Uno dei motivi per cui amo internet

Un post diverso, oggi c’è un bel sole, aria freschina ma asciutta come piace a me, i vorticosi giramenti di palle stanno sempre lì, ma sono più accettabili, quindi niente negatività o improperi, niente grassetti, enfasi o corsivi… questo è un post “positivo”.

Come da titolo, io amo la Rete. Per tanti e tanti motivi. Il principale è che ne faccio parte attiva da ormai più di 30 anni e che assieme alla tecnologia dell’ informazione in genere è quello che mi dà da mangiare – fisicamente parlando – da tanto e tanto tempo. Questo è il più “becero”, se vogliamo, ma resta il principale. Poi c’è da dire che mi facilita parecchio la vita, ma veniamo al motivo specifico che ispira questo post.

Non sono molto “social”, preferisco da sempre i tempi più rilassati dei cari vecchi Blog e quindi ho l’abitudine di spaziare fra questi cliccando link a volte a caso, altre perchè incuriosito da un’ immagine del profilo o dal nome stesso del blog. E’ come una continua esplorazione, a volte ti trovi in vicoli ciechi (ma il tasto “back” del browser risolve in fretta), altre volte scopri dei mondi che vale la pena di visitare.

Ecco, in questi ultimi tempi, gira che ti rigira, ho “scoperto” tanti nuovi mondi… fra questi, tre in particolare hanno avuto su di me un effetto molto ma molto piacevole:

in ordine di tempo, sono apparsi sul mio monitor il blog di Alessandro Depegi (quarchedundepegi), quello dell’ Allegropessimista, e quello di Walter Carrettoni.

Senza nulla togliere ai “mondi” che già conoscevo, questi in particolare hanno avuto su di me effetti veramente gradevoli.

In Alessandro Depegi (per gli amici “Quarc”) ho trovato una visione affascinante del mondo, delle affinità particolari nonostante la differenza d’età (potrei essere suo figlio, ma forse è proprio questo che ci avvicina), ed ho scoperto che la sua visione era anche disponibile in versione stampata – in comoda edizione tascabile – sotto forma di libro, difficilissimo da reperire per questioni editoriali ma che lui stesso facendomi un immenso regalo mi ha inviato con la cara vecchia posta. Con Alessandro ho iniziato, ed intrattengo tuttora una deliziosa corrispondenza (stavolta via posta elettronica, ma con tempi tranquilli, come è naturale che sia, non ci piace l’ instant messaging), e ci stiamo scambiando tanti e tali racconti di vita, idee, pensieri, che – anche se solo virtualmente – mi fanno affermare con certezza di aver guadagnato un nuovo Amico.

L’ Allegropessimista (di cui non conosco il nome, ma mi piace chiamarlo “Allegro”), ha innescato in me una leggera ma persistente forma di dipendenza. Ha un modo di “condurre” il Blog che trovo unico al mondo: innanzitutto è costante. Caschi il mondo, si può star certi che ogni giorno troverai un nuovo post (cosa che per uno metodico come me è fondamentale) e poi il sistema è geniale: lui sa già in merito a cosa scriverà il post quotidiano e di prima mattina ti pubblica un “teaser” composto da citazioni (che mi chiedo ancora come faccia a trovarle sempre) relative all’ argomento, e poi più tardi ti sfodera il post vero e proprio. Se non basta questo a creare dipendenza, non so che altro si potrebbe usare. La lettura è sempre estremamente gradevole, e la sua è la prima pagina che apro la mattina. Sono felice di averlo trovato.

Last but not least, Walter Carrettoni: non so se scrittore di professione – ma visti i suoi racconti potrebbe tranquillamente esserlo – sicuramente uno che “sa” come si scrive. Quando ho iniziato a seguire il suo Blog non avevo capito esattamente cosa avevo davanti, poi ho cominciato a leggere post a caso, sempre più affascinato dai temi e dallo stile (una delle prime cose che gli ho detto è stata “mi piace quello che scrivi e come lo scrivi”), e dopo un po’ ho tirato giù da Amazon un suo romanzo (Lemniscatus: La Catena dell’ Odio) e ho realizzato quanto il mondo dell’ editoria ci inganni (come quello dello spettacolo, d’altra parte). Ad oggi, letto “Lemniscatus”, scambierei volentieri cinque Camilleri contro un Carrettoni. Sarà pure questione di gusti, per carità, però ho la conferma che in termini di copie vendute, in questo mondo il merito non conta un cazzo.

E per fortuna c’è la Rete. Che almeno a me ha dato la possibilità di incontrare nuovi Compagni di cammino. A me, che sono un asociale di merda, ma che come tutti gli esseri umani – una volta sistemata la pancia – ho comunque bisogno di soddisfare anche la mente.