IO SONO UNO STRONZO (CONTENTO TE, VABBE’).

QUESTO E’ UN OMAGGIO.

Il video non è granchè attinente al tema del post (a parte il titolo ed il finale, che mi ci vedo), ma è sempre piacevole vedere il Maestro Bracardi all’ opera, quindi ci sta tutto.

Ma veniamo al post, che ovviamente parla di me.

Di aggettivi nei miei confronti ne sono stati usati parecchi, in genere negativi. Fra questi, il record di longevità ed il primato per numero di apparizioni è “stronzo” (anche in forme alterate). Già da piccolo ricordo “stronzetto“, a volte “stronzone“, in alcune località geografiche specifiche “pezzodemmerda” (che è comunque un sinonimo, solo un po’ rafforzato).

Comunque stronzo.

Facciamo ad intenderci, non equivochiamo: non sono “cattivo”, non sono “violento”, non sono “prepotente”, non sono “infame” ne’ “traditore”… solo stronzo. E parecchio pure. Ero certamente predisposto, però l’ arte di essere stronzo l’ ho affinata nella seconda metà della mia vita (un po’ prima della metà temporale, è una divisione concettuale), più precisamente quando ho realizzato di non essere esattamente disposto a scendere a patti con certe cose e ancor più marcatamente quando prova che ti riprova mi sono accorto che potevo campare benissimo anche così.

Sono sempre stato abbastanza “libero” (nei limiti) nelle mie decisioni, nessuno per fortuna ha disegnato un futuro per me, mi sono stati dati i mezzi e le conoscenze per disegnarmelo da solo, questo si, e così ho fatto.

Ho rinunciato consapevolmente a molte sicurezze e a qualche privilegio, ho sbattuto parecchie volte la faccia su muri anche belli robusti, ma alla fine mi sono costruito una vita come piace a me. Una vita che in verità preoccuperebbe e in alcuni casi farebbe inorridire molte persone (poi un giorno parleremo di cosa faccio per campare, so che molti se lo chiedono, qualcuno sa qualcosa ma nessuno sa tutto).

Comunque come piace a me. Ad oggi sto bene, ho il mio ambito, la mia “comfort zone”, le mie abitudini ed i miei convincimenti. Parlerei anche di “princìpi”, ma mi sembra un termine abusato.

Dov’è la stronzaggine, vi chiederete a questo punto ?

Atteso che (come probabilmente avrete intuito) sono uno che si fa i cazzi suoi, la stronzaggine esce quando qualcuno – non invitato e senza titolo – cerca di farsi i miei.

Più precisamente, quando qualcuno a qualsivoglia titolo pretende di entrare arbitrariamente nella mia “bolla prossemica” ed interferire con il mio modo di essere, di pensare, di vivere.

Allora lì divento “stronzo”. Senza appello. Sono calmo, ragionevole, aperto al dialogo e molto tollerante, ma come i pastori maremmani se fiuto un problema prima ringhio (una sola volta), poi abbaio (una sola volta) e se il problema persiste passo da zero a mille in un secondo. E divento stronzo.

Posso essere stronzo verbalmente, posso essere stronzo per iscritto, posso essere stronzo fisicamente, posso essere stronzo in qualsiasi modo si renda necessario per “ristabilire l’ordine“. Sono poche e circostanziate le cose che non devono essere pregiudicate in alcun modo: i miei “confini” sono molto poco estesi ma molto ben definiti e soprattutto visibili. In nessun caso ledono gli interessi altrui, non sono uno che cerca spazi o “va alla conquista”. L’ ho già detto che mi faccio i cazzi miei, vero ?

Però se faccio presente che ho un doloroso callo e qualcuno me lo viene a pestare, allora sono cazzi. Nel corso degli eventi è anche capitato (come è naturale ed ovvio, mica sò Cacini) che abbia preso qualche ceffone (molti metaforici, alcuni dolorosamente fisici e reali), ma alla fine i conti sono sempre tornati, e le posizioni mantenute. Perchè non conviene mai andare a stuzzicare un vero stronzo.

6 pensieri riguardo “IO SONO UNO STRONZO (CONTENTO TE, VABBE’).”

  1. Direi normale amministrazione. Se una persona ha le idee chiare su chi è, cosa vuole dalla vita e da se stesso è ciò che riserva agli altri. La parolina in questione è molto gettonata anche su di me, ma per le femmine si è più creativi.

  2. Io vorrei esserlo un po’ di più.
    In realtà nei confronti “interpersonali” passo spesso per “loser”, o comunque sono uno che incassa bene ed, essendo introverso, tengo dentro i miei malumori.

    Non credo tuttavia tu sia uno “stronzo” di quelli classici, spinti anche da prepotenza ed arroganza. Non ti conosco bene, ma mi sono fatto l’idea più di istrice, buono ma che tira fuori gli aculei solo se qualcuno gli rompe gli zebedei.

  3. …rileggendo mi rendo conto di aver fatto un po’ di “confusione concettuale”. A grandi linee comunque il senso del post trapela. Addirittura un Amico mi ha scritto in privato perchè gli era sembrato (a ragione) che stessi mandando un messaggio trasversale a qualcun altro e di conseguenza si è preoccupato per me. Mi spiace se ho generato equivoci, comunque la mia era una riflessione di carattere generale.

    Andrea: la prepotenza mi è assolutamente sconosciuta, hai visto giusto 😉 Ho sempre avuto i mezzi per garantirmi un certo livello di “intoccabilità”: per capirci, se per strada devono scegliere uno da rapinare e passo io, aspettano il prossimo. Se si accende una bega a livello legale, per esempio, possono anche provarci ma al secondo scambio di lettere mollano e aspettano il prossimo anche lì. In parte è natura, in parte formazione, in parte esperienza: Però questi mezzi li ho sempre e solo “usati” e non ne ho mai “abusato”. Ho sempre giocato in difesa, mai in attacco. Perchè sogno un mondo dove nessuno rompa le palle agli altri: so che è un’ utopia, ma se non mi comporto di conseguenza io per primo, non ci si arriverà mai. L’ istrice è una buona metafora 😀

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