COME NON VENDERE UN SISTEMA DI ALLARME.

Leggendo l’ultimo post di Lezzy pensavo alla paura come strumento di marketing, e mi è tornato in mente un episodio di qualche settimana fa che mi diverte raccontarvi.

Da qualche anno esiste in Italia una Società che progetta, vende ed installa sistemi di allarme residenziali e commerciali integrati. Fanno anche la pubblicità in TV e in Rete, non vi sarà difficile capire che parlo di quella ditta il cui nome in italiano sarebbe qualcosa come “Moltosicuro”.

E’ un network molto strutturato, hanno anche venditori “porta a porta” dotati di materiale informativo, attrezzature di prova, molto ben preparati. La stessa cosa di quelli che vendono i depuratori d’acqua dopo avervi dimostrato che la vostra acqua potabile è in realtà un veicolo di qualsiasi cosa, dalla salmonella ai metalli pesanti passando per la radioattività, e invece la loro è pura acqua di fonte e pure frizzante, pensa un po’.

Il loro sistema fa leva fondamentalmente sull’ instillare il terrore di intrusioni nella vostra casa (o nel vostro negozio), perchè “in zona aumentano questi fenomeni ed i vostri beni vanno protetti adeguatamente“. Poi propongono tutta una serie di marchingegni cinesi del cazzo che messi insieme formano un “sistema infallibile” contro i ladri, che suona, strilla, strepita, accende le luci, spara cortine fumogene, avvisa voi, le guardie, tutti vostri parenti fino al quarto grado ogni volta che qualcosa lo fa scattare. Roba da vivere nell’ ansia peggio che quando non ce l’avevi.

Si dà il caso che la zona dove vivo sia abbastanza refrattaria agli eventi criminosi, questo per vari motivi:

  1. E’ scarsamente popolata oltre che sconosciuta ai più;
  2. E’ fondamentalmente una lunga via senza uscita alla estrema periferia della città: chi entra se non è “di zona” viene subito inquadrato;
  3. Le poche case e baracche presenti sono comunque abitate da gente ufficialmente priva di reddito e/o particolari indicatori del medesimo (ivi compreso il sottoscritto), diciamo che non è propriamente Parioli, via;
  4. Tra gli indigeni oltretutto, una buona parte è gente che i furti li fa e non li subisce (e come dice il vecchio adagio, i ladri non rubano a casa loro).
  5. Siamo organizzati con una chat di gruppo su Whatsapp dove si segnala qualsiasi fatto degno di nota accada dall’ imbocco della strada (ultimo baluardo di civiltà) fino al suo naturale termine in un fosso sotto il Grande Raccordo Anulare: ci sono “vedette” attive praticamente ad ogni ora del giorno e della notte e ciò è molto utile sia a chi vuole stare in pace che a chi ha qualcosa da nascondere in fretta. Io sono fra quelli che vogliono stare solo in pace ma contribuisco comunque volentieri, così come ne usufruisco.

Da qualche anno a questa parte però, nella fascia iniziale della via in questione sono state costruite delle piccole palazzine e c’è stato un aumento di abitanti “normali”: questo ha fatto sì che la zona venisse “attenzionata” dai venditori dei sistemi in questione, che hanno cominciato a provarci pure qua.

Il periodo pre-estivo è fra i migliori per una vendita rapida di queste cose, quindi questa primavera una delle loro automobiline ha cominciato a girare da queste parti.

Saranno state le 18:30 di un sabato dello scorso maggio quando ho visto il Cane drizzare le orecchie e puntare il cancello. Mi affaccio, e vedo una macchina bianca ferma fuori. Sento uno sportello chiudersi e vedo una figura sbirciare attraverso la recinzione. Probabilmente cercava un citofono o un campanello (che non ho) e con l’occasione guardava dentro.

Sapevo già dalla chat di cui sopra che una Renault Clio bianca e rossa (con tanto di indicazione della targa e numero degli occupanti a bordo) si stava fermando ad ogni cancello, segnalata come innocua ma comunque da tenere d’occhio. Grazie WhatsApp.

Era l’ ora della passeggiata, quindi colgo l’occasione: aggancio il Cane al guinzaglio e mi incammino verso il cancello… apro, esco e me lo chiudo alle spalle, aggirando la macchina ferma davanti. Poi comincia la scena:

Buonasera, cerca qualcuno” ?

Lei abita qui” ?

No, stavo qua in ciavatte a cambià aria… secondo te” ?

Ah, no, scusi, non mi fraintenda… sono della ‘Moltosicuro’, certamente ci conosce“…

La ditta la conosco di nome, ma a te no. Cerchi qualcuno, te sei perso qualcosa, che te manca” ?

Senta, io sto lavorando, sono qui per aiutarla, lei lo sa che in questa zona i furti nelle abitazioni stanno aumentando” ?

No. Non lo sapevo. So solo che l’ ultimo che ha provato a entrare qua dal vicino mio l’hanno portato via quelli der 118. Che te serve” ?

Volevo sapere se era interessato a valutare un nostro sistema completo che“…

No. Grazie. Sei entrato nella via ventidue minuti fa, ti sei fermato… famme fà er conto… dodici volte, dieci volte hai trovato solo cani, una t’ha aperto un vecchio col bastone che parla solo rumeno, una è questa qua. Abbastanza completo come sistema” ?

Va bene, le lascio comunque un biglietto, se ci ripensa“…

Grazie, non credo, ma grazie. Mò per favore sposta la macchina che fra un po’ mi arriva gente. Ah, più avanti la strada è chiusa, ti conviene fare inversione qua che è più largo se no te la devi fare tutta a retromarcia. E ti sconsiglio di andare avanti che quello in fondo ha i maremmani sciolti ed è sordo“.

Ok, grazie e scusi il disturbo, arrivederci“.

Ciao“.

Io amo queste cose. Sono le mie piccole soddisfazioni. Me le sono coltivate e quando capita me le godo tutte.

😀