Tutti gli articoli di Walter Carrettoni

Tutti dicono di me che sono bravo, intelligente, simpatico, arguto, spiritoso, disponibile, altruista, generoso, onesto, geniale, attento, spontaneo, cordiale, talentuoso, saggio e sagace. Sinceramente non saprei, ma siccome le mie qualità principali sono umiltà e modestia, chi sono io per dar torto a tutti?

Risultato referendario

Qualcuno ricorderà il mio post di qualche giorno fa in cui vi sottoponevo una questione spinosa, che catorcio scegliere tra i catorci rientranti nelle mie disponibilità economiche attuali qui nella calda (sì, fa caldo anche qui, non come lì però, qui si sta da dio) Danimarca.

Le due “auto” proposte nel quesito alla fine sono state scartate dopo averle viste di persona. Una già di suo (Chevrolet) perché il buon Albé la sconsigliava, l’altra dopo aver perso il conto delle botte di ruggine che le devastavano la carrozzeria.

Ordunque, su quale gioiellino (ahahaahhahahaha) si sono posati i miei stanchi occhietti? Non dovrei dirlo perché l’esperto titolare del blog ne ha appena parlato male in un commento a un altro post, ma giusto per chiudere la questione, ve ne faccio partecipi. Una Ford Mondeo sw 2.0 Titanium. Eh, che nome altisonante…

In ogni caso è l’unica auto che ad un esame visivo oltre che di guida su strada ha superato le aspettative e rientrava nella mia disponibilità.

Spendo anche due parole sulle modalità di acquisto di un’auto usata da queste parti. Quando venite a vivere qui dovete registrarvi all’anagrafe e di conseguenza vi danno un numero (CPR) che vi da accesso agli stessi servizi di un comune cittadino danese. Sanità gratuita, agevolazioni ed altro. Ecco, basta dare il numero CPR al venditore e in trenta secondi l’auto è registrata a vostro nome presso l’agenzia delle tasse danese (SKAT) che regola ogni cosa qui, dagli stipendi a… tutto insomma. Contemporaneamente si inserisce una compagnia di assicurazione a vostra scelta o se come nel mio caso non ne conoscete, a scelta del venditore. Lui mi ha consigliato una di quelle più economiche e in effetti in teoria al momento il prezzo è di circa 30 euro mensili per la responsabilità civile. Poi basta pagare (contanti non ne vogliono), aspettare l’accredito e ve ne potete andare con la vostra auto. Tutti gli altri documenti arriveranno on line o per posta come nel caso del libretto dell’auto. Niente passaggi di proprietà più alti del valore dell’auto o simili. Ah, qui al posto del bollo c’è la green tax, nel mio caso circa 300 euro semestrali. Più l’auto è a norma con le norme antinquinamento, meno paga. Per gran gioia di Albé, qui le auto elettriche non pagano tasse e hanno parcheggi sempre gratuiti ovunque.

Il catorcio

Auto-consultazione referendaria

Allordunque, utilizzo questo spazio gentilmente concessomi dal nostro sobrio anfitrione per porre a lui in primis e in subordine a voi tutti il seguente quesito in stile referendario:
Sei favorevole a ché lo scrivente nonché sottoscritto avvenga all’acquisto di automobile usata nella forma di Opel Vectra Station Wagon equipaggiata con propulsore alimentato a benzina nella cilindrata di 2,2 litri, fabbricata nell’anno del Signore 2006 e avente percorsi 296000 kilometri oppure sposti la sua decisione su eventuale seconda vettura disponibile, coetanea della prima e quindi sempre di fattura usata con chilometri 170000 rispondente al nominativo di Chevrolet Nubira SX station wagon con motore traente pari a 1,6 litri e bruciante combustibile ricavato dalla raffinazione del petrolio, detto specificatamente benzina, tenendo conto del fatto che una qualsiasi delle due sopracitate vetture dovrà in ogni caso affrontare un viaggio complessivo di 3500 km presumibilmente con dotazione di traino a rimorchio e più specificatamente di cui metà tragitto con pieno carico disponibile a norma di legge?
In allegato al presente quesito qualora foste interessati trovasi link per visione completa e oggettiva delle vetture in questione.
La risposta dovrà pervenire via commento entro e non oltre tre giorni dalla data di pubblicazione del presente, causa la obbligata tempistica decisionale da parte dello scrivente.

https://www.bilbasen.dk/brugt/bil/opel/vectra/22-16v-direct-comfort-stc-5d/5378834
https://www.bilbasen.dk/brugt/bil/chevrolet/nubira/16-sx-stc-5d/5454137

Elezioni

In occasione della prossima tornata elettorale vi riciclo un mio vecchio raccontino, che vien sempre buono alla bisogna. Nel frattempo sto valutando se raccontare di come vive un esiliato italiano in Danimarca. Se le forze mi reggono prima o poi vi allieto o ammorbo, a seconda dei gusti 😉

IL VOTO

Venne il giorno in cui Mario fu sufficientemente maturo per votare.
Essendo Mario preciso e scrupoloso di natura decise che non avrebbe potuto affrontare una tale responsabilità a cuor leggero. Non si era mai interessato di politica fino a quel momento per cui decise di colmare questa lacuna. Consultò svariati siti web la cui unica funzione era quella di consigliare al meglio il futuro elettore su come valorizzare il gesto nella cabina elettorale.
Lesse e rilesse le varie indicazioni e le numerose istruzioni, alcune delle quali contrastanti tra loro.
Per fortuna, grazie alla sua mente analitica riuscì a estrapolare le informazioni necessarie e ne fu in buona sostanza soddisfatto.
Risolto il problema di come fare, rimase il dilemma sulla scelta del partito, del movimento o dello schieramento da scegliere. Iniziò ad informarsi, sempre sul web, visitando le pagine di ogni gruppo candidato, leggendo i vari programmi, guardando le interviste video, scorrendo articoli di blogger e di numerosi opinionisti, sia nazionali che stranieri.
E ad ogni programma letto e analizzato si trovava d’accordo.
In ogni intervista seguita riscontrava verità assolute e condivisibili.
Ad ogni analisi approfondita giungeva alla convinzione di essere pienamente in linea con l’opinionista.
Essendo ancora nel pieno della campagna elettorale, Mario iniziò un tour dei comizi di tutti i candidati. Fu un impegno faticoso e stressante, ma Mario lo affrontò con caparbietà e con la convinzione che dopo aver avuto l’occasione di sentir parlare dal vivo quelle persone, avrebbe avuto tutte le carte in regola per fare la scelta migliore.
Al termine del primo comizio fu fermamente convinto che votare per quel partito sarebbe stata la cosa giusta, salvo poi cambiare idea al secondo, nel quale le idee dello schieramento in questione sembravano eccezionali, per non parlare della fede assoluta che si fece strada in lui dopo aver applaudito alle idee del movimento protagonista del successivo incontro.
A conti fatti Mario pensò che tutti avessero ragione e in qualche modo allo stesso tempo tutti avessero torto. O forse si convinse che il torto e la ragione stessero in egual misura in ogni parte.
Si prese del tempo per pensare e, come molti altri elettori con cui ebbe modo di interloquire, giunse alla conclusione che avrebbe espresso la sua preferenza sul momento, di fronte alla scheda elettorale.
E il giorno arrivò.
Mario si presentò al seggio pieno di buone intenzioni e con la mente assolutamente sgombra da pregiudizi. Ritirò la scheda e la matita copiativa, che tra l’altro suscitò in lui un interesse particolare, visto che non ne aveva mai vista una fino ad allora, e si recò nella cabina onorato e commosso di poter dare il proprio contributo alla politica del suo Paese. Aprì la scheda e la spianò delicatamente con la mano.
Poi rimase lì.
Immobile.
Ed è ancora adesso visibile nel Museo della Scienza e della Tecnica della nostra città.
Mario, il primo modello di robot umanoide dotato di cervello positronico a cui fu concesso il diritto di voto. Incapace di decidere quale fosse la scelta giusta, le sinapsi digitali di Mario entrarono in un loop elaborativo e da allora non sono ancora giunte a una soluzione.
Per fortuna i modelli attuali di robot positronici sono dotati di un software che li rende molto più elastici e capaci di riconoscere menzogne e inganni.
Votano che è un piacere.

Piccola annotazione

Oggi, dopo attenta analisi della situazione, mondiale, territoriale, nonché familiare e personale, sento salire dal profondo un immenso vaffanculo e ciao a tutti. Naturalmente questo pensiero verrà prontamente represso in fase di elaborazione vocale per trovare spazio solo qui, in forma scritta, piacevolmente elaborata e digerita.

Una ventina di minuti

Starsene seduto su una panchina di una piccola piazza pedonale.
Scrivere su un quadernetto con una grafia che probabilmente non riconoscerò una volta dimenticato questo momento.
Godere dell’aria fresca che si muove attorno.
Osservare quel piccione che mi si avvicina nella speranza che possa rappresentare una fonte di cibo.
Ogni tanto sollevo lo sguardo e mi domando cosa pensino di me quelli che mi camminano accanto. Sembrerò interessante ai loro occhi? Chi si ferma più a una panchina per scrivere su un quadernetto?
Presente fermo.
Futuro incerto.
Molte domande che necessitano di tempo per avere risposta.
Le finestre dei palazzi riflettono la luce, ma qualcosa lasciano intravedere dell’interno.
È così anche per noi. Riflettiamo ciò che ci colpisce e solo raramente lasciamo guardare dentro.
Credevo di non aver bisogno di nulla per essere felice. Forse mi sbagliavo. Forse devo solo imparare ad esserlo.
Restare qui, in apparente perdita di tempo, procrastinando cose che dovrei fare. Non so se sia giusto o sbagliato, so che voglio farlo adesso.
Le persone che passano. Nessuno sarà ancora vivo fra cent’anni. Eppure ognuno di loro ha una vita, un’esistenza con tutto quello che significa.
C’è una fontana in mezzo alla piazza. Una semplice fontana circolare con acqua stanca e uno zampillo minuscolo. Sul bordo in cemento un paio di stivali di gomma, verde scuro.
Non saprò mai perché sono lì e chi ce li ha messi. Per me resterà un mistero pari all’esistenza di dio.
Il piccione ora è stato raggiunto da un compare. Sono entrambi interessati a me almeno quanto io lo sono agli stivali.
Alla fine resteranno i misteri, per me e per loro.