Tutti gli articoli di Raffa

Appassionata di cinema e di tutte le cose belle della vita. Scrivo recensioni senza prendermi troppo sul serio, ma soprattutto cerco di trasmettere emozioni.

E di nuovo non parlo di cinema

Faccio una premessa necessaria.
Non mi intendo di politica e non me ne occupo direttamente.
E se devo essere sincera, non ho la più pallida idea di cosa voterò il 25 settembre. Spero in un’illuminazione sulla via di Damasco.
Ma vorrei dire un paio di cose.

Noi Italiani purtroppo abbiamo la memoria corta: facciamo presto a gridare allo scandalo, ci infuriamo, ma poi perdoniamo e dimentichiamo in fretta. Tabula rasa, come se nulla fosse mai successo.
Invece ci sono cose di questi ultimi due anni che non dovremmo dimenticare, anzi, che NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE dimenticare.

L’uomo che qualche forza politica sta proponendo come prossimo premier, quello che qualcuno rimpiange come il Miglior Presidente del Consiglio che si sia mai visto, e che sta accusando a destra e a sinistra per averlo fatto cadere, ha compiuto nell’ultimo anno una serie di atti anti democratici, che non solo hanno privato molti cittadini delle libertà più elementari, ma hanno ingenerato un clima di tensione diffuso che ha di fatto diviso la nostra società, portandoci molto vicino a una guerra civile, e nell’ultimo periodo ha pericolosamente portato il nostro Paese vicino a una guerra mondiale che nessuno di noi vuole.

Allora, per favore, dimentichiamo il curriculum di quest’uomo, la sua Laurea e il Dottorato di ricerca al Massachusetts Institute of Technology, le cattedre a lui assegnate in varie università italiane e le prestigiose cariche pubbliche da lui ricoperte.
Ma non dimentichiamo, per favore, il GREEN PASS, strumento che non solo si è rivelato inutile per combattere la pandemia, creando una falsa sicurezza dimostratasi del tutto infondata, ma ha danneggiato fortemente i lavoratori costringendoli di fatto, per poter lavorare, a sottoporsi a un trattamento medico sperimentale di cui ancora adesso non si conoscono del tutto gli effetti collaterali. Ci ha, di fatto, costretto a scegliere tra il lavoro e la salute, e siccome non tutti sono fortunati come Novak Djokovic che può permettersi di scegliere la propria salute, ha di fatto costretto tantissimi italiani, anche scettici e non del tutto convinti, a sottoporsi al siero per poter portare a casa la pagnotta. Già questo sarebbe sufficiente per disprezzarlo. Considerando anche che, nonostante i suoi provvedimenti draconiani, non siamo affatto fuori dalla pandemia.

Ma non dimentichiamo neppure che ha di fatto ignorato il desiderio della maggioranza degli Italiani, inviando armi all’Ucraina, e implicando così il nostro Paese in un conflitto che potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Non voglio entrare nel merito della guerra, non prendo le parti di nessuno, ma mi risulta che la Costituzione affermi chiaramente che “L’Italia ripudia la guerra”, e mandare armi a un Paese che sta combattendo non mi sembra il modo migliore per ripudiare la guerra.

E già che ci siamo, non dimentichiamo nemmeno che questa crisi non è colpa di nessuno. Io non mi intendo di politica, ma di attori sì, e quella che ho visto è stata una gran bella recita, interpretata da un vero attore di prim’ordine. Non era stanco, come qualcuno ha ipotizzato. Semplicemente ha voluto abbandonare la nave prima che affondasse e magari qualcuno potesse dare la colpa a lui.

Infine non dimentichiamo che adesso, fino a ottobre, ha di fatto mano libera su tutto, perché sappiamo che ci vuole poco a dichiarare un’emergenza e a far passare per provvedimenti urgenti qualunque cosa gli salti in testa. Naturalmente sempre per il bene degli Italiani.

Gattaca (1997) ovvero quando la scienza sbaglia

Alcuni film non sono solo spettacoli fini a se stessi, ma aiutano anche a riflettere, e questo è uno di quelli. Meravigliosa metafora sulla vita, questo film malinconico, che si riscatta sul finale, è una coraggiosa e incoraggiante esortazione a non arrendersi mai, neanche davanti ai propri limiti. Soprattutto se imposti da altri. E mette anche in discussione l’infallibilità della Scienza. La vicenda è ambientata in quello che nel 1997, quando il film è uscito, poteva sembrare un futuro non troppo lontano, e che adesso sembra tragicamente vicino e rende la pellicola drammaticamente attuale. Premetto subito che parlerò diffusamente della trama di questa pellicola, cercando di rivelare il meno possibile, perché più del suo indubbio valore artistico, mi preme il suo contenuto.

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