Il Coronavirus e la Guerra

Leggo da qualche tempo i pensieri di un amico blogger ed oggi mi trovo questo post, che mi dà spunto per un altro dei miei pipponi… abbiate pazienza, la diminuita mole di lavoro di questi tempi e la mia particolare sensibilità al tema fanno sì che i miei pensieri vadano a ruota libera (e chi tra voi ha la pazienza di leggermi ne paga le conseguenze).

Fra le prime spiegazioni che mi diedi, appena gli effetti di questa storia cominciarono a farsi sentire (quindi poco meno di un anno fa), ci fu questa: periodicamente l’ Umanità ha bisogno di un conflitto mondiale, che ridisegni confini, ripristini equilibri, faccia “pulizia”, giustifichi a posteriori cose già fatte e prepari la strada per altre cose, che senza una guerra non sarebbero concepibili ne’ mai accettate. Pensavo, qui la terza guerra mondiale non conviene a nessuno, hanno trovato un modo meno cruento: risparmiamo le testate nucleari e con una frazione ridicola di morti otteniamo gli stessi risultati.

Da un punto di vista politico, economico, sociale, geopolitico, finanziario, scientifico: una svolta.

La terza guerra mondiale senza bombe ne’ combattimenti: che volete di più dalla vita ?

Quindi, si, io lo penso: siamo in guerra.

Questo potrebbe apparire in piena contraddizione con l’articolo di Alessandro che ho citato prima, ma così non è, per due motivi distinti:

  1. come spesso ripeto, non è mia abitudine parlare di cose che non conosco in prima persona: sono nato nel 1969, la guerra non l’ho mai vista se non sui libri, al cinema o in TV. Quindi non è di “quella” guerra che posso parlare;
  2. leggo fra le righe del post che la cosa inaccettabile è l’ ammantare la faccenda covid di attributi bellici che non le sono proprii: e sono d’accordo. Chi fa l’accostamento, sta mirando ad evocare la legge marziale facendo leva su argomenti che fanno sensazione, ma che non c’entrano un beneamato cazzo.

La guerra – per definizione – ha bisogno di un nemico. E siccome qui il nemico (in senso stretto) non c’è, si fa la cosa più facile: si dice che il nemico è il virus, brutto e cattivo. Semplice, è tutta colpa del virus e ci tocca combattere, e chi non lo fa è un traditore. E per combattere il nemico tutto è lecito: se siete dei bravi cittadini dovrete credere, obbedire e combattere. Guai a chi non lo fa. In questo caso non ci è richiesto molto, basta fondamentalmente credere ed obbedire: a combattere ci pensano altri, non ci è dato sapere.

Ed è qui, proprio qui, il punto:

SIAMO IN GUERRA (come dico io), ma QUESTA NON E’ GUERRA (come dice Alessandro).

In altre parole, è una presa per il culo biblica: tutto da perdere, nulla da guadagnare.

Fosse una guerra (mettiamo una guerra coloniale), staremmo qui a lottare fra le dune di qualche deserto per ottenere dei territori, delle risorse, un “posto al sole”, magari il petrolio, e per questo saremmo disposti (volenti o nolenti) a rinunciare oggi a qualcosa per avere il doppio domani. E’ così che sono nati gli imperi, è così che si sono delineati i confini delle nazioni.

Ma qui, oggi, cosa stiamo facendo ? Stiamo rinunciando a cose guadagnate (queste si) con il sangue ed il lavoro (cosucce tipo le nostre libertà fondamentali), per ottenere cosa ?

UN BEL CAZZO NULLA. Solo la prospettiva di riavere le stesse cose cui stiamo rinunciando. Bella cazzata.

Allora tanto vale stare fermi. Io al “nemico invisibile” non ci credo. Le mie forze e le mie risorse non le spreco così.

L’unico motivo ad oggi che si adduce per farci fare ulteriori sacrifici è quello di “non vanificare gli sforzi fatti“: ma chi vi si incula ? Ma chi cazzo ve lo ha chiesto ? Siamo alla seconda pasqua di resurrezione obliterata dal lockdown, nel frattempo ci siamo giocati un’ estate, un natale, due stagioni sciistiche, innumerevoli fine settimana, decine e decine di pranzi e cene fuori, cerimonie, matrimonii, battesimi, comunioni e cresime, ci sono nonni che non vedono i nipoti, nonni che muoiono soli, abbiamo improntato le nostre vite a canoni e criteri che porcoiddio manco fossimo tutti appestati. E tutto questo perchè ? Per non vanificare gli sforzi fatti ?

Ok, facessero una bella cosa: li facessero loro, sti sforzi. A me sforzarmi fa male. E ad esser sincero, non mi va proprio.

Siamo in guerra, ok, ma non è guerra. E soprattutto non è la mia guerra. E se ci pensate bene, probabilmente, non è nemmeno la vostra. E siccome non è una vera guerra, non siete obbligati a combatterla: cosa è che vi fa sentire così coinvolti ?

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