Julian Assange

Mi sento in colpa per non aver mai speso troppe parole per lui. Sul mio blog forse non ne ho mai parlato. Il motivo è stato che, come forse ricorderete, appena venne fuori che aveva rivelato al mondo quelle cose, gli americani tentarono subito di farlo passare per stupratore lestofante, per screditarlo il più possibile (limortacciloro). Per questo sul momento decisi di non dire nulla su di lui. Poi il tempo è passato e, complici i media del mondo asserviti ai governi e ai poteri forti, si cercò di farlo cadere in una specie di limbo, in maniera che se ne parlasse il meno possibile.

Ma i fatti sono semplici:

1 Julian Assange rese pubblici molti documenti segreti in cui si dimostrava che gli USA avevano avuto comportamenti criminali (loro, e non lui) gravissimi e di svariati tipi.

2 Dopo ciò si cercò subito di incriminarlo per molteplici reati.

3 Lui per un po’ si rifugiò in un’ambasciata nella quale credeva di essere abbastanza al sicuro. Ma non lo era. Perfino lui aveva sopravvalutato la giustizia e le leggi presenti nel mondo…

4 In quel periodo vennero spiate le sue conversazioni con gli avvocati e con tutti coloro che incontrava.

5 In quel periodo chi lo voleva morto si interrogò su quale fosse la maniera migliore di fregarlo. Presero in considerazione l’idea di assassinarlo (ma così sarebbe diventato un martire), cosa che avrebbero potuto fare con estrema facilità.

6 Presero in considerazione la possibilità di fallo languire lì, in quell’angusto spazio, per il resto dei suoi giorni. Difatti Julian faticava parecchio ad accettare quella che in tutto e per tutto in realtà era uguale a una reclusione forzata.

7 Poi si interrogarono se fosse meglio farlo marcire nelle galere inglesi o in quelle americane. In realtà entrambe le ipotesi presentavano forti controindicazioni per lui. Non è che ce ne fosse una da preferire.

8 Alla fine se ne sbatterono delle leggi internazionali che vigevano per le ambasciate, gli tesero una trappola e lo arrestarono gli inglesi.

9 In quel periodo le condizioni psicofisiche di Assange erano già fortemente minate.

10 Adesso pare che verrà estradato negli USA ma cambia poco, secondo me… È già un uomo virtualmente morto.

Mi scuso se in quel che ho scritto ci dovesse essere una qualche piccola inesattezza ma le cose in soldoni stanno così:

ASSANGE HA RIVELATO AL MONDO ALCUNI DEGLI INFINITI CRIMINI COMPIUTI DAGLI USA.

INVECE DI DARGLI UNA MEDAGLIA, È STATO TRATTATO COME UN TERRORISTA, CON LA GROSSA COMPLICITÀ DEI MEDIA, QUASI TUTTI ALLINEATI SULLE POSIZIONI DEI GOVERNI DEL MONDO. E TUTTO IL MONDO SEMPLICEMENTE HA FATTO FINTA DI NON SAPERE QUELLO CHE C’ERA SCRITTO IN QUEI DOCUMENTI CHE ACCUSAVANO GLI USA.

JULIAN ASSANGE È ALLO STESSO TEMPO SIMBOLO E TEOREMA DEL MONDO ESTREMAMENTE CORROTTO IN CUI VIVIAMO.

TUTTI I GOVERNI DEL MONDO SONO MARCI. NON POSSONO CHE ESSER TALI, PROPRIO PER LA LORO COSTITUZIONE.

PER QUESTO, TRA PARENTESI, SONO ANARCHICO.

6 pensieri riguardo “Julian Assange”

  1. Ottimo intervento a gamba tesa. Sottoscrivo in pieno.
    Inoltre va ricordato che i suoi documenti non riguardavano indistintamente il popolo americano, ma proprio i beniamini del mainstream, gli ex Presidenti, i premi Nobel per la pace, i maggiori benefattori e filantropi della classe dirigente statunitense.
    Ossia quella che ci sta rendendo molto difficili i prossimi anni di vita.

  2. Per tutta una serie di motivi dovrei conoscere la storia di Assange fin nei minimi particolari. Dico dovrei, ma non la conosco. Perchè ho scientemente “glissato” sulla faccenda sin dai suoi inizi, periodo nel quale peraltro ero in tutt’ altre faccende affaccendato e l’unica “valvola di sfogo” che mi concedevo era il presente Blog.
    Giustamente lo consideri un simbolo e aggiungo che secondo me tutta la faccenda è una metafora, una specie di favola con “morale” e senza lieto fine, a monito per chiunque abbia l’ ardire di spingersi oltre il consentito.
    Gli hanno fatto e gli faranno un culo come una capanna, tante volte a qualcuno venisse in mente di ripetere l ‘impresa.
    E’ sicuramente stato molto utile anche a quelli cui apparentemente ha creato problemi. Dico “apparentemente” dato che tutto ciò che è uscito fuori è uscito perchè “poteva” uscire. Utile perchè quando si apre un caso così, se vuoi puoi sputtanare chiunque, anche tirando fuori false informazioni e buttandole nel calderone: nessuno potrà distinguerle da quelle vere e nessuno potrà dire di chi è la colpa. Trovato il capro espiatorio abbiamo risolto.
    Informazione, controinformazione, propaganda, verità, bugie, chi può distinguere ?
    L’ importante è individuare un responsabile, poi vada come vada sarà un successo.
    L’ unica cosa che non gli faranno è ucciderlo fisicamente, perchè è più utile da vivo. Finchè non ne troveranno un altro, allora non varrà più un cazzo.
    E chi sono questi “loro” ?
    “Loro”, no ?
    Non solo americani.

  3. Qualche considerazione.
    Se decidi di metterti contro la potenza dominante, devi coprirti le spalle.
    Per dire: Snowden si è rifugiato in Russia, dove gli USA contano il giusto, ossia niente.
    Assange, dopo l’apertura dei wikileaks avrebbe potuto chiedere asilo in Russia o Cina.
    Quanlcuno dirà che i due paesi non sono perle della democrazia, ma -dopo quello che è successo ad Assange- siamo sicuri che nel mondo esista ancora un paese democratico? Forse la Svizzera, ma li, se sgarri, sanno come fartene pentire. Di sicuro gli USA non lo sono. Le analogie tra USA e Germania nazista diventano sempre più evidenti: imposizione di un pensiero unico, culto della forma fisica, sistema educativo in progressivo degrado, sanità concepita in modo da arrivare alla soppressione delle persone fragili, showbusiness dedicato ad esaltare il regime, emarginazione di chi non può permettersi uno stile di vita consumistico. E tutto sotto la guida di un “partito democratico”, che -come in Italia- è in realtà il partito dell’alta finanza.

  4. Onestamente nemmeno io ho seguito moltissimo la faccenda dagli inizi e solo da pochi anni ho “aperto gli occhi”. Sarebbe stato meglio tenerli chiusi, visto quel che c’è da vedere…
    Assange come uomo non lo conosco e non mi interessa conoscerlo, ma è di sicuro il simbolo di cosa ti possono fare se non fai quello che dicono. Di tutta questa faccenda ciò che mi fa più ribrezzo è il comportamento della stampa. Parlo di quella italiana, non ho voglia né tempo di leggere pure quella straniera.
    Ma non è che da stupirsene molto, direte voi.

    1. Esatto. Hai detto la cosa più importante, senza offesa per gli altri, a cui mi sono limitato a mettere un semplice “mi piace” (ringrazio tutti della partecipazione). E’ diventato un martire e nulla è cambiato, almeno apparentemente. In quel momento o si faceva la rivoluzione o si sarebbe rimasti sempre nella merda. Sapete come è andata.

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