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DURA LEX, SED LEX. (BACK TO COVID).

Una volta, tanto tempo fa, un vecchio “Principe del Foro” (uno di quegli avvocati che solo nominarlo come difensore ti faceva vincere la causa) disse ad un giovane e alquanto basito Albert1 durante un’ amabile discussione sulla “costituzionalità” di una norma: “vedi, caro, quando in un procedimento legale – non importa di che tipo – ti metti ad invocare la costituzione, vuol dire che sei alla frutta. Significa che non hai niente in mano e che l’ altra parte ha già vinto. Fidati, la costituzione non ti aiuterà più di quanto non ti possa aiutare questa graziosa statuetta della Dea della Giustizia: sta lì, ferma da anni, è un bel simbolo e la spolveriamo tutti i giorni, ma non serve a un cazzo“.

Grosso errore quindi è stato quello di alcuni “temerari” che hanno sollevato e portato all’ attenzione della Consulta alcuni dubbi di legittimità costituzionale in tema di “obbligo vaccinale” e che ieri sera si sono visti definitivamente sbattere la porta in faccia dai simpatici “ermellini”. Per ora c’è solo un comunicato stampa, attendiamo le sentenze per le motivazioni.

Il succo è: “nessun dubbio, le leggi emanate in merito secondo noi (che siamo NOI, mica Santi Licheri) non contrastano in alcun modo con la costituzione. Quindi ve la andate a prendere in culo, voi e quei cialtroni che speriamo vi abbiano almeno pagato. Ciao Ciao”.

E vaffanculo, lo sapevo pure io, bastava lo chiedessero a me e si risparmiavano tutta ‘sta fatica.

Non serve essere dei “costituzionalisti” per capire che quell’ onorevole carta, quel mucchietto di articoli grondanti splendidi e monolitici princìpi etici che fondano la giustizia del nostro Paese, ha in realtà tanti di quei buchi, crepe e spiragli che il detto “fatta la legge, trovato l’ inganno” sembra essere stato scritto proprio lì.

Ma poi, davvero credevano quegli sciocchi che uno stuolo di giudici di tal fatta avrebbe osato mettere in dubbio le trovate dei loro amici ? Dai, su.

Lasciatela perdere, ‘sta costituzione… avevate più possibilità di raccattare qualcosa da un qualsiasi cavillo, da un vizio procedurale, da una virgola messa al posto sbagliato… avete perso tempo.

Ah, poi, non c’entra un cazzo, ma per inciso e per coincidenza (?) da ieri è scaduto il termine dato agli “Over 50” e alle altre categorie sottoposte ad obbligo per giustificare la loro mancata adesione alla punturina. Quindi le già ampiamente preannunciate “multe” partono a raffica. Pare che sia stimato un introito di 1,9 milioni di Euro dai quali possono già togliere i miei 100 (che se li scordano finchè campo). Vediamo adesso se l’ attuale governo è davvero disposto a rinunciarci (come fra le righe aveva detto) oppure se si attaccano pure a quei due spicci dicendo che non l’avevano mai detto.

Vediamo. Uno dei punti dove li aspetto al varco.

La nuova corporazione

Che cosa ci ha promesso l’elightenment? Ci ha promesso la libertà sulla base della capacità di pensare da soli, e quindi di governarci. Questa era davvero la premessa.

Che se fossimo stati liberati dai vincoli del mito e della tradizione, liberati per essere in grado di pensare, e risuonare e scoprire ciò che era vero per noi stessi, quella era la fonte della nostra libertà… Ma qualcosa è successo alla fine del 20 ° secolo, ve lo ricordate? E’ nato un nuovo modo di pensare alla/della società e agli/degli esseri umani come un mercato. Che cosa significa governare se tutti noi pensiamo a noi stessi come comodità, e tutto è commercializzato? Ciò che è veramente tragico nell’economizzazione di ogni aspetto della vita è che stiamo davvero vedendo il sogno di Enlighment giungere a una sorta di fine…, dove i “mandati” di una società finanziaria quasi estinguono la vera libertà di essere te stesso secondo le proprie luci

E’ di dominio pubblico che, le grandi società quotate in borsa sono programmate incessantemente per perseguire il profitto e la crescita, e che a poco-poco sono diventate le istituzioni dominanti del nostro tempo. E’ di dominio pubblico che le corporazioni siano considerate, per legge, una o + persone, e che ha gli stessi diritti di un essere umano; a volte anche di +. A questo punto la domanda è; ma se la corporazione è legalmente una persona, che tipo di persona è la corporazione ?? A mio avviso, se l’analizzassimo nel modo in cui uno psichiatra analizzerebbe un paziente scopriremmo che il suo carattere ( della “persona-corporata”) è patologicamente interessato a se stesso e basta. Ora, con il pianeta messo com’è messo, e con sempre meno tempo a disposizione , le corporazioni andrebbero “riesaminate” (..o meglio, abolite come persone fisiche) . E’ grazie alle corporazioni che è cambiato tuttotutto, e fra molteplici distrazioni di massa, non ci accorgiamo come sta cambiando il nostro mondo e come sta cambiando il nostro stesso senso di chi siamo…

Ma Vi siete mai chiesto veramente chi siete e checazzocifate qui ?

CI VUOLE PAZIENZA. MOLTA.

Sempre per la serie “cose di cui non frega un cazzo a nessuno” e sempre sul filone “cellulari alla guida“, un altro ameno aneddoto. Ed un’ altra situazione di quelle che mi fanno ringraziare me stesso per il faticoso percorso che mi ha portato ad essere la persona calma ed equilibrata che sono. Ma non se ne devono approfittare, che prima o poi qualcuno paga per tutti.

Immaginate un grosso incrocio a Roma che comprende un po’ tutto: due strade larghe e trafficate, corsie di preselezione, corsia preferenziale e binari tram. Per chi è del posto parliamo del luogo dove la fine di Viale dei Colli Portuensi si incrocia con la Circonvallazione Gianicolense. Un delirio già di suo.

Io sto in coda, mi sono fatto già tre semafori per arrivare all’ incrocio, ora sono in “pole position”, appena scatta il verde esco dal panico dei Colli Portuensi e proseguo dritto verso la meta.

Vedo però da lontano il coglione di turno, proveniente da sinistra, che fa la classica “mossa del furbo” e per non doversi fare altri 400 metri e seguire il percorso giusto (che prevede un’ inversione con ulteriore semaforo) si pianta in mezzo all’ incrocio (a cavallo dei binari del tram che per fortuna in quel momento non passava) e aspetta che scatti il “mio” verde per poi svoltare a sinistra.

Non so se ho reso visivamente la cosa, fatto sta che il verde scatta, io faccio per attraversare l’incrocio e me lo trovo davanti. Fermo. Tipicamente la “mossa del furbo” prevede che chi la esegue stia particolarmente attento, si accorga per tempo che è scattato il verde e si levi velocemente dal cazzo. Invece questo niente.

Già dall’ inizio avevo cominciato a lampeggiare, ma niente. Arrivato quasi addosso alla sua auto mi attacco al clacson, ma niente. Occhiata veloce allo specchietto, vedo che a sinistra non arriva nessuno, scarto e lo affianco per superarlo. Mentre ciò accade guardo dentro e cosa vedo ?

Indovinato. Se ne stava lì, tranquillo e beato a spipolare con un cazzo di telefono. In mezzo ad un incrocio che potrebbe generare il “casus belli” per un conflitto mondiale. Aveva anche il contrassegno invalidi, non so quale fosse il suo handicap fisico ma sicuro qualcosa alla testa ce l’aveva.

Adesso io dico: a parte la potenziale pericolosità di questi comportamenti, si rendono conto ‘sti minchioni che di traffico ne abbiamo già abbastanza anche senza il loro contributo ?

Ma prima o poi una Jeep col paravacche me la rifaccio: nemmeno suono, mi appoggio e spingo via.