PERSONE INTERESSANTI – DONATO C. E ANGELO A.

Come credo chiunque al mondo (tranne per l’ eremita ideale che vorrei ma non riesco ad essere), incontro e conosco continuamente persone. E’ normale, quando si è vivi. E sempre come penso avvenga per chiunque, sono molto poche fra queste quelle che si possono definire “interessanti”.

Il mondo è pieno di persone interessanti, beccarle dipende molto dalla fortuna, il caso, l’ambiente, i fattori sono tantissimi… fattori ai quali va aggiunto che l’ interesse è una cosa puramente soggettiva: chi è interessante per me può non esserlo per altri e viceversa. “Legge dell’ Attrazione” a parte, per me quando succede rimane sempre una botta di culo.

Di questi tempi poi c’è da distinguere l’ incontro “virtuale” da quello “fisico”. Esempio di incontri interessanti sul piano “virtuale” è questo Blog qui: di questo abbiamo già parlato (scritto) a suo tempo, se siamo qui è perchè ci interessiamo a vicenda. In un certo senso è più facile, ma nemmeno tanto.

Questo post, che come al solito racconta un po’ di cose mie poi apre alle vostre, si dedica invece al mondo “fisico”.

La domanda è: tralasciando parenti più o meno stretti, amici di vecchia data, coniugi e amanti vari, vi vengono in mente una o più persone che avete conosciuto più o meno per caso e che vi hanno “interessato” ? E cosa è che vi ha interessato di loro ?

Per dare un’ idea, parlo qui di due persone che (contrariamente alla stragrande maggioranza di quelle che mi capita di conoscere) mi hanno fatto venire voglia di approfondire. Casualmente, sono tutte e due legate ai cani, la cosa che ci ha fatto incontrare.

Il primo è (purtroppo “era”, perchè ci ha lasciato troppo presto) Donato C.: ho conosciuto Donato nei primi anni 2000, dopo aver chiesto ad un’ amico il contatto di un medico veterinario “serio”. Andando sempre in giro non ne avevo uno fisso e dopo esser stato preso per il culo (e salassato) una volta di troppo da mille cliniche di venditori di terapie, volevo qualcuno di cui fidarmi. Con Donato ci siamo “presi” subito: un ambulatorio seminascosto in una zona periferica di Roma, aria dimessa, tono colloquiale e zero formalità. Appena tirato giù il cane dalla macchina lui lo guarda, prende il guinzaglio in mano e mi fa: “aspetta un attimo qua, me lo porto a fare un giro qui intorno, se arriva qualcuno non farlo entrare, torno subito“. Tornano dopo qualche minuto, il cane tutto contento, entriamo. Mi dice: “dispiace se fumo” ? Si siede per terra in un angolo, si rolla un cannone da record squagliandoci ad occhio un mezzo grammo di fumo, accende, tira e continua: “allora, il cane sta bene, per gli anni che ha sta più che bene. C’è solo questa displasia dell’ anca, questa razza ne soffre. Finchè cammina da solo non ti preoccupare, però tieni conto che si abbasserà sempre di più sulle zampe di dietro e che prima o poi non le muoverà più. Quando succede, forse fra sei mesi, forse fra un anno, torna da me e vediamo che si può fare. Vuoi fare un tiro” ? – “No, ti ringrazio, ho smesso“. – “Bravo“. – “Ok, grazie allora, quanto ti devo” ? – “Niente, prossima volta. Ma l’ hai visto quel pappagallo là fuori” ? – “No, quale pappagallo” ? (non c’era nessun pappagallo) – “Mi sa che lo vedo solo io, ma prima o poi lo acchiappo“.

Tanto bastò a rendermelo interessante nel senso che intendo qui. Da lì in avanti non solo fu l’ unico riferimento per la cura degli animali, ma divenne anche il mio medico di fiducia. Per capirci, il tipo dove nei film si va a farsi estrarre la pallottola per non dover rispondere a domande indiscrete in ospedale. Usava un mix di tecniche e farmaci tradizionali, naturali, omeopatici, qualsiasi cosa, mancava solo la magia. Inutile dire che il cane (quando poi la displasia arrivò all’ apice) me lo rimise in piedi, che me ne “salvò” diversi altri (sia miei che di amici) e che fu sempre molto più che onesto, chiedendo sempre solo lo stretto indispensabile e spesso regalandomi le medicine (se servivano) che pescava dai campioni omaggio che gli lasciavano i rappresentanti. Non era onnipotente, lui stesso mi disse: “se hai un’ emergenza di notte, non venire da me, vai in una clinica 24h: ti fanno un culo così ma il cane di solito te lo salvano. Ma solo se è un’ emergenza vera, se no aspetta la mattina e vieni qua“. Mi sono sempre fidato ciecamente di lui ed ho sempre fatto bene. Siamo diventati amici e ci siamo aiutati a vicenda ognuno per quello che poteva. Quando è morto mi ha lasciato un vuoto enorme, e ancora sto cercando qualcuno che ci si avvicini, ma senza successo.

Il secondo caso è quello di Angelo A.: Stranamente come aspetto fisico è molto molto simile a Donato. Tipo sportivo, niente canne, ma l’approccio è stato lo stesso. Angelo è un addestratore di cani, proveniente da una famiglia di addestratori ed ha un posto qui a Roma dove fa di tutto: pensione, scuola, dog-sitting. L’ ho conosciuto perchè avevo bisogno di una mano con il mio nuovo amico Cane, dal passato sconosciuto e dal carattere particolare: ammetto di aver preso una “scorciatoia”, ma avevo necessità urgente di colmare il vuoto di quel minimo di addestramento necessario alle cose di base. In due ore (dico due) abbiamo risolto. Non è un addestratore, è uno psicanalista. Sia umano che canino. Niente “trucchi”, niente collari a strozzo, niente cose strane. Si vede che sa quello che fa, basta fidarsi, fare come dice e funziona tutto. Abbiamo poi continuato a vederci, un po’ per affinare alcune cose, un po’ per il gusto di chiacchierare. E chiacchierando ho avuto la conferma che è una persona “interessante”. Ho saputo che ha mollato un percorso ventennale di gare, mostre, esibizioni (roba a livello internazionale) per dedicarsi solo a quel suo posto e fare quello che dice lui come dice lui. Meno soldi, meno “fama” (sì perchè come in tutte le discipline ci sono anche gli addestratori famosi e lui lo è stato), ma la libertà di portare avanti i suoi metodi ed i suoi interessi come cazzo gli pare, senza vincoli formali. A me sta simpatico, a mia moglie pure, al cane anche, credo che nascerà qualcosa di buono.

E voi, chi avete conosciuto di “interessante” ?