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Cara Elsa,
ho ascoltato attentamente il tuo discorso sui giovani e mi ha fatto riflettere molto.
Io sono uno di quei giovani poco schizzinosi che, appena conseguita la laurea, ha accettato la prima offerta di lavoro.
Da più di due anni rispondo al telefono in un call-center; in tutto questo tempo ho perso un po’ di vista l’obiettivo che avevo inizialmente: trovare un impiego dignitoso che mi garantisse una vita soddisfacente.
Grazie alle tue parole, tuttavia, ho aperto gli occhi.
Ho seguito il tuo consiglio e, da dentro il posto di lavoro, mi sono guardato intorno.
Alla mia destra c’è Mariella, che è rimasta incinta appena finite le superiori e ora ha una bambina di 6 anni; il suo contratto scade tra due settimane. Non esiste possibilità di rinnovo, altrimenti l’azienda dovrebbe assumerla a tempo indeterminato.
Alla mia sinistra c’è Antonio; italo-australiano, laurea specialistica in lingue e master in interpretariato. Ha aperto una partita iva per i suoi lavori di traduzione, ma poiché i clienti lo pagano con grave ritardo non riesce a coprire le spese per mantenerla.
Davanti a me, apparentemente indaffarati al computer (più realisticamente impegnati a cazzeggiare su Facebook), ci sono i miei responsabili. Ogni tanto alzano lo sguardo dallo schermo e controllano che in sala tutto vada bene; visto il loro livello di attenzione, è probabile che non si accorgerebbero nemmeno se qualcuno si stesse facendo saltare in aria. Loro però, sono i “responsabili”; sono evidentemente troppi rispetto alla mole ridicola di lavoro che svolgono. Qualcuno di loro ha la terza media, età tra i 30 e i 40 anni e vive con i genitori. Nessuno di loro ha delle competenze specifiche. Tuttavia, Tina è la nipote di un super-dirigente; Giuseppe ha amici in sindacato e si comporta come se fosse intoccabile.
Loro, i “responsabili”, hanno un contratto a tempo indeterminato; sui loro volti, a differenza dei nostri, non è impressa una data di scadenza.
Ecco perché, cara Fornero, le tue parole mi hanno cambiato la vita.
Perché, appunto, mi sono guardato intorno da dentro e ho capito che non sono stato abbastanza “choosy”; e così, ribaltando completamente il senso della tua frase, ho deciso di farmi licenziare, ma di farlo con stile.

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Bòne ferie

Pubblicato: 09/08/2012 da marchettino73 in Generale
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Ciò provato ma un ce la fò…..ciò 2 settimane davanti da bàtte ‘r capo ner muro,ciò da fà.
Dar 19 ar 25 ciò da badà reggi…..se sopravvivo ci si rivede il 27 Agosto.

Fate bòne ferie,trombate,divertitevi mentre mi fò ‘r culo 😀

Tanto vi ribecco tutti….popò di strónzoli :mrgreen:

Exactly!

Pubblicato: 02/04/2012 da marchettino73 in Generale
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@spinozait: Nelle lettere di licenziamento dovrà essere sempre indicata la motivazione. Ad esempio “Perché sì”. [venividiwc]

Tu guarda se alla fine, dopo il prevedibile astio provocato dal fatto che lo collego inscindibilmente alla scomparsa politica del mio GRANDE SILVIOOOOO !!!!, ‘sto cazzo di Monti non deve cominciare pure a starmi simpatico…

Addirittura, ha detto (sentito stamattina in radio) che il “posto fisso” è una noia e che i giovani farebbero bene a cominciare a pensare ad un mondo dove questo non sia più così scontato. Ha aggiunto che l’Art. 18 rischia di essere una zavorra per lo sviluppo del Paese.

Eh.

E GRAZIE AL CAZZO !!! PORCO DIO, sono anni che è così, che dico anni, decenni. E serviva un colpo di stato e un governo di banchieri di merda per poterlo dire senza che la gente scendesse in piazza con i forconi e i cappi, come succedeva ogni volta che qualcun altro anche solo lo accennava ?

Se una cosa così l’avesse detta il GRANDE SILVIO (e l’ha detta), gli avrebbero sguinzagliato addosso Chuck Norris.

Lo dice ‘sto babbeo e lo stanno pure a sentì.

Che mondo di merda.

RIDATEMI SILVIO.

Tutta Vita… (intermezzo riflessivo)

Pubblicato: 24/01/2012 da 2010fugadapolis in Generale
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Dopo anni ed anni mi sono deciso a passare ad uno “smartphone” Android con tutti i cazzi e mazzi, compreso Internet Full On, localizzazione GPS ed altre amenità. A parte il touchscreen capacitivo che se ciò i guanti devo fà i numeri còr naso, è abbastanza divertente (e anche utile, ovvìa…)

Fra le cose simpatiche che ho voluto provare, l’account Google e la funzione “Latitude” che tiene conto di dove sono stato nei vari momenti della giornata.

L’immagine sopra è il risultato di un mese di rilevazioni di posizione, e vista così è abbastanza sconcertante. Ma che cazzo. O lavoro o sto a casa, “tempo trascorso fuori” nemmeno il 5 %.

Ma che cazzo (e due). Così faccio le ragnatele, ci vuole che mi invento qualcosa. Se mi mettessi a fare il rappresentante ?