gli antitrivella hanno rotto i coglioni.

    Io vendo trivelle. Quindi gli antitrivella andassero affanculo

    Basta

  3. alsalto ha detto:

    Lorenz.

    Ma mettersi a vendere cazzi di gomma no e?

  4. lezzy ha detto:

    Una delle tante

    Anche il sottoscritto ritiene giusto mandare affanculo quelli che trivellano, le trivelle (e tutte le conseguenze..) e quelli che le vendono (naturalmente); e niente “Quindi”.

    @Alsy
    “…vendere cazzi di gomma?”
    Ma se l’ingeniere non distingue neanche uno scarico d’aereo!! Forse vendere trivelle gli viene meglio che i cazzi-gommati

    Un saulo a tutti 😛

  5. alsalto ha detto:

    Ok, ok.
    In ogni caso il discorso trivelle affrontato nel modo in cui lo si sta facendo in occasione del referendum e’ il solito modo per metterla in caciara e non arrivare mai a nulla se non a posizioni ideologiche che si fermano appena in superficie, come le piattaforme ciuccia oro nero, giust’appunto.

    Voglio dire, si scade nella pura demagogia pseudo-ecologista della domenica da una parte e da trivella e non guardare che del domani non c’e’ certezza e chi vuol esser milionario dia il via dall’altra.

    Del petrolio ci nutriamo tutti, chi piu’ chi meno ma tutti.
    Le tastiere con cui polpastrelliamo son fatte di polimeri ricavati da zio olio petro cosi’ come buona parte dell’energia elettrica che le alimenta.
    Ma anche parte dei nostri indumenti, il packaging che protegge i nostri amati cazzi di gomma ed i cazzi di gomma stessi poiche’ dovete sapere che spesso cio’ che ci introduciamo nei buchi non e’ di vera schiuma di lattice ovvero emulsione di caucciu’.
    E per quanti sforzi si sia disposti a fare il tempo necessario per una completa (ammesso sara’ mai possibile conservando i regimi di consumo attuali) riconversione al rinnovabile non sara’ ne breve ne lieve.

    Detto questo e premesso che sono piu’ che entusiasta e disponibile ad impegnarmi e privarmi poiche’ detta conversione avvenga ci si dovrebbe porre una questione:
    -non permetterne l’estrazione in territorio italiano per poi acquistarne di estratto all’estero non e’ demenziale almeno quanto l’idea del governo di farlo estrarre da compagnie estere in italia perche’ poi lo rivendano all’estero con oltretutto l’accordo su royalty che partono dall’eccedenza di stabilite soglie in termini di metri cubi che puntuamente non vengono raggiunte?

    Non si se mi son spiegato ma penso che chiunque si sia interessato al discorso in oggetto abbia capito a che mi riferisco.

    Come si dice: una botta al cerchio e due a chicco testa.

    lezzy….a me non mi rispondono piu’, non ci vogliono parlare con me perche’ puzzo e poi ci ho sempre ragione io sulla fine.
    Ma anche all’inizio a dire il vero.

    E ti diro’ di piu’, per la sincera simpatia ed affetto che provo nei confronti di lorenz (roba che s’e’ guadagnato fornendoci le peggiori recensioni di film mai viste) io mi farei trivellare da lui.

  6. alsalto ha detto:

    L’unico buon motivo per andare a votarlo ‘sto referendum e’ che potrebbe avere un ottimo valore di delegittimazione formale di questo governo borioso, intrallazzone e pasticcione.

  7. lezzy ha detto:

    …ti sei spiegato, eccome !! Noi qui si è già deciso di andare al refer. non tanto per screditare il “3°governo pirata” , ma proprio per ‘ste cazzo di “intrivellazzoni” gestite da “pasticceri”…
    Che si trivellassero il culo tutti ,ingegnieri inclusi, così scoprirebbero il metano-on-board :mrgreen:
    Come se il mare non fosse abbastanza na fogna, come l’aria. Sottolineo: chesitrivellasseroilculo

    Alsy (riferito a ” a me non mi rispondono piu…”); ma hai notato in quanti “autori” presenti, siamo rimasti ? Devo aggiungere altro 😕 (…e lasciamo stare il discorso commenti )
    Ok, lo aggiungo, probabilmente farà bene un po a tutti… ; Al, sono e rimango dell’idea che l’essenza primaria, in un social anche come il nostro ( non so Voi ma io me lo sento anche mio), sia quella dello SCAMBIO (di idee, infoes, e quant’altro), e non quello della competizione fra chi scrive, che inevitabilmente sfocia in polemica, che puntualmente anticipa i vari vaiacagare, no vacci tu, e allora vaffanculo perchè si …..etc. Ovvio che per chi legge e non solo, questo atteggiamento alla lunga non stimola di certo
    Mo, con tutto il rispetto, mi dici di che cazzo vorresti parlare con uno che ti commenta un post con; “non mi pagano per guardare you tube” ??
    spiegato mi sono ?? 😀 Bene, ed ora senti a zio Lezzy, Al ; se non ti scrivono + non preoccuparti, ti scriverò iooooooooo 😆
    E poi, a pensarci bene non è perchè puzzi, è semplicemente che usi un sapone diverso… 🙄

  8. lezzy ha detto:

    …in caso non fosse chiaro: chesitrivellasseroilculo, Alsy.
    https://chimidice.wordpress.com/?attachment_id=21075#main

  9. lezzy ha detto:

    …volevo postare solo quesa immagine ma m’è scappato l’invio 😦

  10. alsalto ha detto:

    lezzy…hahaha…meraviglioso lezzy!!!!!!!!

    La plastica! Uomini di plastica…

  11. lezzy ha detto:

    Zappa, mitico !! cazzo, questo pezzo non me lo ricordavo…
    Eso es, hombre !!! 😛

    Rappeler – …chesitrivellasseroilculo. 👿

  12. lezzy ha detto:

    Allora, tutto qui ?? Che clima, muchachos !!

  13. alsalto ha detto:

    Bhe’, dai.
    Qua oggi siamo sui 20° di massima (hahaha che piciu che sono), per i prossimi giorni ci si aspetta un poco di meno ma come
    primavera non c’e’ male per ora.

    Lezzy….
    inizio prossima settimana sono qualche giorno a catania,
    la scusa e’ per il concerto di marcus miller del 20,
    li si parla di 27°….
    non so se ci ritorno in piemonte, cazzo.

  14. lezzy ha detto:

    …anche qui sembra quasi estate, siamo oltre i 23°, ma durerà pochi giorni; è un clima + che anomalo per Aprile.
    A Catania con Miller? Whaou, manco lo sapevo; anche lui non scherza con gli stumenti… Fai buon viaggio, goditelo anche a nome mio e portati il costume….non si sa mai. Se poi decidi di ri rimanere in Siculandia, fischia forte che da Sardalandia si sente tutto .

  15. alsalto ha detto:

    Il costume? E che sono un super eroe? Hahahaha….

    Chiaro che se si potra’ qualche tuffo non ce lo si risparmia di certo…
    C’e’ questo volo diretto che se prenotato in anticipo ha costi piuttosto contenuti, sicche’
    non appena e’ uscita la data di miller a catania s’e’ preso al volo.
    Qualche giorno prima sarebbe all’alcatraz di milano ma vuoi mettere tra l’infilarsi in quel culo puzzolente di citta’ e l’eden trinacrica sicula?
    …cioe’, hahahahaaa…dover scegliere tra la cassoeula e la pasta coi ricci?

  16. lezzy ha detto:

    Cioè, io dovrei credere che 1 come te non conservi un costumino… ?? Hi hi hi hi , no dai !! Io “cellhò” , eccome !!
    Da piccolo, il tuo eroe (anche immaginario) chi era ?
    Il mio è ancora Tiramolla, con Mandrake “ancora” in “competizione”… ( rimanere un po bambini, fa bene)
    Azz, tuti-tuti hanno la maschera, no ? Beh, io ho il costume… 🙄

    Ottima scelta 😉
    Decisamente pasta con i ricci o con qualsiasi crostaceo, sole, terra stupenda, mare, jazz e le sicule; e fanculoilmondo per un giorno !

  17. alsalto ha detto:

    Il mio eroe dici?
    Oddio…fammici penzare…
    Ha si!
    Era conan, e non intendo “il barbaro” di quel trombone di swarzy (che poi e’ un gran film) ma conan “il ragazzo del futuro”, che era ed e’ un anime di quel mostro sacro di Miyazaki.
    Di cui tra l’altro si trovano facili facili tutte le puntate tradotte in italiano, tipo qui:

    http://www.guardaserie.news/conan-il-ragazzo-del-futuro/

    Ci avevo le simpatie ecologiste-libertarie gia’ da bocia hehehehe.
    Che, guarda, li trattera’ in maniera diciamo “infantile” ma i temi di base di detto anime son tutt’altro che scontati o banali, anzi. Se dai (ammesso che tu di gia’ non lo conosca) una occhiata alla trama sulla sua pagina wiky vedrai che il tema di fondo e’ assai pregno se poi consideri che e’ dei primi anni ’80 ed eravamo ancora in piena guerra fredda…

    Si lezzy, il mare, il cibo, il sole, il funk ed il jazz nonche’ in ultimo le sicule che pero’ ammirero’ come il mare ed il sole e non come il cibo, il funk ed il jazz che divorero’ dato che ci vado gia’ “mangiato” hahahahah, ovvero con la mia dolcissima meta’.

    Saluti.

  18. alsalto ha detto:

    Anche kyashan non era affatto male, disegnato da brivido…
    per l’epoca, s’intende.

  19. tiramolla boing ha detto:

    Ma gli uomini di plastica, galleggiano ?

  20. alsalto ha detto:

    Anche russano.

  21. marchettino73 ha detto:

    OH MERDAIÒLI :mrgreen:

  22. lezzy ha detto:

    …mavaiacagare, va !! :mrgreen:

  23. alsalto ha detto:

    hue’ bròdo! 🙂

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