Tutti gli articoli di Walter Carrettoni

Tutti dicono di me che sono bravo, intelligente, simpatico, arguto, spiritoso, disponibile, altruista, generoso, onesto, geniale, attento, spontaneo, cordiale, talentuoso, saggio e sagace. Sinceramente non saprei, ma siccome le mie qualità principali sono umiltà e modestia, chi sono io per dar torto a tutti?

Un bel film

Rileggo ancora una volta le parole scritte a mano, dalla tua mano che mi sembra di vedere mentre danza sul foglio, le lunghe dita sottili avvolte sulla stilografica che ti ho regalato in quei giorni in cui un giorno come questo sembrava non dovesse mai arrivare e su cui addirittura riuscivamo a scherzare. Rileggo le tue frasi cariche di ricordi e sentimenti che ora mi sembrano confusi, come confusi sono i segni sulla carta bagnati da lacrime che non so più se essere tue o mie, ma almeno ancora unite. Ripiego il foglio per non vederti più in quelle immagini che le parole rievocano e lo ripongo nel cassetto ora vuoto ma che per qualche tempo conserverà il profumo delle tue cose. Forse quando lo riaprirò quel profumo  sarà già stato assorbito dal legno e la carta della lettera con ciò che resta di noi sarà abbastanza ingiallita da poter essere letta senza fare più male. Sarà come rivedere un bel film senza lieto fine e, forse, proprio per questo degno di essere ricordato.

In risposta a Elena delle Selve

Oggi mi son ricordato di aver buttato giù un pensiero utopico sull’argomento che Elena ha sollevato, riguardo al mondo che vorremmo.

Ve lo ripropongo qui. È del 2016, perdonate lo stile e alcuni riferimenti ingenui del periodo (vedi auto elettrica).

Questa mattina mi sono svegliato e ho capito subito che qualcosa non andava. Mi sono sentito bene. Non che di solito stia male al risveglio. Ma questa mattina mi sono sentito veramente bene. Un secondo o poco più per ricordarmi che giorno era e cosa avrei dovuto fare. Mercoledì, giornata classica, figli da portare a scuola, lavoro, normale routine.
Mi alzo dal letto, ma non è il mio letto. Non è la mia casa. Mia moglie è la stessa, mi saluta e io le rispondo, mi dice di far presto e io le rispondo, mi domanda se va tutto bene e io le rispondo.
Vorrei tanto fare una domanda, però.
Vorrei chiederle come mai mi sono, ci siamo, svegliati in un posto diverso, decisamente più bello e luminoso di quanto non sia la nostra solita casa, come mai se guardo fuori dalla finestra vedo quello che sembra un grande villaggio di case basse adagiate tra gli alberi, come mai le nostre figlie sono arzille e felici di andare a scuola, come mai fuori di casa non vedo la solita utilitaria ma quella che sembra una moderna auto elettrica.
Vorrei domandare un’infinità di cose, invece me ne sto zitto, mi lascio trasportare dagli eventi e da una serie di abitudini che mi sembrano tanto naturali quanto aliene.
Ho fatto in fretta ad abituarmi. Non ho dovuto fare benzina all’auto. Non ho maledetto i lumaconi che ti bloccano la strada mentre vai di fretta, perché anche io non avevo fretta. Non ho ascoltato una trafila di notizie tremende al notiziario radio ma solo aggiornamenti su mostre d’arte, eventi, avvenimenti sportivi e concerti, naturalmente tutti gratuiti e facili da raggiungere. Non ho ascoltato campagne elettorali e discorsi in politichese, perché il governo è stabile e illuminato da sempre. Non ho avuto la preoccupazione di bollette in scadenza o il pensiero di quanti giorni mancano allo stipendio, perché il denaro non esiste. Non mi sono sentito schiacciato da un lavoro obbligato e dalla preoccupazione di non riuscire mai ad essere all’altezza di ogni situazione, perché ho potuto svolgere il lavoro per cui sono più dotato e che mi procura più soddisfazione. Non ho subito attacchi pubblicitari continui e penetranti, non ho sentito il bisogno di cambiare auto, cellulare o vestiti, perché la pubblicità non esiste e ciò che possiedo va benissimo e nessuno mi giudica per quello. Non mi sono dovuto preoccupare di lasciare casa incustodita perché tutti hanno tutto quello che serve e nessuno si sogna di rubare. Non ho avuto la sensazione di vivere una vita vuota e senza un vero scopo se non quello di arrivare alla tomba senza debiti, sensi di colpa o rammarichi. Ho ascoltato musica che altri hanno suonato gratis per il puro piacere di farlo, ho letto libri scritti senza logica di profitto ma solo per passione, ho mangiato cibo coltivato e non fabbricato o ucciso, ho condiviso le mie capacità e il mio sapere in cambio del sapere e delle capacità degli altri. Ho riso, scherzato, lavorato, mangiato e riposato. Ho scoperto che si può vivere in un mondo senza denaro e senza religione, se non esistono nemmeno avidità, gelosia e cattiveria. Ho scoperto un mondo perfetto e felice.
Poi mi sono svegliato davvero.

Risultato referendario

Qualcuno ricorderà il mio post di qualche giorno fa in cui vi sottoponevo una questione spinosa, che catorcio scegliere tra i catorci rientranti nelle mie disponibilità economiche attuali qui nella calda (sì, fa caldo anche qui, non come lì però, qui si sta da dio) Danimarca.

Le due “auto” proposte nel quesito alla fine sono state scartate dopo averle viste di persona. Una già di suo (Chevrolet) perché il buon Albé la sconsigliava, l’altra dopo aver perso il conto delle botte di ruggine che le devastavano la carrozzeria.

Ordunque, su quale gioiellino (ahahaahhahahaha) si sono posati i miei stanchi occhietti? Non dovrei dirlo perché l’esperto titolare del blog ne ha appena parlato male in un commento a un altro post, ma giusto per chiudere la questione, ve ne faccio partecipi. Una Ford Mondeo sw 2.0 Titanium. Eh, che nome altisonante…

In ogni caso è l’unica auto che ad un esame visivo oltre che di guida su strada ha superato le aspettative e rientrava nella mia disponibilità.

Spendo anche due parole sulle modalità di acquisto di un’auto usata da queste parti. Quando venite a vivere qui dovete registrarvi all’anagrafe e di conseguenza vi danno un numero (CPR) che vi da accesso agli stessi servizi di un comune cittadino danese. Sanità gratuita, agevolazioni ed altro. Ecco, basta dare il numero CPR al venditore e in trenta secondi l’auto è registrata a vostro nome presso l’agenzia delle tasse danese (SKAT) che regola ogni cosa qui, dagli stipendi a… tutto insomma. Contemporaneamente si inserisce una compagnia di assicurazione a vostra scelta o se come nel mio caso non ne conoscete, a scelta del venditore. Lui mi ha consigliato una di quelle più economiche e in effetti in teoria al momento il prezzo è di circa 30 euro mensili per la responsabilità civile. Poi basta pagare (contanti non ne vogliono), aspettare l’accredito e ve ne potete andare con la vostra auto. Tutti gli altri documenti arriveranno on line o per posta come nel caso del libretto dell’auto. Niente passaggi di proprietà più alti del valore dell’auto o simili. Ah, qui al posto del bollo c’è la green tax, nel mio caso circa 300 euro semestrali. Più l’auto è a norma con le norme antinquinamento, meno paga. Per gran gioia di Albé, qui le auto elettriche non pagano tasse e hanno parcheggi sempre gratuiti ovunque.

Il catorcio

Auto-consultazione referendaria

Allordunque, utilizzo questo spazio gentilmente concessomi dal nostro sobrio anfitrione per porre a lui in primis e in subordine a voi tutti il seguente quesito in stile referendario:
Sei favorevole a ché lo scrivente nonché sottoscritto avvenga all’acquisto di automobile usata nella forma di Opel Vectra Station Wagon equipaggiata con propulsore alimentato a benzina nella cilindrata di 2,2 litri, fabbricata nell’anno del Signore 2006 e avente percorsi 296000 kilometri oppure sposti la sua decisione su eventuale seconda vettura disponibile, coetanea della prima e quindi sempre di fattura usata con chilometri 170000 rispondente al nominativo di Chevrolet Nubira SX station wagon con motore traente pari a 1,6 litri e bruciante combustibile ricavato dalla raffinazione del petrolio, detto specificatamente benzina, tenendo conto del fatto che una qualsiasi delle due sopracitate vetture dovrà in ogni caso affrontare un viaggio complessivo di 3500 km presumibilmente con dotazione di traino a rimorchio e più specificatamente di cui metà tragitto con pieno carico disponibile a norma di legge?
In allegato al presente quesito qualora foste interessati trovasi link per visione completa e oggettiva delle vetture in questione.
La risposta dovrà pervenire via commento entro e non oltre tre giorni dalla data di pubblicazione del presente, causa la obbligata tempistica decisionale da parte dello scrivente.

https://www.bilbasen.dk/brugt/bil/opel/vectra/22-16v-direct-comfort-stc-5d/5378834
https://www.bilbasen.dk/brugt/bil/chevrolet/nubira/16-sx-stc-5d/5454137

Elezioni

In occasione della prossima tornata elettorale vi riciclo un mio vecchio raccontino, che vien sempre buono alla bisogna. Nel frattempo sto valutando se raccontare di come vive un esiliato italiano in Danimarca. Se le forze mi reggono prima o poi vi allieto o ammorbo, a seconda dei gusti 😉

IL VOTO

Venne il giorno in cui Mario fu sufficientemente maturo per votare.
Essendo Mario preciso e scrupoloso di natura decise che non avrebbe potuto affrontare una tale responsabilità a cuor leggero. Non si era mai interessato di politica fino a quel momento per cui decise di colmare questa lacuna. Consultò svariati siti web la cui unica funzione era quella di consigliare al meglio il futuro elettore su come valorizzare il gesto nella cabina elettorale.
Lesse e rilesse le varie indicazioni e le numerose istruzioni, alcune delle quali contrastanti tra loro.
Per fortuna, grazie alla sua mente analitica riuscì a estrapolare le informazioni necessarie e ne fu in buona sostanza soddisfatto.
Risolto il problema di come fare, rimase il dilemma sulla scelta del partito, del movimento o dello schieramento da scegliere. Iniziò ad informarsi, sempre sul web, visitando le pagine di ogni gruppo candidato, leggendo i vari programmi, guardando le interviste video, scorrendo articoli di blogger e di numerosi opinionisti, sia nazionali che stranieri.
E ad ogni programma letto e analizzato si trovava d’accordo.
In ogni intervista seguita riscontrava verità assolute e condivisibili.
Ad ogni analisi approfondita giungeva alla convinzione di essere pienamente in linea con l’opinionista.
Essendo ancora nel pieno della campagna elettorale, Mario iniziò un tour dei comizi di tutti i candidati. Fu un impegno faticoso e stressante, ma Mario lo affrontò con caparbietà e con la convinzione che dopo aver avuto l’occasione di sentir parlare dal vivo quelle persone, avrebbe avuto tutte le carte in regola per fare la scelta migliore.
Al termine del primo comizio fu fermamente convinto che votare per quel partito sarebbe stata la cosa giusta, salvo poi cambiare idea al secondo, nel quale le idee dello schieramento in questione sembravano eccezionali, per non parlare della fede assoluta che si fece strada in lui dopo aver applaudito alle idee del movimento protagonista del successivo incontro.
A conti fatti Mario pensò che tutti avessero ragione e in qualche modo allo stesso tempo tutti avessero torto. O forse si convinse che il torto e la ragione stessero in egual misura in ogni parte.
Si prese del tempo per pensare e, come molti altri elettori con cui ebbe modo di interloquire, giunse alla conclusione che avrebbe espresso la sua preferenza sul momento, di fronte alla scheda elettorale.
E il giorno arrivò.
Mario si presentò al seggio pieno di buone intenzioni e con la mente assolutamente sgombra da pregiudizi. Ritirò la scheda e la matita copiativa, che tra l’altro suscitò in lui un interesse particolare, visto che non ne aveva mai vista una fino ad allora, e si recò nella cabina onorato e commosso di poter dare il proprio contributo alla politica del suo Paese. Aprì la scheda e la spianò delicatamente con la mano.
Poi rimase lì.
Immobile.
Ed è ancora adesso visibile nel Museo della Scienza e della Tecnica della nostra città.
Mario, il primo modello di robot umanoide dotato di cervello positronico a cui fu concesso il diritto di voto. Incapace di decidere quale fosse la scelta giusta, le sinapsi digitali di Mario entrarono in un loop elaborativo e da allora non sono ancora giunte a una soluzione.
Per fortuna i modelli attuali di robot positronici sono dotati di un software che li rende molto più elastici e capaci di riconoscere menzogne e inganni.
Votano che è un piacere.