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Interruttore On/Off

Ogni tanto bisogna usarlo, per necessità e per salvarci.

Schiacciamo “Off” quando non siamo più in grado di vivere, ma solo di sopravvivere. Cerchiamo di non averne paura, perché la pausa deve necessariamente essere costante.

Fai cose, ti riempi la vita di attività, di persone che entrano e escono dal tuo tempo al ritmo di un tornello della metro di New York: di giorno, di notte, e senza chiedere permesso, o come stai.

Non vuoi avere tempo libero, perché lo classifichi come improduttivo, inutile, e corri senza meta, giri in tondo…l’importante è non scontrarti con il silenzio.

Hai una paura fottuta del suono dei tuoi pensieri, che ti tirano giù, che ti costringono a guardare il tuo lato oscuro, quello brutto, che non fai trasparire mai…nemmeno con te stesso.

Luce sempre accesa: di uno schermo del telefono, del PC, della TV.

Il buio ti paralizza, anima le ombre e materializza i demoni facendoli danzare intorno a te.

Forse, se riuscissimo a capire che non tutte le ombre sono malvagie potremmo darci pace.

Il tasto “Off” è essenziale nella mia vita, e mi ha salvato parecchie volte, ma per arrivare fin qui ho fatto molte prove.

Spegnersi e capire i bisogni impellenti, rallentare e chiudere gli occhi mi fa vedere le cose con più chiarezza…tutto è limpido nel momento in cui schiaccio “On”: so dove devo andare e cosa fare.

Noto che le persone difficilmente tolgono questa maschera di felicità preconfezionata: le risate sono calcolate, e bisogna essere sempre spumeggianti per non avere storie con nessuno.

A nessuno piacciono i musoni, i lenti e le anime tormentate.

Ma posso essere come voglio? Ho diritto di scelta sul mio vissuto e nessuno, ripeto nessuno, può decidere come devo pormi nei confronti degli altri.

La vita è dura se devi fingere di essere sempre a 1000.

Schiaccia “Off”…amati sempre più di quanto credi che ti amino gli altri, datti una pacca sulla spalla e sii comprensivo con te stesso.

Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare.

Kahlil Griban

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