PULCIARI DI STATO RELOADED – UN POST DI SERVIZIO PUBBLICO.

Sto avendo contezza del moltiplicarsi delle comunicazioni che il Ministero della Salute, per il tramite del braccio armato chiamato “Agenzia Entrate Riscossione”, sta inviando agli ultracinquantenni che hanno preferito evitare l’assunzione del farmaco iniettabile più “à la page” del secolo. Quella ricevuta dall’ Amico che mi ha dato spunto per il post dell’ altro giorno è stata seguita quasi subito dalla mia personalissima e ad oggi ho saputo di almeno altre cinque ricevute da conoscenti più o meno stretti (frequento molta gente poco raccomandabile, io, tutti disobbedienti)…

Noto che nel frattempo si è acceso il dibattito in merito a come “reagire” alla comunicazione in questione: se vi fate un giro su YouTube troverete “tutorial” e opinioni che dicono tutto ed il contrario di tutto… come è giusto che sia, dato che il mondo è vario.

Io il mio punto di vista personale l’ho già espresso (secondo me ci sarebbe solo da ignorarla), ma pensandoci ancora un po’ mi viene in mente una cosa che non serve a un cazzo, però non crea nessun problema aggiuntivo, non fornisce informazioni che ci si possono ritorcere contro e magari se qualcuno dei “nemici” la legge davvero, due domande se le fa. O almeno avrà perso lo stesso tempo che abbiamo perso noi a leggere la nostra.

Partiamo dal presupposto che dal momento che l’abbiamo ricevuta, l’unica cosa che non potremo mai negare (dato che è una raccomandata A.R.) è proprio il fatto di averla ricevuta. Quindi con una “semplice” risposta, come quella che ho in mente io e che fra poco vi illustro, non stiamo dicendo niente che non sia già assodato ed incontrovertibile: l’abbiamo ricevuta, l’abbiamo letta (perchè legalmente è implicito che se la ricevi la leggi, non possiamo dire di non averlo fatto), e però…

Non ci abbiamo capito un cazzo. Qui è il busillis. 😀

Non vi preparo il modello in formato .doc (come fanno tutti gli scienziati del web) perchè ODIO i modelli prestampati… io la scrivo qui, tanto se volete a fare copia e incolla è un attimo, e poi ve la aggiustate come meglio vi garba: non c’è “copyright”, e se non sono tutte uguali è pure meglio. RIPETO: non serve a un cazzo se non a rompere i coglioni, sicuro non “blocca” la multa ne’ vi mette al riparo, sicuro non vi farà ringiovanire o diventare ricchi o guarire la prostata… ma se volete divertirvi un po’, male non farà.

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Egregi Signori,

ricevo la Vostra datata 23-03-2022 (la data in calce alla letterina ricevuta potrebbe non essere uguale per tutti, modificare ove necessario) e sono con la presente a richiedere alcuni chiarimenti in merito poichè devo confessare di aver trovato a dir poco oscuri alcuni dei passaggi in essa contenuti.

In primo luogo vi chiederei la cortesia di volermi illustrare in maniera estesa i riferimenti normativi specificati in intestazione e a seguire nel corpo del testo. Invero, pur con tutta la diligenza che mi è richiesta in quanto Cittadino, dalla semplice consultazione del testo normativo attualmente pubblicato in G.U. mi è stato impossibile reperire i citati artt. 4-quater e 4-sexies. Con tutta probabilità si tratta di una mia mancanza, ma vi prego in ogni caso di volermi confortare in tal senso.

A seguire, fuor di polemica ma per la semplice necessità di colmare un vuoto di logica (e per il desiderio di essere rassicurato in merito al corretto funzionamento dell’ intero Sistema Sanitario Nazionale), vi sarei grato se voleste spiegarmi (cfr. secondo capoverso) per quale motivo nel caso un Cittadino fosse fornito di regolare certificazione di esenzione, asseverata da personale medico autorizzato e rilasciata dal sistema informativo di Codesto Ministero, il medesimo dovrebbe (meglio, “potrebbe”) comunicarne l’esistenza alla ASL di competenza. A quanto mi è dato sapere (anche in questo caso potrei sbagliare, ma chiedo conferma), il dato in questione (diversamente dalla condizione di “assoluta e oggettiva impossibilità”, che potrebbe essere oggetto di separata valutazione) dovrebbe essere già pienamente e compiutamente conosciuto dall’ Ente che ne certifica l’esistenza stessa (il Ministero della Salute) e a caduta alle strutture ad esso sottoposte (le AA.SS.LL.). Seguendo la lettera del testo, si richiederebbe al Cittadino destinatario della comunicazione in parola di duplicare (a suo carico ed onere, per di più stabilendo il termine perentorio di giorni 10) le attività che già a monte – per definizione – sono svolte da chi a ciò è istituzionalmente preposto.

A ciò si aggiungerebbe (sempre attenendosi a quanto richiesto) l’onere di informare contestualmente della medesima palese e già nota condizione anche un Ente terzo (l’ Agenzia Entrate Riscossione) che – secondo quanto dichiarato all’ interno dell’ allegata “informativa Privacy” – agisce ai soli fini della riscossione su esclusivo impulso del Ministero della Salute. Quest’ ultimo, sempre secondo logica, dovrebbe farsi carico di informare tempestivamente Agenzia Entrate Riscossione di ogni ostativa alla riscossione, sollevando d’ ufficio il Cittadino da ulteriori comunicazioni. Anche in merito a quanto qui narrato appare necessario un chiarimento.

Infine, alla luce di tutto quanto sopra esposto, con particolare riferimento al flusso di dati originato dai sistemi di Codesto Ministero, mi chiedo quale sia il senso del secondo termine di giorni 10 di cui al terzo capoverso, che – alla lettera – renderebbe il Cittadino passibile di sanzione nel caso in cui l’ ASL non trasmetta entro detta scadenza una “attestazione” riportante ciò che sia la ASL, sia il Ministero della Salute dovrebbero paradossalmente conoscere già a priori (insussistenza dell’ obbligo vaccinale) nella loro qualità di Enti preposti a tale qualificazione nei confronti del Cittadino stesso. In tal modo, una eventuale “mancanza” (non certo dolosa, ma ragionevolmente verificabile ad esempio per meri motivi “tecnici”) imputabile alla ASL andrebbe a ledere il Cittadino incolpevole.

Confidando nella Vostra cortese collaborazione nel dipanare la serie di “cortocircuiti logici” da me rilevati nella Vostra comunicazione e ringraziandoVi anticipatamente per l’attenzione prestata a queste mie osservazioni, rimango in attesa di Vostro riscontro porgendo i miei più

Cordiali Saluti,

FIRMA.

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Il tutto da inviare comodamente via PEC (per chi ne è provvisto, ma consiglio a tuti di rimediarne una… con Aruba per esempio costa solo una decina di euro l’anno) al responsabile del procedimento sanzionatorio riportato nella lettera (nel mio caso è la D.ssa Serena Battilomo, che nome del cazzo, ma potrebbe variare) che comunque sembra rispondere all’ indirizzo obbligovaccinale@sanita.it .

Altrimenti, vi fate un giretto alla posta, e via di raccomandata A.R. (che una sola vi costa quanto un anno di PEC, rifletteteci) all’ indirizzo del Ministero della Salute che trovate in intestazione sulla prima pagina della lettera.

Beh, io l’ho scritta. Invito tutti voi (se pure non vi frega un cazzo di mandarla) a farla girare, se vi va con correzioni, migliorie o aggiunte… mi rivolgo in particolare agli uomini e donne di legge che girano da queste parti (al momento ho in mente Perplessa e Mantus, ma vai a sapere che cazzo fate nella vita tutti quanti… 😉 ): vi torna ? Possiamo incartarla ancora un po’ di più e meglio ? E’ solo un esercizio di stile, probabilmente muore qua… ma se mai un giorno dovesse assurgere agli “onori delle cronache” avremo almeno il gusto di averla vista nascere.

15 pensieri riguardo “PULCIARI DI STATO RELOADED – UN POST DI SERVIZIO PUBBLICO.”

  1. Allegro: una storica cofondatrice di questo Blog. Avvocato del Foro di Milano, è da ieri che le sto rompendo il cazzo tramite WhatsApp per farla riaffacciare… chissà che non si risvegli 😉

  2. Olè. L’ ho appena mandata per pec. Mi piace, non c’è niente da perdere, tanto è tutta una presa per il culo, faccio la mia parte anche io.
    Mò voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di rispondermi… 😀

  3. … e comunque, per la cronaca, sono passati già 10 minuti dall’ invio ed ho solo la ricevuta di accettazione, ma non quella di consegna, cosa che di solito accade quando scrivi a caselle PEC inesistenti o temporaneamente “fuori servizio”, il che non fa presagire nulla di buono.
    Se hanno messo un riferimento farlocco mi faccio quattro risate sul serio…

  4. Chissà se si fa vedere anche Chica, le ho scritto, invece il bischero di merda è ancora chiuso nella bettola a pulire patate!

  5. Reggiiii !!!! (scusate l’enfasi)
    Stai a vedere che si smuove qualcosa da ‘ste parti ?
    Bene, signori, vi mollo per il momento… è l’ora che volge al desìo e ciò pure fame. Aggiungiamo che è stata una settimana abbastanza di merda, mi sa che spengo tutto e ci si rivede lunedì.
    Buon fine settimana a tutti, fate i bravi (o fate come cazzo vi pare, basta che stiate bene).

  6. Una bella “manDRAGHIata” che non serve ad un emerito.
    Prepara il centone e non rompere il c… così aiutiamo la nostra sanità malata.
    E mandiamo in ferie i membri del CTS.

  7. Beh, effettivamente, seguendo questa prospettiva analitica, la lettera minatoria rivela tante di quelle incongruenze che sembra essere un tentativo di frode, caso emblematico di “phishing”.

    Infatti:

    – menzionano una legge che non si trova (e forse non esiste);

    – intimano di contattare la ASL senza dire esattamente quale settore, e quale è la procedura;

    – il Ministero della Sanità chiede alla persona che riceve l’intimidazione se il Ministero della Sanità lo/la ha bucato/a (e viene da ridere);

    – chiedono quali malattie la persona abbia avuto, cosa che immagino infranga ogni più basilare normativa del rispetto dei diritti umani, altro fattore che fa pensare a un falso;

    – intimano 10 gg di tempo per rispondere, quando – se uno decidesse che la propria dignità e salute assieme valgono €100 – per fare la doppia dose ne servono almeno 15 di intervallo tra la prima e la seconda inoculazione

    – aggiungi poi le email forse inesistenti che Albert1 ha provato a contattare.

    È vero che tra governanti e burocrati italiani, si ha a che fare col peggio del peggio che la storia del Genere Umano abbia mai concepito, ma messa così sembra effettivamente una ridicola barzelletta che ambisce a essere considerata una truffa, con chiare finalità estorsive.

    Se la lettera minatoria fosse arrivata con una email, da tutti sarebbe stata immediatamente spostata nella casella dello Spam, perché non avrebbe passato nessuna delle verifiche che oramai si fanno quando si ricevono email sospette.

  8. Ci torno su un attimo solo… Devo correggermi in merito all’ invio della PEC: mi è tornata solo la ricevuta di accettazione e non anche quella di consegna perchè l’indirizzo “obbligovaccinale@sanita.it” non è un indirizzo PEC. Semplice. Pertanto non potrò avere la prova della ricezione, ma solo quella dell’ invio (come se avessi mandato una raccomandata semplice, senza avviso di ricevimento).
    Adesso mi andrei anche a cercare altri riferimenti – magari certificati – sulla lettera che ho ricevuto, ma primo non è che mi vada tanto, secondo ho già trasformato la missiva in carta da culo e l’ ho anche già usata. Vedo se ne rimedio un’ altra… 😀

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