Posts contrassegnato dai tag ‘fiat’

Minchiònne vai a cacare

Pubblicato: 19/09/2012 da marchettino73 in Generale
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Plin plon

Si avverte il sig. Marchionne che in Audi,casa tedesca che fabbrica al momento le migliori auto in circolazione (e neanche tanto a buon mercato),gli operai tedeschi (e non come fa lui che sfrutta i poveracci) il 31/12/11 hanno ricevuto un premio produzione di 7000 euro CIASCUNO.

Diconsi settemila/00

Quindi la smetta di rompere i coglioni e faccia un prodotto decente.Vedrai ti ci incastra anche pagà l’operai….strónzolo

Plin plon

P.S:nel solo mese di agosto la nuova classe A di MB ha raccolto 50000 ordini (e la base costa 23000 euri nuda e cruda)

Plin plon

Fix It Again Tony – S02E04 (Sub ITA)

Pubblicato: 04/10/2011 da tafkamrlorenz in Generale
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Per chi volesse un riassunto delle puntate precedenti…qui e qui

 

Divergendo un po’ dalle opinioni del padrone di casa, riconfermo la mia posizione sulle ultime vicende della serie comica “Sergio, Susanna ed Emma” che rivaleggia con Jersey Shore in questa piatta stagione televisiva 2011
La FIAT non e’ interessata a fare auto in Italia. Non vi fate ingannare dalle corse capelli al vento sulla costiera amalfitana, le inversioni a U nella ZTL di Roma, con figona che scende a prendere il caffe’ in un inesistente “Bar Fontana di Trevi” e cosi’ via per sponsorizzare un prodotto che tra 5, 6 anni sara’ italiano come le “Fettuccini Alfredo” o la “Pizza Pepperoni” (altro…)

GRANDE SERGIO !

Pubblicato: 03/10/2011 da 2010fugadapolis in Generale
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Ove per “Sergio” non intendo il mio macellaio (che pure saluto cordialmente, anche se quell’ ultimo tocco di filetto era un po’ cartonato ma lo perdono), bensì il Magico Sergio “Maglioncino” Marchionne.

Chi meglio di lui poteva far capire alla Marcegaglia e a quell’accozzaglia di finti industriali alla corte di Mr. Montezuma che ormai hanno strarotto il cazzo ?

Grazie, Sergio, fosse la volta che mi compro una Fiat ?

Ah, Signora Camusso ? Vattelapijànderculo, va… BUHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH !!!!

Ieri sera, stanco come un manovale a fine giornata, con la cena che non voleva andare giù e una boccia di Aglianico che voleva tornare su, mi sono fermato distrattamente su una trasmissione condotta (?) dalla Annunziata.

La trasmissione verteva sugli intrecci di potere FIAT e sfruttando sapientemente le parole di una oltremodo rincoglionita Signora Agnelli, tesseva una tela che comprendeva Marchionne, tutta la dinastia Agnelli, qualcosina di Montezemolo e (manco a dirlo) Berlusconi.

Ma vabbè, non è di questo che volevo trattare. Il punto è che ad un certo momento hanno mostrato questo spot:

E io ho voluto approfondire.

E allora mi sono un po’ incazzato. Voi sapete quanto io (altro…)

Non ci siamo.Ma neanche un’po.

Pubblicato: 08/02/2011 da marchettino73 in Generale
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Su Linkiesta, l’analista finanziario indipendente Andrew Sentance segnala che Fiat avrebbe pesantemente “bucato” il piano industriale 2006-2010 soprattutto a causa dei marchi Alfa e Lancia:

«Alfa e Lancia, semplicemente, non stanno vendendo tante auto quante erano state preventivate e annunciate. Nel piano industriale 2006-2010, era previsto che nel 2010 l’Alfa e la Lancia avrebbero venduto entrambe 300.000 auto l’anno. Se ne stanno invece vendendo circa 100.000, esattamente come quattro anni fa. Anche con la migliore forza lavoro al mondo, non si può pensare di far profitti se viene venduto un terzo delle auto che si era prestabilito di vendere. L’altro grosso buco è la Cina, oggi il più grande mercato automobilistico mondiale. Là dove l’azienda dovrebbe star vendendo ormai 300.000 auto, non è neppure presente»

Nulla di male, s’intende. C’è la crisi e i marchi tedeschi si sono mangiati la Cina: non potete pretendere che per simili dettagli un piano industriale venga attualizzato, cioè riscritto o cestinato.

Secondi i calcoli di Sentance, che ricava il grado di leva operativa di Fiat dal piano industriale 2006-2010, il raggiungimento dei target di vendite per Alfa e Lancia avrebbe determinato un maggiore utile operativo di circa 750 milioni, sufficiente a rendere profittevoli gli impianti italiani, oltre ad eccedere i risparmi di costo derivanti (altro…)