Altro piccolo spunto di riflessione.

Un’ altra cosa che mi ha colpito in tutta la sua interezza ed evidenza proprio oggi, un po’ come quando ho realizzato che non potevo andare al ristorante.

Per motivi che non è rilevante in questa sede specificare, frequento regolarmente un noto e prestigioso ospedale di Roma, nella fattispecie il Fatebenefratelli all’ Isola Tiberina, che funziona bene (per quel che mi serve) e che gode di una location che quasi ti viene voglia di andarci pure da sano. Chiunque si sia mai trovato a frequentare quei nosocomi ospitati da ecomostri sperduti nel nulla alle periferie di grandi città (uno per tutti, lo IEO di Rozzano che se non muori di cancro ci pensa la depressione), converrà con me che quando vai in un ospedale già ti rode il culo abbastanza, se almeno è una bella costruzione storica in un bel posto ci vai più volentieri, ma vabbè.

E quindi pensavo: io entro dall’ ingresso principale, mi metto su la mia mascherina (non chirurgica, non FFP2, 3, 4, 5bis, ma tessuto lavabile), ci sono ovviamente controlli all’ entrata ma nessuno mi dice un cazzo. Giusto. Sempre giustamente, vogliono solo sapere dove devo andare e perchè, ma quello lo facevano pure prima. Poi attraverso l’atrio, mi addentro nei corridoi, faccio le mie scale (o prendo il mio ascensore), me ne vado al mio reparto… il tutto tranquillamente incrociando altre persone: visitatori, personale medico, pazienti in vestaglia e/o pigiama che sciabattano in giro nelle aree comuni, qualcuno che si nasconde sui terrazzini a fumare, gente che saccheggia i distributori automatici (credo che il menu per i degenti non sia un granchè, cosa resa ancor più triste dal fatto che a 400 metri c’è il ristorante della compianta Sora Lella Fabrizi e che la canna fumaria della sua cucina diffonde deliziosi aromi tutto intorno).

Ogni volta, sempre con la mia mascherina inutile, giunto al reparto firmo il mio foglietto dove dichiaro di non essere positivo al coviddi, di non essere in “quarantena“, di non aver avuto contatti negli ultimi quindici giorni con persone positive (che poi come cazzo faccio a saperlo non ho capito, infatti ogni volta aggiungo a penna “a quanto mi è ragionevolmente dato sapere“), ma la cosa finisce lì. Mica mi chiedono se sono “vaccinato“. E sicuro, se fosse necessario, non è che si fiderebbero sulla parola. Faccio quello che devo, ringrazio, saluto e me ne vado per dove sono arrivato.

Tutto questo è perfettamente NORMALE. E ritengo sia giusto così, punto.

Però la riflessione è questa: tutto ciò succede in un ospedale. Un ospedale, cazzo. E che sono scemi ? No che non lo sono. E’ evidente che va bene così, che il livello di “sicurezza” è sufficiente, che tutte le altre cazzate non servono. Ribadisco è un ospedale, perdio, se non stanno attenti loro, chi dovrebbe starci ?

E allora, porca mignotta ladra infame (e per oggi non vado oltre), perchè in ospedale entro con un semplice straccio in faccia e per andarmi a fare una pizza (o andarmi a vedere un film) devo avere due, tre, o quattro buchi certificati sul braccio, o il naso sfondato dai tamponi che manco quello dell’ Avvocato ?

Se non è una stronzata questa, non so più cosa sia una stronzata. E ripeto, non credo assolutamente che il comportamento dell’ ospedale sia quello sbagliato.

Quindi chiedo ancora: perchè ci prendete per il culo a questo modo ?

E inoltre aggiungo: perchè continuiamo a farci prendere per il culo a questo modo ?

Ma saremo coglioni noi ?

I just don’t give a fuck

Semplicemente, non me ne frega un cazzo (per la serie: i post inutili e ridondanti di Albert1).

Perchè va così.

Perchè è l’unica difesa che mi rimane contro questa ondata di follia.

Perchè da ingenuo idealista quale sono, non credo che la mia Libertà possa essere sacrificata in questo modo e, se pure accadesse, non potrà essere per sempre.

Quindi resisto, e me ne sbatto allegramente la minchia:

me ne sbatto degli ipocondriaci, dei virologi, degli esperti, degli scienziati, dei ministri, dei giornalisti, dei novax, dei sivax, di bigpharma, di billgates, del greenpass, del lockdown, dei tamponi, di tutto.

Anche perchè, diciamocelo, a tutte queste entità (e a tutte le altre che non ho citato per non essere ancor più noioso), gliene frega qualcosa di ME ?

No. Chiaro. E allora si risponde “stesso mezzo“.

Siamo arrivati al punto che mi è precluso svolgere tutta una serie di attività ? Bene. Informo pubblicamente il Mondo che mi prenderò la libertà di decidere volta per volta quale di queste attività mi sia necessaria, e ove la ritenga necessaria la svolgerò lo stesso. Che succede, mi fate la multa ? Benissimo. Ok. Una più, una meno… tanto la pago col cazzo.

Mi prende il coviddi ? Ottimo. Sti gran cazzi incoronati. Me lo faccio e se la sfango meglio così, se no amen. Sic Transit Gloria Mundi. Quello che dovevo fà l’ho fatto, quello che dovevo dì l’ho detto. Nel caso, una scusa in più per non pagare le multe.

Pertanto (se non fosse ancora chiaro), me ne frego. E che cazzo.

Uno dei motivi per cui amo internet

Un post diverso, oggi c’è un bel sole, aria freschina ma asciutta come piace a me, i vorticosi giramenti di palle stanno sempre lì, ma sono più accettabili, quindi niente negatività o improperi, niente grassetti, enfasi o corsivi… questo è un post “positivo”.

Come da titolo, io amo la Rete. Per tanti e tanti motivi. Il principale è che ne faccio parte attiva da ormai più di 30 anni e che assieme alla tecnologia dell’ informazione in genere è quello che mi dà da mangiare – fisicamente parlando – da tanto e tanto tempo. Questo è il più “becero”, se vogliamo, ma resta il principale. Poi c’è da dire che mi facilita parecchio la vita, ma veniamo al motivo specifico che ispira questo post.

Non sono molto “social”, preferisco da sempre i tempi più rilassati dei cari vecchi Blog e quindi ho l’abitudine di spaziare fra questi cliccando link a volte a caso, altre perchè incuriosito da un’ immagine del profilo o dal nome stesso del blog. E’ come una continua esplorazione, a volte ti trovi in vicoli ciechi (ma il tasto “back” del browser risolve in fretta), altre volte scopri dei mondi che vale la pena di visitare.

Ecco, in questi ultimi tempi, gira che ti rigira, ho “scoperto” tanti nuovi mondi… fra questi, tre in particolare hanno avuto su di me un effetto molto ma molto piacevole:

in ordine di tempo, sono apparsi sul mio monitor il blog di Alessandro Depegi (quarchedundepegi), quello dell’ Allegropessimista, e quello di Walter Carrettoni.

Senza nulla togliere ai “mondi” che già conoscevo, questi in particolare hanno avuto su di me effetti veramente gradevoli.

In Alessandro Depegi (per gli amici “Quarc”) ho trovato una visione affascinante del mondo, delle affinità particolari nonostante la differenza d’età (potrei essere suo figlio, ma forse è proprio questo che ci avvicina), ed ho scoperto che la sua visione era anche disponibile in versione stampata – in comoda edizione tascabile – sotto forma di libro, difficilissimo da reperire per questioni editoriali ma che lui stesso facendomi un immenso regalo mi ha inviato con la cara vecchia posta. Con Alessandro ho iniziato, ed intrattengo tuttora una deliziosa corrispondenza (stavolta via posta elettronica, ma con tempi tranquilli, come è naturale che sia, non ci piace l’ instant messaging), e ci stiamo scambiando tanti e tali racconti di vita, idee, pensieri, che – anche se solo virtualmente – mi fanno affermare con certezza di aver guadagnato un nuovo Amico.

L’ Allegropessimista (di cui non conosco il nome, ma mi piace chiamarlo “Allegro”), ha innescato in me una leggera ma persistente forma di dipendenza. Ha un modo di “condurre” il Blog che trovo unico al mondo: innanzitutto è costante. Caschi il mondo, si può star certi che ogni giorno troverai un nuovo post (cosa che per uno metodico come me è fondamentale) e poi il sistema è geniale: lui sa già in merito a cosa scriverà il post quotidiano e di prima mattina ti pubblica un “teaser” composto da citazioni (che mi chiedo ancora come faccia a trovarle sempre) relative all’ argomento, e poi più tardi ti sfodera il post vero e proprio. Se non basta questo a creare dipendenza, non so che altro si potrebbe usare. La lettura è sempre estremamente gradevole, e la sua è la prima pagina che apro la mattina. Sono felice di averlo trovato.

Last but not least, Walter Carrettoni: non so se scrittore di professione – ma visti i suoi racconti potrebbe tranquillamente esserlo – sicuramente uno che “sa” come si scrive. Quando ho iniziato a seguire il suo Blog non avevo capito esattamente cosa avevo davanti, poi ho cominciato a leggere post a caso, sempre più affascinato dai temi e dallo stile (una delle prime cose che gli ho detto è stata “mi piace quello che scrivi e come lo scrivi”), e dopo un po’ ho tirato giù da Amazon un suo romanzo (Lemniscatus: La Catena dell’ Odio) e ho realizzato quanto il mondo dell’ editoria ci inganni (come quello dello spettacolo, d’altra parte). Ad oggi, letto “Lemniscatus”, scambierei volentieri cinque Camilleri contro un Carrettoni. Sarà pure questione di gusti, per carità, però ho la conferma che in termini di copie vendute, in questo mondo il merito non conta un cazzo.

E per fortuna c’è la Rete. Che almeno a me ha dato la possibilità di incontrare nuovi Compagni di cammino. A me, che sono un asociale di merda, ma che come tutti gli esseri umani – una volta sistemata la pancia – ho comunque bisogno di soddisfare anche la mente.

Eeeeh ? Come ? Non Ho Capito, Che hai detto ?

Rieccomi.

Stavolta mi tengo, promesso.

Io non so se ho sentito bene, ero distratto, forse non ero nemmeno sveglio e stavo sognando, so per certo che era prestino e alla radio passava uno dei primi notiziari del mattino.

No, ero sveglio per forza, guidavo. Va bene le auto intelligenti ma la mia (che pure è molto scaltra) non si guida ancora da sola, quindi ero sveglio.

Vabbè. Sta di fatto che ho sentito uno (non ho capito chi fosse, ma mi pare un governatore di qualche regione del nord) che parlava della proposta – in caso di nuove misure restrittive dovute al cazzo che se lo frega lui e la sua mamma dei contagi di questo teribbile virusse – di applicarle solo ai non vaccinati.

Era proprio lui che parlava, non era riportato, quindi una parola potrebbe anche essermi sfuggita, ma in sostanza ha avuto la faccia di culo di esprimere un concetto del seguente tenore:

ebbene, la nostra non è assolutamente una visione chiusurista o discriminatoria, anzi vogliamo essere aperturisti. Non riteniamo assolutamente che in caso di lockdown questo debba essere applicato ai soli non immunizzati… al contrario crediamo che se dovrà essere applicato, dovrà esserlo per tutti indifferentemente, salvo che per gli immunizzati“.

E qui rimando al titolo del post.

Cioè, io voglio dire, di supercazzole e puttanate biturbo di questi tempi se ne sentono a profusione, ma questa sta per guadagnarsi il primo posto sul podio. Ma come cazzo di fa a concepire una frase del genere e – ammesso che la si sia concepita – avere il coraggio di pronunciarla pure, ai microfoni di una radio ?

Ma li mejo mortacci tua e de quanno riapri bocca pè rifiatà, ma esattamente, per chi cazzo ci hai preso ? Ma quelle regole base tipo “-1+1=0” oppure “due negazioni affermano“, insomma quella roba lì, quando le hanno spiegate avevi fatto sega a scuola ?

Ma soprattutto, possibile che tu creda anche solo per un minuto di poter prendere per il culo la gente in modo così sfacciato e farla franca ?

E io che gli dò pure retta…

Che poi ancora aspetto che qualcuno mi spieghi come cazzo fanno ancora a salire i contagi, che siamo “vaccinati” in massa oltre il 70% (rectius: gli italiani sono vaccinati… io no) con ciclo completo, “tamponati” a tappeto (io sempre no) ogni due giorni, mascherati, igienizzati, sanificati, guantati, mesmerizzati, leopardati, quasiasicazzodicosa-ati…

Ma chi è ‘sto virus, Batman ?

Nun me quadra… come la giri la giri puzza di fregatura lontano un miglio. Qui, o ‘ste medicine non valgono un cazzo, oppure abbiamo ricominciato a taroccare le cifre. Ricominciato, poi… quando mai avevamo smesso.

E non sia mai qualcuno si permette di sollevare dei dubbi, eh ? Continuiamo così, facciamoci del male…

Non Aprite Questo Post

Dico davvero.

Oggi (sempre senza somatizzare, tranquilla Liza) mi girano le palle a 1.000, da fuori sono calmo e tranquillo ma sono veramente ed intimamente incazzato. Ultimamente mi sono tenuto parecchio per quanto riguarda il turpiloquio e soprattutto la blasfemia, ma oggi non è giornata.

Premesso questo, ed atteso che in fondo non scriverò niente di particolarmente nuovo od interessante, vi prego di non procedere oltre nella lettura (rispolvero a questo fine il tag “more” di WP), perchè più avanti nel post non solo scriverò cose inutili ma le scriverò infarcite di tante e tali volgarità che la lettura potrebbe urtare i più sensibili tra voi, e la cosa mi dispiacerebbe.

Quindi davvero, se ritenete che non sia il caso, non andate oltre. Prometto che a breve posto qualcosa di più carino, ma oggi va così.

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