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DU’ CAZZATE.

Nel senso di due cose di poco conto, che però mi sono appuntato mentalmente e che oggi vado a condividere:

Cazzata N.1: Il Tavernello esoso.

Antefatto: ho un indirizzo Gmail che credo sia uno dei primi account Google mai creati. E’ composto dall’ iniziale del mio nome, un punto, il mio cognome seguiti da gmail punto com. Mi sembrava comodo e facile da ricordare, lo uso per gli account personali e per la corrispondenza quando sono proprio cazzi miei miei. La cosa singolare è che ricevo sistematicamente posta indirizzata ad altri che hanno il nome che inizia con la stessa lettera e lo stesso cognome. Ho più volte interpellato l’ assistenza della grande “G” perchè ho pensato che se io ricevo i loro, probabilmente loro riceveranno i miei, il che è sconveniente… ma nessuna soluzione. Ora, una di queste persone dall’ indirizzo simile si trova in Messico, altre quattro o cinque negli Stati Uniti. Quindi mi trovo sistematicamente a ricevere conferme di iscrizioni a vari servizi, pubblicità e newsletter di negozi e catene statunitensi, estratti conto bancari (divertenti), foto delle vacanze dei loro amici (meno divertenti), offerte immobiliari, preavvisi di verifiche fiscali da parte dell’ IRS (molto divertentissime, tanto sò cazzi loro).

Fra quelle di oggi c’era il “volantino” di una catena di negozi fisici e online americana (World Market), e il focus era sui prodotti “italiani”: non ho resistito, sono andato a curiosare ed ho scoperto che esiste il Tavernello in bottiglia (normale da 750cl) e che come tutti gli alcolici non è acquistabile online, ma se per esempio vi trovate a passeggiare a Plano (TEXAS), potete fare l’affarone e portarvene a casa una per 12,99 Dollari (!). Ah, se avete la “tessera” del negozio, viene via per soli 8,99. E che va la fate scappare st’ occasione ? Il bello è che ci sarà pure chi se lo compra e lo porta magari a cena dagli amici. Tutto vero, cliccare per credere.

Cazzata N.2: L’ aspirazione finale.

Questa è un po’ più “particolare”, e probabilmente dà fastidio solo a me, ma sono curioso di sapere se ci avete mai fatto caso. Requisito fondamentale per accorgersi di questa cosa è ascoltare sistematicamente la radio: si tratta di una nuova “moda” che credo abbia preso piede fra gli speaker di spot radiofonici (con attenzione mi è capitato di rilevarla anche in qualche spot televisivo, ma alla radio gira di più). In pratica, alla fine di ogni frase (credo per dare enfasi), hanno preso l’ abitudine di chiudere aspirando l’ultima vocale. Non so come renderla per iscritto, ci provo: è qualcosa come “Nuova Mercedes-Benz classe A(hh). Anche elettrica(hh). Una nuova esperienza di guida(hh). Provatela nelle nostre concessionarie(hh). Aperti anche domenica(hh)”.

Fateci caso, se vi capita. Questa cosa fa sì che tendano anche a “spezzare” in più frasi (per aumentare il numero di conclusioni “aspirate”) dei periodi che invece potrebbero essere tutti interi, imitando in un certo modo quella tecnica dei “tagli” in sequenza rapida che si usa molto nei video degli YouTubers (che io peraltro non sopporto, sia la tecnica, sia i video, sia gli YouTubers).

Si, lo so, uno che nota queste cose non è normale, ma ormai si sa che non sono normale… quindi che problema c’è ? 😉

QUANDO UNA SORPRESA NON TI SORPRENDE

…e ti rende felice.

Un altro mattone è andato al suo posto nel grande cantiere di FugaDaPolis. Alla fine, dopo dieci anni di sola conoscenza “virtuale” e vocale, ho incontrato di persona il Buon Lezzy (era ora, potrebbe dire qualcuno, ma mica è facile: fra il culo di piombo che mi caratterizza e la giustificata ritrosia che alberga naturalmente in una persona che vive in un paradiso a spostarsi nel casino infernale di una città come Roma, dieci anni sono pure pochi).

Il titolo è fuorviante: era tutto “programmato”, quindi di sorpresa c’è poco (anche se una cosa che non mi aspettavo c’è stata: non uno ma due regali che ho infinitamente apprezzato anche se per gustare il primo dovrò aspettare fino a sabato, unico giorno in cui bevo cose superiori ai 5°): dal momento in cui ci siamo “agganciati” con lo sguardo nel luogo prescelto, riconoscendoci peraltro al volo, è stato un susseguirsi continuo – nella mia testa – di “cazzo è lui, è proprio, esattamente, dettagliatamente, inconfondibilmente Lezzy“.

Per una questione di riservatezza non scendo in dettagli, stesso motivo per cui mi sono astenuto dal fare “selfie” o altre bimbominkiate del genere (che pure in altre occasioni ho fatto), però mi piace condividere le mie sensazioni: ho avuto la conferma di trovarmi al cospetto di una persona “vera”, sincera e “quadrata”. Uno che sa quello che dice e che dice di quello che sa. E che “sa” pure parecchio. La calma nel parlare, lo sguardo diretto e sincero, ecco: uno col quale potresti chiacchierare per ore dei massimi sistemi o delle minime puttanate con lo stesso entusiasmo. Diciamo che quando è arrivato il momento di separarci, mi è pesato un po’. Divertente il suo sincero tentativo di camuffare con una visita al bagno del bar il pagamento del conto 🙂 ma io, vecchio volpone, l’ho intercettato subito e anche se ho dovuto minacciare di dargli una capocciata sono riuscito alla fine a sventare l’intenzione (che sarebbe stata anche irrituale, visto che chi è “di casa” offre).

Aggiungo che tutte le caratteristiche positive devono essere un bene di famiglia, dato che era accompagnato da sua nipote (che si è accollata l’onere di scarrozzarlo in giro per Roma in questi giorni) e che la sua presenza non ha fatto che raddoppiare la piacevolezza dell’ incontro.

Per parte mia, spero di non essere stato noioso o deludente: la cosa bella è che io che normalmente scrivo tanto e parlo poco, ho parlato con lui come se stessi scrivendo, cioè molto. Lo vedo come un segno di intesa. 😉

Insomma, io l’ho sempre detto che questo posto attira gente come si deve… e questa è un’ ulteriore conferma nella conferma. Una volta si diceva “vibrazioni positive” ed ecco, qui è pieno di vibrazioni positive.

ONORI AL MAESTRO – POST DELUDENTE

Questo, come da titolo, è un post deludente. Perchè in un certo senso tratta di politica e non parla di nessuno di noi. Quindi ammetto in anticipo che è un po’ sotto la media dei miei “soliti” post.

Ma qualcosa devo commentare.

Il “Maestro” in questione è Enrico Letta, e l’ Arte di riferimento è quella di arrampicarsi sugli specchi. Nel suo partito è una pratica molto diffusa e tanti sono quelli che ne fanno una ragione di vita, ma Lui riesce a toccare vertici inaspettati. Non per niente l’ hanno fatto segretario.

Dunque sembra che durante non so quale chiacchierata, riferendosi alla Meloni abbia fatto una “gaffe” non indifferente, affermando che sarebbe preferibile un Premier maschio. Data la tendenza della sinistra tutta (e anche di buona parte del resto dell’ arco parlamentare a dire il vero) ad appiattirsi sul trend che va per la maggiore (quindi “niente cose sessiste per carità, viva la parità di genere, anzi superiamo i generi, vanno bene anche i trans, anzi meglio i trans, che cazzo vi credete di essere meglio perchè avete il pisello o la patonza, poveri scemi, meglio se li avete tutti e due anzi meglio se non avete niente e pisciate da un tubo“), diciamo che se è vero che l’ha detta così si è dato una bella palata sui denti da solo.

Ma non gli è bastato.

Per mettere una pezza (come al solito peggiore del buco) è riuscito a partorire una cosa così, perchè ovviamente “è stato frainteso“:

In pratica ha detto che intendeva dire (ma è stato frainteso) che “se la prospettiva è quella di una donna premier che porta avanti politiche maschiliste allora è meglio un uomo premier che porta avanti politiche femministe“.

A me, quando l’ho sentita, sono cadute le palle per terra. Poi le ho raccolte e me le sono riattaccate con un potente adesivo cianoacrilico, ma per un po’ mi sono sentito “gender fluid” pure io. Forse il piano è proprio quello: vogliono cominciare col far cadere le palle a tutti, così metà del problema “gender” è risolto. Poi troveranno il modo di far esplodere anche le ovaie (ma secondo me già ce l’hanno), e avremo sistemato anche l’altra metà del cielo.

Ora, non è che Giorgia Meloni sia l’ amore della mia vita, anzi. In tempi remoti, intorno a Colle Oppio ci siamo anche vicendevolmente esposti le nostre divergenze, non lasciandoci particolarmente amici, però almeno a lei una cazzata simile non l’ho mai sentita dire.

Comunque Letta è un Maestro. Di cazzate, ma rimane un Maestro.

UNA VIA DA ESPLORARE (PARLO DI GAS).

Ultimamente il Blog langue un po’… non mi sto lamentando, eh ? A parte che è fisiologico per il periodo, e poi mica è sempre natale !

Anche io, di conseguenza, languo. Ho un “mini blocco dello scrittore”, ma nulla di grave. Anzi buon segno, vuol dire che non sono troppo incazzato.

Oggi però, nel commentare il Post dell’ Allegro, ho avuto un’ idea.

Premetto che è solo un’ idea, nata in questo preciso istante, e che va studiata, soprattutto sul piano della fattibilità tecnica in sicurezza. Magari poi chiedo a qualche tecnico.

A parte me (che vivo “in baracca” come diceva il buon Rino Gaetano), quasi tutti quelli che hanno il gas a casa (almeno a Roma, ma credo sia così ovunque) utilizzano il metano (gas naturale).

Ed è proprio il metano che con tutta questa storia sta aumentando di prezzo, ed è sempre lui quello che si ipotizza di “razionare”, in maniera completamente irrazionale. Io me ne sono accorto perchè poco più di un anno fa avevo comprato per girare in città una mitica Panda Natural Power (benzina + metano) e all’ inizio ero tutto contento perchè con 12 Euri facevo il pieno di metano (240 km), mentre oggi ne servono quasi 40. Faccio prima a mandarla a benzina.

Invece il GPL (gas di petrolio liquefatto), del quale c’è grande abbondanza ma che ormai si usa solo per le auto a GPL (appunto) e per le bombole, si è mantenuto abbastanza stabile. C’è si un aumento generalizzato, ma è frutto solo di speculazione sull’ onda ti tutto il resto, non dipende dalla scarsità. Diciamo che se una classica bombola da 15kg di GPL fino a 5 anni fa costava tra i 20 ed i 30 Euri, oggi costa fra i 30 e i 40. Ancora si può fare.

Allora pensavo:

almeno parzialmente, per quanto riguarda la cottura dei cibi, si potrebbe aggirare il problema separando l’ impianto di afflusso del gas in casa. Lasciando così com’è il “ramo” che va alla caldaia, si potrebbe intercettare e chiudere quello che va al piano cottura. Poi, partendo a ritroso dal piano cottura collegare un tubo da portare fuori sul balcone (ove ci sia un balcone) e predisporre lì un piccolo gabbiotto per una bombola di GPL. Per esperienza personale, garantisco che una bombola da 15kg anche con uso intensivo dei fornelli dura minimo tre mesi. I fornelli vanno adattati sostituendo gli “ugelli” (sembrano piccoli dadini dorati con un buchino al centro e si vedono smontando il fuoco per la pulizia) con quelli adatti al GPL, dovrebbero averveli dati insieme al piano cottura, ma si trovano comunque in giro.

Rimane la scocciatura di trovare un fornitore di bombole comodo (ma le consegnano anche a domicilio) ed il fastidio di doverla sostituire quando finisce. La bombola piena pesa in tutto 25kg, non è impossibile da movimentare.

A parte l’ investimento iniziale (in termini di costo dei lavori, che vanno fatti come si deve perchè col gas non si scherza), credo che un discreto risparmio si possa ottenere. Le bombole sono sicurissime, a patto che si comprino da un rivenditore serio: ne abuso da oltre 15 anni e solo in un caso mi è capitata una con il rubinetto difettoso, ma me ne sono accorto dalla puzza e gliel’ ho riportata subito.

In caso invece siate fortunati possessori di casa indipendente con uno spazietto adatto in giardino, sarebbe più che consigliabile la conversione a GPL dell’ intero impianto (caldaia, fornelli, tutto) e l’installazione di un bel “bombolone” fisso. Vi distaccate completamente dalla rete, e vi vengono a fare il “pieno” con l’autocisterna quando vi pare. Oggi come oggi, se continua così, tocca difendersi.

Se servono consigli sul risparmio energetico, dato che mi smazzo da anni per razionalizzare i consumi, chiedete pure: sono come sempre a disposizione.

CHE NE E’ STATO DELLA GUERRA ?

Voi avete notizie ? Non che ne senta la mancanza, eh, anzi. Però mi chiedevo dove cazzo fosse finito l’ incessante fuoco incrociato di notizie, servizi, scoop sensazionali, interviste con le badanti, filmati raccapriccianti, tutta quella roba lì che ringrazio perchè per un po’ ha oscurato l’altro fuoco incrociato (quello del coviddi) ma che oggi non vedo più.

Forse che i cattivoni russi e i martiri ucraini hanno smesso di giocare a Risiko ? No, non mi pare. E allora perchè non c’è più quell’ interesse morboso e impiccione che aveva fatto credere a tutti di essere sull’ orlo della terza guerra mondiale ?

Domanda retorica, naturalmente. Abbiamo altre priorità. Prima era tutto amore per l’ Ucraina (che chi se l’è mai cagata l’Ucraina a parte gli ucraini non lo so), adesso che si cerca il consenso al nuovo assetto politico di questo paese guai a parlare di cose brutte. Meglio spargere un po’ di esche qua e là, tante volte ci cascassero gli indecisi o quelli che si sono davvero rotti le palle. “Noi faremo questo“, “noi faremo quello“, “tranquilli non vi metteremo le mani in tasca” (ci metteranno piuttosto qualcos’ altro in culo, questo è certo)…

Quindi ricapitolando, la guerra in Ucraina è servita come tappeto per coprire le cazzate della “pandemia”, le elezioni servono come altro tappeto per coprire le altre cazzate della “guerra”, poi però servirà un ulteriore tappeto ancora più grande per coprire le cazzate elettorali. E dove lo troviamo ?

Stai a vedere che salta fuori un’ altra “ondata” ? Il momento sarebbe pure giusto.

A questo punto l’ Albert1 2.0 avrebbe chiosato con un sacramento di quelli da sbattezzarvi tutti all’ istante, ma mi sono “evoluto”: sono alla V.3.0a e bestemmio solo a voce. Quindi mi limito.