Archivi categoria: Lo Spigolo di Albert1

AUGURI, GUNNY !

DAJE !

Direttamente dai nostri canali di informazione paralleli apprendo che il nostro Gunny (storico appartenente alla presente gabbia di matti sin dal principio dei tempi) si è appena ripreso da un cazzo di infarto.

Le modalità ed il decorso dell’ evento provano che FugaDaPolis “fa bene”.

Avvertiti i sintomi inequivocabili ieri sera, ha avuto la prontezza di spirito di partire alla volta dell’ ospedale (non dimenticando di farsi pure una doccia), imboccare al PS e dopo aver subìto un intervento ed essersi beccato due stent in aorta, oggi già sta così.

E non farà nemmeno la cronaca su FB (cit. Evaporata, post di oggi), perchè tanto fra un po’ sta fuori, e poi non è il tipo. Di questa cosa rimarrà traccia solo qui e solo perchè ho voluto raccontarla io, che gli voglio bene 😉

Non ci sono cazzi, quando uno è forte, è forte. Ed egli lo è, fidatevi.

Daje, Andrè, siamo con te !

“VILLAGGIO FUGADAPOLIS”: UN PROGETTO.

Questa cosa è nata così, nei commenti, e quello che segue stavo per scriverlo proprio in un commento a questo post, ma poi ho pensato di farci un articolo. Spiego il perchè: è comunque un altro pippone mentale nel quale mi piacerebbe coinvolgervi, una specie di sogno collettivo che almeno virtualmente sarebbe bello costruire con voi. Io dico come la vedo io, poi espongo le “criticità” e poi vediamo insieme le idee (anche completamente diverse, al solito la mia è solo una “traccia”) e le possibili soluzioni.

A titolo di “comunicazione di servizio”, preannuncio che da dopodomani mi tolgo dalle palle per un po’. Non vado da nessuna parte ma mi ritiro una decina o forse una quindicina di giorni a casa, dove la connettività scarseggia e la tecnologia scoreggia e dove ho diverse cosette da fare tipo finire di pitturare i muri dentro e fuori che avevo iniziato l’ anno scorso poi mi sono rotto le palle e ho lasciato tutto a metà. Quindi non potrò permettermi chissà che scrittura e mi limiterò a fare lo spettatore, qualche commento ma niente “pipponi” (meno male, aggiungo 😉 ). Conto su di voi per l’ alimentazione del Blog e mi raccomando fate i bravi ma soprattutto fate come cazzo vi pare. E non c’è bisogno che ve lo dica.

Vado col copiaincolla del commento che è diventato un post:

Or che ci penso, già il nome, che poi è “fuga dalla città” ci sta tutto.
Un’ isola non so, tanto l’ importante è alleggerire la “pressione sociale”.
Lo vedo più come un appezzamento non distante dai servizi essenziali, abbastanza grande da garantire un terreno di 10.000 mq per ogni nucleo familiare: dei quadratoni da 100 metri di lato intersecati da stradoni larghi abbastanza da fornire una corsia per senso di marcia per le auto, una per le bici e due marciapiedi comodi. Almeno due ingressi su strada principale ed in prossimità di questi degli spiazzi (non parcheggi, ognuno parcheggia a casa sua il cazzo che gli pare, auto, camper, camion, barche, elicotteri) da usare come luoghi di ritrovo comuni o per organizzare cose tipo feste, mercatini, roba così. L’ accesso a tutto il comprensorio dovrebbe essere solo da questi due varchi.
A livello costruttivo, poi, ognuno dovrebbe progettarsi e costruirsi (nel suo quadratone) quello che preferisce per campare. Vuoi fare la villa, vuoi fare il castello, vuoi fare la baracca, vuoi metterci una roulotte, vuoi farci la baita in legno ? Come vuoi, basta che la piazzi esattamente al centro del quadratone: tutto intorno (tranne che per il cancello d’ entrata singolo) il perimetro dovrebbe essere coperto da alberi o siepi alte in modo che non si veda una mazza di quello che ci hai fatto dentro.
Bello, brutto, non ci frega un cazzo. Ognuno il suo.
Idem col terreno intorno: ci vuoi fare l’orto ? Ci vuoi la piscina ? Un enorme prato ? Una coltivazione di canapa ? Lo lasci così e ci fai crescere le erbacce ? Sti cazzi. I quadratoni devono essere separati su ogni lato dagli stradoni anche perchè se un giorno decidi di dare fuoco a tutto non attacca ai “vicini”. 😉
Poche semplici regole così, e dovrebbe essere facile realizzarlo.

Il vero problema, che merita studi approfonditi, è quello che affligge ogni realtà di questo tipo: il “condominio” maledetto.
Dobbiamo trovare il modo di eliminare completamente ogni genere di spesa comune. Perchè sono quelle che uccidono nel tempo ogni progetto di convivenza: possiamo amarci tutti alla follia, praticare il sesso libero, scambiarci le macchine e le verdure, ma quando ci stanno di mezzo le “spese condominiali” tempo un anno e ogni idillio finisce. Con le giuste distanze ed una ragionevole tolleranza reciproca i problemi di vicinato si superano (l’ abbassamento della pressione sociale di cui sopra, se fra casa mia e la tua ci stanno 150 metri e due file di siepi da due metri e mezzo per me puoi anche fare un “rave” ogni sera), ma se anche una piccola parte dei miei interessi dipende dai soldi di qualcun altro sono cazzi.

Qui vi voglio, perchè io non ho idee. Nel suo quadratone ognuno si gestisce come vuole e vabbè: utenze, manutenzione, spese, a ciascuno i cazzi suoi. Ma le parti comuni ? L’ illuminazione e la manutenzione delle strade, ad esempio, oppure la corrente per i cancelli dei due ingressi… come si può risolvere ? Facciamo il caso reale, mettiamo che ci andiamo a stare proprio noi che scriviamo qui (sarebbe quella l’ idea): io stesso potrei partire con tutte le migliori intenzioni e contribuire per la mia parte al fondo comune per queste faccende, ma so già che prima o poi mi troverei in difficoltà e vuoi per un mese, vuoi per un anno, mancherei di versare la mia “quota” mettendo così nella merda tutti gli altri. Perchè non funziona il cancello ? Perchè quel tapino di Albert1 sono sei mesi che non mette i soldi per la corrente e ce l’hanno staccata.

No, così non va.

Come si può fare ? Ci deve essere un modo: guardate che non è una cazzata, eh ? Se troviamo la soluzione qui, ci danno il Nobel per la pace. E’ un progetto, ma è anche una metafora di vita sociale.

COME NON VENDERE UN SISTEMA DI ALLARME.

Leggendo l’ultimo post di Lezzy pensavo alla paura come strumento di marketing, e mi è tornato in mente un episodio di qualche settimana fa che mi diverte raccontarvi.

Da qualche anno esiste in Italia una Società che progetta, vende ed installa sistemi di allarme residenziali e commerciali integrati. Fanno anche la pubblicità in TV e in Rete, non vi sarà difficile capire che parlo di quella ditta il cui nome in italiano sarebbe qualcosa come “Moltosicuro”.

E’ un network molto strutturato, hanno anche venditori “porta a porta” dotati di materiale informativo, attrezzature di prova, molto ben preparati. La stessa cosa di quelli che vendono i depuratori d’acqua dopo avervi dimostrato che la vostra acqua potabile è in realtà un veicolo di qualsiasi cosa, dalla salmonella ai metalli pesanti passando per la radioattività, e invece la loro è pura acqua di fonte e pure frizzante, pensa un po’.

Il loro sistema fa leva fondamentalmente sull’ instillare il terrore di intrusioni nella vostra casa (o nel vostro negozio), perchè “in zona aumentano questi fenomeni ed i vostri beni vanno protetti adeguatamente“. Poi propongono tutta una serie di marchingegni cinesi del cazzo che messi insieme formano un “sistema infallibile” contro i ladri, che suona, strilla, strepita, accende le luci, spara cortine fumogene, avvisa voi, le guardie, tutti vostri parenti fino al quarto grado ogni volta che qualcosa lo fa scattare. Roba da vivere nell’ ansia peggio che quando non ce l’avevi.

Si dà il caso che la zona dove vivo sia abbastanza refrattaria agli eventi criminosi, questo per vari motivi:

  1. E’ scarsamente popolata oltre che sconosciuta ai più;
  2. E’ fondamentalmente una lunga via senza uscita alla estrema periferia della città: chi entra se non è “di zona” viene subito inquadrato;
  3. Le poche case e baracche presenti sono comunque abitate da gente ufficialmente priva di reddito e/o particolari indicatori del medesimo (ivi compreso il sottoscritto), diciamo che non è propriamente Parioli, via;
  4. Tra gli indigeni oltretutto, una buona parte è gente che i furti li fa e non li subisce (e come dice il vecchio adagio, i ladri non rubano a casa loro).
  5. Siamo organizzati con una chat di gruppo su Whatsapp dove si segnala qualsiasi fatto degno di nota accada dall’ imbocco della strada (ultimo baluardo di civiltà) fino al suo naturale termine in un fosso sotto il Grande Raccordo Anulare: ci sono “vedette” attive praticamente ad ogni ora del giorno e della notte e ciò è molto utile sia a chi vuole stare in pace che a chi ha qualcosa da nascondere in fretta. Io sono fra quelli che vogliono stare solo in pace ma contribuisco comunque volentieri, così come ne usufruisco.

Da qualche anno a questa parte però, nella fascia iniziale della via in questione sono state costruite delle piccole palazzine e c’è stato un aumento di abitanti “normali”: questo ha fatto sì che la zona venisse “attenzionata” dai venditori dei sistemi in questione, che hanno cominciato a provarci pure qua.

Il periodo pre-estivo è fra i migliori per una vendita rapida di queste cose, quindi questa primavera una delle loro automobiline ha cominciato a girare da queste parti.

Saranno state le 18:30 di un sabato dello scorso maggio quando ho visto il Cane drizzare le orecchie e puntare il cancello. Mi affaccio, e vedo una macchina bianca ferma fuori. Sento uno sportello chiudersi e vedo una figura sbirciare attraverso la recinzione. Probabilmente cercava un citofono o un campanello (che non ho) e con l’occasione guardava dentro.

Sapevo già dalla chat di cui sopra che una Renault Clio bianca e rossa (con tanto di indicazione della targa e numero degli occupanti a bordo) si stava fermando ad ogni cancello, segnalata come innocua ma comunque da tenere d’occhio. Grazie WhatsApp.

Era l’ ora della passeggiata, quindi colgo l’occasione: aggancio il Cane al guinzaglio e mi incammino verso il cancello… apro, esco e me lo chiudo alle spalle, aggirando la macchina ferma davanti. Poi comincia la scena:

Buonasera, cerca qualcuno” ?

Lei abita qui” ?

No, stavo qua in ciavatte a cambià aria… secondo te” ?

Ah, no, scusi, non mi fraintenda… sono della ‘Moltosicuro’, certamente ci conosce“…

La ditta la conosco di nome, ma a te no. Cerchi qualcuno, te sei perso qualcosa, che te manca” ?

Senta, io sto lavorando, sono qui per aiutarla, lei lo sa che in questa zona i furti nelle abitazioni stanno aumentando” ?

No. Non lo sapevo. So solo che l’ ultimo che ha provato a entrare qua dal vicino mio l’hanno portato via quelli der 118. Che te serve” ?

Volevo sapere se era interessato a valutare un nostro sistema completo che“…

No. Grazie. Sei entrato nella via ventidue minuti fa, ti sei fermato… famme fà er conto… dodici volte, dieci volte hai trovato solo cani, una t’ha aperto un vecchio col bastone che parla solo rumeno, una è questa qua. Abbastanza completo come sistema” ?

Va bene, le lascio comunque un biglietto, se ci ripensa“…

Grazie, non credo, ma grazie. Mò per favore sposta la macchina che fra un po’ mi arriva gente. Ah, più avanti la strada è chiusa, ti conviene fare inversione qua che è più largo se no te la devi fare tutta a retromarcia. E ti sconsiglio di andare avanti che quello in fondo ha i maremmani sciolti ed è sordo“.

Ok, grazie e scusi il disturbo, arrivederci“.

Ciao“.

Io amo queste cose. Sono le mie piccole soddisfazioni. Me le sono coltivate e quando capita me le godo tutte.

😀

“RMFM” – ALBERT1 ®

Gentile Cliente,

la versione di Albert1 ® che ha appena acquistato, al suo attuale livello di evoluzione ed aggiornamento differisce per alcune caratteristiche da quelle precedenti: se ha avuto un Albert1 ® in passato – anche se la maggior parte delle funzioni è rimasta invariata – troverà in questo manuale le indicazioni che La aiuteranno a fruire della migliore esperienza possibile mantenendo invariati gli standard di soddisfazione cui era abituato. La ringraziamo in anticipo per voler leggere con attenzione questo manuale e consigliamo di tenerlo sempre a portata di mano come riferimento, ricordandoLe che la nostra policy aziendale (come riportato sui documenti d’ acquisto) non prevede alcuna assistenza post-vendita e nessuna forma di servizio Clienti. Il corretto funzionamento e la durata della sua interazione con Albert1 ® dipendono solo da Lei.

PARTE 1: CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO

Temperatura d’esercizio: -15°C / +35°C, umidità relativa ambientale: 20% / 90%. Al di fuori di questi limiti, per periodi non superiori alle 8 ore la funzionalità rimane invariata. Per intervalli di tempo superiori non è garantita la piena efficienza.

Albert1 ® è resistente all’ acqua, impermeabile ma non subacqueo. Rispetto alle versioni in commercio sino al 2000, a seguito degli esiti di una nostra ricerca di mercato, la capacità polmonare è stata ridotta a favore di un aspetto più maturo e ad un atteggiamento più pacato. Può quindi sostenere brevi (max. 3′) immersioni a profondità non superiori ai 5 metri. Trattandosi di una delle modifiche sostanziali apportate La preghiamo di considerarla con attenzione.

Albert1 ® non necessita di alcuna manutenzione, provvede in autonomia al reperimento delle risorse necessarie, così come alla sua cura ed alle eventuali riparazioni. Ogni sua eventuale assenza o temporanea irreperibilità è semplicemente indicazione dell’ entrata in “modalità manutenzione“, che in ogni caso non si prolunga – salvo eventi eccezionali – oltre le 8 ore.

PARTE 2: INTERAZIONE

Interagire con Albert1 ® è sempre stato semplice, ma questa nuova versione ottimizzata ed accuratamente riscritta presenta innumerevoli migliorie che – seguendo le semplici regole descritte in questa guida – Le garantiranno un’ esperienza inedita.

N.B.: nonostante la comunicazione sia pienamente bidirezionale, in “real-time” senza ritardi di alcun genere, suggeriamo in ogni caso (come norma generale) di evitare la sovrapposizione di voci durante l’ interazione. Albert1 ® è progettato per ascoltare (o leggere se la comunicazione è in forma scritta) per un tempo illimitato e garantiamo che in fase di ascolto/lettura non tralascia ne’ dimentica nessuna parola o nessun concetto gli venga comunicato. Un tasso di dispersione dello 0,5% in particolari fasi di disattenzione (generalmente poco prima di entrare in “modalità manutenzione”) è considerato accettabile. Per questo motivo si consiglia di comunicare quello che si desidera senza preoccuparsi della lunghezza e/o della complessità del messaggio. Albert1 ® prenderà buona nota e comprenderà – analizzando in tempo reale – tutti i concetti trasmessi. Al fine di evitare spiacevoli malfunzionamenti Le raccomandiamo per lo stesso motivo di rimanere in silenzio e prestare attenzione a quanto comunicato in risposta. La programmazione di Albert1 ®, per permetterLe di scegliere la modalità migliore caso per caso, prevede che (mentre in ascolto/lettura non ci sono limiti) la sua comunicazione verbale sia estremamente sintetica e breve e quella scritta sia invece più articolata.

Nonostante tutti i nostri sforzi per migliorare questo aspetto, il “multitasking” di Albert1 ® è rimasto quello delle versioni precedenti (se ha necessità di elaborare un numero maggiore di processi contemporanei, Le consigliamo di contattare un nostro Agente e valutare i modelli di sesso femminile): esclusi ovviamente i processi vitali ed autonomi in background, Albert1 ® non è in grado di gestire più di due operazioni nella stessa unità di tempo. Eviti pertanto di sovraccaricarlo con un numero superiore di compiti in parallelo. In questo caso, verrà comunque avvisato da un apposito messaggio vocale (“me stai a cacà er cazzo“) che Le darà modo di ridurre il carico di richieste.

Insieme alla virtualmente illimitata capacità di ascolto e comprensione, Albert1 ® è dotato di una tolleranza estrema: questo particolare aspetto è stato da noi introdotto a seguito di diversi inconvenienti occorsi con le versioni precedenti. Il nostro Team ha infatti rilevato che la soglia di irritabilità era tarata ad un livello troppo basso per un esemplare di produzione commerciale. In alcuni casi questo ha fatto si che in passato il tempo intercorrente fra il messaggio “me stai a cacà er cazzo” e quello “m’hai cacato er cazzo” (che indica l’ irreversibile passaggio alla modalità “attacco“) risultasse pari a zero. Ciò ha portato inevitabili e a volte spiacevoli disagi dal punto di vista sociale sia agli esemplari interessati che ai Clienti.

In ogni caso, abbiamo innalzato al massimo livello possibile questo particolare “trigger”. Può quindi confidare nella stabilità assoluta del Suo nuovo Albert1 ®. La sua modalità “attacco” (sempre preceduta dal messaggio di “warning” indicato) viene attivata esclusivamente in caso di reale minaccia fisica diretta allo stesso Albert1 ®, a Lei, o ad uno degli altri 5 soggetti (massimo numero di terzi inseribili, esseri umani, animali, oggetti) che avrà a suo tempo indicato nella apposita sezione del modulo d’ordine come “Beni da proteggere”.

Il Suo Albert1 ® si trova perfettamente a suo agio e svolge pienamente le sue funzioni in ogni situazione sociale o ambientale. Dal punto di vista fisico, nei limiti delle condizioni operative di cui alla parte 1, si adatta agli ambienti metropolitani, a quelli rurali, a quelli montani o marini senza bisogno di modifiche. “By design”, è preferibile non introdurlo in luoghi eccessivamente affollati o eccessivamente rumorosi (es. discoteche, sale d’attesa, uffici postali, file in genere): in questi casi, la sovrapposizione di “input” contemporanei potrebbe innescare precocemente la già descritta modalità “attacco” (per le conseguenze della quale teniamo a ricordarLe di aver già sottoscritto una completa assunzione di responsabilità).

Caratteristica peculiare di ogni versione di Albert1 ® rimane l’ estrema coerenza, che sommata ad una particolare memoria analitica con sistema a celle intercomunicanti, lo rende affidabile e costante per lunghissimi periodi: nell’ impossibiltà di dotarlo di una vera e propria “coscienza” abbiamo optato in sede di progettazione per una collaudata logica binaria. Nonostante la capacità di comprendere, interpretare ed esprimere a sua volta innumerevoli sfumature concettuali, il risultato di ogni sua elaborazione sarà sempre univoco e tale rimarrà. Inoltre, nei rari casi in cui autonomamente o per induzione realizzasse di aver commesso un errore, provvederà senza necessità di ulteriori interventi a riconoscerlo e comunicare l’ inconveniente.

Le auguriamo una lunga e soddisfacente coesistenza con il Suo nuovo Albert1 ® e le ricordiamo ancora una volta che il nostro rapporto si è concluso con la consegna del Suo esemplare. Abbiamo in ogni caso provveduto a dotarlo di un pacchetto illimitato di risorse interne, pertanto ogni Sua richiesta di variazione (entro i limiti imposti dal “firmware” non aggiornabile), di chiarimento o di assistenza potrà essere inoltrata e direttamente gestita dall’ esemplare stesso, che provvederà anche ad illustrare ogni aspetto non coperto dalla presente guida.

RMFM – UN NUOVO ACRONIMO

Ed una nuova categoria di post qui su Fuga (la trovate nell’ elenco categorie).

Chevvòrdì ?

Mi è venuta così, adesso, mentre scrivevo un commento al post di Lezzy…

Alcuni di voi (soprattutto gli “informatici” di vecchia data) conosceranno l’ acronimo “RTFM“, che io personalmente adoro. Sta per “Read The Fucking Manual” (leggi il fottuto manuale). Ai vecchissimi tempi, quando qualcuno – specialmente in chat su IRC – faceva domande idiote sul funzionamento di qualche programma o di qualche aggeggio tecnologico, si usava rispondere laconicamente “RTFM”, perchè i fottuti manuali c’erano, e spesso erano scritti da chi riceveva le domande. Quindi giustamente lo scrittore del manuale o del tutorial che si sentiva porre la domanda scema, sapendo che la risposta era già scritta, si adirava non poco: “che cazzo l’ho scritto a fare un manuale di 380 pagine, diviso in capitoli e con sezione FAQ il tutto in formato ipertesto se poi mi chiedi una cosa che sta scritta a pagina 2” ? RTFM !!

Che c’entra con questo post ? Niente. Però mi piace fare il saputello e raccontare aneddoti dei bei tempi che furono. Non vi piace leggerli ? Ci sono sempre i video di gattini e anche “La Cucina di Benedetta”. Hai voglia te… 😉

Ma veniamo finalmente a noi.

Nel nostro caso, “RMFM” sta per “Read My Fucking Manual“. L’ idea si inserisce nel contesto dei miei “sondaggioni” o “esperimenti sociali” che dir si voglia, e vorrebbe funzionare così:

Quante volte ci siamo sentiti dire una cosa tipo: “con te servirebbe il libretto di istruzioni” ?

Ecco, sarebbe divertente (e financo utile) se ognuno di noi scrivesse il “suo fottuto manuale“: ovviamente non una cosa omnicomprensiva, giusto una “Guida di Avvio Rapido”, dei punti e/o delle avvertenze con le quali spiega come “funziona” a qualcuno che non lo conosce. Cose da fare, cose da evitare, argomenti da non toccare o argomenti preferiti, cose così.

Sembra facile, ma non lo è. Io stesso volevo prima scrivere il mio ma ho preferito lanciare in anteprima l’idea, poi vediamo come va.

Vi stuzzica l’idea ? Se non vi stuzzica ditelo, che mi vado a guardare qualche video di gattini, ma in caso affermativo dateci sotto ! Sarebbe utile nel caso che il titolo dei vostri post iniziasse con “RMFM” e che selezionaste (oltre a quella generale) la categoria “RMFM”, così poi li ritroviamo più facilmente.

Io intanto comincio a buttare giù qualche punto del mio, di manuale. Ho scritto manuali per anni, ma questo sarà il più impegnativo in assoluto… 😉