RIFLESSIONI DEL VENERDI

Ero lì che pensavo a cosa scrivere oggi, e di argomenti ne avevo parecchi (uno per esempio era un pensiero alla “giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, ma abbiamo già estensivamente parlato delle varie “giornate del” e mi pare che le abbiamo sistemate).

Mentre rimuginavo, uno scambio di battute su un gruppo Telegram di cui faccio parte mi ha fatto accendere la lampadina. In breve si tratta di un gruppo di discussione tecnico su argomenti legati al mondo dei decoder satellitari con sistema operativo Linux: i partecipanti sono tutti “genietti” dell’ informatica, ovviamente, e poi ci sono anche semplici utenti che fanno domande. Uno di questi ultimi ha posto una domanda del tipo “come si fa a fare questo” e tutti i genii hanno risposto all’ unisono “non si può“. Invece di placarsi, l’utente ha detto “ma se per questo tipo di funzione si può fare, perchè per quest’ altra che è simile no” ? E allora è cominciata una specie di lotta fra i genii a chi era più esperto e su e giù e sapete come vanno ‘ste cose.

A un certo punto sono intervenuto e ho scritto: “senti: se qui cinque ‘guru’ ti hanno detto di no, è inutile che insisti. Sono certo che si possa fare quello che dici, perchè con i computer si può fare tutto tranne mangiarseli e trombarseli. Quindi ti rimane solo una cosa da fare: sbatti la testa su quel decoder e sperimenta fino a che non ci riesci. Quando hai fatto, se ti va, torna qua e spiegalo a tutti. Solo così si va avanti“.

La lampadina che mi si è accesa è relativa al seguente fatto, la cui granitica verità mi era sfuggita sinora e mi è arrivata addosso come un treno tutta insieme. Uno dei più grossi problemi dei nostri tempi è che:

NON ESISTE PIU’ LA SPERIMENTAZIONE.

Esagero, dite ?

Pensateci un attimo, pensateci due volte. Io questa cosa la riscontro in quasi tutti gli aspetti della vita, della scienza e persino delle arti. E’ come se ormai si fosse spenta una fiamma, e si cercasse solo di tenere viva la brace smuovendola il più possibile, ma senza mai aggiungere nuova legna. (Cazzo, ultimamente mi escono delle metafore incredibili 😉 ).

Quanto tempo è che non si “inventa” nulla di veramente nuovo ? Che non si “scopre” qualcosa di mai visto prima ?

E’ solo un continuo migliorare (a volte con effetti contrari) le cose geniali che già esistono da un pezzo: un cercare di renderle più efficienti, più economiche, più belle o più funzionali, ma alla fine un’ automobile è sempre un’ automobile, un computer è sempre un computer, un cellulare è sempre un cellulare. L’ ultima cosa in un certo senso innovativa dal punto di vista informatico – per esempio – è il “tablet”: ma quanti anni sono passati dal primo iPad ?

Sembra come se qualcuno ci avesse costruito un recinto intorno e ci avesse detto: “qui dentro fate il cazzo che vi pare, questi sono i giocattoli e badate che sono parecchi. Ma non vi azzardate nemmeno a guardare fuori o peggio a provare ad uscire: non c’è niente per voi fuori da qui“.

Il problema secondo me è proprio l’ abbondanza di “giocattoli”: volendo esplorare ad esempio tutte le potenzialità di uno smartphone di nuova generazione, una persona con la giusta attitudine ed una sufficiente capacità tecnica potrebbe starci sopra un anno. Distratto dal giocattolo, perderebbe così una marea di tempo che invece potrebbe dedicare alla ricerca di qualcosa di “nuovo”, sempre mettendo a frutto la stessa attitudine e le stesse capacità. Invece ci accontentiamo. Abbiamo abbassato l’asticella dell’ innovazione: ormai non gridiamo più “Eureka” ! quando scopriamo qualcosa… per “esultare” ci basta esser riusciti a cambiare l’immagine del profilo WhatsApp.

Come al solito, questo non vuole essere uno sproloquio solitario: mi piacerebbe approfondire con voi, capire se è solo una mia impressione o anche se avete visioni diverse in merito. Io per primo mi sono accorto di aver in un certo senso “smesso” di sperimentare, in un momento imprecisato, forse non tutto insieme ma gradualmente, mi sono come “accomodato” nel recinto con tutti i vari gingilli senza più guardare oltre (segue “amarcord” autoreferenziale e a tratti “sborone” che volendo potete saltare a piè pari): eppure sono quello che appena ha scoperto i comandi “SYS” sul Commodore 64 se li è provati tutti dallo 0 al 65535 per vedere cosa facevano, sono quello che ha scritto il primo (ed allora unico) client di posta elettronica “offline” (un po’ tipo Outlook) per AmigaOS nel 1992, sono quello che spaccandosi le palle degli occhi e spipolando con un ancora acerbo pseudolinguaggio (il PHP) ed un ancora zoppicante motore database (MySQL) ha “partorito” il primo (per l’epoca) programma gestionale basato sul web, cosa che ad oggi è la norma. Poi di quello mi hanno fottuto l’idea, ma questa è un’ altra storia. Non dico di aver veramente “inventato” qualcosa, ma almeno ci sono andato vicino (fine dell’ “amarcord”)

E allora, perchè oggi non è più così ? Mi sono “fatto vecchio” ? Forse. Oppure c’è altro ? Una cosa sicura è che prima la sperimentazione mi era molto più “necessaria”: ad esempio che me ne faccio oggi di un client di posta elettronica ? O di un gestionale su misura ? Ce ne sono a milioni… è tutto disponibile, perchè affannarsi ? Ma, uscendo dall’ ambito personale, il dilemma è ben più grande: possibile che ormai sia stato “inventato” tutto ? Possibile che a tutti sia passata la voglia di guardare oltre i limiti ? E questi limiti, se davvero ci sono, sono reali, ce li siamo messi da soli, o ce li hanno imposti ? E se è così, chi ?

L’ avevo detto che si trattava di riflessioni… hai voglia a riflettere ! 🙂

Vabbè, dai, c’è tutto il fine settimana davanti: qualcosa uscirà.

P.S. non so nemmeno se sono riuscito a spiegarmi, capita quando scrivo di getto… abbiate pietà, in fondo forse sto “sperimentando”.

12 pensieri riguardo “RIFLESSIONI DEL VENERDI”

  1. Commodore 64, DOS, i primi Windows: di esperimenti ne ho fatti a centinaia. Alcuni riusciti, molti no.

    Ma nel mondo attuale, un mondo del “tutto e subito”, un mondo con la risposta ottenibile con un clic, un mondo dove basta andare su Wiki/Google per avere qualsiasi informazione… i ragazzi perdono la voglia di sperimentare, e cercano la pappa pronta.

    Preparata ovviamente da qualcun altro.

    1. Quello che più mi fa incazzare (e che non mi spiego) è che proprio tutta questa abbondanza di “pappa” dovrebbe spingere ed aiutare ad “andare oltre”… voglio dire, se ai tempi che tu conosci bene (ormai mi è più che chiaro che siamo “fratelli di nottata” davanti agli schermi) avessimo avuto un decimo delle risorse che ci sono oggi, probabilmente saremmo volati su Marte, altro che cazzi.
      Cos’è che “frena” adesso ?

      1. Non c’è la necessità di avere qualcosa di nuovo. Per i bisogni che abbiamo ora ci basta e avanza quello che c’è.
        PS. Lo smartwatch non la consideri un’ innovazione?

      2. Andrea: allora siamo in due 😉

        Speranza: beh, sicuramente è un passo avanti (lo smartwatch, intendo), ma più che di “innovazione” parlerei di “evoluzione”. L’ idea in se’ non è niente di nuovo: se ci pensi, molti film e telefilm anni ’70 (se non ’60) erano pieni di gente che “parlava” negli orologi da polso o che li usava per fare le cose più strane… 😀 Diciamo che l’evolversi della tecnologia ha reso possibile realizzare (anche se solo in parte) alcune delle “visioni” che già avevamo mezzo secolo fa.
        Ciò di cui lamento la mancanza sono proprio le “visioni”, non solo in campo tecnologico. Perchè non riusciamo più ad immaginare (che poi è il primo passo per “realizzare”) qualcosa di davvero nuovo ?

  2. Perché ci sono le “macchine” che pensano per noi.
    I ragazzi nati dal 2000 in poi non sanno scrivere in corsivo, ma parlano in corsivo. Tra qualche anno non sapranno neppure mettere la loro forma su un documento perché c’è la firma digitale. La gente ormai pensa soltanto al modo per fare soldi in fretta e senza troppa fatica.

    1. Questo è un punto, ma le “macchine” le abbiamo create noi. Il che vorrebbe dire che ce lo siamo messo in culo da soli.
      Possibile ? Si, possibile.
      A questo punto invoco le leggi della robotica di Asimov. 😉

  3. Ci passo ore a parlare di queste cose sui miei blog, almeno da sette anni; l’invito alla creatività è un mio leitmotiv, ma pare non venga colto, perché creare costa consapevolezza (questa esce sempre) e fatica e oggi la gente è “stanca” e pigra; non puoi far fare i cento metri a un pigro… non li farà mai. E siamo stati educati alla pigrizia, mentale innanzitutto, proprio da quei giocattoli di cui parli. E anche fisica… e per creare devi essere anche un po’ in forma, perché ci vuole energia. Per creare poi si deve avere una spinta emotiva potente, mentre oggi di potente c’è solo il pollice che si allena sul telecomando, o l’indice che muove cristalli liquidi. UN po’ poco. Mettici anche il senso di frustrazione diffuso (annesso alla depressione o male di vivere) dato dal fatto che l’essere umano è un essere fatto per muoversi fisicamente e per mettersi alla prova mentalmente, ma non lo fa più da tempo… ed il risultato è quello che vediamo, che viviamo. Nessuno inventerà più nulla, a meno che non sia spinto da chi ci vuole esattamente come siamo.

  4. Oggi dicevo alla mia compagna che era incredibile che non si fosse ancora inventato un metodo standard per riscaldare le case col sole (se fossi un ingegnere l’avrei fatto io!). Se in macchina con questo sole fa caldo… si può fare in maniera che la stessa cosa succeda nelle case. Ma non succede! E ce le dobbiamo tenere all’ombra e accendere il riscaldamento! Folle! Quando il calore è lì a portata di mano! Andassero affanculo i potenti del mondo che vogliono che ciò accada per mangiarci sopra…

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