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Altro che Mia Martini, altro che Marco Masini.

Vestito da beccamorto, gli piace suonare ai funerali, insomma non è più l’Elton di una volta… invecchiando ha perso un po’ di smalto, ha riposto la genialità, ha preso un po’ di cazzi di troppo ed ecco il tramonto di una stella. E se tutto va bene (ho molta fiducia nei suoi superpoteri), questa sera suonerà – con leggero anticipo – al funerale di questo governo malaticcio e acciaccato che ci portiamo dietro da troppo tempo.

Perchè dico questo ? Beh, ragazzi, potrei sbagliare, ma ho la netta sensazione che tutta questa faccenda della Cirinnà, delle Unioni Civili, della Stepchild Adoption, di quelli che imporopriamente vengono chiamati “matrimonii gay” e via elencando e froceggiando, altro non sia che l’occasione (da molti architettata e concertata) per far cadere il Governo in maniera pesante. E sarebbe pure ora. Che me sarei pure rotto er cazzo e gradirei usare la mia tessera elettorale che mi sta facendo la muffa.

Si, lo so, detta così suona un po’ strana, ma lasciatemi il tempo (altro…)

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Sanremo 2012.

Pubblicato: 15/02/2012 da 2010fugadapolis in Generale
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STI GRAN CAZZI.

Tutto qui ?

Tutto qui.

Eheheheheheheh…

Per essere Cavaliere bisogna anche saper cavalcare.

Pubblicato: 18/02/2011 da marchettino73 in Generale
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Scusate,non resisto.Mi strapperei le budella dalla contentezza dopo aver visto Roberto.
Voglio fargli un omaggio,concedetemelo.

BENIGNI: CANTA INNO MAMELI
Solo con la voce, luci basse, canta l’Inno d’Italia. E’ quasi raccolto, intimo. Sembra commosso. A Sanremo cantare senza orchestra né altri è un azzardo che nessuno osa. Al comico è riuscito e ha saputo rendere l’inno qualcosa di personale. Senza retorica. Applausi scroscianti. Poi se ne va.

BENIGNI: ITALIA FATTA DAL POPOLO
Italia fatta dal popolo. Loro sono morti per la patria perché noi imparassimo a vivere per la patria. Immagina un ragazzo sul campo che ripensa alle parole dell’inno e se lo canta. E annuncia che canta. “Mi gioco tutto”.

BENIGNI: FELICITA’ NON E’ CARA
Arriva ai versi conclusivi. Vorrei che foste felici, viviamo in un paese memorabile. E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scordativi della felicità. Che non è cara.

BENIGNI: L’ANALISI DELL’INNO
L’artista compie una lettura esegetica dell’inno di Mameli, sul modello delle sue celebri interpretazioni dei canti della Commedia di Dante. Ma anche l’analisi filologica e appassionata di Fratelli d’Italia (altro…)