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I 60 anni de “Il Sorpasso”

Il capolavoro di Dino Risi è ambientato nel ferragosto del 1962. Esattamente 60 anni fa.

Era un mondo totalmente diverso, di un’Italia che stava diventando a marce forzate uno dei Paesi più avanzati e ricchi del mondo. Col lavoro e il sacrificio di tutti (o quasi), con un senso di responsabilità diffuso, una grande voglia di riscatto, e, non da ultimo, con una classe dirigente e politica di primo piano.

Tutto questo sarebbe durato poco. Enrico Mattei sarebbe stato tolto di mezzo il 27 ottobre dello stesso anno. Il primo di tanti altri, come Pasolini nel ’75, Moro nel ’78, Caffè nell’87.

Ma dicevamo il 1962. Era il periodo della FIAT 600 che dava indipendenza alle famiglie piccolo-borghesi, dell’acquisto delle seconde case al mare o in montagna, dei piccoli imprenditori che cominciavano a costituire la forza trainante del Paese (decenni dopo avremmo parlato di PMI, piccole e medie imprese), delle vacanze che tutti si potevano permettere, fosse anche solo in località vicino all’area di residenza.

Il film di Risi è un formidabile spaccato di un’era geologica oramai estinta, dalla quale ci separano 60 anni di tempo, che però sembrano 600. Un’epoca, quella, di benessere e – con certi limiti – spensieratezza, specie se paragonata ai drammi e alle distruzioni della guerra distanti una manciata di anni. Benessere che non aveva nulla a che vedere con lo sperpero, il consumismo e la brama del superfluo. Sì, certo, c’era già chi si poteva permettere la macchina di lusso e la barca, ma in generale la massificante induzione di bisogni inutili ancora era lontana dalle odierne devastazioni, che hanno piallato le cortecce cerebrali per farne dei deserti, dove pensiero, raziocinio, logica e critica non possono attecchire.

Nessuno all’epoca avrebbe potuto immaginare le devastazioni che avrebbero portato in pochi decenni l’Italia a essere un Paese arretrato, distrutto da politiche criminali esogene, che sembra inesorabilmente destinato – pur senza l’uso di armi (ancora, per lo meno) – a rivivere quella penuria qua già provocata dalla guerra guerreggiata che si era vissuta nel ’15-’18 e nel ’40-’45.

Grazie Risi per averci offerto una testimonianza così poderosa di un’Italia che fu. E buone Feriae Augusti!

È tutto pianificato

Anche se son già passate due settimane dal 21 luglio, giorno delle dimissioni del rappresentante della UomoDoro Sucks e dell’immediato scioglimento delle Camere, mi permetto di avanzare alcune ipotesi interpretative su quanto è accaduto (e potrebbe accadere) nella politica italiana. So che vado un po’ fuori tema rispetto agli ultimi articoli da voi pubblicati su FdP, ma mi preme esprimere queste idee e soprattutto avere un vostro giudizio sulla situazione.

Se qualcuno va raccontando che il Governo Drago è caduto all’improvviso, inaspettatamente, o è ingenuo o vi sta prendendo in giro, perché le teste di legno che prendono gli ordini dai “poteri forti”*, il PdC e il PdR, sapevano già da tempo cosa sarebbe dovuto accadere. E puntualmente hanno fatto accadere.

Forse tale approccio puzza di complottismo, ma basta prendere in considerazione i fatti e analizzarli logicamente per averne conferma. A cominciare dal fatto che un PdC decida di dimettersi pur avendo la maggioranza numerica a sostenerlo, e di confermare tale decisione pur avendola ottenuta una seconda volta. Non dimenticando poi di aver fatto di tutto per non ricevere i voti del M5S, FI e Lega.

Il motivo dell’anticipato fine legislatura è in parte evidente, in parte ancora oscuro.

Non casualmente, la decisione è arrivata nel preciso momento in cui i parlamentari hanno maturato il diritto alla pensione. Discorso non valido per i paludati politicanti, ma per i neofiti. Insomma, gli “onorevoli” grillini hanno raggiunto il loro unico obiettivo: continuare a fare da parassiti per il resto della loro vita. Ma questo è il male minore per gli italiani tutti (a eccezione dei collusi, ovviamente). È infatti da più parti stato evidenziato che si sia scientificamente deciso di sciogliere le camere ora affinché le nuove formazioni nate dalla stagione “del dissenso” incontrino insormontabili problemi nella raccolta delle firme necessarie a presentarsi alle elezioni del prossimo 25 settembre. (Maggiori dettagli si trovano su https://pickline.it/2022/07/25/elezioni-politiche-la-trappola-delle-firme-per-i-piccoli-partiti/). Tale tempistica è confermata dal fatto che il PdR abbia sovvertito la prassi istituzionale, e abbia sciolto le Camere in fretta e furia, senza tentare di cercare una diversa maggioranza, magari provando a coalizzare i parlamentari attorno a un altro nome. Almeno avrebbe dovuto proporre ai Partiti come possibile nuovo Primo Ministro i presidenti delle Camere. Invece niente: elezioni il 25 settembre, senza perdite di tempo.

E perché? Perché il Piano evidentemente prevede altro. Da notare e sottolineare: il 25 settembre è la PRIMA data utile per indire le elezioni, perché i 70 giorni previsti dalla legge avrebbero permesso di votare anche a Ottobre. Sarebbe stato ovvio e responsabile da parte del PdR aspettarsi uno slittamento, visto che ci si sarebbe trovati difronte a una campagna elettorale in piena estate. Ma ovvio e responsabile da che punto di vista?

Perché questa fretta, allora? Cosa si teme? Sì, certo, il pluralismo, la democrazia, che ci siano voci dissenzienti: tutto questo è palesemente nemico dei “poteri forti”* che ci comandano, e dei loro rappresentanti istituzionali che ne fanno da passacarte, ma sarà tutto?

Beh, ipotesi valida è di fare in modo che si formi un parlamentato senza una maggioranza solida, così da “essere costretti” a chiamare l’ennesimo Salvatore della Patria che riceve ordini da Bruxelles e Washington. Il nome è ancora il Drago (anche se per lui si parla di una promozione alla NATO o come prossimo PdR… loro già lo sanno, a noi rimane solo che aspettare) o anche un ritorno di fiamma per Cottarello. Così da continuare senza problemi l’implementazione dell’Agenda ordoliberista, che spolpa gli Stati e riduce sul lastrico le popolazioni per far arricchire le multinazionali e chi è già ricco.

Ma come, la Destra (quella “tradizionale”, diciamo, con FI, Lega e Fdi, non l’estrema destra, la nazista, composta da LeU, PD e altri “cespugli”) non avrà la maggioranza assoluta? Quella fascista (rido mentre lo scrivo) della Melona non sarà primo ministro? Beh, la piccoletta (è in parte di origini sarde) della Garbatella sta facendo di tutto per accreditarsi agli occhi dei burattinai mondiali, e potenzialmente sarebbe ben disposta a farsi mettere i fili che sinora hanno mosso il Drago, ma avrà voglia di gestire la catastrofe cui siamo destinati?

Va infatti sottolineato che da più fonti, italiane e straniere, istituzionali e private (anche sul blog della Allianz, che però ha già deciso di addossare la colpa ai famigerati novax… saranno loro la causa dell’aumento dei costi in bolletta?), da un paio di mesi si ventila l’ipotesi di possibili sommovimenti e rivolte che potrebbero accadere in autunno. Questi sarebbero per tutta evidenza causati dal disastro economico e sociale provocato dal contrapporsi della UE alla Russia, con sanzioni ai russi che stanno avendo un devastante effetto boomerang, rendendo sempre più dura la vita dei comuni mortali (quindi non dei politici, non dei radical-chic, non della teppa parassitaria che vive di usura e sfruttamento di noi tutti grazie a quanto è stato architettato e implementato in questi ultimi 30 e passa anni). Non è affatto casuale che proprio per il prossimo Ottobre sono previsti dei rincari per gas ed energia elettrica così elevati (con circa il raddoppio dei costi attuali) che per ovvia conseguenza non solo molte famiglie dovranno direzionare buona parte dei loro salari e stipendi alla copertura di tali spese, ma soprattutto molte aziende saranno costrette a chiudere o a ridurre drasticamente il proprio personale, con conseguente devastazione del tessuto socio-economico nazionale. Una catastrofe, con possibili rivolte (sarà l’italiano medio capace di opporsi alla propria cancellazione? Forse ridotto alla fame qualcosa farà…) che offrirà l’ennesima opportunità per dichiarare una ulteriore emergenza, e la NECESSITÀ di un governo unitario, cui partecipino tutti i Partiti, che così continueranno a essere corresponsabili del disastro (come accaduto dal 13 febbraio 2021) senza palesemente prendersene la responsabilità. Oppofinzione della Melona compresa, ovviamente. E quindi – anche in questa ipotesi – si dovrà per l’ennesima volta far riferimento a un PdC calato dall’alto, che continuerà sulla stessa linea dell’ultimo Governo.

È tutto? Chissà se già c’è in programma una diretta entrata in guerra contro la Russia. I produttori di armi, padroni (parzialmente?) di giornalisti e politici italiani, non vedono l’ora! Sarebbe interessante vedere al fronte e col fucile in mano due generazioni di persone il cui unico contatto con le battaglie è avvenuto con i videogiochi. Basterà l’allenamento con Doom a farne dei veri combattenti? Le file ai centri per la somministrazione del siero magico fanno dubitare sulla fierezza e sulla battagliera indole del popolo italico. “Siam pronti alla morte, la NATO chiamò?” Situazione tragicomica, che fa ridere e rabbrividire di terrore allo stesso tempo. E dà nausea.

Siamo condannati? Chissà. Negli ultimi due anni, soprattutto fuori del Parlamento qualcosa si è mosso. Sono nati movimenti per il rispetto dei diritti umani, che si appellano alla Costituzione, più volte calpestata. Ne parlerò nei prossimi giorni. Forse dipende anche da noi decidere se tentare di interferire nell’Agenda che ci vuole totalmente servi dei desiderata degli speculatori finanziari e degli schiavisti globali.

Voi che ne pensate di tutta questa situazione?

* parlo genericamente di “Poteri Forti” perché non voglio rischiare denunce.

NESSUNA RISPOSTA

Scrivi email a scuoleguida per sapere del rinnovo…

Nessuna risposta.

Scrivi a ospedali a pagamento per sapere quanto costa un esame…

Email fuori uso.

Vabbè, neppure ve lo dico… Telefoni a farmacie,..

Non rispondono (e loro stessi avevano affisso il cartello con su scritto di chiamarli)…

Non si tratta più solo di etica del lavoro (ormai inesistente).

Non si tratta più di dementi che neppure sanno fare i propri interessi…

E’ CHE TUTTO STA ANDANDO INESORABILMENTE IN MALORA.

…E vaffanculo!

Addio Italia !!!

Oggi un altro conoscente, salutava tutti dalla sua pagina di Facebook e comunicava il suo trasferimento a brevissimo tempo, in un altro continente, a circa 13500 km in linea d’aria di distanza dalla sua città natale.
Addio paese mio, addio Italia!
Finalmente la risposta che attendevo (e che non ho mai detto a nessuno) è arrivata. Mi trasferisco nelle isole polinesiane. Lì mi aspetta una vita migliore, un lavoro molto redditizio e più serenità. Dopo 2 anni la mia domanda è stata accettata ed il mio sogno si avvera. Lascio tutto e tutti col dolore in petto. Sto male credetemi, ma devo andare, e pensare al meglio. Qui non c’è piu nulla che mi soddisfi, l’Italia va a rotoli, tutti sono sofferenti e c’è gente davvero matta e crudele ultimamente. Che cavolo ci sto a fare qui. Lì intraprenderò una vita nuova, c’è un mondo nuovo che mi aspetta. Costa tutto meno e le tasse sono minime. Vi abbraccio tutti. Vi voglio bene, davvero grazie. BUONA FORTUNA a tutti!!!
“.
Non parliamo del ventenne in cerca di fortuna e di avventura, stavolta come molte altre storie che sto ascoltando e leggendo in questi ultimi mesi, si tratta di un 50enne con moglie e figli.
Venduto tutto ciò che aveva da una vita, casa, box, auto, moto, giro dei suoi mercati settimanali, trasferiti digitalmente tutti i suoi risparmi e salutato parenti, sorelle e fratelli, è pronto e felice di spostarsi in un altro mondo, di cui non conosce lingua, usi, costumi, clima, servizi sociali, problemi quotidiani e sanitari, aspettative del suo nucleo familiare.
Non so se siano matti loro, o noi che resistiamo, e che magari ci facciamo una bella risatina di scherno alla conoscenza di queste esistenze e decisioni forti, ma inconsuete.
Certo è che ci sentiamo tutti in una maledetta condizione di incertezza e provvisorietá che fa male, e che forse fa compiere quei gesti estremi, come appunto quello di sbattere la porta, che diventano irrevocabili con distanze simili.
Ma il dubbio è quello di valutare se essere quei sopravvissuti alla furia nazista, che emigrati oltreoceano sfuggirono alle persecuzioni, la fame e la vita magra del secondo conflitto mondiale o diventare le vittime designate di questi pazzi alla guida delle nazioni Occidentali.
Essere o non essere ?
Questo è il problema !!!