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Mercoledì 23 marzo a Roma, presso l’Acquario Romano (che acquario non è…), ho assistito alla prima assemblea del movimento DIEM25, lanciato dall’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, dopo che nel febbraio scorso a Berlino c’era stato un prologo. A Roma l’incontro è stato organizzato da un altro movimento, chiamato Alternativa Europea, anche se a dire il vero rimane difficile capire dove sono le differenze tra i due gruppi, o se uno è parte dell’altro.

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questo è l’ultimo post sul blog di Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L’emissione di Co2 è punita con l’assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all’Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Le spiagge sono pubbliche, come i musei e i luoghi d’arte. I cacciatori fanno solo safari fotografici e ripongono nei nidi i piccoli caduti al suolo. Chi è sorpreso con un’arma è lasciato libero nei boschi e cacciato da personale specializzato con pallettoni a sale per un massimo di due ore. L’accesso alla banda ultra larga è un diritto civile e il telelavoro è diffuso ovunque. I medici e gli avvocati sono categorie protette, come i panda. Le malattie ambientali sono infatti diminuite e il numero degli avvocati è stato ridotto per legge a un decimo, come altrove nel mondo, e la macchina della Giustizia ha ripreso finalmente a funzionare. L’INPS ha chiuso dopo una rivolta popolare che ha ridotto in macerie la sua sede e ora ognuno versa i contributi su un fondo privato. Gli ipermercati sono stati rasi al suolo per decreto. I beni alimentari prodotti e consumati a chilometro zero sono defiscalizzati. Le imprese di costruzioni sono state riconvertite a imprese di decostruzione. Distruggono edifici e infrastrutture inutili o che danneggiano l’ambiente. La decostruzione è diventata in breve la seconda azienda del Paese dopo le biciclette e esporta il suo “know how” in tutto il mondo e in particolare in Cina. Nei fiumi si fa il bagno la domenica da quando è stata introdotta la rieducazione forzata per inquinamento ambientale da scontarsi con la raccolta differenziata a vita. Non si possono possedere beni mobili e immobili superiori ai cinque milioni di euro, anche se molti vorrebbero abbassare la soglia. Ogni euro guadagnato in più va a favore della collettività. Chi si sottrae è rieducato alla comprensione della vita in appositi centri yoga. La parola leader è diventata un insulto. Ognuno è responsabile di sé stesso e verso la società. Le decisioni pubbliche sono prese tutte a maggioranza, sia a livello locale che nazionale. I produttori di armi e di imballaggi hanno chiuso i battenti. La Borsa, dopo il quasi azzeramento dei titoli, è stata chiusa per sempre e sostituita da un parco a tema sull’esplorazione dell’Universo. Anche i produttori di cartelle per bambini, sostituite da e-book, sono falliti e i giornali si possono sfogliare nei musei tra lo stegosauro e l’archaeopteryx. In Val di Susa si fanno solo picnic. Gli inceneritori, spenti da tempo, sono diventati attrazioni per il free climbing e la Salerno Reggio Calabria è finalmente finita e percorsa solo da auto elettriche. (fine della prima puntata)

qualcuno dice che gli italiani siano intrinsecamente anarchici, ma a guardar bene sembriamo più intrinsecamente fascisti

Giacomo Balla – “Genio Futurista” (1925) Olio su tela d’arazzo (Coll. Privata L. Biagiotti)

Una cosetta veloce, quasi fra me ed il Grande Capo Estiqaatsi… ultimamente, riferendosi alle gesta dei “finiani” di Futuro e Libertà, parecchi “giornalisti” hanno utilizzato in un improvvido slancio di sintesi il termine “Futuristi“.

Prima che invalga definitivamente questo abominevole uso, voglio che sia chiaro urbi et orbi che il sottoscritto è assolutamente contrario, ed anche un po’ incazzato. Già il Futurismo ha dovuto subire una ingiusta condanna per la sua parzialmente impropria identificazione con il fascismo… adesso cosa vogliamo, che le nuove generazioni pensando ai Futuristi si immaginino Fini e Bocchino ? Eh no, cazzo.

I Futuristi, quelli veri, sono altri, ed avevano altro da dire. Molto ma molto di più, e lo facevano molto meglio.