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Prima d’iniziare questo articolo va chiarito che qua non si parlerà di Berlino come la de facto capitale politica d’Europa, ossia il luogo dove si prendono le decisioni che stanno distruggendo l’economia di molti Paesi europei e la vita dei suoi cittadini, eventi che – per l’ennesima volta nella storia – fanno di quella città il male assoluto. Qui ci concentreremo su Berlino come luogo urbanizzato, dove vivono milioni di persone.

In quest’ottica, bisogna innanzitutto dire che Berlino non è Germania. Chi vi si reca lo deve tenere ben presente. Le piste ciclabili sono poche, pericolose (addirittura messe tra le rotaie del tram!!!) e fatte male, e c’è chi va in bici sui marciapiedi; per terra si trova cacca di cane; per strada c’è un traffico bestiale; la birra che vi si beve fa schifo (e la servono pure calda); in giro si sente continuamente parlare italiano (decine di migliaia sono i residenti italiani), mentre il tedesco là parlato è pessimo, e sembra quasi un dialetto. Si tratta di piccolezze, quasi insignificanti. Quasi. Perché in realtà sono sintomatiche. Forse Berlino non è mai stata Germania, è vero, ma quella che veniva chiamata la piccola Istanbul (Berlino Ovest), con un milione di turchi là residenti, invece di dare vita ad un meraviglioso esperimento sociale, attraverso l’unione con (o annessione de?) la Berlino che era oltre l’ex Cortina di Ferro ha creato un volgare baraccone in mano alla più truce speculazione edilizia, ed è diventata scenario di vera e propria pulizia etnica.
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Ho fatto un gioco.

Ho deciso di dedicarci una decina di minuti, provateci anche voi se vi avanza tempo, è interessante.

L’avevo già notato con le edizioni cartacee, ma online è più veloce e costa meno…

Funziona così: aprite la home page di Repubblica, tenetevi accanto un pezzo di carta ed una matita, e segnatevi quali brand e quali prodotti appaiono nel banner pubblicitario sulla spalla destra ogni volta che ricaricate la pagina. In 20 “reload” mi sono trovato pubblicizzati dal giornale che dovrebbe essere una delle voci di quelli che, vessati dalla crisi e da questo governo irresponsabile non arrivano alla quarta settimana, i seguenti prodotti:

1) Rolex – scoprite il nuovo DateJust (2 volte)

2) Marco Bicego – gioielli esclusivi (5 volte)

3) Barilla – forum contro gli OGM

4) Bose – sistemi audio per Home Theatre (5 volte)

5) Unipol – assicurazioni e strumenti finanziari (4 volte)

6) Samsung – 3D LED TV (2 volte)

7) Cartier “Winter Tale” – lancio linea natalizia Cartier.

Qualche dubbio sulla natura del “pubblico di Repubblica”, a questo punto mi viene…