Tutti gli articoli di Bergontieleonora

Ecco qua il mio nuovo blog dedicato alle recensioni, dove potrete trovare le mie opinioni su vari argomenti: dai prodotti di uso quotidiano al cibo, dalle letture alla musica, ai film è ancora molto altro.

Recensione libresca: “Moby Dick” Herman Melville.

Un capitano e una caccia alla balena: chi dei due ne uscirà vincitore?

Titolo: Moby Dick.

Autore Herman Melville.

Genere: classico, avventura (?).

Pagine: 773 (formato ebook), 689 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Moby Dick, pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei grandissimi libri della letteratura americana e mondiale. Per la grandiosità della sua concezione e per il suo carattere allegorico è stato paragonato alla Commedia dantesca. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell’incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l’occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all’interno della struttura del romanzo d’avventura per mare. Intanto l’immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all’uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l’equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

Inizierei questa recensione con due frasi:

1. Grazie al cielo questo libro è finito!

2. Ma cosa mi diceva il cervello quando ho deciso di comprare questo libro?

Beh, dalle premesse credo che possiate intuire che “Moby Dick” è un MATTONE, 😵‍💫!

Se foste curiosi di leggerlo vi anticipo che questo libro è solo all’1% un romanzo d’avventura. Il resto è una miriade di continue riflessioni di Ismaele, uno dei protagonisti del romanzo, che s’imbarca sulla baleniera Pequod come marinaio. In teoria il libro, così come viene immaginato se magari non lo si è mai letto, narrerebbe la caccia del capitano Achab, il capitano del Pequod, alla balena bianca Moby Dick: un enorme cetaceo marino colpevole d’essere stato la causa della perdita della gamba del capitano. E a narrare queste “avventure” c’è proprio Ismaele il marinaio. Ma non fatevi ingannare perché appena avrete letto un centinaio di pagine il libro cambia totalmente volto e diventa quasi (ok, senza quasi) un guazzabuglio di argomenti di ogni tipo, anche non inerenti il mondo marino. In parole povere vi sembrerà d’essere tornati ai tempi della scuola e di star leggendo un libro di testo… con la differenza che il libro di testo ha gli argomenti elencati in modo chiaro e che non vi mandano in pappa il cervello, 😉.

Voto alla fine della lettura del libro: 0.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 in questo libro le note negative fanno a gara per emergere: pesante come un mattone (probabilmente un mattone è molto ma molto più leggero di “Moby Dick”, 😉); pieno di termini tecnici marinareschi che, se non si è del mestiere, non ci si capisce praticamente nulla; le riflessioni, se così vogliamo chiamarle, (io le chimererei più una “logorrea di discorsi”, 😉) sono lunghissime e noiosissime.

Sarò sincera: questi sono stati i soldi peggio spesi per un libro, 🤦‍♀️.

E voi avete già letto “Moby Dick” di Herman Melville? C’è stato un libro, tra quelli che avete letto nella vostra vita, a cui avete dato 0 come voto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Il giornalino di Gian Burrasca” Vamba.

Una piccola peste che ne combina di tutti i colori: questo è Gian Burrasca.

Titolo: Il giornalino di Gian Burrasca.

Autore: Luigi Bertelli, detto Vamba.

Genere: letteratura classica per bambini e ragazzi, umoristico, avventura.

Pagine: 158 (formato ebook), 156 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Giannino Stoppani è un ragazzino di nove anni fin troppo vivace, soprannominato “Gian Burrasca” per il suo naturale talento a cacciarsi in ogni sorta di pasticci. Per il suo compleanno ha ricevuto in regalo dalla mamma un Giornalino, una sorta di diario in cui annota ogni giorno le sue avventure, i suoi scherzi, le sue marachelle, il suo modo particolarissimo di vedere il mondo. Ed è proprio il suo candore, la sua infantile ingenuità a creare ogni sorta di situazioni spassose e irriverenti, scardinando il mondo ipocrita e conformista degli adulti, e mettendo in serio imbarazzo amici e parenti: così riesce a mettere in fuga gli aspiranti fidanzati delle sorelle; scappa di casa e viaggia in un carro bestiame; strappa un dente al povero signor Venanzio con la canna da pesca; è fra gli organizzatori della rivolta nel collegio Pierpaoli al grido di “Viva la pappa col pomodoro”, e riesce infine – al termine di una spassosissima seduta spiritica – a farsi giustizia di Stanislao e Gertrude, l’improbabile coppia di direttori. Gian Burrasca ha una predisposizione naturale a sovvertire l’ordine e l’autorità degli adulti, a mettere in burletta le regole e i conformismi sociali, sempre disposto a lottare per la “libertà”, per il proprio irrefrenabile diritto a dire “tutta” la verità. Nel mondo trasfigurato dagli occhi di un bambino le verità precostituite perdono consistenza, le vicende vengono fraintese, il senso viene capovolto fino a disvelare quelle piccole-grandi bugie da cui trae legittimazione la società degli adulti. È per questo che il “Giornalino”, pur a distanza di tanti anni, si presta ancora oggi alla lettura di grandi e piccini (non a caso Vamba dedicò il libro “ai ragazzi d’Italia perché lo facciano leggere ai loro genitori”). Il tutto condito dalla comicità ironica, scanzonata e irriverente del più genuino spirito toscano, pronto a dissacrare tutto e tutti (compreso sé stesso) con generosità e cattiveria.

Le riletture non sono ancora finite, 😀: questo libro, come “La fabbrica di cioccolato”, è uno di quei libri che hanno accompagnato le mie letture da bambina. La mia passione per la lettura è iniziata molto presto, è da allora non ho più smesso, 😉! Che siano libri che leggo per la prima volta che siano delle riletture non potrei mai vivere senza i miei amati libri, 🥰. E, come vi dicevo poc’anzi, “Il giornalino di Gian Burrasca” è per l’appunto una rilettura. Rileggere questi libri una volta diventati adulti è fare un piccolo salto indietro nel tempo e, in questo caso, non si può fare a meno di ridere degli innumerevoli scherzi e burle che quel monello di Gian Burrasca riesce a combinare ai danni dei poveri malcapitati, familiari od estranei che siano. In alcuni casi gli scherzi sono pesanti ma allo stesso tempo hanno dei risvolti positivi nella vita di chi li subisce. Gian Burrasca, con la sua vivacità e la sua irrefrenabile spensieratezza, è come un tornado e nessuno è immune se il piccolo monello decide di combinare qualche scherzo. Ma spesso i suoi scherzi vengono mal visti dagli adulti che non perdono occasione per rimproverarlo e metterlo in punizione. E quando la mamma gli regala il “Giornalino” Giannino inizia a scrivere, creando un diario personale, tutte le sue avventure e disavventure, i suoi scherzi, ma anche i suoi sogni e cosa significa essere un bambino “incompreso” in un mondo di adulti che sanno solo comandare e dare ordini.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 una lettura da scoprire o riscoprire ad ogni età; divertente e irriverente il modo in cui Gian Burrasca racconta il suo mondo di bambino dispettoso messo a confronto con il mondo degli adulti; anche se può sembrare un bambino che sa solo combinare guai Giannino ha un cuore buono e il suo carattere schietto e sincero è qualcosa di lodevole in mezzo ad un mondo di adulti che davanti mostrano la “bella faccia” ma dietro non perdono occasione per sparlare e dire “peste e corna” degli altri.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba? Anche voi, come Gian Burrasca, da bambini avevate un vostro diario segreto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple.” Walter Isaacson.

Steve Jobs e la Apple: il fondatore di un’azienda di successo.

Titolo: Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple.

Autore: Walter Isaacson.

Genere: biografico.

Pagine: 888 (formato ebook), 648 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: L’esclusiva biografia di Steve Jobs. Basandosi su più di quaranta interviste con Steve Jobs in oltre due anni, e su più di cento con familiari, amici, rivali, colleghi, Walter Isaacson racconta l’avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, film d’animazione, musica, telefoni, tablet ed editoria digitale. Nell’epoca in cui tutto il mondo sta cercando un modo di sviluppare l’economia nell’era digitale, Jobs spicca come icona massima dell’inventiva e dell’immaginazione, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione tra creatività e tecnologia e ha costruito un’azienda basata sulla connessione tra geniali salti d’immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche. Sebbene abbia cooperato attivamente per questo libro, Jobs non ha chiesto nessun controllo sul testo né ha preteso il diritto di leggerlo prima della pubblicazione. Non ha posto nessun filtro, anzi ha incoraggiato i conoscenti, i familiari, gli antagonisti a raccontare la verità onestamente. E lo stesso Steve Jobs parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, offrono uno squarcio sulle passioni, sul perfezionismo, sulle ossessioni, sulla maestria, sulla magia diabolica e la tensione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e ai geniali prodotti creati. Guidato dai demoni, Jobs sarebbe potuto cadere nell’ira e nella disperazione. Ma la sua personalità e i prodotti erano una cosa sola, esattamente come gli hardware e i software di Apple, come fossero parti di un sistema integrato. Una storia che ci insegna e allo stesso tempo ci mette in guardia, ricca di valori sull’innovazione, il carattere, la leadership e i valori.

Il genere biografico: un genere che, lo ammetto, passa raramente tra le mie mani (trattandosi ora di ebook, direi più sullo schermo dell’iPad, 😜) ma che dovrei leggere di più perché è un genere davvero molto interessante, 👍. Tra ì mei ultimi acquisti libreschi è rientrata anche una biografia, quella di Steve Jobs. Dopo averlo acquistato c’è stato un attimo di tentennamento perché, vista la mole, avevo timore che fosse qualcosa di lungo e noioso (preciso che “mole” non sta sempre a significare automaticamente libro noioso… a volte si hanno anche delle piacevoli sorprese, 🙂) ma… non è stato affatto così! Questa biografia parla di uno degli uomini che ha rivoluzionato il modo di vedere, tra i vari campi, anche la tecnologia: dire Apple è dire Steve Jobs e viceversa. Sin da ragazzo Jobs si è rivelato una persona curiosa e ansiosa di cambiare il mondo. Parecchio perfezionista inizia giovanissimo a creare i primi prototipi di computer che, con il passare del tempo, si perfezioneranno sempre più fino a diventare i device che conosciamo oggi. Il suo genio ha influito anche in altri campi come quello della musica o dei film d’animazione, andando a creare sempre nuovi modi per rendere al passo con i tempi, e tante volte precedendoli, i vari settori del business. Un uomo che ha saputo guardare al futuro, creatore di una delle aziende più famose e più di successo al mondo: la Apple. La tecnologia, per come la vediamo oggi, è frutto anche del lavoro di quest’uomo che ha saputo rivoluzionare un campo in cui la concorrenza è spesso spietata, ma lui ce l’ha fatta e i suoi prodotti sono tra i più venduti al mondo.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 una biografia che racconta in modo interessante e per nulla noioso la vita di uno degli uomini che ha saputo cambiare il mondo del business; un libro che piacerà sicuramente ha chi ama le biografie e agli amanti della tecnologia; nonostante le tante pagine la biografia si rivela interessante sin dalla prima riga e prosegue in modo molto scorrevole; oltre all’imprenditore si conoscerà anche il Jobs padre, marito, amico, ecc, sia nei suoi lati positivi che in quelli negativi.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple” di Walter Isaacson? Qual è o quali sono, a vostro parere, gli uomini e le donne che hanno rivoluzionato il mondo con la loro personalità?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “La fabbrica di cioccolato” Roald Dahl.

Cinque biglietti d’oro, cinque bambini diversissimi tra loro, ma solo uno vincerà il premio più grande.

Titolo: La fabbrica di cioccolato.

Autore: Roald Dahl.

Genere: letteratura fantasy per bambini.

Pagine: 144 (formato ebook), 208 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it: https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Un bel giorno la Fabbrica di Cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi sufficiente per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà padrone. A chi toccherà?

Ancora una rilettura, ma rispetto alle precedenti questa è la rilettura di un libro che solitamente viene letto quando si è bambini ma che, anche una volta cresciuti, può essere una bella lettura in cui la fantasia è uno dei protagonisti e, seppur brevi, questi libri riescono a farci fare un salto indietro nel tempo, 😉.

Da questo libro hanno tratto ben due film: “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, film del 1971 con Gene Wilder e “La fabbrica di cioccolato”, film del 2005 con Johnny Depp. Personalmente e senza nulla togliere al remake, che trovo lo stesso molto bello, il mio preferito resta il primo, 👍👍. Mentre nel secondo il personaggio di Willy Wonka è un uomo che ormai da tantissimo tempo non parla più con il padre, nel primo questo personaggio assomiglia molto di più a quello del libro.

E dopo aver spoilerato un pochino i due film, ecco la recensione del libro: Willy Wonka è uno anzi il più famoso produttore di cioccolato e dolciumi del mondo e la sua fabbrica è conosciuta per le meravigliose dolcezze che escono da essa. È così famosa che la concorrenza infiltra delle spie per carpirne i segreti e riprodurre a loro volta i dolci Wonka. Così Wonka, dopo aver scoperto che la concorrenza ha riprodotto i suoi stessi dolci decide, da un giorno all’altro, di chiudere la fabbrica. La storia di Willy Wonka e della sua fabbrica viene raccontata a Charlie Bucket, il protagonista del libro, da Nonno Joe, uno dei quattro nonni che vivono con Charlie e i sui genitori. La famiglia Bucket è una famiglia molto povera che vive in una piccola e modesta casa nella stessa città in cui si trova la famosa fabbrica di cioccolato. Un giorno viene diramato un annuncio in cui viene annunciato che la fabbrica riaprirà, ma solo per cinque persone. Chi troverà i cinque biglietti d’oro avrà la possibilità di passare un’intera giornata all’interno della fabbrica e una scorta a vita di cioccolato, dolciumi e ogni genere di prelibatezze. I cinque fortunati sono: Augustus Gloop, un bambino molto grasso e golosissimo; Veruca Salt, una bambina ricca e molto molto viziata; Violetta Beauregarde, la detentrice mondiale nel masticare la gomma americana; Mike Tivù, una bambino teledipendente e che passa le giornate attaccato alla tv e… Charlie Bucket, il protagonista del romanzo. Tra i cinque bambini quattro di loro si riveleranno delle vere pesti e verranno man mano “eliminati” mentre uno solo di loro, grazie al buon cuore, all’umiltà e al suo essere ubbidiente, riuscirà a vincere il premio più grande: la fabbrica Wonka.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 un libro che si legge tutto d’un fiato e che riesce a far sognare sia i bambini che i grandi; leggendo questo libro si torna per un’ora al tempo dell’infanzia quando, con letture come questa, si volava sulle ali della fantasia; all’interno del romanzo c’è anche un grande insegnamento: nella vita l’umiltà e il buon cuore sono fattori molto importanti nel carattere di una persona e ciò, a volte, può essere motivo di grande premi e soddisfazioni che valgono molto molto di più rispetto ad altre cose.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl? Qual era o quali erano i vostri libri preferiti da bambini?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Colpa delle stelle” John Green.

Un amore giovanile che va oltre ogni cosa, anche oltre la malattia.

Titolo: Colpa delle stelle.

Autore: John Green.

Genere: romantico, drammatico.

Pagine: 228 (formato ebook), 347 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“L’amore è una malattia dalla quale non vuoi guarire.”

“La vita non deve essere perfetta perché l’amore sia straordinario.”

Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Continuano le mie riletture tra libri che in passato ho già avuto modo di leggere in formato cartaceo e che ora sto rileggendo in formato ebook. Rispetto al precedente questo libro non fa parte della mia biblioteca cartacea personale ma l’avevo preso in prestito anni fa in biblioteca: ne avevo sentito parlare così bene che era entrato tra le letture estive di quell’anno, 🙂.

E il prestito si è rivelato un’ottima scelta perché ricordo che quel libro l’ho divorato in pochi giorni e mi è piaciuto tantissimo, 👍👍👍.

Così, nel mio ultimo shopping libresco, ho inserito questo libro nel carrello e, per la seconda volta, l’ho riletto sapendo già che avevo fatto un buon acquisto, 😉.

Ah, per la cronaca: vi anticipo che questo è un libro che è molto commovente ed emozionante per cui, se avete intenzione di leggerlo, munitevi di un pacchetto di fazzoletti perché vi assicuro che si piange davvero tanto.

Ma passiamo alla recensione: Hazel Grace Lancaster (ma lei si fa chiamare solo Hazel) è un’adolescente di sedici anni che, rispetto alle ragazze della sua età che vivono una vita fatta di scuola, amici, feste, ecc, convive già da molti anni con una malattia: il cancro. Un cancro che le è stato diagnosticato all’età di tredici anni e che ora, grazie ad un farmaco sperimentale, sembra sia in fase di regressione. Questa malattia l’ha portata ad avere una vita fatta di medicine, degenze in ospedale e con il continuo sostegno delle bombole d’ossigeno che, usando un carrellino con cui le porta sempre con sé, l’aiutano a respirare ed ad avere una vita quasi normale. Ma la malattia e l’essere lontana dalla vita di un’adolescente in salute hanno portato Hazel ad essere un po’ depressa e per questo la madre le fa frequentare un gruppo di supporto per ragazzi malati di cancro. Qui, un giorno, Hazel incontra Augustus “Gus” Waters, un adolescente diciassettenne ed ex giocatore di basket che, come lei, in passato ha avuto un cancro e a cui è stata amputata una gamba. Tra i due ragazzi nasce prima un’amicizia ed in seguito l’amore, complice anche un libro che Hazel legge sempre: “Un’imperiale afflizione” di Peter Van Houten, scrittore che Hazel considera come un amico anche se non lo conosce. Così i due ragazzi, accompagnati dalla mamma di Hazel, decidono di volare ad Amsterdam per conoscere lo scrittore. Ma la persona che si ritrovano al loro arrivo non è quella che s’immaginavano, bensì uno scrittore dedito all’alcool e alla bottiglia che li tratta malissimo. Offesi da questo comportamento i due ragazzi, insieme all’ex segretaria di Van Houten, decidono di visitare la casa di Anna Frank e proprio lì scatta il loro primo bacio. Ma Amsterdam non sarà solo la città che ha visto nascere il loro amore ma anche la città in cui un segreto, tenuto nascosto verrà svelato: Augustus ha avuto una ricaduta e il cancro è tornato a farsi vivo, questa volta più aggressivo. I due ragazzi, pur sapendo che i giorni che ancora resteranno ad Augustus sono agli sgoccioli, passano molto tempo insieme e si fanno forza l’un l’altra, vivendo la loro storia giorno dopo giorno, uniti da qualcosa che né la malattia né la morte potranno mai distruggere: l’amore.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 un libro che insegna che l’amore è spesso più forte di qualsiasi cosa, anche del cancro e della morte; una storia dolcissima tra due ragazzi che, accomunati dallo stesso destino, hanno una grandissima forza interiore ed affrontano la vita uniti dall’amore che li lega; un altro insegnamento che questa storia dà è che, anche davanti alle sfide che la vita può mettere davanti alle persone, l’importante è non arrendersi mai e vivere sempre la propria vita al massimo.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Colpa delle stelle” di John Green? Qual è stato il libro che, leggendolo, è riuscito ad emozionarvi fino alle lacrime?

Aspetto i vostri commenti. 🙂