Ma chi volete pijà p’er culo ?

Uno degli argomenti caldi di questo periodo fresco è una faccenda di cui si discorre già da un po’, ma che (come sempre accade quando si ricomincia a parlare di “finanziaria“, di “manovra fiscale” e cazzate simili) è tornata prepotentemente alla ribalta.

Si tratta della famigerata “revisione delle rendite catastali“. Che cazzo è la “rendita catastale” e a che serve è cosa abbastanza nota (sicuramente a chiunque possieda un immobile), in sintesi è un importo X, che viene assegnato e che rimane attaccato all’ immobile e funziona da base per il calcolo delle tasse che il malcapitato proprietario si troverà a pagare. Non c’entra una minchia con il reale valore commerciale dell’ immobile (o terreno), è semplicemente assegnato secondo parametri misteriosi che in confronto i dati sul coviddi sembrano un problemino di matematica delle elementari.

Il problema è che questi parametri non vengono revisionati da decenni, quindi i sostenitori della riforma dicono che bisogna aggiornarli perchè obsoleti e fuorvianti. Il che, secondo logica, ci starebbe pure.

Dov’è il problema, allora ? Dove sta la presa per il culo ?

Semplice: questi signori asseriscono che la cosa non verrà assolutamente fatta nell’ ottica di aumentare le tasse, e a sostegno di questa affermazione specificano che le aliquote non saranno mai assolutamente ed in nessun caso innalzate.

Al che torno a chiedere: ma chi volete prendere per il culo” ? Ma davvero credete di averci colto tutti nella vigna dei cojoni ?

E’ pacifico che allo stato delle cose una rivalutazione delle rendite catastali non potrà che avvenire verso l’alto.

E’ altresì fuor di dubbio che la rendita catastale è il parametro di partenza per il calcolo della base imponibile IMU.

Ne deriva, che – pur mantenendo invariate le aliquote – nel momento in cui aumenta la rendita catastale, aumenterà l’ importo delle tasse che si andranno a pagare.

Lo capisce pure il mio cane che non è particolarmente sveglio. Mentre il gatto – che è un paraculo di prima grandezza – per non sbagliare ha già riempito di lettiera il suo cestino-cuccia, lo ha sfilacciato un po’ qua e un po’ là ed ha presentato al catasto un’ istanza di correzione del classamento della stessa da abitazione di lusso a casa popolare. Ha passato due buste di croccantini ad un geometra del comune che conosce, ha buone possibilità di veder accolta la domanda.

Ora va bene tutto, ma perchè ci ostiniamo, giorno dopo giorno, ad accettare di essere trattati come dei mentecatti ? Perchè continuiamo a berci tutte le cazzate che ci vengono propinate, senza battere ciglio ?

Ma non è che siamo scemi davvero ?

2 pensieri riguardo “Ma chi volete pijà p’er culo ?”

  1. Ecco perché io non ho un cazzo.
    E quel poco che ho verrà regalato alla mia progenie malefica quando sarà il momento.
    E vaffanculo a questo stato dimmerda

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