Tutti gli articoli di onnipotente

Sono l'ONNIPOTENTE

Invito a votare per un partito che attualmente non stia in Parlamento

Invito domani 25 Settembre ad andare a votare per un partito attualmente non in Parlamento; un partito che oggi dia chiara impressione che, una volta là dentro, a quelli non si allinei (quindi no, non votate Unione Popolare, gruppo già pronto ad abbracciare PD e LeU).

Fate possibilmente cadere la vostra scelta su uno degli schieramenti che ha più alta probabilità di superare lo sbarramento del 3%.

È dovere di ognuno di noi prodigarsi affinché in Italia si torni a esercitare diritti umani e democrazia. È responsabilità di tutti gli italiani tentare di invertire il processo di degrado e decadenza che ci accompagna da 30 anni, e che ha avuto una ignobile accelerazione negli ultimi 2 anni e mezzo.

Il 25 Settembre l’Italia non risorgerà, ma il nostro coscienzioso contributo sospingerà il primo passo che un giorno potrà spazzare via la classe politica massonico-mafiosa che ci ha venduto alla finanza globale, che sulla nostra pelle fa soldi con le industrie farmaceutica e bellica.

Non siate corresponsabili di quei partiti che, in maggioranza o in finta opposizione, ci hanno fatto vivere 30 mesi d’inferno, funzionali a trascinarci nella attuale ignominosa situazione di degrado, povertà, bollette folli, conflitto sociale e bellico, nonché cancellazione di diritti basilari.

Torniamo a essere umani. Così forse un giorno ritorneremo civili. Proviamoci.

Una sceneggiatura collettiva

Mentre tempo addietro scrivevo l’articolo sui ‘60 anni de “Il Sorpasso”, mi è sovvenuta una curiosità:

Come sarebbe potuto essere se fosse stato girato oggi? Che sceneggiatura avrebbe avuto? Che tipo di personaggi lo avrebbero contraddistinto?

Ho quindi pensato che questo Blog pullula di eccellenti scrittori, e mi sono perciò detto che potremmo far partire una giocosa attività di sceneggiatura collettiva, dove ognuno di noi potrebbe intervenire e scrivere l’evoluzione della storia come più gli aggrada.

Comincio io, dando giusto la struttura generale, e lasciando alla creatività dei singoli la possibilità di spaziare come preferiscono:

Titolo del Film:

“La Retromarcia” (con metafora ovvia, ma anche con un doppio senso che Paola capirà bene).

Personaggi principali:

tre persone LGBTQIA+ regolarmente sposate tra loro. Uno di loro è uno youtuber che fa anche da consulente per l’European Network Against Racism (ENAR), e si batte per l’arrivo di nuovi migranti in Europa, sostenendo le varie ONG del mediterraneo che li trasportano. Un altro è uno stylist che lavora al programma “New Bauhaus” della UE. L’ultimo è politico transumanista che si batte per il completo riconoscimento della cultura LGBTQIA+ e l’impartizione di tali valori nelle scuole, sin dalla prima infanzia.

Micro sinossi (da completare da voi):

il viaggio di questi tre che da Berlino si dirigono a Capalbio da amici parlamentari italiani, facendo tappa a Cannes, dove saranno tra le attrazioni del locale gay pride.

La prima parte del viaggio avviene in jet privato messo a disposizione dalla Open Society. Poi da Cannes a Capalbio si muoveranno con un’auto cabrio elettrica, una modesta Mercedes Electric Maybach 6 Cabriolet. Sì, lo so che è un duetto, ma tanto è un film…

I tre hanno un figlio adottivo, ricevuto da una benefica ONG ucraina chiamata AZOV, la stessa che sta lottando contro l’invasione dei cattivoni Russi. Uno di loro è in transizione da donna a uomo, ma ha ancora l’utero, ed è incinta al quinto mese di un donatore. Un altro è già passato dall’essere uomo a donna, ma si reca a Cannes dove l’attende una ALTRUISTA DONATRICE guatemalteca che, grazie alle ALTRUISTICHE intermediazioni di una cosmopolita e solidale ONG, gli donerà l’utero, perché costui vuole diventare madre. Il terzo… boh, ancora non saprei….

Approccio:

deve essere un FILM attuale, che risponda alle odierne esigenze. Quindi DEVE essere radical-chic, con uso esclusivo di neolingua, di politicamente corretto e di “cultura della cancellazione”. Tassativamente vanno evitati l’uso di maschile e femminile nelle parole, che andranno OBBLIGATORIAMENTE sostituite dalla lettera inclusiva “ə” (tuttschwa). Volendo, si può recuperare il melassoso buonismo alla Veltroni, che si sposa bene al contesto.

Regia: Ferzan Ozpetek o Pedro Almodóvar?

Attori: esclusivamente non caucasici!!! Con l’esclusione di Alessandro Gassmann, ovviamente, che DEVE far parte di un film così chic!

Alpha, beta, gamma, delta […], omicron. Omicron-1, omicron-2, omicron-3, omicron-n

Dal settembre 2019, quando ufficialmente è stato identificato il Covid in Cina, fino al novembre 2021, per distinguere le varianti del virus si è andati avanti con l’alfabeto greco: α (alpha), β (beta), γ (gamma), δ (delta), ecc. Giunti alla quindicesima lettera, o (Omicron), all’OMS sin sono fermati, e sono cominciate invece le sue varianti, tanto che Omicron pare peggio della saga di Rocky, che pure è arrivata al VI episodio (variante Balboa).

Perché? Perché si continua a usare la lettera Omicron per le ulteriori varianti invece di continuare con altre lettere greche?

La risposta, come sempre (soprattutto in questi ultimi 30 mesi), sta nell’inversione tra causa ed effetto: sono quelle che ci vendono come conseguenze a determinare invece le supposte motivazioni. Ossia, non è il livello di cambiamento del virus che condiziona la sua nomenclatura, ma è ciò che viene spacciato come sua soluzione (la pozione magica) che determina il nome del virus.

Che significa? Semplice: la UE si è impegnata con le case farmaceutiche a far iniettare ai cittadini 8 dosi per capita. Non poche persone, arrivate alla terza, si sono chieste che senso avesse continuare a inocularsi una roba concepita sulla base del primo covid, e quindi venduta per limitare l’infezione che era generata da un virus oramai estinto (nella sua forma originaria, sulla quale si basano i sieri). Le case farmaceutiche sono quindi dovute correre ai ripari, annunciando di star sviluppando una nuova versione del loro siero a base di mRNA, specifico per Omicron.

È chiaro ora perché da quasi un anno ci stiamo trascinando il nome Omicron, mentre il virus continua a cambiare? Marketing, puro marketing: chi – tossicodipendenti a parte – sarebbe così idiota da farsi iniettare oggi un intruglio approntato per una variante del virus (Omicron) che è apparsa a fine 2021 (provocando tra l’altro molte soffiate di naso, e qualche grado di febbre) ed è sparita poco dopo, per lasciar spazio all’ennesima mutazione del covid? No, meglio continuare a chiamarlo Omicron. Così almeno altre 3 dosi di siero magico a testa sono assicurate 😉

I 60 anni de “Il Sorpasso”

Il capolavoro di Dino Risi è ambientato nel ferragosto del 1962. Esattamente 60 anni fa.

Era un mondo totalmente diverso, di un’Italia che stava diventando a marce forzate uno dei Paesi più avanzati e ricchi del mondo. Col lavoro e il sacrificio di tutti (o quasi), con un senso di responsabilità diffuso, una grande voglia di riscatto, e, non da ultimo, con una classe dirigente e politica di primo piano.

Tutto questo sarebbe durato poco. Enrico Mattei sarebbe stato tolto di mezzo il 27 ottobre dello stesso anno. Il primo di tanti altri, come Pasolini nel ’75, Moro nel ’78, Caffè nell’87.

Ma dicevamo il 1962. Era il periodo della FIAT 600 che dava indipendenza alle famiglie piccolo-borghesi, dell’acquisto delle seconde case al mare o in montagna, dei piccoli imprenditori che cominciavano a costituire la forza trainante del Paese (decenni dopo avremmo parlato di PMI, piccole e medie imprese), delle vacanze che tutti si potevano permettere, fosse anche solo in località vicino all’area di residenza.

Il film di Risi è un formidabile spaccato di un’era geologica oramai estinta, dalla quale ci separano 60 anni di tempo, che però sembrano 600. Un’epoca, quella, di benessere e – con certi limiti – spensieratezza, specie se paragonata ai drammi e alle distruzioni della guerra distanti una manciata di anni. Benessere che non aveva nulla a che vedere con lo sperpero, il consumismo e la brama del superfluo. Sì, certo, c’era già chi si poteva permettere la macchina di lusso e la barca, ma in generale la massificante induzione di bisogni inutili ancora era lontana dalle odierne devastazioni, che hanno piallato le cortecce cerebrali per farne dei deserti, dove pensiero, raziocinio, logica e critica non possono attecchire.

Nessuno all’epoca avrebbe potuto immaginare le devastazioni che avrebbero portato in pochi decenni l’Italia a essere un Paese arretrato, distrutto da politiche criminali esogene, che sembra inesorabilmente destinato – pur senza l’uso di armi (ancora, per lo meno) – a rivivere quella penuria qua già provocata dalla guerra guerreggiata che si era vissuta nel ’15-’18 e nel ’40-’45.

Grazie Risi per averci offerto una testimonianza così poderosa di un’Italia che fu. E buone Feriae Augusti!

Ciao Angela. Grazie di tutto.

Angela è il cognome di Piero, il giornalista e divulgatore scientifico che ci ha lasciati a 93 anni.

A dire il vero c’è un altro Angela, il figlio, che il padre imbucò in RAI decenni fa, un tipo che neanche sa quali sono stati i re di Roma. Ma lui e la sua vicenda non ci interessano.

Ho cominciato a seguire Quark dall’inizio, e l’ho fatto per anni. Ogni giorno, dopo pranzo, era tappa fissa. Quark ha nutrito la mia mente, stimolando la mia curiosità e facendo crescere in me la passione per le scienze. Ogni cosa che si diceva in quella trasmissione, era oro colato che mi arricchiva culturalmente e intellettualmente, andando a costituire un ulteriore mattone della mia conoscenza e interpretazione del Reale. Erano gli anni ’80, e la scienza allora ancora non era stata risucchiata da demagogia e propaganda.

Piero Angela è stato mio maestro. Tra i più importanti.

Da giovane adulto, con già una formazione diversificata e uno spiccato senso critico, verificai che non tutto quanto Angela andava raccontando era vero. Ma veniva venduto come tale, e come unica realtà vera. Quark aveva già lasciato spazio a Superquark, e la serenità degli anni ’80 era stata accantonata, per far prevalere la spregiudicatezza di mezzi di comunicazione che inesorabilmente si stavano trasformando in mezzi di addomesticamento.

La verità assoluta che può ammaliare un bambino, fa storcere il naso a un adulto. Almeno dovrebbe. Specie se non collima con la esperienza tangibile. Ma la storia recente dimostra che la stragrande maggioranza degli italiani non ha questa maturità intellettuale. È evidente che la programmazione neurolinguistica subita negli anni ha avuto i suoi drammatici effetti. Avrà avuto Superquark un ruolo in questo spacciare la scienza (che è dubbio e ricerca) per una religione (che è fatta di risposte assolute e inoppugnabili)? Domanda retorica…

Piero Angela è stato da molti inquadrato come “gatekeeper”. È possibile, anche probabile. Personalmente preferisco ricordarlo come persona fondamentale per il mio sviluppo intellettuale. Senza di lui, io non sarei chi sono oggi.

Grazie di tutto. Di cuore. Malgrado tutto (nepotismo compreso).