Archivi tag: Tunisia

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit.

Che cazzo di titolo è questo ?

Una cosa come un’altra, direi… ma vediamo questi altri titoli:

Lampedusa: soluzione finale” (Il Fatto Quotidiano – prima pagina, giovedi 7 aprile 2011)

Il mare se li prende. E noi ?” (Avvenire – prima pagina, giovedi 7 aprile 2011)

Ecco, facendo una brevissima considerazione nel merito, ma non sarebbe stato meglio se invece di mettere lì ‘ste due cazzate gli illuminati responsabili delle due testate in questione avessero usato il “Lorem Ipsum” come titolo ?

Perchè qui si sfiora il ridicolo. E non mi incazzo solo perchè cerco di far finta di niente. Ma forse mi incazzo. Mò vedo. Poi vi dico.

Il signore non gradisce i maccheroni ? Provvediamo subito, ci scusi.

Io lo so che l’errore è il mio. Lo so.

Lo so che a pranzo non dovrei proprio tenere la TV accesa (anche a cena, se è per questo).

Lo so che se proprio devo, magari sarebbe il caso di non tenerla sintonizzata su RAI1, durante il TG. Lo so.

Anche perchè talvolta si rischia veramente di mandarsi per traverso il cibo, e oggi stavo per strozzarmi un’altra volta.

Durante l’ennesimo servizio di merda su non so quale tipologia di disperati a scelta fra quelli che arrivano via mare in questi giorni, intervistati senza pietà e senza ritegno da “giornalisti” che in confronto gli inviati di Santoro sembrano quasi professionisti, ti beccano ‘sto nordafricano che fra le altre cose dice:

Qui ci danno maccaroni, maccaroni, maccaroni, sempre maccaroni, noi in nostro paese no abituati a mangiare questo, io voglio andare via. A lavorare“.

Allora, complimenti per l’ultima parte della frase, unica cosa sensata di tutto il tuo discorso. Poi magari approfondiamo bene e mi definisci “lavorare”, però non voglio fare processi alle intenzioni. Va bene così.

Per quanto riguarda i “maccaroni”, invece, ho un’idea. Facciamo che non ti diamo un cazzo. Eh ? Come la vedi ? Acchiappa qualche gatto per strada e fattelo a kebab. Poi ne riparliamo. Ma possibile che tu non sia riuscito ad inventare una cazzata migliore di questa, li mortacci tua e de ‘sto fijo de ‘na cammella ?

Mi dispiace, ma mi sa che da quelle parti il “menu etnico per profughi” ancora non è arrivato.

Comunità internazionale ? “Foera d’i ball” !

Non mi sto aggiornando più di tanto su questa faccenda, primo perchè sono leggermente impegnato per i cazzi miei e non è che ogni conflitto quasi-mondiale posso distrarmi più di tanto, secondo perchè se no mi incazzo di brutto.

Solo alcune rapide considerazioni (alcune le avrò pure già fatte, scusatemi se mi ripeto, è l’età):

Si stanno scannando da mesi in gran parte del nordafrica e sono cadute una marea di teste, per non parlare di un paio di “presidenti” che si sono dati alla macchia. C’è una rivoluzione della madonna. Possibile che per la cosiddetta “Comunità internazionale” (si legga: mucchio di stati che fanno come cazzo gli pare finchè non arrivano gli Stati Uniti a spiegar loro bene a chi devono dare retta) esista solo ‘sta cazzo di Libia ? Cioè, voglio dire, che in Egitto c’è andata la NATO ? Che l’ONU ha cagato forse la Tunisia ? In Siria chi cazzo c’è andato ?

Poi, a me sembra che in Libia sia successo questo: un certo numero di persone (vogliamo dire un quarto della popolazione abile ? Forse un quinto) a cui sta Continua a leggere Comunità internazionale ? “Foera d’i ball” !

Rivoluzione sì,rivoluzione no

Prima la Tunisia, poi Egitto, Libia ed ora il Bahrain. Il Nord Africa e il Medio Oriente sono i luoghi più caldi del Pianeta a causa delle proteste che si susseguono oramai giornalmente.

Si potrebbe supporre che è tutto a causa dell’ effetto domino scatenato in Tunisia ma se si fa un passo indietro si scopre che i paesi dove è scoppiata (ed è in atto) la protesta hanno alcune, profonde, similitudini strutturali.
L’infografica di Elefint Designs mostra diverse statistiche. Il grafico a torta blu indica la parte di popolazione sotto i 25 anni, l’arco verde indica il reddito pro capite rispetto agli Stati Uniti, e quello rosso indica la percentuale delle persone che vivono in povertà.

Lampedusa: quando i magistrati sprecano cartucce.

Che Bernardino “Dino” de Rubeis, sindaco di Lampedusa in quota MPA, abbia una faccia poco rassicurante siamo d’accordo. Non è uno che vorrei incontrare in un vicolo buio senza testimoni. Che talvolta possa aver avuto delle uscite poco felici (anche se non c’è prova certa che un giorno abbia detto che “i negri puzzano“) oppure che su di lui pendano sospetti di pratiche non precisamente “etiche” ci può pure stare.

Anche se il garantista che è in me continua a considerarlo innocente fino a prova contraria certa.

Ma qui (ieri) siamo sprofondati nel ridicolo. Nella follia. Nella merda, oserei dire. Fino al 28 febbraio scorso si trattava solo di “rumors”, di indiscrezioni: fottendosene del segreto professionale e preso da un impeto di protagonismo giudiziario il Procuratore di Agrigento, Renato Di Natale si era fatto “scappare” con qualcuno che “stavano valutando la posizione del sindaco di Lampedusa in merito all’ipotesi di istigazione all’odio razziale scaturente da una sua ordinanza antibivacco e antiaccattonaggio sul territorio dell’isola”.

Ieri invece l’indiscrezione Continua a leggere Lampedusa: quando i magistrati sprecano cartucce.