E SE GUARDARE OGNUNO AL SUO ORTICELLO NON FOSSE COSI’ SBAGLIATO ? – UNA RIFLESSIONE.

Ci hanno rotto il cazzo per anni ed anni, a me personalmente sin dai tempi della scuola elementare, con la storia che bisogna avere una visione globale, che bisogna pensare al prossimo, che a volte può essere necessario sacrificare alcuni nostri piccoli e personali interessi per il bene della “Collettività“, che “uniti si vince“, che l’egoismo è brutto brutto e non sta bene e la madonnina poi piange.

Oh, è stato pesante, eh ? Un martellamento di palle continuo su tutti i fronti, una cosa “overwhelming” (come dicono gli anglofoni)… una faccenda talmente pervasiva ad ogni livello che sapete che c’è ? Mi ero pure convinto. E lo sono stato per parecchio tempo, perchè certe cose quando te le ficcano in testa da piccolo in questo modo diventano parte di te, nemmeno ne sei più cosciente.

Qualche dubbio in merito (assieme a tanti altri dubbi proprii dell’ età) ha cominciato ad affacciarsi in me al liceo, diciamo dai 15-16 anni in su. Ho iniziato a rendermi conto che la “visione globale” (assieme allo “spirito critico”) andava benissimo se eri tu ad adeguartici. Oggi si dice “pensiero unico“. Se poco poco cercavi di farti parte attiva nella costruzione di una visione globale diversa, magari più consona al tuo pensiero, erano cazzi amari. E’ infatti da lì che le mie pagelle (fino a quel momento da incorniciare, per la gioia di mamma e papà) hanno cominciato a somigliare più a schedine del Totocalcio. Parliamo anche di “collettività”, di “unione che fa la forza”… ma sì, parliamone, facciamo un esempio pratico: i COBAS di qualche branca sindacale legata all’ istruzione indicono uno sciopero generale. Che bello! Non si va a scuola, oppure ci si va ma non si fa una sega e si giuoca al pallone in corridoio, si fuma in classe e per i più fortunati magari ci scappa pure una trombatina al bagno… Tutto a posto, non succede niente. Il giorno dopo ci si ritrova (come star, a bere del whisky al Roxy Bar) in classe, tutto normale, nessuna ripercussione. Invece una volta succede che in quella particolare scuola, tutti gli studenti (a fatica e con parecchie difficoltà) riescono ad organizzare uno sciopero generale perchè non funzionano i termosifoni da un mese e fa un cazzo di freddo. Sulla carta adesione al 100%, ma la presidenza minaccia sanzioni. E ancora, nonostante ciò, tutti duri e puri e nudi alla meta si arriva al giorno dello sciopero. Beh. Vuoi per quelli che all’ ultimo si cacano sotto e se ne vanno in classe, vuoi per quelli che restano a casa ma tornano col certificato medico e la giustificazione, vuoi per quelli che erano d’accordo prima ma siccome il promotore era di una parte politica diversa si tirano indietro, alla fine “scioperano” si e no un 20% degli studenti della scuola. E il Preside se li inchiappetta uno per uno. Nota, abbassamento del voto in condotta (per alcuni fatale), convocazione dei genitori.

Vi annoio ? Spero di no, nel caso al solito andatevi a distrarre con qualche video di gattini e tornate quando siete più rilassati 😀

Dopo esperienze come questa, comincia a fartisi strada in mente un pensierino strisciante… ma non è che l’unione fa la forza solo quando l’ unione fa quello che dice qualcun altro ? Se è un comando e arriva “dall’ alto”, grazie al cazzo. Ci vuole poco ad essere uniti.

Eravamo studenti, no ? E in teoria avremmo dovuto essere molto più “uniti” e vincenti quando si trattava di non cacarci sotto dal freddo in aula piuttosto che quando la questione erano 4.000 Lire in più al mese per i professori dei quali non ci fregava un cazzo e ai quali spesso e volentieri auguravamo la morte o altri accidenti minori. Invece non solo eravamo stati di fatto molto meno uniti, ma non avevamo nemmeno vinto una beneamata fava. Anzi, la fava ce l’eravamo trovata fra le chiappe.

Poi si va avanti nella vita, le cose cambiano, ci si scontra con tutti i normali ostacoli che arrivano, si fanno esperienze… piano piano mi sono accorto che tutti quegli insegnamenti così buoni, così caritatevoli, così altruisti, così “cristiani” (se vogliamo) altro non erano che una preparazione ad essere un “bravo cittadino”, una “persona per bene”, ligia alle leggi, alla sana convivenza civile e soprattutto pronta ad accettare il “Pensiero Unico” di turno, dettato ovviamente dalla politica.

E allora no, cazzo ! Qui c’è qualcosa da rivedere. Eccome, se c’è.

I più smaliziati potrebbero a questo punto alzare un sopracciglio ed obiettare “Ah, te sei svejato, hai scoperto l’acqua calda” !

Eh. Già. Però, a parte che non mi sono svegliato adesso, ma già da un po’ e poi mi preme far notare agli smaliziati di cui sopra che quest’ acqua calda è la stessa che piano piano li sta bollendo come polipi e che se ci pensano bene se è calda è pure perchè ci stanno pisciando dentro anche loro. E ciò non depone a loro favore.

Pensare al Prossimo, si. Va bene, sono d’accordo. Io al Prossimo mio ci penso e sono convinto che ognuno farebbe bene a pensare al suo (soprattutto se il suo sono io). Se un Amico mi chiede una mano, non mi tiro certo indietro. Per gli Amici ho fatto cose che forse non avrei fatto per me stesso. Però io gli Amici me li scelgo. Pure i parenti mi scelgo (al contrario di come si dice di solito), perchè i parenti che mi stavano sui coglioni li ho mandati scientemente ed apertamente a farsi un giro: il fatto che condividiamo lo stesso sangue o frammenti di DNA non basta. Me ne sbatto il cazzo della “famiglia”, ho parenti dal secondo grado in poi che ad oggi non so nemmeno se siano ancora vivi. In quelle rare occasioni nelle quali mi si avvicina qualcuno, con in mano questo o quel giornale autoprodotto e mi chiede “un contributo per il partito” se sono in buona gli chiedo io un contributo dal partito per me, se mi girano mi trattengo dal prenderlo a calci in culo solo perchè non sono un violento. Se mi chiedi due euro per te, possibile che te li dia, ma il partito può andare a cagare. Dei tuoi ideali me ne fotto nella misura esatta in cui tu te ne fotteresti dei miei se te li venissi a raccontare e ti chiedessi due euri.

Vogliamo parlare di quell’ altra perla relativa al sacrificio dell’ interesse particolare a favore del bene collettivo ? Vi attaccate al cazzo e tirate forte. Su questo non transigo. Il mio “interesse particolare” è il padrone incontrastato del mio pensiero e delle mie azioni. Mi pare che abbiamo visto come è andata a finire con i “piccoli sacrifici” imposti dalla “pandemia”, o no ? Abbiamo abbassato la testa un attimo e ci siamo ritrovati chiusi in casa col coprifuoco e i lasciapassare. Spero non ce lo dimenticheremo mai. Io sono rimasto mentalmente sano solo perchè me ne sono fottuto sin dal principio, se no per come sono fatto a quest’ ora sarei esploso.

Adesso, questo mio non vuole essere un manifesto dell’ egoismo. Cioè, io egoista lo sono anche se ad un mero livello funzionale (so che per chi conta su di me la prima condizione è che io stia bene e a posto. Quindi devo stare bene per primo io, se no non sono utile a nessuno).

E’ come al solito una riflessione, ed un invito a riflettere per chi vuole raccoglierlo. Se abbiamo faticato per farci il nostro orticello, chi cazzo e con quale cazzo di spocchiosa e supponente autorità può permettersi di rimproverarci se lo curiamo e ce ne preoccupiamo, anche se a discapito della “collettività” ? “Guardare al proprio orticello” è sempre stata un’ espressione con accezione negativa, spesso di scherno, per stigmatizzare o denigrare qualcuno o il pensiero di qualcuno: ecco, io credo che si potrebbe pensare di usarla come complimento. Uno che guarda al suo orticello, secondo me è anche uno che si fa i cazzi suoi. E io adoro chi si fa i cazzi suoi.

Infine, è vero che insieme si cresce, si progredisce e si fanno cose meravigliose (questo Blog ne è un esempio). Ma noi non stiamo insieme qua per legge o per decreto, e nemmeno per un “ideale” o un pensiero politico. Stiamo qua perchè ci va e perchè ci stiamo bene. E che cazzo.

11 pensieri riguardo “E SE GUARDARE OGNUNO AL SUO ORTICELLO NON FOSSE COSI’ SBAGLIATO ? – UNA RIFLESSIONE.”

  1. Ahò… e che è oggi ?
    State tutti a dormì ?
    Ho notizia solo di un “assente giustificato” per motivi di salute 😉 tutti gli altri che fine hanno fatto ?
    Vabbè, mi faccio i cazzi miei, dai… 😀

  2. Io ho abbracciato la filosofia del “Nonmenefregauncazzo” perché tutta la merda da te descritta l’ho vista, vissuta e mi stava per ammazzare.
    Ergo,penso a me e a chi ho deciso io.
    Gli altri si arrangino, perché a fare bene si casca quasi sempre male e a non fidarsi troppo a volte ci si azzecca.
    Quindi sì…ho aperto il mio “vivaio mentale” e nel mio orticello ci pianto chi cazzo pare a me.
    Buonanotte ranocchietto.

  3. C’è stanca… Io riesco a malapena a leggere i post, figurati a scriverne. Comunque credo nella saggezza dei proverbi. Chi di fa i cazzi suoi campa cent’anni mi pare appropriato al caso.

  4. Sono d’accordo con gli esempi pratici che hai fatto. Però “pensare al proprio orticello”, che è la conclusione che trai tu, tendo a non digerirla, perché per me il problema è proprio che la gente è troppo egoista. Con tutta questa follia della pandemia ce ne siamo resi conto. Non ci sono state marce di milioni di persone per le reazioni avverse dei vaccini. Non ci sono state marce di milioni di persone per il diritto a prendere i mezzi pubblici anche se non vaccinati, e a lavorare, e così via. Di certo, proprio per questo, ho avuto una reazione forse simile alla tua, e adesso penso: io nella mia vita farò sempre la cosa giusta, perché ho una coscienza, ma scordatevi che d’ora in poi vi difenda. Non lo farò più perché voi non avete difeso me. Quindi vaffanculo i sindacati, i politici (sempre), i giornalisti epurati (più o meno ingiustamente), i partigiani che non sanno riconoscere nemmeno un comune fascismo quando ci sono dentro, ecc.

  5. Per me il percorso è molto sempice.
    Fino a quando ti mantengono i genitori, è facilissimo essere equi e solidali. Lo vedo con i miei figli che vogliono fare l’elemosina a finti mendicanti che girano in BMW e che nei loro camper conservano chili d’oro avvolti intorno a statuine della Madonna.
    Quando ti rendi conto che per metterti in tasca dei soldi devi lavorare, diventi egoista e pronto a tutto pur di sopravvivere. Quelli che continuano ad essere mantenuti restano di sinistra. Gli altri anche no.

  6. Ci sarebbe da approfondire… Credo che fondamentalmente siamo tutti egoisti. Il problema è quando all’egoismo si aggiunge la cosciente ipocrisia che pretende di mascherarlo con l’altruismo a tutti i costi. Per me solo chi è onestamente e dichiaratamente egoista è in grado di aiutare qualcun altro. Perché lo può fare senza secondi fini, oppure se ci sono secondi fini questi sono palesi e comunicati. Si chiama onestà.

    Coule: nel post precedente ho fatto la mia ipotesi sul quiz “biblico”… Dacci un’occhiata!

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