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Mercoledì 23 marzo a Roma, presso l’Acquario Romano (che acquario non è…), ho assistito alla prima assemblea del movimento DIEM25, lanciato dall’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, dopo che nel febbraio scorso a Berlino c’era stato un prologo. A Roma l’incontro è stato organizzato da un altro movimento, chiamato Alternativa Europea, anche se a dire il vero rimane difficile capire dove sono le differenze tra i due gruppi, o se uno è parte dell’altro.

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Dopo che le banche europee hanno investito in bot buona parte dei (nostri) 530 miliardi di Euro ricevuti da un uomo della Goldman Sachs (che è una banca), e mentre altri uomini della Goldman Sachs al governo dell’Italia ci dicono che il Paese sta uscendo dalla crisi (eppure continuano a chiudere ospedali, a togliere soldi alla scuola pubblica ed alla cultura, a continuare nell’opera di distruzione di questo Paese, proseguendo il “lavoro” dei governi precedenti), l’economia italiana è a livelli di sussistenza.

Conferma di questo inarrestabile declino arriva, come al solito, dal basso. Una nota catena di prodotti elettronici ha deciso di dare buoni spesa alimentari a chi fa acquisti da loro.

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Credo che la nostra oramai sia una economia di guerra, dove invece di usare le tasse per produrre carri armati e missili si usa il denaro pubblico per finanziare le banche e quell’economia clientelare che da sempre (ma ancora di più negli ultimi 25 anni) avvantaggia i peggiori (mafie, massoneria, varia criminalità) a scapito di chi lavora e chi produce.

Oggi è stato approvato il DEF (Documento Economico Finanziario). A parte che non ho capito, ma è il nuovo nome della solita “finanziaria”, o non c’entra un cazzo ? Perchè nel caso non mi capacito del motivo per cui ‘ste leggi devono cambià nome ogni volta, ma vabbè, non divaghiamo…

In conferenza stampa, il nostro (mio mica tanto, vostro non so) Mario Monti ad un certo punto ha fatto tutto un elenco di sfighe e piaghe bibliche ma alla fine ha concluso con un rassicurante:

…”ma abbiamo evitato il baratro del default“.

E mecojoni ar cazzo ! Allora, ricapitoliamo, le tasse sono aumentate invece di salire, chi magnava prima magna pure adesso e chi se la pijava ‘nder culo prima se la pija doppia adesso. Equitalia rompe il cazzo a destra e a manca, non rimedia una lira (perchè la gente mica è scema) però ottiene il risultato di 1,5 suicidi al giorno in media. Chi ha i soldi li porta fuori e da fuori col cazzo che li investono qua. Marchionne e company (che sono ancora meno scemi) si preparano a chiudere tutto il chiudibile perchè tanto hanno capito che qua nun c’è trippa pè gatti e se non si sbrigano gli fanno pure gli espropri proletari. La benza sta 2 euri al litro. Le banche continuano a fare come cazzo gli pare anzi pure peggio, perchè hanno capito che se non si sbrigano a magnasse tutto adesso fra due anni chiudono pure loro. Non uno dei 4 milioni e spicci di statali e parastatali del cazzo è stato mandato a casa o diversamente invitato a lavorare sul serio per una volta nella vita. Non un parlamentare ha visto diminuite le sue prebende. Non un partito ha smesso di rubare soldi pubblici. Bella manovra del cazzo. Bei risultati, complimenti.

Però, tranquilli, abbiamo evitato il baratro del default. E sti cazzi nun ce li metti, Mario ?

Ma a questo punto, non era meglio il default ? Qualsiasi cosa significhi ?

Che dire, come al solito, per questa volta grazie… la prossima fateve li cazzi vostri !

E se facessimo come in Islanda?

Pubblicato: 23/11/2011 da steffa88 in Generale
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in situazioni normali non sarebbe certo la scelta più corretta, ma considerata la situazione attuale, siamo sicuri che convenga rovinarsi per pagare un debito sempre più costoso? I rendimenti sono altissimi, stanno crescendo in tutta Europa, tutti i paesi sono in deficit e come se non bastasse si prospetta una recessione. si attendono aumenti delle tasse e altre misure imponenti. a questo punto non sarebbe il caso, visto che dovremmo essere tutti paesi democratici, di chiedere al popolo “lo volete pagare questo debito?” come è stato fatto in Islanda; io credo sarebbe giusto. magari val la pena di aspettare qualche mese, e vedere se le cose si sistemano, ma l’anno prossimo andrà all’asta una fetta importante di debito, e coi rendimenti attuali non sarebbe sostenibile, lì sarebbe giusto interpellare gli elettori. raccogliamo le firme?

1- La Grecia e’ ad oggi ufficialmente in bancarotta….come altro chiamare l’haircut del 50% sui titoli ai debitori non istituzionali
2- Per ora (per ora….) non si e’ estesa la misura agli investitori istituzionali, oppure i contribuenti al fondo ESFS e la BCE avrebbero subito una bella tosata (per la serie tutti i contribuenti europei pagano i debiti dei greci…fico!)
3- Attenti a comprare BOT, CCT, e altri titoli di stato….il meeting europeo ha certificato che le banche devono rivalutare i titoli PIIGS in portafoglio ai valori di mercato. E i BOT, CCT et at italiani ad oggi valgono….nulla. Se non volete rimetterci soldi vostri, non credete a chi vi dice che l’Italia non e’ avviata sullo stesso cammino

Poi ci sarebbe la famosa letterina…che vedremo se e quando diverra’ realta;