Leggi il fottuto manuale – Elena alias Stileminimo – alias Deorgreine- alias Da dove prendo il volo – alias Simbolo e allegoria – alias …

Non li ho mai letti i manuali, tranne uno oggi, perché l’articolo era interessante, quindi non li so scrivere e mi scuseranno quelli che si aspettano un manuale con tutti i crismi. Ne uscirà una solfa che solo i più spartani e resistenti riusciranno a leggere, ma oggi va così; oggi è il giorno dei post e chiedo venia.

Il fine è quello di capire come sono fatta e come si fa ad andare d’accordo con me… non è difficile dal mio punto di vista, ma è ostico e richiede grande pazienza dal punto di vista altrui e di questo son consapevole; non è dovuto e anche di questo sono consapevole… in generale con me basta essere molto espliciti e non dare nulla per scontato. Come quando si scrive un manuale, appunto.

HO qualche difficoltà a capire i doppi sensi; anzi, non li capisco proprio. Io non rido mai alle battute con doppi sensi (tranne quando recito la parte e poi vi spiego cosa intendo), per la gioia di chi ne fa uno stile di vita e le usa in qualsiasi ambito di interazione sociale. Avevo un collega così… non c’è mai stato gran dialogo, ma lui non poteva sapere e soprattutto non poteva capire 😀 😀 😀 .

Per me quello che viene detto o scritto equivale esattamente a quello che viene detto o scritto. Non ha significati “nascosti”, come li chiamo io. Quindi non capisco il sarcasmo, non capisco i discorsi “maliziosi”, però li so fare, perché per imitazione negli anni ho imparato a farli, ma non mi rendo conto quando li fanno gli altri. Però capisco la satira attraverso il ragionamento, capisco i fumetti, attraverso il ragionamento… non rido, ma sorrido, ecco. 😀

Quindi potete prendermi allegramente per il culo anche per mesi, tanto io non me ne accorgo. Lo so perché mi è successo spesso negli anni scolastici e qualcuno aveva il buon cuore di farmelo presente a cadenza regolare. Di buono c’è che se non te ne accorgi, non puoi soffrirne. 😀 Quindi se qualcuno vuole prendermi per il culo, lo faccia pure, ma non me lo dica. Di contro so fare battute anche sarcastiche e maliziose, ma solo perché col tempo ho capito il meccanismo; di mio non ci trovo niente da ridere, nemmeno se gli altri si sganasciano; però se io faccio la battuta e se non rido, paradossalmente risulto anche più divertente, ho notato. 😀

Non so mentire. Nel senso che non lo so fare nemmeno quando per convenzione sociale o per questioni diplomatiche andrebbe fatto. Ora, io portavo una divisa; ve lo immaginate che cosa può succedere in un ambiente istituzionale dove una non mente mai?! 😀 😀 😀 Non avrei mai potuto fare carriera, gente! Mai! Perché vedete, il mito di Forrest Gump funziona solo nei film americani. Per me Forrest era un mito. Era uno che ce la faceva, nonostante tutto, no? Mi bastava.

A volte dico delle bugie, per tenermi in allenamento, perché so che potrebbe servirmi, ma in tempo record riesco sempre a sbugiardarmi da sola, perché lo faccio solo per tenermi pronta, quindi sono tutte balle che non mi servono realmente per sopravvivere. E se non è in gioco la mia sopravvivenza, trovo insulso raccontare bugie. Non mi viene. HO imparato a fingere solo per questioni di sopravvivenza; in quel caso lo faccio benissimo. Ho studiato per mesi tutto il metodo Stanislavskjj da adolescente e sono un’ottima attrice, ma devo avere ben chiaro il copione. Se qualcuno pensa che sto scherzando, mi spiace, ma no, non sto scherzando. Col tempo si impara a fare tutto. Questione di sopravvivenza, ripeto.

Non ho mai potuto ovviare però al problema che non capisco quando la gente mente (vedi sopra) e soprattutto, il più delle volte, non capisco perché lo fa. Quindi potete raccontarmi tutte le palle che volete in termini di interazione diretta; io vi crederò sempre in buona fede, potete starne certi. Chi mi conosce lo sa… chi frequento io, devono essere necessariamente delle persone meravigliose, mai ambigue, mai false, mai inaffidabili, altrimenti non potrei frequentarle. In effetti sono roba rara e poche, pochissime. Io frequento solo tre persone così e mi sento moooolto fortunata… solo quelle, per ovvi motivi. Sono anche le uniche che abbraccio con slancio e senza problemi; per il resto, ogni contatto fisico mi risulta fastidioso.

Questo vale per le persone che mi stanno realmente vicine. Non so se si coglie il senso… non coltivo mai il dubbio quando si tratta delle persone alle quali tengo; per me loro sono sempre in buona fede. Punto. Non è ingenuità; si chiama fiducia. E per una che non contempla la menzogna come mezzo di interazione se non per questioni di sopravvivenza, è una pacchia potersi affidare completamente. In una situazione rilassata e normale non la pratico la menzogna e nel contempo non la considero possibile da parte delle persone che amo.

Per tutto il resto coltivo il dubbio, 😀 intendo per le cose che non capisco e che stimolano realmente il mio interesse; parlo di questioni non legate alle interazioni umane. In questo caso so come trovare le informazioni necessarie per verificare informazioni dubbie e ci penso da sola a demolire eventuali dati falsati o inesattezze. Sono molto allenata al dubbio per questo motivo; la mia regola è non dare mai niente per scontato.

E’ una faticaccia dover verificare sempre tutto, direte voi, magari anche quello che la gente dà per scontato, ma per me è una questione di sopravvivenza… di necessità imprescindibile. Questo in ambiente militare è effettivamente molto utile, soprattutto nelle indagini. Vado in crisi se non trovo risposte che mi possono aiutare nella verifica della verità e perseguo l’obiettivo con metodo; in quel caso finché non trovo una risposta accettabile, spesso mi dedico a una specie di ricerca ossessiva. Mi fermo solo quando trovo la risposta. Una così negli ambienti istituzionali è pericolosa; lo capirebbe anche uno stupido.

Ah sì, spesso uso parole oscene (non solo parolacce, uso proprio parole oscene e molto colorate, intervallate da rime che i più giudicano divertenti…) soprattutto quando sono sotto pressione per questioni serie o vado in meltdown, ma non mi succede da tanto tempo, soprattutto da quando mi sono licenziata. E’ una reazione incontrollata; meglio qualche oscenità, piuttosto che una reazione fisica, no? C’è chi mena e c’è chi diventa una poetessa dell’osceno. 😀

Preferisco stare da sola e in silenzio. Intendo dire, sempre. Nel senso che potendo scegliere, preferisco stare sola. Non ho sensi di colpa per questo, se a qualcuno venisse il dubbio. Amo le persone ch eamo, ma preferisco vederle a piccole dosi. Loro lo sanno; io le amo anche per questo.

Il silenzio è una condizione necessaria. Per questo ho scelto di lavorare nei boschi e di vivere in una casa isolata nei boschi (finché posso e sto lavorando per continuare a potermelo permettere) A volte ascolto musica a volume moderato, soprattutto quando disegno o dipingo, ma più spesso ascolto degli audiolibri mentre faccio altre cose. Tenermi concentrata su due o tre cose diverse contemporaneamente per me è normale; in questo come Asperger sono decisamente anomala, mi hanno spiegato, purché siano cose che mi interessano veramente. Io le chiamo “le mie ossessioni”. Sono patologicamente ossessionata dai dettagli, in generale. Può essere un pregio, come un difetto. Per me è solo la prassi.

Non riesco a sopportare i volumi alti, le persone che urlano, non li sopporto. Nemmeno la musica più bella del mondo, non riesco a sentirla a volume alto. So che per molti questa è un’oscenità, ma non posso farci niente. Ad un concerto in età adolescenziale sono andata in meldown, ma ho capito perché eche cosa è realmente successo solo due anni fa. Chi era con me ha pensato che fossi anemica… mah. Per me un volume che gli altri considerano normale e piacevole, è alto. Il mio cane che abbaia per me è spesso insopportabile. HO un udito che somiglia a quello dei cani e questo in bosco è utilissimo, ma non in mezzo alla gente.

Il mio cane è bravissimo, abbaia solo per avvisarmi se arriva qualcuno, ma quando lo fa è uno strazio, perché se abbai all’improvviso mi si alza la pressione e mi si sconquassa ulteriormente il cervello (e capite che non sarebbe il caso, no? che già di suo è abbastanza sconquassato); 😀 😀 😀 non è un problema, perché ho tendenzialmente la pressione bassa. 😀 I centri commerciali ed i supermercati per me sono veleno, ma la spesa la devo pur fare, no? Ma poi un’oretta al buio e in silenzio, sempre. Non so stare per troppe ore in un ambiente affollato, soprattutto se è rumoroso e ci sono le luci al neon; detesto le stazioni, gli aeroporti, i luoghi con molte macchine. Odio il traffico, come tutti penso.

Se vado al cinema, ogni tanto devo uscire, perché ho qualche problema con i rumori forti e gli ambienti chiusi che per me sono un mix micidiale. Guardarsi un film con i palmi sulle orecchie ha poco senso. Lo faccio per gli amici, ma di mio non ci andrei MAI!! Quindi il più delle volte mi guardo i film a casa, a basso volume. Lo so, sembra triste, ma vi assicuro che è molto peggio collassare fra le poltrone di un cinema o su un tram, cosa che è già successa per la gioia degli astanti. 😀 (sarcasmo)

Ora, io posso viaggiare, posso fare tutto quello che fa qualsiasi altra persona, ma ho l’estrema necessità di lunghi tempi di recupero quando gli stimoli si fanno eccessivi. Dopo un viaggio in aereo o in treno mi servono due giorni per riprendermi (e non parlo di fusi orari); non per l’aereo o il treno in se, ma perché rimanere chiusa in un abitacolo fra la folla e in un aeroporto o stazione rumorosi mi risucchia tutte le energie. E quando dico tutte, intendo tutte. Ai pub con la musica a palla preferisco un posto tranquillo e poco affollato. Al pub ci vado con gli amici, ma quando raggiungo il limite di sopportazione mi tocca salutare e andare; loro lo sanno e non giudicano. Io me ne vado a dormire, perché devo recuperare.

Detesto i vestiti stretti, le etichette dei vestiti, l’odore dei vestiti sintetici, gli elastici, i colori sgradevoli (ho passato 18 anni con una divisa, cribbio!!!!!). L’unico indumento che ho amato erano gli scarponi. Li amo ancora. Fosse per me, farei la nudista, ma mi hanno educata con certe tare cattoliche, che no, non si fa. Mi limito a stare con vestiti larghi, morbidi e comodi, per ora 😀

E poi, dulcis in fundo, dico sempre, sempre, sempre quello che penso; non è una scelta. E’ una necessità. Non lo faccio ingenuamente o con cattiveria, come pensano molti. Lo faccio perché per vivere devo respirare e devo anche dire quello che penso. Sono sullo stesso piano. Per questo i blog. Tanti blog anonimi, prima dell’ultimo. Altro punto a sfavore se lavori a contatto con la gente; non ho mai omesso di dire (e soprattutto scrivere) esattamente quello che ho pensato in 18 anni di lavoro. Mai! A chiunque, anche ai superiori. Ovviamente le punizioni fioccavano copiose, ma ci ero abituata. E’ strano, perché in teoria il mio lavoro era esattamente quello di far emergere la verità, no?

Mica potevo giustificarmi, anche perché nemmeno io capivo perché sono così. Allora non lo sapevo ancora il perché. 😀 😀 Non potendo fingere, non posso non dire quello che mi ronza per la testa. Risulto stronza, offensiva e pedante; così mi hanno detto e probabilmente hanno ragione. Consapevole, ma non posso esimermi, questo è tutto. Posso resistere per un po’, ma prima o poi da qualche valvola, svalvolo e parte tutto. Ho dei tempismi falsati in questo, nel senso che magari non lo faccio subito e nel contesto appropriato. IL mio compagno mi definisce “mina vagante”. Lui sa. Lui ha le sue ottime ragioni. Lui è un santo.

Ora, nelle interazioni dirette fatico a capire la, mimica facciale; questo mi ha portata a sviluppare un’abitudine opposta a quella che mettono in atto molti Aspergher, ovvero fisso insistentemente negli occhi la gente per cercare di capire cosa pensa, fino a risultare offensiva, probabilmente. Posso capire che si incazzano. Anche a me dà fastidio quando lo fanno con me. Molto fastidio, ma non me ne accorgo. Ovvero, adesso ci sto più attenta in realtà. Spesso ho notato che abbassano lo sguardo imbarazzati, allora capisco che ho fatto la cazzata, ma è sempre troppo tardi. E adesso posso capirlo, mi rendo conto… ma da poco e a me interessa cercare di capire, non lo faccio per metterli in imbarazzo. Ma loro che ne sanno?! Eh… Ci arrivo anche con il tono della voce il più delle volte, ma non con tutti.

Per me le facce sono tutte senza espressione; provate a immaginarvelo. Per questo dipingo animali e piante… le facce io non le so vedere. 😀 Oppure, se non mi interessa cosa pensano, evito di guardarli e allora si incazzano perché non li guardo (questo è tipico degli Aspergher). Un gran casino, insomma. 😀 ma tanto noi non ci vedremo mai, quindi andrà tutto bene, no?!

Per andare d’accordo con me ci vuole pazienza, probabilmente. Ma vi assicuro che anche per una come me ci vuole molta pazienza per vivere i un mondo che non mi somiglia manco per niente. La vita è un viaggio complicato e pieno di insidie e di cose strane, ma io son dell’opinione che nonostante tutto, vale la pena fare del nostro meglio e non mollare.

Quanto ho scritto? Ah sì, troppo, troppo, troppo, come sempre. MI scuso tanto, ma questa volta il tema era richiesto.

“RMFM” – ALBERT1 ®

Gentile Cliente,

la versione di Albert1 ® che ha appena acquistato, al suo attuale livello di evoluzione ed aggiornamento differisce per alcune caratteristiche da quelle precedenti: se ha avuto un Albert1 ® in passato – anche se la maggior parte delle funzioni è rimasta invariata – troverà in questo manuale le indicazioni che La aiuteranno a fruire della migliore esperienza possibile mantenendo invariati gli standard di soddisfazione cui era abituato. La ringraziamo in anticipo per voler leggere con attenzione questo manuale e consigliamo di tenerlo sempre a portata di mano come riferimento, ricordandoLe che la nostra policy aziendale (come riportato sui documenti d’ acquisto) non prevede alcuna assistenza post-vendita e nessuna forma di servizio Clienti. Il corretto funzionamento e la durata della sua interazione con Albert1 ® dipendono solo da Lei.

PARTE 1: CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO

Temperatura d’esercizio: -15°C / +35°C, umidità relativa ambientale: 20% / 90%. Al di fuori di questi limiti, per periodi non superiori alle 8 ore la funzionalità rimane invariata. Per intervalli di tempo superiori non è garantita la piena efficienza.

Albert1 ® è resistente all’ acqua, impermeabile ma non subacqueo. Rispetto alle versioni in commercio sino al 2000, a seguito degli esiti di una nostra ricerca di mercato, la capacità polmonare è stata ridotta a favore di un aspetto più maturo e ad un atteggiamento più pacato. Può quindi sostenere brevi (max. 3′) immersioni a profondità non superiori ai 5 metri. Trattandosi di una delle modifiche sostanziali apportate La preghiamo di considerarla con attenzione.

Albert1 ® non necessita di alcuna manutenzione, provvede in autonomia al reperimento delle risorse necessarie, così come alla sua cura ed alle eventuali riparazioni. Ogni sua eventuale assenza o temporanea irreperibilità è semplicemente indicazione dell’ entrata in “modalità manutenzione“, che in ogni caso non si prolunga – salvo eventi eccezionali – oltre le 8 ore.

PARTE 2: INTERAZIONE

Interagire con Albert1 ® è sempre stato semplice, ma questa nuova versione ottimizzata ed accuratamente riscritta presenta innumerevoli migliorie che – seguendo le semplici regole descritte in questa guida – Le garantiranno un’ esperienza inedita.

N.B.: nonostante la comunicazione sia pienamente bidirezionale, in “real-time” senza ritardi di alcun genere, suggeriamo in ogni caso (come norma generale) di evitare la sovrapposizione di voci durante l’ interazione. Albert1 ® è progettato per ascoltare (o leggere se la comunicazione è in forma scritta) per un tempo illimitato e garantiamo che in fase di ascolto/lettura non tralascia ne’ dimentica nessuna parola o nessun concetto gli venga comunicato. Un tasso di dispersione dello 0,5% in particolari fasi di disattenzione (generalmente poco prima di entrare in “modalità manutenzione”) è considerato accettabile. Per questo motivo si consiglia di comunicare quello che si desidera senza preoccuparsi della lunghezza e/o della complessità del messaggio. Albert1 ® prenderà buona nota e comprenderà – analizzando in tempo reale – tutti i concetti trasmessi. Al fine di evitare spiacevoli malfunzionamenti Le raccomandiamo per lo stesso motivo di rimanere in silenzio e prestare attenzione a quanto comunicato in risposta. La programmazione di Albert1 ®, per permetterLe di scegliere la modalità migliore caso per caso, prevede che (mentre in ascolto/lettura non ci sono limiti) la sua comunicazione verbale sia estremamente sintetica e breve e quella scritta sia invece più articolata.

Nonostante tutti i nostri sforzi per migliorare questo aspetto, il “multitasking” di Albert1 ® è rimasto quello delle versioni precedenti (se ha necessità di elaborare un numero maggiore di processi contemporanei, Le consigliamo di contattare un nostro Agente e valutare i modelli di sesso femminile): esclusi ovviamente i processi vitali ed autonomi in background, Albert1 ® non è in grado di gestire più di due operazioni nella stessa unità di tempo. Eviti pertanto di sovraccaricarlo con un numero superiore di compiti in parallelo. In questo caso, verrà comunque avvisato da un apposito messaggio vocale (“me stai a cacà er cazzo“) che Le darà modo di ridurre il carico di richieste.

Insieme alla virtualmente illimitata capacità di ascolto e comprensione, Albert1 ® è dotato di una tolleranza estrema: questo particolare aspetto è stato da noi introdotto a seguito di diversi inconvenienti occorsi con le versioni precedenti. Il nostro Team ha infatti rilevato che la soglia di irritabilità era tarata ad un livello troppo basso per un esemplare di produzione commerciale. In alcuni casi questo ha fatto si che in passato il tempo intercorrente fra il messaggio “me stai a cacà er cazzo” e quello “m’hai cacato er cazzo” (che indica l’ irreversibile passaggio alla modalità “attacco“) risultasse pari a zero. Ciò ha portato inevitabili e a volte spiacevoli disagi dal punto di vista sociale sia agli esemplari interessati che ai Clienti.

In ogni caso, abbiamo innalzato al massimo livello possibile questo particolare “trigger”. Può quindi confidare nella stabilità assoluta del Suo nuovo Albert1 ®. La sua modalità “attacco” (sempre preceduta dal messaggio di “warning” indicato) viene attivata esclusivamente in caso di reale minaccia fisica diretta allo stesso Albert1 ®, a Lei, o ad uno degli altri 5 soggetti (massimo numero di terzi inseribili, esseri umani, animali, oggetti) che avrà a suo tempo indicato nella apposita sezione del modulo d’ordine come “Beni da proteggere”.

Il Suo Albert1 ® si trova perfettamente a suo agio e svolge pienamente le sue funzioni in ogni situazione sociale o ambientale. Dal punto di vista fisico, nei limiti delle condizioni operative di cui alla parte 1, si adatta agli ambienti metropolitani, a quelli rurali, a quelli montani o marini senza bisogno di modifiche. “By design”, è preferibile non introdurlo in luoghi eccessivamente affollati o eccessivamente rumorosi (es. discoteche, sale d’attesa, uffici postali, file in genere): in questi casi, la sovrapposizione di “input” contemporanei potrebbe innescare precocemente la già descritta modalità “attacco” (per le conseguenze della quale teniamo a ricordarLe di aver già sottoscritto una completa assunzione di responsabilità).

Caratteristica peculiare di ogni versione di Albert1 ® rimane l’ estrema coerenza, che sommata ad una particolare memoria analitica con sistema a celle intercomunicanti, lo rende affidabile e costante per lunghissimi periodi: nell’ impossibiltà di dotarlo di una vera e propria “coscienza” abbiamo optato in sede di progettazione per una collaudata logica binaria. Nonostante la capacità di comprendere, interpretare ed esprimere a sua volta innumerevoli sfumature concettuali, il risultato di ogni sua elaborazione sarà sempre univoco e tale rimarrà. Inoltre, nei rari casi in cui autonomamente o per induzione realizzasse di aver commesso un errore, provvederà senza necessità di ulteriori interventi a riconoscerlo e comunicare l’ inconveniente.

Le auguriamo una lunga e soddisfacente coesistenza con il Suo nuovo Albert1 ® e le ricordiamo ancora una volta che il nostro rapporto si è concluso con la consegna del Suo esemplare. Abbiamo in ogni caso provveduto a dotarlo di un pacchetto illimitato di risorse interne, pertanto ogni Sua richiesta di variazione (entro i limiti imposti dal “firmware” non aggiornabile), di chiarimento o di assistenza potrà essere inoltrata e direttamente gestita dall’ esemplare stesso, che provvederà anche ad illustrare ogni aspetto non coperto dalla presente guida.

CORSO PRATICO PER CAPIRE PERCHE’ “QUEL QUALCUNO” TI STA TANTO SULLE PALLE

https://elenagozzer.wordpress.com/2022/08/04/corso-pratico-per-capire-perche-quel-qualcuno-ti-sta-tanto-sulle-palle/

Lo so, oggi qui ho già postato, ma sono un essere metodico e faccio tutto secondo schemi precisi; domani non posso postare, perché nel mio schemino mentale devo fare altre cose, quindi abbiate pazienza. 😀

Il post segue al corso pratico sull’ansia da prestazione… 😀 😀

Con quest’idea di catastrofe imminente

Si dice che più si presagisce il peggio, e più il peggio si organizza per sorprenderci; se questo detto è vero, con tutte le previsioni catastrofiste che ho sentito fare negli ultimi tempi, è probabile che ci estingueremo come specie nel giro di poche settimane e che probabilmente con noi porteremo anche il Pianeta che ci ospita, perché anche quello verrà irrimediabilmente spazzato via dalle nostre tecnologie atomiche.

Se invece prevarrà la mia personalissima previsione, ce la sfangheremo, in qualche modo, anche se non so ben capire come. Per ora c’è da dire che l’aria non è né troppo calda, né troppo fredda; dal rubinetto esce acqua potabile e stamane mi sono fatta una doccia tiepida, dopo un lungo giro nei boschi in ottima compagnia, su sentieri ben tenuti e avvistando fauna di ogni specie, evidentemente ben gestita, in boschi di conifere miste a faggi che hanno un’età che sfiora i duecento anni, evidentemente ben gestiti anche quelli.

Al rientro ho anche raccolto dei pomodori maturi e delle zucchine dal mio orto e ho notato che il basilico cresce rigoglioso anche senza continue innaffiature. Mi sono resa conto che il vicinato è silenzioso e ho pensato che è meglio così, che se parlano sparano solo previsioni catastrofiste perché hanno tenuto il televisore acceso tutta la notte e le condiscono con una lunga lista di lamentele.

Diciamo che qualcuno ha ottimi motivi per lamentarsi, perché la salute ultimamente li ha traditi… o forse loro hanno tradito la loro salute, ma che lamentandosi non è che riduce tali motivi; semmai li incrementa.

Adesso mi metto al lavoro e non mi importa se morirò fra pochi minuti, perché qualcuno ha lanciato un missile terra aria con testata nucleare; io i miei ultimi giorni me li voglio vivere sereni fin dal primo giorno di vita, esattamente come ho sempre vissuto, nonostante le tragedie che tutti vivono, nonostante i lutti, le malattie, le difficoltà economiche, nonostante i cali di motivazione che tutti vivono, nonostante i limiti e le fragilità che mi sono propri e che sono molti e limitanti e che tutti hanno, seppure diversificati, così com’è diversificata la fauna umana. Ma certo non aggiungo situazioni miserevoli con previsioni devastatrici alla mia anonima esistenza; questo non lo farò mai! Perché se un difetto mi manca, quello è il masochismo fine a se stesso. Mi limito a vivere nel presente, come suggeriscono le migliori scuole zen, con la differenza che lo faccio in autonomia, senza che nessun maestro mi abbia mai iniziato.

A tal riguardo mi aiuto e non ho un televisore oramai da anni, non leggo giornali oramai da anni, non accendo le radio italiane oramai da anni e non bazzico sui canali social che parlano di attualità e politica oramai da anni. Eppure le notizie catastrofiste mi raggiungono comunque; mi chiedo in che stato sarei ridotta se non prendessi tutte le precauzioni per tenermi lontana dai condizionamenti mediatici. Praticamente leggo libri scritti da almeno dieci anni e più, se cado nella tentazione di fare l’opinionista è su questioni che non interessano a nessuno, quindi ho poco successo e mi dedico solo alle cose belle… perché se è vero che la vita è breve, (e lo è, a prescindere dai catastrofismi odierni) non vedo perché devo rovinarmela con il peggio, tralasciando di godermi il meglio.