“VILLAGGIO FUGADAPOLIS”: UN PROGETTO.

Questa cosa è nata così, nei commenti, e quello che segue stavo per scriverlo proprio in un commento a questo post, ma poi ho pensato di farci un articolo. Spiego il perchè: è comunque un altro pippone mentale nel quale mi piacerebbe coinvolgervi, una specie di sogno collettivo che almeno virtualmente sarebbe bello costruire con voi. Io dico come la vedo io, poi espongo le “criticità” e poi vediamo insieme le idee (anche completamente diverse, al solito la mia è solo una “traccia”) e le possibili soluzioni.

A titolo di “comunicazione di servizio”, preannuncio che da dopodomani mi tolgo dalle palle per un po’. Non vado da nessuna parte ma mi ritiro una decina o forse una quindicina di giorni a casa, dove la connettività scarseggia e la tecnologia scoreggia e dove ho diverse cosette da fare tipo finire di pitturare i muri dentro e fuori che avevo iniziato l’ anno scorso poi mi sono rotto le palle e ho lasciato tutto a metà. Quindi non potrò permettermi chissà che scrittura e mi limiterò a fare lo spettatore, qualche commento ma niente “pipponi” (meno male, aggiungo 😉 ). Conto su di voi per l’ alimentazione del Blog e mi raccomando fate i bravi ma soprattutto fate come cazzo vi pare. E non c’è bisogno che ve lo dica.

Vado col copiaincolla del commento che è diventato un post:

Or che ci penso, già il nome, che poi è “fuga dalla città” ci sta tutto.
Un’ isola non so, tanto l’ importante è alleggerire la “pressione sociale”.
Lo vedo più come un appezzamento non distante dai servizi essenziali, abbastanza grande da garantire un terreno di 10.000 mq per ogni nucleo familiare: dei quadratoni da 100 metri di lato intersecati da stradoni larghi abbastanza da fornire una corsia per senso di marcia per le auto, una per le bici e due marciapiedi comodi. Almeno due ingressi su strada principale ed in prossimità di questi degli spiazzi (non parcheggi, ognuno parcheggia a casa sua il cazzo che gli pare, auto, camper, camion, barche, elicotteri) da usare come luoghi di ritrovo comuni o per organizzare cose tipo feste, mercatini, roba così. L’ accesso a tutto il comprensorio dovrebbe essere solo da questi due varchi.
A livello costruttivo, poi, ognuno dovrebbe progettarsi e costruirsi (nel suo quadratone) quello che preferisce per campare. Vuoi fare la villa, vuoi fare il castello, vuoi fare la baracca, vuoi metterci una roulotte, vuoi farci la baita in legno ? Come vuoi, basta che la piazzi esattamente al centro del quadratone: tutto intorno (tranne che per il cancello d’ entrata singolo) il perimetro dovrebbe essere coperto da alberi o siepi alte in modo che non si veda una mazza di quello che ci hai fatto dentro.
Bello, brutto, non ci frega un cazzo. Ognuno il suo.
Idem col terreno intorno: ci vuoi fare l’orto ? Ci vuoi la piscina ? Un enorme prato ? Una coltivazione di canapa ? Lo lasci così e ci fai crescere le erbacce ? Sti cazzi. I quadratoni devono essere separati su ogni lato dagli stradoni anche perchè se un giorno decidi di dare fuoco a tutto non attacca ai “vicini”. 😉
Poche semplici regole così, e dovrebbe essere facile realizzarlo.

Il vero problema, che merita studi approfonditi, è quello che affligge ogni realtà di questo tipo: il “condominio” maledetto.
Dobbiamo trovare il modo di eliminare completamente ogni genere di spesa comune. Perchè sono quelle che uccidono nel tempo ogni progetto di convivenza: possiamo amarci tutti alla follia, praticare il sesso libero, scambiarci le macchine e le verdure, ma quando ci stanno di mezzo le “spese condominiali” tempo un anno e ogni idillio finisce. Con le giuste distanze ed una ragionevole tolleranza reciproca i problemi di vicinato si superano (l’ abbassamento della pressione sociale di cui sopra, se fra casa mia e la tua ci stanno 150 metri e due file di siepi da due metri e mezzo per me puoi anche fare un “rave” ogni sera), ma se anche una piccola parte dei miei interessi dipende dai soldi di qualcun altro sono cazzi.

Qui vi voglio, perchè io non ho idee. Nel suo quadratone ognuno si gestisce come vuole e vabbè: utenze, manutenzione, spese, a ciascuno i cazzi suoi. Ma le parti comuni ? L’ illuminazione e la manutenzione delle strade, ad esempio, oppure la corrente per i cancelli dei due ingressi… come si può risolvere ? Facciamo il caso reale, mettiamo che ci andiamo a stare proprio noi che scriviamo qui (sarebbe quella l’ idea): io stesso potrei partire con tutte le migliori intenzioni e contribuire per la mia parte al fondo comune per queste faccende, ma so già che prima o poi mi troverei in difficoltà e vuoi per un mese, vuoi per un anno, mancherei di versare la mia “quota” mettendo così nella merda tutti gli altri. Perchè non funziona il cancello ? Perchè quel tapino di Albert1 sono sei mesi che non mette i soldi per la corrente e ce l’hanno staccata.

No, così non va.

Come si può fare ? Ci deve essere un modo: guardate che non è una cazzata, eh ? Se troviamo la soluzione qui, ci danno il Nobel per la pace. E’ un progetto, ma è anche una metafora di vita sociale.

Jova Bitch Party

Eh, no, Jovanotti. Non funziona così. Non funziona che quando ti pare sei “ecologista”, quando non ti pare no.

Non si sparano decibel di rumore su una spiaggia e dentro un mare. Anche tu hai la morale del fascista: gli altri devono attenersi a delle regole, ma quando tocca a te farlo, ti incazzi. Ma vaffanculo, ipocrita ignorante prepotente fascista. Anche tu sei uno dei tanti che in questo periodo ci hanno dimostrato quanto i loro “pensieri” non fossero tali, da ultimo.

No, non erano pensieri, quelli, erano solo ripetizioni di cose sentite da altri, di cui non si è mai compreso il vero significato.

Dunque le tue idee, in definitiva, non valgono un cazzo. Non parlare che tanto quel che dici vale zero, sia in un senso che in un altro.

Tu non hai mai pensato in vita tua, subumano.