“FUGADAPOLIS FUND”: STUDIO DI FATTIBILITA’

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” (cit.)

C’è una cosa che mi gira in testa da qualche tempo e siccome “le coincidenze non esistono”, ci stavo pensando intensamente proprio in questi giorni e proprio oggi caso ha voluto che Nadia pubblicasse un articolo che secondo me c’ entra. Vuoi o non vuoi, colgo la palla al balzo e chiedo a voi tutti che cosa ne pensate, esponendo a grandi linee il “progetto”. Odio la parola “progetto”, ma qui ci sta.

Per la seconda volta nella storia del Blog, lascerò questo post “in evidenza” per qualche giorno, perchè vorrei che lo leggesse più gente possibile. Abbiate pazienza se “torreggia” sui prossimi che pubblicherete, ma dura poco. Anzi, ci metto il tag “more” così non occupa troppo spazio in homepage e si vede quello che si pubblica sotto.

Se e quando vorrete leggerlo, vi prego di prendervi il tempo necessario e di farlo dall’ inizio alla fine: io sono prolisso, è vero, ma ogni riga è importante perchè stiamo andando a fare una cosa che qui non è mai stata fatta ed è una cosa abbastanza delicata.

Premessa necessaria e fondamentale: in questa storia concorrono diversi elementi:

  1. I soldi;
  2. la fiducia;
  3. l’ amicizia (reale o virtuale che sia);
  4. la collaborazione.

A parte i soldi, gli altri sono da sempre più o meno presenti su FugaDaPolis. Diciamo che la fiducia fino ad un certo punto ce l’ho sempre messa solo io (la storia di lasciare le “chiavi”), ma la cosa bella è che non è mai stata fiducia “mal riposta”, in nessun caso e con nessuno. Nemmeno con chi non c’è stato accordo. Anzi, c’è stato un caso per esempio in cui la fiducia ha circolato “libera” e si è diffusa: ricordate il post di “promozione letteraria” ? Credo, sono sicuro, che lì parecchia gente, parecchi di noi si siano “fidati”: penso che come me molti abbiano acquistato dei libri fra quelli degli Autori proposti e l’abbiano fatto solo sulla fiducia.

Forse è una mia illusione, mi piace pensare così, ma resto convinto che questo Blog sia (oltre che una considerevole gabbia di matti) un ritrovo di Amici. Direte che l’ amicizia è ben altro e si, in un certo senso si, però direi che a livello “social” quello che si trova qui è quanto di più vicino. Non per fare lo “snob”, ma altro che pagina FaceBook o gruppo WhatsApp… questo è un cazzo di ritrovo di Amici. Almeno io la vedo così.

E fra Amici ci si aiuta.

Immagino che (economicamente parlando) fra noi ci sia chi sta meglio e chi sta peggio, penso che con buona approssimazione rappresentiamo uno spaccato della c.d. “classe media”. Non penso ci siano miliardari e non penso nemmeno che ci siano dei “senzatetto” (con rispetto parlando per i senzatetto): se non avessimo di che mangiare non credo che ci potremmo permettere una connessione ad Internet, e nemmeno il tempo per usarla.

Una cosa però ho imparato di sicuro, anche per esperienza personale: i momenti brutti capitano a tutti. E lì, gli Amici contano. E lo dice un sociopatico di merda come me, quindi fidatevi 😉

Una seconda cosa, che non ho certo inventato io, è che il “poco” di “molti” diventa “tanto” per “uno”. Pensandoci bene, qui siamo nominalmente 60 Autori oltre ad un altra cinquantina di “followers” (altra parola che odio, ma “seguaci” mi pare peggio): togliamo gli “inattivi” e i “desaparecidos”, possiamo dire di essere almeno trenta persone ? Si. Se ognuno di noi si leva 10 Euro (ricordate? Stiamo parlando di soldi), escono 300 Euro. Se questi 300 Euro vanno tutti a uno non avranno “pesato” sulle tasche di nessuno, ma magari a quell’ “uno” gli risolvono un problema di merda. Vi pare poco ? A volte basta poco.

Seguito fin qui ? Ok, vengo al punto.

L’ idea è questa: la cosa non è continuativa (nel senso non si mettono soldi alla cieca e poi chi gli servono se li prende): non sarebbe gestibile in questo modo. Piuttosto, è una cosa che funziona a “spot”.

Faccio esempio ? Faccio esempio.

Un giorno io ho un problema. Diciamo che sto nella merda e devo rimediare rapidamente dei soldi. Espongo il mio problema qui, spiego qual’è, il più onestamente possibile (sull’ onestà torniamo dopo), dico più o meno qual’ è il traguardo che vorrei raggiungere. Si apre un “post appost” (in categoria ad hoc, da creare) e si comincia. Diciamo che il post resta in evidenza per una settimana (che poi è il tempo limite nel quale si deve concludere la cosa). Questi “appelli” devono avere una durata fissa e certa perchè possono essere seguiti solo uno alla volta. Durante tutta la settimana di vita del post-appello, chiunque voglia può contribuire inviando qualsiasi somma ritenga utile allo scopo ad un determinato account PayPal, che fa capo al Blog. Passata la settimana, tutto ciò che è stato raccolto viene girato (sempre tramite PayPal) a chi ha lanciato il post. Solo lui/lei (e solo io – nell’ esempio coincide ma non è sempre così) saprà chi ha contribuito, più che altro per ringraziare personalmente se vuole. Pubblicamente si comunicherà nel post solo la cifra raggiunta. Chiuso questo, si aspetta il prossimo (sperando che non serva mai a nessuno, ma come detto non si sa mai).

Ho nominato più volte PayPal non perchè io ci prenda la percentuale (malfidati 😉 ), ma perchè è il metodo più rapido e pratico per far “girare” i soldi su Internet e volendo si può fare anche in modo “anonimo” (per chi ha problemi di privacy): poi se andiamo avanti vi spiego come. Proprio oggi ho creato un account PayPal a nome di un certo Sig. Fuga (di nome) e Da Polis (di cognome) e non hanno avuto niente da dire. Ovviamente si tratta di account “non verificati” quindi limitati negli importi che si possono trasferire (poi vedremo i dettagli), ma tanto qui non è che dobbiamo spostare i milioni, e nemmeno le migliaia.

Torniamo un attimo sulla “fiducia”, poi parliamo dell’ onestà. Per forza di cose, se decidiamo di lanciare questa iniziativa, vi toccherà fidarvi di me. Proprio di me in quanto me, perchè i soldi di fatto li raccolgo io e il controllo della situazione ce l’ho io. Questo è un altro motivo per cui le raccolte si lanciano solo una per volta, gli importi sono limitati, e non ne parte una nuova se prima non si è conclusa felicemente la precedente (nel senso che chi ha lanciato l’ appello ha ricevuto tutti i soldini che abbiamo messo insieme). Insomma, non c’è pericolo che io faccia il Madhoff della situazione, ecco. Non è che mi faccio le vacanze coi soldi vostri (tanto non ci vado mai in vacanza, io. E NON per problemi di soldi… malfidati e due ! 😉 ).

Capitolo “onestà“. Poche parole. Questa è una cosa che funziona se c’è fiducia (non solo in me ma in tutti). E ci si può fidare solo delle persone oneste. Non credo che possa esserci qualcuno fra noi che pensa di potersi arricchire sulle spalle degli altri (anche perchè non sarebbe tecnicamente possibile), quindi secondo me il problema non si pone.

In conclusione, aggiungo che tutta la cosa dovrebbe funzionare in perfetto spirito “FugaDaPolis”: vale a dire che se uno può e vuole fa, se non può e/o non vuole non fa. Non è una gara, non c’è da giustificarsi se non si partecipa, non c’è alcun impegno e soprattutto se si fa, si fa solo per aiutare gli Amici, senza aspettarsi nulla in cambio se non la possibilità di essere aiutati a nostra volta se e quando servirà.

Probabilmente a questo giro mi sono spinto un po’ “oltre”, ne sono consapevole. Forse è tutto nella mia testa, forse qualcuno starà pensando “questo è scemo“. Forse. Ma forse no. Ho ricominciato a fumare, non a bere. Ditemi voi come la vedete e soprattutto (visto che siamo alla fase “studio di fattibilità”) ditemi se avete idee per integrare / migliorare la cosa oppure se qualcosa non è chiaro e avete domande (occhio che le risposte potrebbero essere più lunghe dell’ articolo, domandate a vostro rischio e pericolo 🙂 ).

51 pensieri riguardo ““FUGADAPOLIS FUND”: STUDIO DI FATTIBILITA’”

    1. Ciao,
      mi ha parlato di te e di questo progetto la collega blogger Evaporata. Là per là non sapevo di che cavolo si trattasse, ora sono capitata qui e ho (abbastanza) capito.
      Non conosco la “squadra degli autori”, né i blogger che girano da queste parti. Non tutti, credo… Lo scoprirò (i nomi che sono ad oggi nei commenti più o meno li conosco).
      Mi iscrivo come “seguitrice” (che ne dici, non è più simpatico sia di follower che di seguace? 😉 ).
      Mi è QUASI tutto chiaro… (finalità, modalità, requisiti, ecc.), ma non ho un account PayPal, quindi:
      a) potrei partecipare solo inviando un bonifico bancario
      b) se è una cosa semplice – perché non sono digitalmente molto “avanti” – potrei aprire un account PayPal con lo pseudonimo che uso per il mio blog (ma forse nel mio caso avranno qualcosa da ridire, quindi forse dovrò un po’ modificarlo), anche per i motivi di privacy cui accennavi tu.
      [Per questa operazione ho bisogno di tempo perché in questo periodo ho un po’ di rogne da sbrigare, vado sempre di corsa, ho poco tempo e sono stressata: non vorrei fare pasticci!]
      Intanto, attendo di conoscere un po’ di seguitori del tuo blog, per la questione della fiducia, dell’onestà, ecc.
      Come vedi, non sei il solo ad essere prolisso 😀
      A presto

      1. Ciao Francesca ! (Non sono un veggente, il tuo nome è sul tuo Blog 😉 )
        Allora, a prescindere da questa iniziativa (che è ancora in fase di studio e deve ancora partire se decidiamo di farla partire) ti dò innanzitutto il benvenuto su FugaDaPolis.
        Come “gli tocca” a tutti quelli che si affacciano qui, hai appena ricevuto una mail di invito a partecipare (se vuoi, quando vuoi, come vuoi) come Autore.
        In attesa di fare la cosa che dico sempre e non faccio mai (aggiornare la pagina di presentazione del Blog che risale al 2010) ti sintetizzo per quanto posso:
        Chi vuole, può scrivere articoli qui come se fosse sul suo Blog personale e gestirli in completa ed indiscussa autonomia.
        Chi lo fa non è “ospite” ma “coinquilino”, nel senso che questo Blog è di tutti quelli che ci scrivono.
        Non ci sono limiti, non ci sono regole, non ci sono orientamenti politici, religiosi o idealistici. Non c’è moderazione, non c’è censura, ognuno scrive quello che gli pare a patto di rimanerne responsabile. Se ti va puoi ripubblicare post già usciti sul tuo Blog o scriverne di nuovi (per esempio nel caso tu voglia trattare argomenti che per qualsiasi motivo non ti va di discutere “a casa tua”.
        Libera di fare come vuoi, noi saremmo felici se ti unissi alla gabbia di matti.
        A presto !

      2. Sì, lo so, il mio nome è sul blog. Grazie per esserti preso la briga di cercarlo.
        Grazie per l’invito.
        Non so se “parteciperò”, ma intanto lo accetto e mi unisco volentieri alla gabbia di matti, che per definizione è nelle mie corde.
        In ogni caso, la tua sintesi è molto chiara.
        Grazie!

      3. Non importa in che “veste”, l’ importante è che tu ci sia.
        Perchè più siamo, meglio stiamo.
        (tanto lo spazio ce lo regala WordPress, sempre sia ringraziata Automattic Inc. alla quale auguro lunga vita) 😉

  1. Di norma non mando mai soldi ad associazioni benefiche di qualunque genere perché i soldi non arrivano mai dove devono arrivare. Qualche giorno fa Raffa del blog “Non solo cinema” aveva pubblicato proprio qui il post “non date un centesimo” rivolto alla richiesta di soldi per aiutare l’Emilia Romagna. Io essendo d’accordo con lei l’ho condiviso anche su Facebook e un sacco di amici le hanno dato ragione. Tuttavia, quando ho disponibilità faccio donazioni, (microdonazioni per le mie possiblità), che posso sapere co nesattezza dove vanno a finire. Inutile dire che, principalmente, le faccio per salvare animali o pezzi di natura. Poi c’è il solito amico che non lavora ed è sempre in bolletta, quindi quando andiamo a mangiare la pizza, paga sempre la compagnia.

  2. HO appena finito di preparare un articolo che si intitola”Il caso non esiste”. Significa che noi tutti qui siamo in sinergia. Gli argomenti sono gli stessi ed uscirà domani mattina. Il progetto è buono, seconod me. E implica un impegno serio in prima persona, quindi ha ancora maggior valore. Le persone che si troveranno in difficoltà aumenteranno, perché c’è poco da girarci intorno; ci spremeranno come degli agrumi nei prossimi trent’anni, quindi, ben venga tutto ciò che può contribuire a far fronte concretamente, culturalmente e spiritualmente alle contingenze che dovremo affrontare. Questa si chiama fratellanza… ed è roba rara!!

    1. Pazzesco!! Guarda, vedo ora che hai messo delle banconote come immagine del post… io nel post programato per domani ho messo le 500 lire della Repubblica di San Marino come immagine principale. 😀 😀 Mi sa che si va tutti nella stessa direzione qui dentro. E questo, secondo me, è una gran cosa!

  3. Mi sono andato a vedere i limiti di un conto PayPal “non verificato”, tipo quello che ho aperto oggi.
    In queste condizioni non può movimentare più di 1.500 Euro l’anno (avvalorando così la tesi che stiamo parlando di cifre davvero piccole), ma nel caso per cominciare va bene così.

    Oh, poi volendo la cosa si può saltare a piè pari in un altro modo: chi lancia l’appello indica a tutti il suo account PayPal (o altre coordinate) e nel giro della settimana di vita del post chi vuole e/o può, manda direttamente lì senza passare per FugaDaPolis, il che è anche meglio a ben pensarci. Si dovrebbe però in questo caso accollare al termine della settimana l’impegno di comunicare il totale della raccolta.

  4. Aggiungo man mano che mi viene in mente… il discorso “PayPal” più che altro serve a risolvere la questione dell’ anonimato. Faccio il caso mio, che non vale per tutti. Molti di noi sono qui con nome e cognome reali, ma io per esempio sono solo “Albert1”, o “Albert One”, o per quelli con cui ci siamo scambiati delle mail “Alberto Spinelli”, che manco a dirlo è un cognome che ho usato, in passato, ma non è il mio. Ora, se io partecipassi a questa cosa e inviassi il mio contributo con il mio account PayPal personale, chi riceve (nella fattispecie io in quanto FugaDaPolis, ma è un esempio, cazzo, non ci fate caso) vedrebbe il mio nome reale. Per evitare questo, che faccio ?
    – Mi creo un account PayPal con un nome di fantasia;
    – Ci trasferisco sopra i soldi dal mio;
    – Dall’ account “anonimo” li mando su quello di FugaDaPolis.
    Risolto.

    Mi scuso a prescindere se ancora non “esco” col mio cognome vero, ma ci sono alcune cose che non me lo consentono.

    1. Albe’ mi mandi una mail
      E mi fai anche i disegni che non ho capito un cazzo….(che vuoi… l’età che avanza,la menopausa,gli Scazzi e i mazzi etc etc..)
      Sono sempre più asociale …ma se posso…. 👋👋👋👋👋

      1. Ma quale età, ma falla finita… Che se cominci così adesso, poi quando sei anziana davvero che ti inventi? 😀
        Ok, comunque cerco di fare un riassunto più pratico…

  5. Mi sembra una buona idea (per esempio nel caso di Nadia) a patto che non diventi una questua continua, ma venga utilizzato solo in casi in cui non c’è altra possibilità di “realizzare”.
    Io però che non ho PayPal e vivo all’estero? 🤔

    1. Chiaramente è una specie di “penultima spiaggia*, ma in ogni caso per la natura dei partecipanti è impossibile che diventi un modo per approfittarsi. Una cosa fra Amici, nel mondo “reale” capita spesso.
      Un account PayPal consiglierei comunque di aprirlo (è comodo per tante cose), comunque si possono mandare soldi verso un account esistente (come quello di fugadapolis) anche solo “una tantum” utilizzando una carta di credito senza registrarsi.

      1. Ah ok, perfetto. Non sono molto pratico di ste cose. Qui si usa MobilePay, metodo velocissimo e senza costi per trasferire tra amici o pagare anche somme ingenti. Comunque, mi sembra in ogni caso una buona idea. Poi a discrezione di chi fa la richiesta è dare il suo PayPal o usare quello di fugadapolis.

      2. Ah, allora non è necessario avere un account PayPal…
        Mi resta da capire (cercherò Aranzulla & Co.) come farlo concretamente.
        Ho letto che è una modalità di pagamento offerta soprattutto dai siti di e-commerce e non capisco come si possa fare tra “persone fisiche”.

      3. Tieni conto che a noi “Aranzulla ce lo sgrulla” 😉 L’ unica differenza è che lui ci guadagna e noi no. Ma saremo scemi ?
        Qui basta fare una domanda e ti trovi più risposte di quante non ne riesca a gestire.
        Se e quando parte questa cosa sarà mia cura spiegare per filo e per segno come si fanno tutte le cose che servono…

      4. Non so dove spunterà questo commento, perché prima (cioè sotto) ne ho scritto un altro a proposito di PayPal e di Aranzulla, che dice:

        … se trovi un sito che ti permette di pagare con PayPal anche se non hai il conto, puoi procedere senza indugi.
        Se invece non ti viene offerta la possibilità, allora… non c’è nulla che tu possa fare: dovrai semplicemente scegliere un altro metodo di pagamento.
        Se trovi l’opzione di PayPal Checkout, puoi semplicemente cliccarci sopra e seguire le istruzioni che ti vengono mostrate.
        Il sistema… potrebbe mostrarti opzioni differenti a seconda del caso…
        se puoi scegliere (per esempio) la carta di credito, ti basterà inserire i dati della stessa (numero, scadenza ecc.) e poi confermare la transazione.

        Mah, con calma proverò

  6. Grazie, avrò sicuramente bisogno di spiegazioni e, come dice la simpatica Liza, forse anche con i disegnini!!!
    In effetti, in un blog così aperto si potranno fare domande e magari ricevere risposte (sulle cose tecniche, tecnologiche, digitali ecc. sono una schiappa)…

      1. Beh, hai usato la parola “tuttologi”: mi si attaglia piuttosto bene. In inglese (e da qualche parte c’è nel mio blog) si dice “Jack of All Trades, Master of Nothing” 😀

      1. Pssst, lo sono anche io! Se vuoi cancella il commento, non la voglio fare incazzare. Perché quando noi formiche ci incazziamo, non si sa mai cosa può succedere 😀

      2. No no, ero ironico… 😉
        E poi ricorda, qui non si cancella niente.
        Magari si ricommenta quaranta volte per spiegare e rettificare, ma l’oblio non è contemplato.
        In fondo poi, siamo tutti un po’ asociali. Io lo sono mooooolto (la mia socialità è ufficialmente finita con gli anni ’80 e pure prima non è che fosse granchè).
        E’ per quello che mi “sfogo” qui, nel mondo fisico mi esprimo fondamentalmente a monosillabi e grugniti.

  7. Interessante iniziativa… Io ipotizzo una seconda idea, sempre all’interno di quella di Alberto e se dovesse andare in porto ; maaaa 🙄 se usassimo una piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiccola parte dell’ipotetico fondo ( tipo 20-30 all’anno ) in questione, per comprarci un piano annuale su W.P. , che ci permetterebbe più opzioni… Oppure un .com , .org , come suona ??

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